{"id":347,"date":"2014-06-18T07:03:00","date_gmt":"2014-06-18T07:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/06\/18\/il-paradiso-degli-uccelli-nel-cuore-dell-europa\/"},"modified":"2023-11-25T10:05:14","modified_gmt":"2023-11-25T09:05:14","slug":"il-paradiso-degli-uccelli-nel-cuore-dell-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/06\/18\/il-paradiso-degli-uccelli-nel-cuore-dell-europa\/","title":{"rendered":"Il paradiso degli uccelli nel cuore dell&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<p>Arrivare al Parco naturale di Kopa\u010dki rit \u00e8 semplice. Una volta giunti a Osijek, basta passare il vecchio ponte ottomano e prendere la strada verso la Baranja. Passato il Danubio entriamo in un altro mondo. In un mondo di campagna, silenzio e tanto verde. La flora e la fauna man mano prendono il sopravvento sulle zone abitate. Passiamo il paese di Bilje e ci dirigiamo verso quello di Kopa\u010devo, la porta naturale della riserva. Nella sua estremit\u00e0 settentrionale sorge l\u2019entrata al Parco. Tempo fa \u00e8 rimasta vittima di un incendio e per cui i lavori di restauro sono in corso e a breve dovrebbe tornare agli antichi splendori. Qui compriamo il biglietto d\u2019entrata. Ci sono tanti tipi di itinerari in base alle volont\u00e0 del visitatore. Si pu\u00f2 optare per la visita semplice che include una \u201ccrociera\u201d lungo il canale principale del Parco e poi la visita al complesso del castello di Tikve\u0161. Oppure, per una di quelle \u201cpi\u00f9 esigenti\u201d. Ci sono le gite con canoe, o accompagnati dai ranger nei punti pi\u00f9 nascosti del Parco. Noi optiamo per la visita a bordo di uno dei battelli panoramici che ci accompagner\u00e0 lungo la gita sul lago di Sakada\u0161 e poi lungo il cosiddetto nuovo canale. Ci imbarchiamo e iniziamo ad ammirare il panorama del parco. L\u2019unico rumore \u00e8 quello degli uccelli, che sono tantissimi e di innumerevoli tipi (Kopa\u010dki rit \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti aree per l\u2019osservazione dell\u2019aviofauna in Europa). Passiamo accanto a un\u2019isola quasi completamente \u201ctrasformata\u201d in un grande nido. Imboccato il nuovo canale che costeggia per diversi chilometri il versante meridionale del Parco. L\u2019opera fu costruita alcuni anni fa per limitare i danni che posso derivare dalle inondazioni del Danubio e della Drava. Lungo il tragitto la guida del battello ci illustra la formidabile biodiversit\u00e0 del Parco. Effettivamente pare di essere in un limbo nel cuore del vecchio continente, dove la flora e la fauna sembrano non avere subito l\u2019influenza umana. Vedere gli animali lungo il tragitto \u00e8 difficile. Non perch\u00e9 non ci sono, ma perch\u00e9 sono talmente bene mimetizzati nella natura che ad un ignaro turista sfuggono facilmente alla vista. Eventualmente si riesce a vedere qualche rana o qualche serpente d\u2019acqua. Se poi siamo vicini all\u2019estate vi faranno compagnia pure le zanzare che da questa parti inevitabilmente abbondano. Nell\u2019area di Kopa\u010dki rit ne sono state censite ben 25 tipi.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il castello di caccia degli Asburgo<\/strong><\/span><br \/>\nFinita la gita a bordo del battello risaliamo in auto e ci dirigiamo a nord e visitare la zona di Tikve\u0161 a due passi dal Danubio. Qui nel 19.esimo secolo \u00e8 stato costruito un piccolo castello per gli Asburgo, in primis per la stagione estiva e per la caccia. La tenuta sorge in un\u2019area alquanto isolata e di conseguenza la quiete regna sovrana. Dopo l\u2019ultimo conflitto mondiale il castello \u00e8 stato adibita ad ospitare i membri della presidenza dell\u2019ex Jugoslavia nei periodi di vacanza. In una delle strutture di supporto del castello, realizzate nel secondo dopoguerra, ha sede oggi la direzione del Parco. Purtroppo il complesso sub\u00ec ingenti devastazioni durante la Guerra patriottica e la maggior parte delle strutture non sono accessibili.<br \/>\nCon la visita a Tikve\u0161 finisce la nostra visita al Parco. Un Parco ancora oggi in piena ricostruzione e che tenta di riprendersi dalla devastazione subita negli anni \u201990. E un Parco che ha pure problemi di \u201cconfine\u201d, in quanto in seguito alla scissione delle ex Repubbliche jugoslave al suo interno scorre la frontiera tra Croazia e Serbia delimitata dal corso del Danubio.