{"id":308,"date":"2012-07-14T16:57:00","date_gmt":"2012-07-14T16:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/alle-olimpiadi-i-campioni-dalmati-hanno-saputo-farsi-valere\/"},"modified":"2023-11-25T10:21:43","modified_gmt":"2023-11-25T09:21:43","slug":"alle-olimpiadi-i-campioni-dalmati-hanno-saputo-farsi-valere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2012\/07\/14\/alle-olimpiadi-i-campioni-dalmati-hanno-saputo-farsi-valere\/","title":{"rendered":"Alle Olimpiadi i campioni dalmati hanno saputo farsi valere"},"content":{"rendered":"<p>Tra 11 giorni iniziano le Olimpiadi di Londra. La 30.esima edizione dei Giochi olimpici sar\u00e0 all\u2019insegna dei record. Saranno presenti atleti di pi\u00f9 di 200 nazioni o meglio membri del Comitato Olimpico Internazionale. Cercheranno di vincere in 26 sport e 39 discipline per un numero totale di 302 medaglie d\u2019oro. Un numero impressionante per la pi\u00f9 grande manifestazione sportiva al mondo.<br \/>\nQuest\u2019anno la Croazia mander\u00e0 a Londra ben 108 atleti, tra cui parecchi provenienti dalla Dalmazia. E proprio i dalmati avranno un ruolo chiave nelle sorti sportive della Croazia in Gran Bretagna, in quanto lotteranno pure per diverse medaglie sia a livello individuale sia negli sport collettivi. Gi\u00e0\u00a0 adesso si fanno parecchi nomi sui possibili campioni olimpici: per\u00f2 sar\u00e0 il tempo a darci la risposta se le speranze di successo erano realistiche. Ma quale \u00e8 stato il contributo della Dalmazia nella storia dei Giochi olimpici? \u00c8 una domanda alla quale \u00e8 molto difficile rispondere in maniera assolutamente esauriente. Gli atleti dalmati hanno partecipato alle Olimpiadi con le maglie di diverse nazioni, registrando in genere ottimi risultati. Azzardare cifre definitive \u00e8 impossibile.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>DISSOLUZIONE DEGLI STATI MULTINAZIONALI Negli ultimi decenni con la dissoluzione dei vari Stati multinazionali, dalla Jugoslavia all\u2019Unione Sovietica, il Comitato Olimpico Internazionale dapprima e in seguito le singole Federazioni mondiali si sono trovati in difficolt\u00e0 su come valutare le medaglie assegnate in precedenza. Non tanto dalla loro ottica, perch\u00e9 le medaglie della Jugoslavia rimangono jugoslave nel medagliere. Il problema \u00e8 stato come comportarsi nei confronti degli orgogli nazionali emergenti, come valutare quali medaglie della Jugoslavia possono essere considerate croate, slovene, ecc.<br \/>\nUNA SCELTA POLITICA In questo ambito \u00e8 stata presa una decisione politica, non tanto ben accetta dalle nostre parti: ovvero una medaglie \u00e8 da considerarsi croata se \u00e8 stata conseguita da un atleta membro di un club croato. Una politica semplice, ma che inevitabilmente pu\u00f2 scontentare molti e dare vita anche a contrasti.<br \/>\nPartendo da questo presupposto abbiamo ripercorso un po\u2019 la storia delle Olimpiadi per vedere quali siano stati i maggiori successi conseguiti da atleti dalmati in questa manifestazione.<br \/>\nMEDAGLIA DI BRONZO AI REMATORI ZARATINI \u00c8 poco noto per\u00f2 che la prima medaglia, dopo quella vinta da Milan Nerali\u0107 per l\u2019Austro-Ungheria nel 1900, fu quella del 1924 conquistata con i colori nazionali dell\u2019Italia dai rematori zaratini! Fu un magnifico bronzo e a vincerlo furono gli zaratini Vittorio Gliubich, i fratelli Antonio, Francesco e Simeone Cattalinich, nonch\u00e9 Pietro Ivanov e Bruno Sorich.