{"id":2965,"date":"2026-05-31T18:43:29","date_gmt":"2026-05-31T17:43:29","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2965"},"modified":"2026-06-03T18:44:43","modified_gmt":"2026-06-03T17:44:43","slug":"il-ponte-sul-fiume-isonzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2026\/05\/31\/il-ponte-sul-fiume-isonzo\/","title":{"rendered":"Il ponte sul fiume Isonzo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esiste un borgo in Slovenia che \u00e8 un incrocio di tutto. \u00c8 il luogo dove si incontrano due fiumi, l&#8217;Idria e l&#8217;Isonzo, attraversato da una spettacolare linea ferroviaria, la storica Transalpina, inaugurata nel 1906 ai tempi dell&#8217;Asutria-Ungheria. Ed \u00e8 pure un posto molto amato dagli amanti del trekking perch\u00e9 vi confluiscono svariati sentieri. Si tratta di Most na So\u010di (letteralmente cio\u00e8 &#8220;ponte sull&#8217;Isonzo&#8221;), l&#8217;antica Santa Lucia d&#8217;Isonzo (denominazione mantenutasi fino al 1952, che si rifaceva al nome della santa, protettrice della pieve). Abbarbicato su uno sperone roccioso in prossimit\u00e0 della confluenza dell&#8217;Idria nell&#8217;Isonzo, il paese \u00e8 una frazione del comune sloveno di Tolmino. La timida e pacata cittadina si sviluppa lungo le sponde di un lago artificiale creato dalla confluenza dei due fiumi Isonzo e Tolminka e dall&#8217;installazione della diga idroelettrica. \u00c8 la prima in Slovenia a essere stata dichiarata destinazione europea d&#8217;eccellenza.<br>Da Fiume si raggiunge in circa due ore e mezzo di macchina. Per il tragitto, si pu\u00f2 scegliere se andare via Monte Nevoso e Postumia per arrivare sull&#8217;autostrada slovena che poi scende e va fino a Nova Gorica, oppure arrivarci via Cosina e Razdrto (in italiano Resderta). Per non pagare la vignetta slovena, si pu\u00f2 optare per un guro che passa da Trieste e Monfalcone, sale fino a Gorizia e rientra in Slovenia; da Nova Gorica, si imbocca la statale lungo il fianco destro prima e sinistro poi dell&#8217;Isonzo, direzione Canale d&#8217;Isonzo (Kanal ob So\u010di). Poco prima di Tolmino, una deviazione a destra porta direttamente alla nostra meta. Ad ogni modo, \u00e8 un viaggio da non fare in fretta, godendo il paesaggio: lungo la strada, il fiume verde che scorre in basso, le case arroccate sulla roccia, i ponti che sembrano disegnati a mano, \u00e8 gi\u00e0 un&#8217;anteprima di quello che ci aspetta pi\u00f9 avanti.<br>Arrivati a Santa Lucia d&#8217;Isonzo, l&#8217;ideale \u00e8 parcheggiare accanto alla stazione di servizio, dove la strada principale attraversa il centro del paese. Un punto di partenza pratico come tanti, ma da qui in pochi passi lo scenario si apre in modo abbastanza inaspettato. Dal parcheggio iniziamo la nostra visita. Per prima cosa saliamo verso la parte pi\u00f9 alta del paese, la parte vecchia, con le sue case e le sue stradine. In cima c&#8217;\u00e8 la Chiesa di Santa Lucia. La patrona ha dato il nome al paese per secoli. Infatti il paese si chiamava Sveta Lucija ob So\u010di, Santa Lucia sull&#8217;Isonzo, finch\u00e9 nel 1955 il regime non decise di eliminare ogni riferimento religioso dalla toponomastica slovena. Da l\u00ec in poi fu Most na So\u010di. La chiesa, come si legge, fu costruita tra il 1584 e il 1612, su un luogo di culto certamente pi\u00f9 antico. La prima menzione scritta risale al 1192, quando un documento la indicava come dedicata a San Mauro.<br>Dalla Chiesa di Santa Lucia si vede tutto quello che conta. A sinistra abbiamo l&#8217;incrocio del fiumi, a destra la superficie verde del lago con i sentieri sulle rive, dritto davanti le colline verso Modrej e Modrejce. Da qui riscendiamo verso il basso e svoltiamo a sinistra per la stradina che ci porta verso il ponte sull&#8217;Idrijca, il fiume che arriva da est con le sue acque dalla citt\u00e0 di Idria, la citt\u00e0 del mercurio. Il ponte \u00e8 piccolo, ma da qui la vista sulla confluenza dei due fiumi \u00e8 tra le pi\u00f9 belle del paese. La stazione ferroviaria si trova a breve distanza. \u00c8 qui che i treni della Transalpina si fermano, e qui ogni tanto arrivano le locomotive a vapore dei treni storici. Accanto alla stazione c&#8217;\u00e8 un monumento ai caduti della Prima guerra mondiale.