{"id":349,"date":"2014-06-24T07:42:30","date_gmt":"2014-06-24T07:42:30","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/06\/24\/vukovar-futuro-incerto\/"},"modified":"2023-11-25T10:04:43","modified_gmt":"2023-11-25T09:04:43","slug":"vukovar-futuro-incerto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/06\/24\/vukovar-futuro-incerto\/","title":{"rendered":"Vukovar, futuro incerto"},"content":{"rendered":"<p>Norimberga, Dresda, Vukovar, tre citt\u00e0 distrutte dalle guerre e fatte tornare alla vita. Per\u00f2 secondo tre percorsi storici diversi. Norimberga e Dresda sono state ricostruite in maniera cos\u00ec accurata che le guide vi devono far notare che case e palazzi sono solo copie fedeli non pi\u00f9 vecchie di 60 anni. A Vukovar le vicende belliche si sono concluse quarant\u2019anni dopo. Come si presenta oggi la citt\u00e0?<br \/>\nFacciamo un passo indietro. Gi\u00e0 forti, le tensioni s\u2019inaspriscono all\u2019inizio degli anni \u201890. Nell\u2019estate 1991 da oltre il Danubio arrivano le prime granate, la produzione agricola, i commerci, l\u2019attivit\u00e0 portuale si bloccano. Bombardata di continuo da agosto a novembre, Vukovar vive un assedio sempre pi\u00f9 stretto sino all\u2019inevitabile resa del 18 novembre. Seguono gli anni dell\u2019occupazione fino a che, nell\u2019estate 1995, ossia 24 anni fa, \u00e8 liberata e reintegrata nello stato croato.<br \/>\nCome si presenta oggi e cosa offre al turista?<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Cominciamo la visita nella periferia ovest, dal luogo-simbolo, quell\u2019ospedale martoriato che ha accolto tanti feriti e morti e davanti al quale, ironia della sorte, si trova oggi il consolato generale della Serbia. L\u2019accesso all\u2019ala trasformata in museo \u00e8 dalla corsia del pronto soccorso, il tragitto che hanno fatto tantissimi feriti. Sopra l\u2019entrata una grande bandiera della croce rossa con tanti buchi, simbolo delle innumerevoli bombe cadute sul complesso. Nell\u2019area di prestazione dei primi soccorsi, con i letti muti testimoni del tempo, qui viene proiettato un filmato evocativo. Oltre la porta di destra si accede al corridoio che abbiamo visto tristemente pieno di feriti. Pure qui, dopo aver superato i quattro piani superiori, come testimoniato dai buchi sul soffitto, sono riuscite a penetrare due grosse bombe. Alla sinistra, sulle piastrelle bianche la cronistoria degli avvenimenti. \u00c8 una ricostruzione, fatta giorno per giorno, visto che tutti i documenti sono stati distrutti. In fondo al corridoio la lista di tutti coloro che qui hanno perso la vita, nonch\u00e9 di quelli rimasti fino all\u2019ultimo giorno. Alla destra c\u2019\u00e8 il rifugio antiatomico, ricovero dei feriti pi\u00f9 gravi, la cui presenza \u00e8 evocata da manichini fasciati in bianco a rendere ancora pi\u00f9 impressiva la scena che si presentava ogni giorno. In lontananza la nota voce di Sini\u0161a Glava\u0161evi\u0107, giornalista di Radio Vukovar e poi pure delle TV, che ogni giorno informava il mondo sugli avvenimenti in citt\u00e0 ed \u00e8 stato ucciso a due giorni dalla resa.<br \/>\nUsciti, infiliamo la via principale, oggi \u017dupaniska, dove ogni anno si snoda la processione fino all\u2019Ov\u010dara, per renderci conto che l\u2019ospedale \u00e8 a due passi dal Danubio, zona di confine e prima linea per le battaglie. Diverse le case distrutte, parecchie abbandonate. Poco pi\u00f9 avanti, accanto al Danubio sorge il castello degli Eltz, fedelmente ricostruito e aperto di recente. Passiamo davanti a una chiesa ortodossa con ancora visibili i danni, entriamo nella zona pedonale del centro e scendiamo fino al punto in cui la Vuka confluisce nel Danubio, vero centro storico, oggi del tutto rinnovato. Passando accanto al porto invernale, arriviamo alla grande croce eretta davanti al Danubio a simbolo di tutti i caduti in guerra. Oltre il ponte, l\u2019albergo Dunav, ancora chiuso e con i resti dei bombardamenti. Accanto, un piccolo acquedotto, vecchio simbolo cittadino. Lasciato il fiume, entriamo nel centro storico, pure del tutto rinnovato e prendiamo la via intitolata al primo presidente della Croazia, Franjo Tu\u0111man, quella che abbiamo visto in tanti video e foto dove sono stati fatti passare tutti i sopravvissuti dall\u2019ospedale all\u2019uscita dalla citt\u00e0. Niente lo ricorda, neppure una targa per cui l\u2019ignaro turista pu\u00f2 non saperne nulla.