<br \/>\nIL PERIODO JUGOSLAVO Dopo di loro ci fu una lunghissima pausa, a causa pure dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Per arrivare a nuove medaglie la Dalmazia dovette attendere il 1948. Fu un argento vinto nel calcio. Nella squadra piazzatasi seconda giocarono infatti, tra gli altri, il raguseo Bo\u017eo Broketa, la leggenda spalatina Franjo Mato\u0161i\u0107 e lo spalatino d\u2019adozione Bernard Vukas che nel 1947 arriv\u00f2 a difendere i colori dell\u2019Hajduk.<br \/>\nSegui il famoso oro di Helsinki nel quattro senza. In quell\u2019edizione del 1952 a conquistare una medaglia d\u2019argento fu pure nel calcio Bernard Vukas.<br \/>\n\u0110UR\u0110ICA BJEDOV Colei che si distinse maggiormente fu \u0110ur\u0111ica \u201c\u0110ur\u0111a\u201d Bjedov. La sua Olimpiade d\u2019oro fu quella del 1968 di Messico. Infatti riusc\u00ec a vincere la medaglie d\u2019oro nei 100 metri dorso e una d\u2019argento nei 200 dorso.<br \/>\nPALLANUOTO L\u2019unico spalatino che pu\u00f2 vantare ben due medaglie d\u2019oro nel periodo jugoslavo \u00e8 Deni Lu\u0161i\u0107. Fu infatti membro della generazione d\u2019oro della pallanuoto jugoslava che si impose nelle Olimpiadi di Los Angeles del 1984 e a Seul del 1988.<br \/>\nTra gli altri spalatini con due medaglie, ricordiamo il pallanotista Milivoj Bebi\u0107, argento nel 1980 e oro nel 1984 e l\u2019altro pallanotista spalatino due volte argento (1952 e 1956), Ivo \u0160takula Kolendi\u0107.<br \/>\nIL PERIODO CROATO In questo caso non ci sono dubbi di sorta sull\u2019appartenenza nazionale delle medaglie. La storia inizia nel 1992 a Barcellona. Qui le medaglie vinte furono subito tre e in tutti e tre i casi fu determinante il ruolo spalatino. La medaglia della quale si discusse di pi\u00f9 fu quella d\u2019argento nella pallacanestro. Fu una medaglia che \u201cvaleva oro\u201d, visto che la Croazia perse contro i fortissimi americani. A scendere in campo fu l\u2019ultima \u201cgenerazione d\u2019oro\u201d croata, composta pure da campioni dalmati, come Arijan Komazec, Toni Kuko\u010d, Velimir Perasovi\u0107, Dino Ra\u0111a e \u017dan Tabak. Da notare che per Toni Kuko\u010d e Dino Ra\u0111a quello di Barcellona fu un bis, visto che vinsero pure l\u2019argento nel 1988 con la Jugoslavia. Per\u00f2 queste Olimpiadi saranno ricordate pure per la consacrazione nel mondo del tennis di Goran Ivani\u0161evi\u0107. Un po\u2019 a sorpresa lo spalatino vinse ben due medaglie. Sia nel singolo che nel doppio (con Goran Prpi\u0107) riusc\u00ec a conquistare la medaglia di bronzo.<br \/>\nIL PRIMO ORO AD ATLANTA Fu uno splendido inizio che port\u00f2 poi la Croazia nel 1996 ad Atlanta\u00a0 a conquistare il suo primo oro. Lo vinsero i pallamanisti, ma non manc\u00f2 nemmeno l\u2019argento dei pallanotisti. Tra questi a portare medaglie in Dalmazia furono Maro Bali\u0107, Tino Vegar, Zdeslav Vrdoljak e Perica Buki\u0107 di Sebenico, il quale nel suo palmares pu\u00f2 vantare pure due ori con la Jugoslavia nel 1984 e 1988.