{"id":2959,"date":"2026-04-30T18:40:21","date_gmt":"2026-04-30T17:40:21","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2959"},"modified":"2026-06-03T18:41:48","modified_gmt":"2026-06-03T17:41:48","slug":"cormons-tra-vigneti-e-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2026\/04\/30\/cormons-tra-vigneti-e-storia\/","title":{"rendered":"Corm\u00f2ns, tra vigneti e storia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 i cuore del Collio, borgo di stampo asburgico, nelle tradizioni intreccio fra Mitteleuropa e culture friulana e slava, con un centro elegante nei decori dei palazzi e delle case, tra vigneti di uve pregiate e dimore di famiglie nobili, storie di mummie e i ruderi di un castello\u2026 Ecco a voi Corm\u00f2ns, a due passi dal confine tra l\u2019Italia e la Slovenia, situata in qualche modo nel centro tra Udine, Gorizia e Palmanova. Questo paese \u00e8 antichissimo, cos\u00ec come possiamo notare anche dal nome stesso, di origine preromana, forse da Carmona, il paese delle donnole.<br>Per chi parte da Fiume, ci vogliono circa due ore di macchina. Inevitabile la strada per Trieste e poi in autostrada in direzione Venezia. L\u2019uscita giusta \u00e8 quella di Villesse; seguono strade secondarie che attraversano la pianura del Collio, tra filari di viti, qualche cantina con insegna trilingue e all\u2019orizzonte il fondovalle dell\u2019Isonzo. Corm\u00f2ns compare quasi senza preavviso, con il Monte Quarin che la sovrasta. In totale sono circa 110 chilometri. Ideale parcheggiare quasi subito accanto alla stazione ferroviaria.<br>Anche perch\u00e9 \u00e8 uno degli edifici che racconta meglio il passato pi\u00e0 recente di questa cittadina in provincia di Gorizia. La ferrovia arriv\u00f2 a Corm\u00f2ns nel 1860, quando la S\u00fcdbahn, la compagnia ferroviaria asburgica, la colleg\u00f2 direttamente con Vienna. All\u2019epoca, fu un evento di quelli destinati a cambiare le sorti del posto: Corm\u00f2ns smise cos\u00ec di essere soltanto una localit\u00e0 contesa tra patriarchi e conti e inizi\u00f2 a diventare un centro commerciale di una certa importanza, tanto che nel 1910 Francesco Giuseppe in persona, con bolla pontificia, le concesse il titolo di citt\u00e0.<br>Nata come stazione militare in epoca romana, ha origini molto antiche, probabilmente prelatine e celtiche, legate alla trib\u00f9 dei Galli Carmones o Carmonenses. Il nome deriverebbe da carm\u00f9n (donnaola in reto-romano) o harmo (ermellino), simboli totemici del popolo. Nota come Cormontium in epoca romana, fu fortificata dai Longobardi e fu importante sede patriarcale nel VIII secolo. Nel 628 divenne sede dei patriarchi di Aquileia, mantenendo questo status fino al 731, prima di passare sotto il controllo dei Conti di Gorizia.<br>Dopo secoli di dispute, entr\u00f2 a far parte dei possedimenti austriaci nel 1497, conservando ancora oggi un\u2019architettura tipica asburgica con influenza veneziana. Corm\u00f2ns ha giocato un ruolo strategico anche durante le guerre di indipendenza italiane. L\u2019armistizio tra il Regno d\u2019Italia e l\u2019Impero austriaco fu firmato proprio qui, a Villa Tomadoni il 12 agosto 1866. Da quel momento in poi, la stazione divenne anche posto di dogana sul confine tra i due Stati.<br>La stazione ferroviaria \u00e8 stata testimone degli spostamenti merci e passeggeri tra l\u2019Austria e l\u2019Adriatico, fungendo da importante punto di scambio locale vicino al confine. Da qui ci incamminiamo verso il centro. Dieci minuti, la prima chiesa che s\u2019incontra \u00e8 quella conosciuta comunemente come Santuario della Rosa mistica, ufficialmente Chiesa di Santa Caterina da Siena. Si affaccia sulla scenografica Piazza della Libert\u00e0. Il luogo di culto \u00e8 dedicato a Rosa mistica dal nome della statua della Madonna che qui \u00e8 venerata.