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Un\u2019origine travagliata<\/strong><\/span><br \/>\nLa fondazione e l\u2019inaugurazione del Parco naturale di Kopa\u010dki rit risale al 1976. La riserva occupa una superficie di 177 chilometri quadrati. Per\u00f2 la storia del Parco \u00e8 ben pi\u00f9 lunga. Infatti l\u2019idea di trasformare questa superficie naturale delimitata dalla Drava e dal Danubio e caratterizzata da un groviglio di canali, laghi e laghetti \u00e8 del 1935. Infatti, in quell\u2019anno il naturalista Szecheny lanci\u00f2 la proposta di fondare il Parco di Belje. L\u2019idea non trov\u00f2 terreno fertile e passarono tanti anni prima di un secondo tentativo. Dal 1959 l\u2019area dell\u2019attuale parco fu affidata alla gestione dalla societ\u00e0 venatoria Jelen di Belgrado che l\u2019anno precedente propose di istituire a Kopa\u010dki rit il Parco nazionale Mo\u0161a Pijade. Una proposta alla quale si oppose l\u2019Istituto per la conservazione di Zagabria. Fu nel 1967, grazie all\u2019impegno del naturalista Drago Getz, che alla zona fu riconosciuto lo status di area naturale protetta. Questa splendida natura negli anni ha subito pure diverse tragedie e cataclismi. Cos\u00ec nel 1969 con la costruzione del canale di Hulov ben 3.000 ettari sono finiti sott\u2019acqua. Poi nel 1985 c\u2019\u00e8 stata l\u2019avvelenamento di quasi tutti i pesci per le sostanza chimiche arrivate da Darda. E non da ultima le mine che sono state messe durante i conflitti degli anni \u201990. Insomma una storia tormentata per questo Parco, che per\u00f2 nonostante tutto continua ad avere il suo fascino, ma in primo luogo riesce ad attirare un grandissimo numero di uccelli, ma pure di altri animali che qui hanno trovato il proprio habitat naturale perfetto.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Flora e fauna<\/strong><\/span><br \/>\nLa flora del Parco \u00e8 molto variegata e cambia durante l\u2019anno in dipendenza dalle varie inondazioni che colpiscono in maniera naturale sia artificiale questa zona. Grazie ai numerosi boschi e alla grande palude, qui \u00e8 possibile ammirare uno straordinario ventaglio di specie vegetali, comprese quelle acquiatiche. Tra gli alberi pi\u00f9 suggestivi vi sono i salici bianchi e il pioppo nero, ma non mancano neppure famose querce della Slavonia. In totale i naturalisti hanno censito nel Parco oltre 300 tipi di specie vegetali. Ricchissima \u00e8 pure la fauna. Si contano oltre 400 tipi di animali. Nei corsi d\u2019acqua e nei bacini idrici di Kopa\u010dki rit si possono incontrare ben 44 specie di pesci. Le spece pi\u00f9 diffuse sono la carpa, il luccio, il silurus glanis o siluro d\u2019Europa, e il luccioperca o sandra. Tra gli animali terricoli qui riusciamo a trovare il cervo, il capriolo, il cinghiale, il gatto selvatico e il tasso. Ma il Parco \u00e8 noto soprattutto per l\u2019aviofauna. Sono stati contati ben 285 tipi di volatili di cui 141 vengo avvistati regolarmente. Tra le specie ornitologiche pi\u00f9 diffuse incontriamo gli ardeidi, i gabbiani, il cormorano comune e le sterne. Quello di ci\u00f2 che al Parco sono particolarmente fieri \u00e8 la presenza dell\u2019aquila di mare dalla coda bianca, una specie rara a livello mondiale. Abbondano anche le specie di uccelli rare a livello europeo, quali la cicogna nera, il falco sacro, la garzetta e l\u2019oca selvatica e la gazza marina.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Adotta un uccello<\/strong><\/span><br \/>\n\u00c8 questa l\u2019originale iniziativa del Parco che offre la possibilit\u00e0 a tutti di adottare diversi tipi di uccelli. Sulle pagine web (www.kopacki-rit., la versione in lingua italiana \u00e8 prevista ma non ancora operativa) del Parco sono state indicate le diverse specie di uccelli protetti che ognuno pu\u00f2 adottare versando un contributo che varia dalle 100 kune per un airone cenerino, fino alle 10mila kune per una cicogna nera. Una volta adottato l\u2019uccello questo verr\u00e0 anelato e il neo proprietario ricever\u00e0 un certificato che ne attesta l\u2019adozione.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/il-paradiso-degli-uccelli-nel-cuore-delleuropa\/'>Il paradiso degli uccelli nel cuore dell'Europa<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 377.11 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/il-paradiso-degli-uccelli-nel-cuore-delleuropa\/?wpdmdl=874&refresh=6a32dcffaf78e1781718271\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Animali del La voce del popolo il 18 giugno 2014.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arrivare al Parco naturale di Kopa\u010dki rit \u00e8 semplice. 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