<br \/>\nSOLLEVAMENTO PESI Nel 2000 arriv\u00f2 il primo oro \u201cspalatino\u201d. Fu un oro aspettato, alquanto strano. Infatti a vincerlo fu un grande campione di sollevamento pesi, Nikolaj Pe\u0161alov, nato in Bulgaria, per la quale aveva vinto in precedenza tantissime medaglie a livello mondiale, europeo, ma pure olimpico, tra cui l\u2019argento nel 1992 e il bronzo nel 1996. Si trasfer\u00ec poi a Spalato dove fu naturalizzato croato. Arriva cos\u00ec con lui il primo oro olimpico individuale nella disciplina entro i 62 kg, seguito poi ad Atene nel 2004 da un bronzo nella categoria entro i 69 kg.<br \/>\nPer\u00f2 il 2000 sar\u00e0 ricordato pure per il bronzo nel canottaggio vinto nell\u2019otto senza da quattro spalatini: Igor Boraska, Tihomir Frankovi\u0107, Nik\u0161a Skelin, Sini\u0161a Skelin assieme ad altri quattro rematori provenienti da Zagabria: Kre\u0161imir \u010culjak, Branimir Vujevi\u0107, Tomislav Smoljenovi\u0107 e Silvijo Petri\u0161ko.<br \/>\nATENE, I DALMATI SI FANNO VALERE Atene nel 2004 sar\u00e0 ricordata come la migliore Olimpiade dei dalmati. Tante le medaglie vinte. A conquistare l\u2019oro fu la nazionale di pallamano maschile nelle cui file, tra gli altri, giocarono Ivano Bali\u0107, Davor Dominikovi\u0107, Nik\u0161a Kaleb, Petar Metli\u010di\u0107, Goran \u0160prem e Drago Vukovi\u0107. Poi furono registrati due argenti, tra cui quello strepitoso e storico di Duje Draganja vinto nel nuoto, ovvero nei 50 metri stile libero. Draganja registr\u00f2 ad Atene il settimo tempo di tutti i tempi, 21.94. Nella capitale ellenica a trionfare furono pure il due senza del Gusar di Spalato, composto dai fratelli Skelin, Sini\u0161a e Nik\u0161a. E poi ci furono anche due medaglie di bronzo targate pure esse Spalato. Nel tennis si piazz\u00f2 terzo nel doppio lo spalatino Mario An\u010di\u0107 con Ivan Ljubi\u010di\u0107. Infine la nuova medaglia con il bulgaro-spalatino Nikolaj Pe\u0161alov nel sollevamento pesi.<br \/>\nPECHINO Alle ultime Olimpiadi di Pechino del 2008 la Croazia vinse cinque medaglie. Di queste una targata Spalato. A vincerla nell\u2019atletica fu Blanka Vla\u0161i\u0107, che nel salto in alto conquist\u00f2 la medaglia d\u2019argento.<br \/>\nMEDAGLIE A LONDRA? Le Olimpiadi di quest\u2019anno \u201crischiano\u201d di essere per gli atleti dalmati le Olimpiadi d\u2019oro. Ci sono diversi candidati al podio. Tutto dipender\u00e0 dello stato di forma al momento della gara: per\u00f2 le condizioni di questi atleti negli ultimi mesi a livello mondiale sono state ottimo.<br \/>\nVELA Reali pretendenti all\u2019oro sono gli zaratini \u0160ime Fantela e Igor Mareni\u0107 nella vela. Nella loro classe, la 470, si sono laureati poche settimane fa campioni europei e l\u2019anno scorso sono stati terzi ai campionati del mondo di Perth, in Australia. Il loro \u00e8 un successo che dura nel tempo; gi\u00e0 a livello juniores sono stati per tre anni campioni del mondo.<br \/>\nGEMELLE SPALATINE Poi ci sono le gemelle Zaninovi\u0107 di Spalato nel taekwondo. Classe 1987, le sorelle sono in forma smagliante da anni. Ana Zaninovi\u0107 gareggia nella categoria entro i 53kg. \u00c8 stata campionessa mondiale a Gyeongjuu, nella Corea del sud. Quest\u2019anno agli Europei di Manchester ha vinto la medaglia d\u2019argento. Speranze ancora maggiori sono riposte in Lucija Zaninovi\u0107, che gareggia nella categoria entro i 49kg. Infatti \u00e8 stata campionessa europea sia a San Pietroburgo del 2010 che a Manchester nel 2012.