<br>Con l\u2019annesso complesso conventuale, come leggiamo, il santuario fu costruito originariamente dai frati domenicani; nel 1805, Napoleone lo confisc\u00f2; in seguito pass\u00f2 alle Sorelle della Carit\u00e0 della Dottrina Cristiana, un ordine il cui compito era insegnare il catechismo alle ragazze del posto. La chiesa fu consacrata nel 1779 e dedicata a Santa Caterina da Siena, protettrice dell\u2019ordine. L\u2019appellativo<br>Rosa mistica viene da una piccola statua della Vergine custodita all\u2019interno dell\u2019altare. A questa statua furono attribuiti fatti prodigiosi e guarigioni, e nel tempo il santuario divent\u00f2 meta di pellegrinaggio. Oggi conserva oltre cinquecento ex voto lasciati da fedeli in segno di gratitudine.<br>Accanto alla chiesa, troviamo l\u2019insegna e la descrizione del Cammino Celeste di cui il Santuario della Rosa Mistica \u00e8 una delle tappe. Questo cammino \u00e8 un percorso di devozione mariana che collega Aquileia al Monte Lussari passando per le colline del Collio friulano. \u00c8 una delle strade pi\u00f9 antiche del pellegrino nordeuropeo diretto verso Roma o i santuari orientali. Corm\u00f2ns \u00e8 l\u2019approdo della seconda tappa, quella che arriva da Aiello del Friuli dopo 17 chilometri di pianura.<br>Di fronte alla chiesa, in piazza, si trova l\u2019imponente statua bronzea dell\u2019imperatore Massimiliano I d\u2019Asburgo, una figura centrale nelle vicende di Corm\u00f2ns. Nel 1497, il conte Leonardo di Gorizia, pressato dall\u2019imperatore, fu costretto a firmare un testamento in suo favore per evitare una guerra. Alla morte di Leonardo, Corm\u00f2ns, insieme all\u2019intera contea di Gorizia, pass\u00f2 agli Asburgo. La statua ricorda che per circa quattrocento anni questa fu terra imperiale, con tutto ci\u00f2 che ne conseguiva.<br>Usciti dalla piazza, ci dirigiamo un po\u2019 verso nord per vedere il Duomo di Sant\u2019Adalberto. Bastano pochi minuti, due viuzze e siamo in Piazza XXIV Maggio, il cosiddetto salotto buono della citt\u00e0, dove si trovano l\u2019Enoteca Regionale e Palazzo Locatelli, sede del Municipio e del Museo civico. Grande, con un campanile che dovrebbe essere il secondo pi\u00f9 alto di tutta l\u2019Arcidiocesi di Gorizia, dopo quello di Aquileia, l\u2019edifico settecentesco \u00e8 dominante dalla posizione sopraelevata al quale accedere da una monumentale scalinata.<br>Una prima chiesa dedicata a Sant\u2019Adalberto esisteva qui gi\u00e0 nel 1289. L\u2019edificio venne eretto nel 1340 per volont\u00e0 di Nicol\u00f2 Federico di Ungrispach, esponente di un\u2019importante famiglia nobiliare di Corm\u00f2ns, che riusc\u00ec a ottenere la concessione dal patriarca di Aquileia Bertrando. Il progetto era nato con la volont\u00e0 di dotare l\u2019area \u201cai margini della centa\u201d di una propria cappella di culto che sarebbe stata dedicata a San Nicola; il borgo era, infatti, gi\u00e0 servito dalla chiesa dedicata a Sant\u2019Adalberto.<br>CURIOSIT\u00c0. I lavori per l\u2019attuale duomo iniziarono attorno alla met\u00e0 del Settecento e si conclusero nel 1770. Ma la consacrazione arriv\u00f2 solo il 7 ottobre 1822, per mano dell\u2019arcivescovo Giuseppe Walland. Nel mezzo, una costruzione che inglob\u00f2 la struttura medievale preesistente e abbatt\u00e9 parte delle antiche cinte difensive che circondavano il quartiere. La scelta di Sant\u2019Adalberto come patrono non \u00e8 casuale: nel Medioevo Corm\u00f2ns aveva rapporti intensi con la capitale del Sacro Romano Impero, Praga inclusa, e il culto del vescovo martire era ben radicato in questa zona di confine tra il mondo latino e quello germanico.