{"id":305,"date":"2014-04-15T16:34:07","date_gmt":"2014-04-15T16:34:07","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/almissa-il-calcio-ha-donato-parecchie-soddisfazioni\/"},"modified":"2023-11-25T09:33:15","modified_gmt":"2023-11-25T08:33:15","slug":"almissa-il-calcio-ha-donato-parecchie-soddisfazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/almissa-il-calcio-ha-donato-parecchie-soddisfazioni\/","title":{"rendered":"Almissa, il calcio ha donato parecchie soddisfazioni"},"content":{"rendered":"<p>Scrivendo di calcio in Dalmazia, chiaramente il pensiero corre innanzitutto alla squadra spalatina dell\u2019Hajduk. Poi magari ci ricordiamo di Zara e Sebenico. Per\u00f2 ci sono tante altre realt\u00e0 minori, ma di sicuro tutt\u2019altro che disprezzabili, che ruotano attorno alle citt\u00e0 pi\u00f9 grandi e ai club pi\u00f9 famosi. Nei dintorni di Spalato il calcio \u00e8 fiorito fin dagli inizi di questo gioco. E quasi subito sono state fondate numerose societ\u00e0. Poi negli ultimi anni ci sono state pure richieste, mai avallate comunque, di riconoscere ufficialmente che la prima partita di calcio in Croazia sia stata giocata a Zara, Tra\u00f9 (Trogir) o magari a Metkovi\u0107. A prescindere dalle argomentazioni di carattere storico, tutti questi tentativi sono falliti sul nascere. Le richieste sono state bocciate senza piet\u00e0 dalla Federcalcio croata, in quanto considerate prive di qualsiasi prova attendibile. Per\u00f2 una cosa \u00e8 certa. Attorno a Spalato il calcio veniva giocato gi\u00e0 dai primi anni del XX secolo e le prime societ\u00e0 erano state fondate negli anni precedenti al primo conflitto mondiale e all\u2019incirca nell\u2019anno di fondazione dell\u2019Hajduk, il 1911.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Alla foce del fiume Cetina<\/strong><\/span><br \/>\nUna di queste realt\u00e0 di secondo piano, ma comunque di ottimo livello, \u00e8 quella della squadra di Almissa (Omi\u0161). Nella citt\u00e0 alla foce del fiume Cetina le prime notizie calcistiche risalgono al 1914. Fu un amore a prima vista. Ben presto il calcio prese piede a tal punto da non poter rimanere pi\u00f9 un gioco da praticare in qualche piccola piazza e si and\u00f2 alla ricerca di un posto adatto e sufficientemente grande. Dopo numerosi scambi di idee ed estenuanti ricerche si arriv\u00f2 alla conclusione che il campo dei fratelli An\u0111eliko e \u0160ime Stani\u0107 e di Stipe Maru\u0161i\u0107 in zona Punta fosse quello ideale. Risolta la problematica del campo di calcio, si punt\u00f2 senza indugi alla fondazione di una societ\u00e0 sportiva con tutti i crismi della legalit\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Spazio ai rivoluzionari<\/strong><\/span><br \/>\nInizialmente a giocare calcio era un gruppo di rivoluzionari, contrari al regime dell\u2019epoca e desiderosi di libert\u00e0. Non per niente subito si trovarono d\u2019accordo nel chiamare la loro compagine Komita. Non era un caso che all\u2019epoca venissero assunti nomi che avevano una valenza simbolica oppure potessero lanciare messaggi anche di carattere politico-storico. Basti pensare alle altre societ\u00e0 della regione: Hajduk, Orkan, Zmaj, Uskok, Vuk ed altri. Oggi, cent\u2019anni dopo, questa societ\u00e0 esiste ancora e quest\u2019anno festegger\u00e0 il 95.esimo compleanno. No, non \u00e8 uno sbaglio perch\u00e9, fatto assolutamente non strano, all\u2019epoca venivano fondate societ\u00e0 che, per una ragione o per un altra, non venivano registrate subito, ovvero passava molto tempo fino alla loro formalizzazione amministrativa.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Un ottimo pareggio a Dugi Rat<\/strong><\/span><br \/>\nI primi segni della nascita di una vera societ\u00e0 calcistica e di una partita ufficiale ad Almissa li abbiamo nel 1918 quando la compagine locale fu invitata a partecipare a Dugi Rat all\u2019inaugurazione del nuovo campo di gioco e a misurarsi con la squadra locale dell\u2019Orkan. L\u2019incontro fin\u00ec con un pareggio, 3-3. E fu una festa per i locali, visto che la squadra del Komita all\u2019epoca era considerata fortissima.