<br>Torniamo indietro e andiamo sulla riva pi\u00f9 larga del lago, dove la superficie smeraldo si apre verso nord e i sentieri partono in due direzioni diverse. Il percorso sulla destra, quello che segue la riva destra dell&#8217;Isonzo passando per la zona di Modrej \u00e8 quello che la maggior parte dei visitatori consiglia. Si tratta di un sentiero senza difficolt\u00e0 tecniche, percorribile da chiunque abbia scarpe comode. Il lago accompagna per buona parte del percorso, poi il bacino artificiale cede il passo al fiume che si restringe tra le pareti rocciose e torna ad essere quello che era prima della diga. Da Modrej si pu\u00f2 continuare verso Tolmino a piedi, oppure tornare a Most na So\u010di. Le prime ore del mattino, quando la luce ancora bassa fa cambiare tono all&#8217;acqua da verde a toni difficili da descrivere.<br>L&#8217;altro percorso verso Tolmino parte dalla riva sinistra e passa per la zona di Modrejce, sul lato opposto rispetto a Modrej. \u00c8 un po&#8217; pi\u00f9 impegnativo. Il terreno \u00e8 pi\u00f9 accidentato, qualche tratto con dislivello, non adatto a scarpe da citt\u00e0. In compenso, il percorso sale rapidamente e in pochi minuti si guadagna una prospettiva dall&#8217;alto che comprende tutto il bacino artificiale, il paese sulla cresta e le montagne sullo sfondo. Entrambi i percorsi arrivano a Tolmino, a circa cinque chilometri. Qui c&#8217;\u00e8 un museo che conserva reperti di Santa Lucia e le famose Gole, uno dei percorsi naturalistici pi\u00f9 spettacolari delle Alpi Giulie. Il territorio \u00e8 uno dei siti archeologici pi\u00f9 importanti dell&#8217;arco alpino sud-orientale. Tra l&#8217;VIII e il IV secolo a. C., vi fior\u00ec una vasta e autonoma comunit\u00e0 della prima et\u00e0 del ferro, nota agli esperti come &#8220;Cultura di Santa Lucia&#8221;.<br>Tra la seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento e i primi del Novecento, sotto l&#8217;Impero Austro-Ungarico, furono portate alla luce circa 7.000 tombe. I reperti archeologici testimoniano la grande rilevanza strategica e commerciale di questo antico abitato pre-romano e romano. Nei documenti del XIV secolo la localit\u00e0 veniva associata alla presenza di un antico ponte sul fiume, assumendo la denominazione di Pons Sancti Mauri (Ponte di San Moro). Il nome di Santa Lucia fu adottato in seguito, prendendo il nome dalla patrona a cui \u00e8 consacrata la chiesa locale. Ha fatto parte per secoli della Contea di Gorizia e Gradisca all&#8217;interno dell&#8217;Impero Asburgico, vivendo prevalentemente di agricoltura e sfruttamento del legname. Durante la Grande Guerra, a causa della sua vicinanza strategica al fronte, il paese e le alture circostanti furono teatro di feroci e sanguinosi combattimenti tra le truppe italiane e quelle austroungariche. A seguito del Trattato di Rapallo (1920), entr\u00f2 a far parte del Regno d&#8217;Italia; nel 1947 pass\u00f2 alla Jugoslavia (1947).<br>Tra le cose che Most na So\u010di offre \u00e8 la gita in battello sul lago, magari la cosa pi\u00f9 sorprendente. Il battello si chiama Lucija, nome che richiama la patrona del paese ed \u00e8 un&#8217;imbarcazione a due ponti, lunga trenta metri, che dal 1993 porta i visitatori a esplorare il lago artificiale e il canyon della So\u010da. Il natante era a ruota palettata, uno di quei battelli che sembrano usciti da un romanzo dell&#8217;Ottocento, con il grande ruotone che batte l&#8217;acqua a poppa. All&#8217;inizio del 2023 \u00e8 stato convertito alla propulsione elettrica, con tanto di pannello solare sul tetto, batterie nello scafo, elica al posto della ruota. Pi\u00f9 silenzioso, meno pittoresco, ma il lago ci guadagna.<br>La navigazione dura circa un&#8217;ora. Il capitano accompagna il percorso con una narrazione che mescola dati sull&#8217;ecosistema del lago con racconti. A met\u00e0 percorso ferma il motore e racconta la leggenda del colore del fiume. Si dice che una principessa di nome Lucia, rapita da un drago che viveva in una caverna sotto le acque, pianse tanto da riempire il fiume con le sue lacrime. Un principe scese dal ponte, trov\u00f2 la caverna, uccise il drago. Il sangue verde della bestia si sparse nell&#8217;acqua e color\u00f2 il fiume per sempre. La navigazione \u00e8 possibile da primavera a fine autunno. Gli orari variano, meglio verificare direttamente sul sito del battello.<br>C&#8217;\u00e8 una altra leggenda pi\u00f9 antica e pi\u00f9 oscura di quella del drago e della principessa. Si chiama Riba Faronika, il pesce Faronika e appartiene all&#8217;intera tradizione popolare del Litorale sloveno. La tradizione descrive Faronika come un essere a met\u00e0 tra donna e pesce, di dimensioni immense, abbastanza grande da portare il mondo intero sulla schiena. Nei giorni della creazione reggeva la terra sulle acque. Era leggiadra e violenta nello stesso tempo. Poi Dio la sfior\u00f2 con un granello di sabbia, e lei scosse la coda. Quando Faronika muove la coda, la terra trema. Il terremoto in Friuli del 1976 si sent\u00ec anche qui. Durante la ricostruzione di una casa di Most na So\u010di, dopo il sisma, vennero trovati per caso reperti del primo conflitto mondiale, nascosti sotto i pavimenti.