<br>La data precisa di costruzione della Chiesa di San Nicola \u00e8 tutt\u2019ora ignota ma \u00e8 noto che l\u2019edificio venne inglobato da un ospedale la cui attivit\u00e0 dur\u00f2 fino al 1866. Secondo le ricostruzioni, l\u2019ospedale doveva essere fornito di otto letti utilizzati principalmente per curare ammalati ma, per un massimo di tre giorni, potevano anche fungere da alloggio per viaggiatori. Nel 1782 la chiesa venne infine soppressa per volere dell\u2019imperatore Giuseppe II. Fino alla fine del XX secolo l\u2019edificio, in seguito ad un\u2019importante campagna di restauro, venne adibito ad uso scolastico concesso ad una scuola professionale e ad una sezione staccata dell\u2019Istituto di ragioneria. Della struttura trecentesca rimangono oggi solo i muri perimetrali e tracce di affreschi che raffigurano San Nicola.<br>Da qui raggiungiamo piazzale Antonio Sfiligoi e notiamo un lungo \u201ccorridoio\u201d: lungo il perimetro, c\u2019\u00e8 una lunga \u201cscia\u201d di pannelli espositivi allestiti sotto i portici della Cancelleria Vecchia, con tante fotografie storiche che raccontano oltre un secolo di vita cormonese. Vediamo immagini dal mercato in Piazza XXIV Maggio nei primi anni del Novecento, al confine italo-austriaco sul torrente Judrio a Brazzano, fino alle immagini della liberazione nel 1945 e alla prima giunta di sinistra del 1975.<br>La tappa successiva \u00e8 il Monte Quarin, che si raggiunge percorrendo la strada panoramica che sale dalla citt\u00e0 verso nord. L\u2019alternativa \u00e8 andare a piedi tra vigne e olivi e ci si arriva in circa quaranta minuti. In cima, a 274 metri sul livello del mare, si trovano i resti del castello e, poco sotto la sommit\u00e0, la Chiesa della Beata Vergine del Soccorso, conosciuta anche come Sant\u2019Anna. Fu realizzata nella prima met\u00e0 del Seicento per volere del barone Luca Del Mestri.<br>Posto sulla cima del colle, il castello ha offerto fin dall\u2019et\u00e0 del bronzo un luogo di rifugio in caso di incursioni e un ottimo punto di osservazione su tutta la pianura. S\u2019ipotizza che il sito ospitasse un insediamento celtico, poi diventato castrum romano, il Castrum Cormones. Il castello Corm\u00f2ns \u00e8 una fortificazione longobarda risalente al VII secolo, forse edificata sui resti di una rocca ancora pi\u00f9 antica, per contrastare l\u2019invasione dagli Avari nel 610. Nel 980 l\u2019imperatore Ottone II di Sassonia lo don\u00f2 al patriarca di Aquileia Rodoaldo.<br>E poi inizi\u00f2 la lunga stagione delle controversie. Nel 1286 pass\u00f2 sotto il controllo della Contea di Gorizia, quindi, con la morte dell\u2019ultimo dei conti goriziani, divenne possedimento di Massimiliano I d\u2019Asburgo. Nel 1511 fu preso e distrutto dai veneziani. Ricostruito, fu tuttavia in seguito abbandonato. Del castello rimane poco, ma da qui si offre una vista sulla pianura friulana che giustifica da sola la salita: vigneti, ulivi, frutteti terrazzati, e in giorni limpidi il profilo delle Alpi Giulie.<br>Dopo il Quarin, puntiamo verso la Slovenia. Pochi chilometri e alla sinistra appare la Chiesa del Cristo Re alla Subida o semplicemente \u201cla Subida\u201d. Questa piccola chiesa ha un\u2019origine atipica. Sorse grazie a un episodio che il 23 luglio 1597 scosse la comunit\u00e0 rurale locale in modo abbastanza profondo. Un contadino del posto not\u00f2 che i suoi buoi s\u2019inginocchiavano davanti a un crocifisso collocato su un capitello lungo la strada.