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Komita, la fondazione nel 1919<\/strong><\/span><br \/>\nLa societ\u00e0 del Komita fu ufficialmente fondata e registrata nel 1919 grazie a tre persone: \u0106iril Stani\u0107, Tomo Rabar e Lovro Radelji\u0107. Alla carica di primo presidente fu eletto Mirko (Miro) Benkovi\u0107, mentre il suo vice fu Josip (Pino) Franceschi. A difendere i colori della squadra all\u2019inizio erano: \u0160krivani\u0107, il capitano Radelji\u0107, S. Stani\u0107, Jerko Franceschi, Mindoljevi\u0107, Karmen Maru\u0161i\u0107, Klanzer, Marko Stani\u0107, Va\u0161eta, \u0110i\u0111i Franceschi, Tafra (Kuki\u0107). Subito nel 1919 venne disputata la prima partita ufficiale. Fu quella contro i forti vicini dell\u2019Hajduk di Spalato. E proprio con l\u2019Hajduk venne allacciata da subito un\u2019ottima collaborazione, che port\u00f2 a ricoprire il ruolo di allenatore, anche se non ufficialmente, i nazionali dell\u2019Hajduk, \u0160ime e Veljko Poduje. Formalmente ad allenare la societ\u00e0 furono nei primi anni Nikola Gazdi\u0107 e Janko Rodin, inutile dirlo, pure loro legati a doppio filo all\u2019Hajduk.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>L\u2019anno della svolta<\/strong><\/span><br \/>\nIl 1920 fu l\u2019anno della svolta per il calcio della Dalmazia. Infatti il 7 marzo venne costituita la Federcalcio spalatina. A fondarla furono in dodici: Ulogren (Budva), Orkan (Dugi Rat), Junak (Sinj), Rad (Sinj), Borac (Spalato), Hajduk (Spalato), Jug (Spalato), Split (Spalato), Uskok (Spalato), Kosovo (Vranji), Trogir (Tra\u00f9) e Komita (Almissa). Anche se a prima vista il futuro sembrava roseo, la realt\u00e0 fu ben diversa. Nei primi anni della Federcalcio spalatina la squadra del Komita fu del tutto assente. Nel 1923, ossia il 21 gennaio, la Federcalcio constat\u00f2 che il Komita aveva chiuso i battenti. La pausa dur\u00f2 due anni, ovvero fino alla firma del contratto tra i fondatori del Komita &#8211; \u0106iril Stani\u0107, Tomo Rabar e Lovre Radelji\u0107 &#8211; e An\u0111eliko Stani\u0107, per affittare per un arco di tempo di sei anni al prezzo di 3.750 dinari all\u2019anno, quello che sarebbe diventato un vero e proprio campo di calcio. Nella stagione 1925\/26 il Komita partecip\u00f2 al campionato della Federcalcio spalatina, dove fu sconfitto in finale dall\u2019Hajduk di Spalato per 6-0. Stessa finale e stesso risultato pure nella stagione 1926\/27. Con la partecipazione a questi campionati la squadra di Almissa cominci\u00f2 regolarmente a disputare le competizioni locali.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Un miracoloso 1-1<\/strong><\/span><br \/>\nNell\u2019estate del 1927 ad Almissa venne pure il fortissimo Gra\u0111anski di Zagabria che, dopo un\u2019amichevole a Spalato, ne disput\u00f2 pure un\u2019altra contro il Komita. La partita, tra lo stupore generale, fin\u00ec 1-1, con la rete degli zagabresi appena nei minuti finali.<br \/>\nNella stagione 1927\/28 la compagine di Almissa entr\u00f2 a far parte della prima \u201e\u017eupa\u201c, la pi\u00f9 forte e regolare della regione, dove fin\u00ec terza nella parte autunnale. Nella parte primaverile della competizione, durante la quale gioc\u00f2 nella seconda \u201e\u017eupa\u201c, vinse il campionato. Poi in semifinale venne travolta dall\u2019Hajduk per 9-0. Per\u00f2 in questi anni il Komita registr\u00f2 pure importanti vittorie, ad esempio contro le riserve dell\u2019Hajduka per 4:1, contro gli spalatini dell\u2019HA\u0160K per 12:1 e contro lo Junak di Sinj per16:1! In questi primi anni a difendere i colori del Komita fu, tra gli altri, una futura leggenda dell\u2019Hajduk, il primo campione sfornato ad Almissa: An\u0111elko Maru\u0161i\u0107 Ferata. Dopo due anni trascorsi al Komita (1926-28), egli pass\u00f2 all\u2019Hajduk, dove gioc\u00f2 dal 1929 al 1941 collezionando ben 394 presenze e 15 reti. Inoltre fu per 16 volte pure nazionale jugoslavo.