{"id":395,"date":"2014-12-22T17:55:37","date_gmt":"2014-12-22T17:55:37","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/12\/22\/geocaching-la-caccia-al-tesoro\/"},"modified":"2023-11-25T10:36:29","modified_gmt":"2023-11-25T09:36:29","slug":"geocaching-la-caccia-al-tesoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/12\/22\/geocaching-la-caccia-al-tesoro\/","title":{"rendered":"Geocaching la caccia al tesoro"},"content":{"rendered":"<p>I giochi informatici il pi\u00f9 delle volte li colleghiamo a degli ambienti chiusi. Non importa se sono per Pc, console o magari per i tablet e cellulari. S\u00ec, questi ultimi magari vengono giocati pure all\u2019aperto, per\u00f2 rimaniamo in un certa maniera al chiuso. Esiste per\u00f2 un gioco che cresce costantemente negli anni e che \u00e8 praticato esclusivamente all\u2019aperto. Un gioco che richiede una passeggiata, buon occhio, un apparecchio GPS, magari il vostro cellulare. E oltre a tutto questo vi porta in posti storici e originali, in natura e a gustare dei bei panorami. Si chiama Geocaching e oggi ha pi\u00f9 di 6 milioni di giocatori alla ricerca di pi\u00f9 di 2,5 milioni di cache. \u00c8 una classica caccia al tesoro in versione moderna. Ma di cosa si tratta e come si gioca? \b<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>La storia<\/strong><\/span><br \/>\nTutto parte sotto il nome di GPS Stash Hunt il 3 maggio 2000, il giorno dopo che l\u2019amministrazione degli Stati Uniti d\u2019America ha liberato il segnale GPS e lo ha reso pubblico. Il primo \u201cpadre\u201d \u00e8 Dave Ulmer, al quale viene l\u2019idea di nascondere una piccola cassetta nei boschi vicino a Portland. Prende le coordinate e pubblica il tutto nella newsgroup scientifica sci.geo.satellite-nav. Cos\u00ec comincia la ricerca (poi seguita da tante altre negli States, per poi diffondersi in Australia). Mike Teague p il primo a trovarla, gi\u00e0 tre giorni dopo il lancio, ed entusiasta, pare una pagina web per raccogliere le informazioni sul gioco. Il 15 maggio, visto il grande interesse, James Coburn crea una mailing list per tenere collegati tutti gli amanti di questo neogioco. Il 30 maggio Matt Stum propone di cambiare il nome delle cassete da Stash in Cache e di ribattezzare il gioco in Geocaching. La cosa venne accettata e il 2 settembre il gioco ha ricevuto pure il suo dominio, ancora oggi attivo, geocaching.com.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Le regole<\/strong><\/span><br \/>\nIl tutto inizia su un dispositivo collegato a Internet. Per prima cosa bisogna registrarsi al sito Geocaching.com. Comincia cos\u00ec la caccia al tesoro o meglio dei tanti tesori sparsi nel mondo. All\u2019utente vengono date molte possibilit\u00e0 di ricerca, da quelle della citt\u00e0, alle coordinate GPS e altro. Magari alla fine la pi\u00f9 semplice \u00e8 quella attraverso la mappa, dove con dei cerchi vengono mostrati tutti i cache. Una volta individuato un tesoro troviamo tutte le informazioni necessarie per la ricerca. Ci vengono date le sue coordinate, una breve descrizione su dove sia esattamente nascosto, la sua grandezza e una lunga descrizione del posto. E proprio questa descrizione ha il suo lato educativo, perch\u00e9 oltre che andare nei vari luoghi si pu\u00f2 pure imparare molto su quello che si vede.<br \/>\nE infine, una volta trovata la scatoletta, possiamo firmarci nel \u201clibro degli ospiti\u201d chiamato logbook e poi pure sul libro su Internet, dove il pi\u00f9 delle volte possiamo aggiungere dei commenti e qualche foto.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>I geocache<\/strong><\/span><br \/>\nIn genere sono dei contenitori. Non ci sono regole sul loro volume, colore o altro. Geocaching riconosce in genere cinque dimensioni di base, per\u00f2 con diverse variazioni: ci sono da quelli piccolissimi, tipo una penna con dentro un microscopico logbook; poi ci sono contenitori che ricordano quelli dei medicinali; vengono considerati \u201cmedi\u201d quelli che assomigliano ai contenitori da frigorifero, per il cibo; esistono pure quelle grandi, tipo i classici scrigni. Questi cache sono sempre un po\u2019 nascosti, o sotto un pietra, o nella roccia o magari attacati con del magnete su una superficie.<br \/>\nDentro si pu\u00f2 trovare di tutto e naturalmente dipende dalle dimensioni del cache. Il minimo \u00e8 il logbook, ma poi possiamo scoprire diversi souvenir. Tutti possono lasciare quello che vogliono, ma anche scambiare il contenuto, cio\u00e8 prendere un oggetto e al suo posto metterne un altro. Inoltre, in ognuno c\u2019\u00e8 pure un messaggio che spiega il gioco ed \u00e8 rivolto a chi per caso individua il cache, per invitarlo da una parte al gioco e dall\u2019altra, quidi a rimetterlo al suo posto. (1 e continua)<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/geocaching-part-1\/'>Geocaching, part 1<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 357.64 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/geocaching-part-1\/?wpdmdl=628&refresh=6a18af8fac76b1780002703\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato su Panorama del 15 dicembre 2014.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I giochi informatici il pi\u00f9 delle volte li colleghiamo a degli ambienti chiusi. 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