<br \/>\nPrima della salita verso le mura c\u2019\u00e8 pure il \u201cconfine\u201d che delimita la Slavonia dallo Srijem. Lo conoscono ormai solo i locali. Per\u00f2 noi decidiamo di tornare andando verso la famosa torre dell\u2019acquedotto, altro simbolo della citt\u00e0. Percorriamo il lungomare che, tanto valorizzato ad Osijek, qui \u00e8 del tutto in abbandono. Vista la torre ci tocca salire, dato che \u00e8 posta in cima ad una collina. Anche se si vede benissimo da lontano, non c\u2019\u00e8 nemmeno un\u2019insegna che ci indica la strada. Arriviamo sotto la torre e vediamo quant\u2019\u00e8 imponente. \u00c8 alta infatti ben 50 metri ed \u00e8 stata costruita dal 1963 al 1968. Una parte era adibita prima a ristorante e poi a uffici. Oggi \u00e8 del tutto abbandonata. Accanto alla torre una tabella che ricorda la sua storia. La porta \u00e8 aperta, si pu\u00f2 visitarla, per\u00f2 a proprio rischio. Le scale sono arrugginite ma integre, l\u2019ascensore fermo ormai da troppi anni. Piena dei fori dei pesanti bombardamenti, potrebbe essere un\u2019ottima attrattiva turistica, ma a quanto pare, manca l\u2019interesse di chi dovrebbe pensarci.<br \/>\nLasciamo la torre e passeggiamo lungo la collina che, \u201cgrazie\u201d ai bombardamenti, ha fatto riscoprire ai locali gli antichi spazi per la conservazione dei vini, prima trascurati del tutto. Sull\u2019altura sorgono diverse case, una scuola media, del tutto ricostruita, nonch\u00e9 la pi\u00f9 grande chiesa cittadina. Riprendiamo la macchina e andiamo a fare diversi chilometri per visitare uno dei luoghi pi\u00f9 tristemente famosi di Vukovar: i magazzini Velepromet. Subito accanto, con immensi campi da tutte le parti sorge il \u201cSpomen dom Ov\u010dara\u201d. Qui, in un magazzino, sono stati portati 261 feriti e civili dall\u2019ospedale di Vukovar, poi uccisi nella notte dal 20 al 21 novembre. A testimonianza di questo \u00e8 sorto un Centro con il magazzino trasformato in museo. Tutto al buio, con ai muri le foto delle vittime che una a una vengono illuminate, mentre nel mezzo c\u2019\u00e8 una specie di fontana dove vengono fatti circolare i loro nomi. Sul pavimento sono stati lasciati i proiettili. A poco pi\u00f9 di un chilometro di distanza, segnato da una grande colomba di marmo, c\u2019\u00e8 il campo dove sono stati sepolti.<br \/>\nCi portiamo quindi alla periferia orientale dove, come dice la guida, si trova il pi\u00f9 recente cimitero d\u2019Europa. Costruito accanto al vecchio, accoglie tutti i militari e civili morti a Vukovar nel 1991. Al centro sorge il Memoriale alle vittime con accanto un campo con ben 938 croci. Oltre ad essere nuovissimo ha una sua unicit\u00e0: tutte le tombe sono perfettamente uguali, nel marmo, nelle foto, nelle lettere, a testimonianza dell\u2019uguaglianza fra le vittime di questa guerra.<br \/>\nTorniamo ancora alla periferia occidentale dove sorge Casa della Rimembranza dei difensori croati con davanti uno dei tanti carri armati qui rimasti per sempre. Il posto non \u00e8 casuale: si tratta infatti della Trpinska cesta, tristemente nota per le grandi battaglie e all\u2019epoca principale strada di collegamento verso Vinkovci e il resto della Croazia agli albori dell\u2019indipedenza.<br \/>\nFinisce qui la visita a una citt\u00e0 ancora oggi vittima di grandi tensioni, confronti, nazionalismi e antagonismi. Una citt\u00e0 ancora vittima della guerra, con parecchie case distrutte e abbandonate, quali testimoni muti di un passato ancora molto presente. Vukovar e soprattutto gli abitati che lo circondano paiono essere ancora oggi negli anni \u201890. Una citt\u00e0 che al contrario di parecchie altre non riesce e forse non riuscir\u00e0 mai a capitalizzare il proprio valore pure dal punto di vista turistico. Un triste passato dove &#8211; e magari ci sbagliassimo &#8211; il futuro sembra non meno triste e destinato a rimanere morto.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Eltz, una fedele ricostruzione<\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019immenso castello degli Eltz, sorto nel XVIII secolo quasi nell\u2019odierno centrocitt\u00e0, \u00e8 stato uno dei primi edifici ad essere bombardato ancora il 25 agosto del 1991. Danneggiato in maniera molto grave dagli scontri, \u00e8 stato poi ricostruito quasi integralmente seguendo fedelmente i progetti del passato e da poco ha riaperto le porte ai visitatori. Ospita il museo cittadino che si trovava qui dal 1968. La prima sezione \u00e8 dedicata ad Antun Bauer uno dei fondatori. Le altre trattano la storia della citt\u00e0 e della sua pi\u00f9 importante famiglia, gli Eltz. Nella parte storica, al primo piano, una stanza \u00e8 dedicata alla stampa e alle varie industrie cittadine. Non poteva mancare la sezione dedicata alla guerra del 1991 con diversi cimeli di quegli anni. Infine la sezione del sottotetto comprende le tradizioni locali, dai vestiti alle varie attivit\u00e0 nelle campagne.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/vukovar-futuro-incerto\/'>Vukovar, futuro incerto<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 436.81 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/vukovar-futuro-incerto\/?wpdmdl=870&refresh=6a32f458d86ee1781724248\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato su Panorama il 15 giugno 2014.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Norimberga, Dresda, Vukovar, tre citt\u00e0 distrutte dalle guerre e fatte tornare alla vita. 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