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Nulla da fare contro l\u2019Hajduk<\/strong><\/span><br \/>\nPure nella stagione 1928\/29 la squadra stravinse nella seconda \u201e\u017eupa\u201c. ma dovette arrendersi in finale contro l\u2019Hajduk di Spalato, che si impose questa volta per 8-1. Non cambi\u00f2 nulla neppure nella stagione 1929\/30. A partire dal 1930 cominci\u00f2 la fase discendente della compagine di Almissa. Il numero delle squadre incluse nella Federcalcio spalatina crebbe e nonostante la fondazione della Federcalcio di Cettigne (Cetinje) furono ben 13 le compagini che parteciparono al campionato primaverile del 1931, nel quale il Komita non riusc\u00ec ad arrivare nella fase finale. Il declino prosegu\u00ec e la squadra, dopo la fase autunnale del campionato 1932\/33, cess\u00f2 di esistere. Il 13 settembre 1933 ci fu la fusione con l\u2019Orkan di Dugi Rat da cui nacque un club chiamato per l\u2019appunto Orkan. Insomma, tutto pass\u00f2 a Dugi Rat, anche per il fatto che nel 1934 il campo di calcio fu \u201ctolto\u201d alla squadra.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Una lunga crisi<\/strong><\/span><br \/>\nFu una crisi duratura. Il calcio, almeno quello disputato a livello ufficiale, rimase lontano da Almissa fino alla fine del Secondo conflitto mondiale. Infatti. appena il 25 settembre 1945 fu rifondata la squadra locale. Questa volta con il nome di Iskra e come sezione sportiva dello \u0160portsko dru\u0161tvo Iskra. Il padre fondatore e l\u2019artefice del ritorno del calcio in citt\u00e0 fu Petar Novakovi\u0107, che fu eletto subito alla carica di segretario dell\u2019associazione sportiva. Nel contempo per\u00f2 svolse pure il ruolo di allenatore. Fin dall\u2019inizio fu chiaro che il principale problema sarebbe stato quello del campo di calcio. Si decise di prendere possesso di un appezzamento di terra in zona Babnja\u010da. Nel 1946 si pass\u00f2 alla realizzazione del progetto. Non era proprio l\u2019ideale, viste le modeste dimensioni, per\u00f2 il nuovo campo di calcio fu inaugurato comunque con una partita disputata contro i vicini dell\u2019NK Lav\u010devi\u0107, che si imposero per 2-1.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>La lenta risalita<\/strong><\/span><br \/>\nLa squadra, per quanto riguarda le competizioni ufficiali, inizi\u00f2 la lentissima risalita cominciando dai campionati della Dalmazia. Qui rimase confinata per oltre un decennio. Nel frattempo, nel 1955, decise di cambiare nome e di prendere quello attuale di Omi\u0161. Il primo serio segnale di ripresa, con successi non disprezzabili, la squadra l\u00f2 registra nell\u2019estate del 1959, quando riusc\u00ec a qualificarsi al campionato croato. In quegli anni il campionato croato rappresentava il terzo livello nazionale, ma bisogna notare pure che era diviso in ben sei zone, di cui la Dalmazia in ulteriori tre. In quella spalatina si ritrov\u00f2 a giocare l\u2019Omi\u0161. Alle fine si piazz\u00f2 all\u2019ultimo posto, con solo quattro vittorie e due pareggi. Dopo una stagione di pausa, fece ritorno nel campionato croato e questa volta fin\u00ec al penultimo posto. Retrocesse e rimase in crisi fino alla stagione 1968\/69, quando torn\u00f2 nel campionato croato con grande successo. Allora il campionato della Dalmazia era a girone unico e la Croazia era divisa in quattro zone.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Sfiorata la Seconda lega<\/strong><\/span><br \/>\nIl successo fu tale che la squadra \u201crischi\u00f2\u201d addirittura la qualificazione alla Seconda lega. Alla fine si piazz\u00e0 al terzo posto a soli due punti dal primo classificato, lo Slaven di Tra\u00f9 (Trogir). In seguito alla rinuncia dello Junak di Sinj, la squadra di Almissa disput\u00f2 le qualificazioni e fu sconfitta dalla Lokomotiva di Mostar. Poi nella stagione 1969\/70 fin\u00ec al nono posto, mentre nel 1970\/71 arriv\u00f2 terza nel girone sud della Dalmazia. Il nuovo ritorno di fiamma lo si ebbe nella stagione 1971\/72, quando vinse il girone sud e partecip\u00f2 alle qualificazioni per la Seconda lega. Questa volta dovette arrendersi al Rudar di Pljevlja. La partecipazione a queste due fasi di qualificazioni rappresent\u00f2 i due maggiori successi di questa societ\u00e0, almeno per quanto concerne i campionati della Jugoslavia. Nella stagione 1972\/73 prese parte di nuovo al campionato croato, girone della Dalmazia meridionale, nel quale fin\u00ec terza. Poi ci fu una rivoluzione dei campionati e quello croato divenne a girone unico. \u201cGrazie\u201d a questa formula la squadra di Almissa rimase per anni lontana da questi livelli. Torn\u00f2 alla ribalta appena nella stagione 1984\/85, quando il campionato croato fu di nuovo suddiviso in quattro gironi. Fin\u00ec al decimo posto nel girone spalatino. Seguirono nell\u2019ordine un decimo e un undicesimo posto. Nella stagione 1987\/88 la compagine di Almissa partecip\u00f2 al campionato croato, ormai di quarto livello e fin\u00ec all\u2019ultimo posto. Non retrocesse soltanto grazie agli ulteriori cambiamenti nell\u2019organizzazione delle competizioni. Seguirono fino alla dissoluzione della Jugoslavia un undicesimo, un quattordicesimo e alla fine un settimo posto.