<br>Dal crocifisso, secondo la tradizione, cominciarono a scorrere gocce di sudore. La cosa non pass\u00f2 inosservata. L\u2019arcidiacono fu avvertito, effettu\u00f2 un sopralluogo, scrisse una relazione e la sped\u00ec al Patriarca di Aquileia. Per motivi di sicurezza il crocifisso fu trasferito nel Duomo di Sant\u2019Adalberto. Ma la gente continuava ad andare sul posto a pregare, come se il luogo stesso avesse acquisito una qualit\u00e0 propria, indipendente dall\u2019oggetto. Il 26 agosto 1597, poche settimane dopo i fatti, fu posta la prima pietra della chiesa.<br>LA BOTTIGLIA\u2026 DELLA PACE. Corm\u00f2ns per molti visitatori \u00e8 gelosa custode di inedite eccellenze gastronomiche. Il suo prosciutto crudo, artigianale e pregiato, ha una stagionatura e un profilo aromatico leggermente diverso da quello pi\u00f9 famoso di San Daniele. Ma, soprattutto, Corm\u00f2ns la capitale enologica del Collio friulano: Ribolla gialla, Friulano, Malvasia, Pinot bianco sono solo alcuni dei vini locali. L\u2019Enoteca Regionale in piazza XXIV Maggio, ala destra di Palazzo Locatelli (Locatello Locatelli su un colonnello dell\u2019esercito imperiale che si distinse nella Guerra dei Trent\u2019anni e che ricevette da Ferdinando III d\u2019Asburgo un podere in quest\u2019area, mentre la dimora fu realizzata da un suo discendente, il barone Giorgio Locatelli, nella seconda met\u00e0 del Settecento), raccoglie le produzioni di oltre trenta aziende vitivinicole del territorio.<br>C\u2019\u00e8 un vino che merita una menzione particolare. \u00c8 il Vino della Pace, prodotto ogni anno dal Consorzio del Collio con uve di variet\u00e0 diverse provenienti da tutto il mondo. Una bottiglia viene inviata a tutti i capi di Stato del pianeta, papa compreso. L\u2019iniziativa risale al 1983 e ha un carattere simbolico esplicito: Corm\u00f2ns, citt\u00e0 di confine che per secoli ha cambiato mano tra potenze diverse, che ha visto firmati armistizi e trattati nelle sue piazze, che ancora oggi si trova a tre chilometri dalla Slovenia, ha trovato nel vino un linguaggio che supera le frontiere. Corm\u00f2ns \u00e8 permeata dell\u2019ideale della pace, qui \u00e8 riuscito a germogliare un seme che alla guerra ha contrapposto la fratellanza e l\u2019armonia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/cormons-reportage\/'>Cormons reportage<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 358.75 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/cormons-reportage\/?wpdmdl=2939&refresh=6a2958c97c34d1781094601\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pubblicato su Panorama il 30 aprile 2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 i cuore del Collio, borgo di stampo asburgico, nelle tradizioni intreccio fra Mitteleuropa e<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2960,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[153,88],"tags":[],"class_list":["post-2959","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italy","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2959","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2959"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2959\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2961,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2959\/revisions\/2961"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2960"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2959"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2959"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2959"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}