<br \/>\nBLANKA VLA\u0160I\u0106 Da non dimenticare Blanka Vla\u0161i\u0107 nel salto in alto, ovvero nell\u2019atletica leggera. La sua partecipazione comunque \u00e8 a rischio. L\u2019infortunio diventa sempre pi\u00f9 grave. Se riuscir\u00e0 a riprendersi in tempo per le gare, anche se con poco allenamento alle spalle, tutto \u00e8 possibile. \u00c8 ormai da anni al vertice mondiale nella sua disciplina.<br \/>\nTENNIS TAVOLO Infine non possiamo non citare l\u2019ennesima partecipazione di Zoran Primorac nel tennis tavolo. Nato a Zara nel 1969, \u00e8 da tantissimi anni il migliore nel suo sport a livello nazionale e con tantissimi successi a livello internazionale. Nel 1988 alle sue prime Olimpiadi, a Seul ha vinto la sua unica medaglia olimpica, un argento nel doppio. Per\u00f2 non si \u00e8 fermato qui: in seguito per la Croazia ha partecipato a tutte le Olimpiadi fino ad oggi. Per cui queste di Londra saranno le sue settime Olimpiadi! Nel suo palmares figurano pure tre argenti e tre bronzi ai campionati del mondo, poi due ori, cinque argenti e sette bronzi agli Europei. Insomma una carriera costellata da grandi successi, in uno sport poco seguito.<br \/>\nI REMATORI D\u2019ORO Quest\u2019anno e precisamente il 23 luglio si festeggeranno i 60 anni dalla prima medaglie d\u2019oro. Fu la medaglia conseguita dai rematori del Gusar di Spalato alle Olimpiadi di Helsinki. Un\u2019impresa storica per lo sport jugoslavo, per quello croato e in primis per quello spalatino. Riviviamo la storia.<br \/>\nEra il 1952 e il quattro senza composto da Duje Bona\u010di\u0107, Velimir Valenta, Mate Trojanovi\u0107 e Petar \u0160egvi\u0107 cominci\u00f2 la sua favola a Maribor, ai campionati nazionali, e \u201cstacc\u00f2 il biglietto\u201d per i Giochi olimpici. E in Finlandia arriv\u00f2 un risultato storico, davvero inaspettato. Il quattro senza vinse la medaglia d\u2019oro! A tagliare per primi il traguardo furono Duje Bona\u010di\u0107, Velimir Valenta, Mate Trojanovi\u0107 e Petar \u0160egvi\u0107. Questa squadra alla fine della manifestazione fu pure proclamata una delle migliori delle Olimpiadi. Quello di Helsinki fu un successo emozionante, perch\u00e9 arduo da conseguire, giunto dopo sforzi immani. Iniziarono le competizioni 18 remi, in rappresentanza dei cinque continenti. Il primo turno fu semplice per gli spalatini, che vinsero contro Polonia, Finlandia, Danimarca e Nuova Zelanda. Alla fine quello dei quattro dalmati fu il miglior tempo in assoluto. Nelle semifinali l\u2019obiettivo era il ripescaggio. Conscio della forza degli avversari, il gruppo dalmata puntava a trovare un modo per entrare in finale. Cos\u00ec almeno la pensavano i dirigenti e gli allenatori, ma non i rematori stessi come conferm\u00f2 pi\u00f9 tardi Bona\u010di\u0107. Ed ebbero ragione.<br \/>\nInfatti non solo vinsero la gare delle semifinali, ma arrivarono al traguardo con ben due remi di vantaggio! La finale era in programma il 23 luglio. La giornata si present\u00f2 fredda, con forti raffiche di vento nella baia di Meilahti, dove si disputavano le gare. Non mancavano neppure le onde a rendere dura la vita ai vogatori.