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Arrivati ultimi<\/strong><\/span><br \/>\nE proprio grazie a questo settimo posto, la squadra partecip\u00f2 nella stagione 1992 al campionato di terza lega, girone sud, gruppo B. Si piazz\u00f2\u2026 all\u2019ultimo posto! Per\u00f2 questo fu l\u2019inizio della risalita. Nella stagione 1992\/93 fin\u00ec al quinto posto nel gruppo sud. L\u2019anno successivo arriv\u00f2 quarta e grazie alla rivoluzione dei campionati si qualific\u00f2 nella nuova Seconda lega, dove rimase per un paio d\u2019anni. Nella stagione 1994\/95 si piazz\u00f2 al dodicesimo posto, nel 1995\/96 fin\u00ec al decimo posto, mentre nel 1996\/97 arriv\u00f2 nuovamente dodicesima. Poi seguirono anni di terza lega, con piazzamenti quasi sempre a met\u00e0 classifica. Nella stagione 2002\/03 la compagine dalmata si salv\u00f2 all\u2019ultimo turno, per poi nella stagione 2004\/05 arrivare al secondo posto a soli due punti dai play off. Seguirono di nuovo anni trascorsi a met\u00e0 classifica, fino alla stagione 2009\/10 quando arriv\u00f2 ultima nel girone sud. Evit\u00f2 la retrocessione grazie alla rinuncia del Trogir. Si riprese e nella stagione 2010\/11 si piazz\u00f2 al quinto posto. Segu\u00ec un quarto posto, bissato la scorsa stagione.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Sfornati numerosi campioni<\/strong><\/span><br \/>\nAttualmente la compagine di Almissa si trova al nono posto, dopo il girone autunnale della terza lega sud.<br \/>\nLa squadra non ha mai partecipato alla Coppa Jugoslavia e nemmeno a quella croata. Bisogna per\u00f2 far notare che nella stagione 1994\/95 ha vinto la Coppa della Contea spalatino-dalmata; per\u00f2 con le regole dell\u2019epoca questo non \u00e8 valso la qualificazione alla fase finale di coppa. Nel corso degli anni la squadra ha sfornato diversi futuri campioni. Oltre a quelli gi\u00e0 menzionati finora nel testo, bisogna ricordare pure i futuri nazionali croati Mate Bili\u0107 e Ivica Kri\u017eanac, che sono cresciuti ad Almissa. L\u2019attuale stadio, che porta il nome di An\u0111elko Maru\u0161i\u0107 Ferata, \u00e8 stato realizzato in occasione del Giochi del Mediterraneo, che si sono tenuti nel 1979 a Spalato. Ad Almissa si \u00e8 giocato un girone al quale hanno partecipato le nazionali di Turchia, Algeria, Tunisia e Francia.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/history-of-omis\/'>History of Omis<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 1.03 MB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/history-of-omis\/?wpdmdl=806&refresh=6a61efd7a10111784803287\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo l&#8217;8 febbraio 2014.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrivendo di calcio in Dalmazia, chiaramente il pensiero corre innanzitutto alla squadra spalatina dell\u2019Hajduk. Poi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1330,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[61],"tags":[],"class_list":["post-305","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-nk-omis"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/305","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=305"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/305\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1845,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/305\/revisions\/1845"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1330"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=305"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=305"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=305"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}