<br>Accanto al panello che descrive la storia della Faronika c&#8217;\u00e8 pure quello sulla cucina locale. E ha un nome che \u00e8 gi\u00e0 un programma, Divja kuhinja, cucina selvatica. Non \u00e8 uno slogan inventato per i turisti. \u00c8 il nome con cui in questa parte della Slovenia si indica una tradizione alimentare basata su quello che la stagione offre, ossia erbe spontanee, funghi, bacche, selvaggina, e soprattutto pesce di fiume. La trota marmorata dell&#8217;Isonzo (o trota dell&#8217;Adriatico, l&#8217;orgoglio sloven) \u00e8 la specialit\u00e0 pi\u00f9 pregiata. La specie \u00e8 a rischio e la pesca \u00e8 rigorosamente regolamentata, ma nei ristoranti autorizzati la si trova ancora in men\u00f9. Oltre alla trota, la cucina propone selvaggina ossia cervo, capriolo e cinghiale, otre a formaggi di malga delle Alpi Giulie.<br>Da queste parti non bisogna dimenticare la Grande Guerra (c&#8217;\u00e8 un museo privato, costruito con oggetti bellici trovati da un padere e un figlio nel suolo e dentro le mura di casa, edificio che durante la Seconda muerra mondiale fu usato come prigione dalle truppe di occupazione). Tra il 1915 e il 1917, questa valle fu il teatro di alcune delle battaglie pi\u00f9 sanguinose. Most na So\u010di, allora Santa Lucia d&#8217;Isonzo, si trovava nel settore controllato dall&#8217;Austria-Ungheria, parte di terra che gli italiani non riuscirono mai a sfondare per tutta la durata della guerra. Le colline intorno al paese, Mengore, Selski Vrh, Bu\u010denica, furono presidiate per anni da truppe austro-ungariche. Nelle caverne scavate nella roccia si trovavano i comandi, i depositi, le cucine da campo. Alcune di queste caverne sono ancora visitabili sul museo all&#8217;aperto del colle di Santa Maria, a pochi chilometri da qui. I sentieri passano ancora tra le postazioni d&#8217;artiglieria e i camminamenti. La ferrovia Transalpina ha avuto un&#8217;importanza strategica precisa: era la principale arteria di rifornimento per il fronte isontino. Ogni convoglio di munizioni e vettovaglie passava qui, e i comandi italiani lo sapevano bene.<br>La Transalpina, inaugurata il 19 luglio 1906 dall&#8217;arciduca Francesco Ferdinando d&#8217;Austria, \u00e8 una delle ferrovie pi\u00f9 affascinanti d&#8217;Europa. Fu costruita con l&#8217;obiettivo era collegare Vienna con il porto di Trieste attraverso un percorso alternativo alla Meridionale, attraversando le Alpi Giulie con un tunnel di oltre sei chilometri sotto il valico di Podbrdo. Da Jesenice al confine con l&#8217;Austria, la linea scendeva verso sud passando per il lago di Bled, le gole del Bohinj, il tunnel, poi lungo la valle dell&#8217;Isonzo, con la fermata a Most na So\u010di, fino a Nova Gorica e infine Trieste. La fermata a Most na So\u010di conserva ancora l&#8217;architettura dei primi del Novecento.<br>Most na So\u010di ha circa duecento abitanti. Un piccolo paese ricco di storia. Qui si pu\u00f2 avere le necropoli sotto i piedi, la ferrovia che arrivo cent&#8217;anni fa e fu rivoluzionaria, la guerra sepolta nel fango del lago e sulle colline, il battello che racconta storie di draghi. Difficilmente si incontra tutto insieme in un borgo cos\u00ec piccolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/most-na-soci-reportage\/'>Most na So\u010di reportage<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 342.39 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                \n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pubblicato su Panorama il 31 maggio 2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esiste un borgo in Slovenia che \u00e8 un incrocio di tutto. \u00c8 il luogo dove<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2966,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[154,88],"tags":[],"class_list":["post-2965","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-slovenia","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2965","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2965"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2965\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2967,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2965\/revisions\/2967"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2966"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2965"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2965"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2965"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}