<br \/>\nUNA GARA EMOZIONANTE Nella finale si erano piazzati, oltre ai campioni della Jugoslavia, pure i rematori di Finlandia, Inghilterra, Francia e Polonia. La gara part\u00ec male, con gli spalatini costretti subito a rincorrere il grosso degli avversari, con i solo polacchi lasciati alle spalle. Le onde e il vento fecero s\u00ec che le varie squadre scegliessero strategie diverse. I finlandesi e i francesi si \u201clanciarono\u201d subito avanti, imponendo alla gara un ritmo forte, quasi esagerato, di 42-44 remate al minuto, mentre gli spalatini si fermarono a quota 38, per poi scendere ulteriormente a 35-36, al fine di risparmiare le energie per il gran finale. Fu una tattica pi\u00f9 che azzeccata. Infatti il grande svantaggio ai 200 metri, quasi due remi rispetto ai finlandesi, ai 500 era gi\u00e0 ridotto di parecchio. Ai mille metri ci fu l\u2019aggancio e il sostanziale \u201cpareggio\u201d tra i remi pi\u00f9 forti e la Jugoslavia. Ai 1.200 per la prima volta gli spalatini registrarono un timido vantaggio. Ai 1.500 metri il vantaggio cominci\u00f2 a crescere. Riusc\u00ec a seguire il ritmo non tanto forte imposto alla gara dai dalmati solo il remo francese, che per\u00f2 non riusc\u00ec mai a superare i vogatori spalatini. I francesi tentarono di puntare al primo posto fino ai 1.700 metri, ma tutti i tentativi furono vani. La vittoria arrise ai dalmati, con un margine di distacco tale rispetto ai francesi, da costringerli alla fine a gettare la spugna.<br \/>\nSORPRESA I rematori del Gusar quasi non potevano credere ai loro occhi, tanto grande era stata la loro impresa. Remarono fortissimo anche dopo il traguardo. Subito dopo si portarono davanti ai giudici di gara per aspettare il verdetto finale ufficiale. E questo venne ben presto. Il tempo ufficiale fu di 7,16,0 contro il 7,18,9 dei francesi, ossia quasi tre secondi di vantaggio. Fu medaglia d\u2019oro! Un successo storico per il canottaggio della Jugoslavia e in primis per quello spalatino. Il trionfo ebbe vasta eco in tutto il Paese. I quattro rematori d\u2019oro rimasero in Finlandia fino alla fine delle Olimpiadi e poi tornarono in patria dove parteciparono alle feste organizzate in loro onore a Zagabria, Fiume e alla fine nella loro natia Spalato. A vincere questa medaglia furono dei giovani, tutti e quattro ancora studenti. Duje Bona\u010di\u0107, nato nel 1929, studente di filosofia; Velimir Valenta, del 1929, studente di ingegneria; Mate Trojanovi\u0107 del 1930, studente di filosofia e il quarto remo Petar \u0160egvi\u0107 del 1930, studente di ingegneria. Essi si conoscevano a fondo. Avevano cominciato a remare nel 1947. I primi successi erano arrivati nel 1948; in seguito non si separarono mai. Come fecero notare al ritorno in patria, dovevano tanta gratitudine in primis al loro allenatore, il pluricampione e nazionale Davor Jelaska, che la Federazione non aveva mandato in Finlandia.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/olympic-games-and-dalmatia-sports-herous\/'>Olympic Games and Dalmatia sports herous<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 615.11 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/olympic-games-and-dalmatia-sports-herous\/?wpdmdl=826&refresh=6a2fcfb4794441781518260\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra 11 giorni iniziano le Olimpiadi di Londra. 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