{"id":450,"date":"2016-12-03T13:00:00","date_gmt":"2016-12-03T13:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2016\/12\/03\/tutti-i-campionissimi-di-salona-4-e-continua\/"},"modified":"2023-11-25T09:34:47","modified_gmt":"2023-11-25T08:34:47","slug":"tutti-i-campionissimi-di-salona-4-e-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2016\/12\/03\/tutti-i-campionissimi-di-salona-4-e-continua\/","title":{"rendered":"Tutti i campionissimi di Salona (4 e continua)"},"content":{"rendered":"<p>La storia del calcio a Salona (Solin), come abbiamo visto, \u00e8 stata sempre contrassegnata da alti e bassi. La sua \u00e8 stata la storia di una societ\u00e0 tenace che nonostante tutte le difficolt\u00e0 ha sempre trovato la forza di andare avanti, senza arrendersi mai. Una societ\u00e0 per\u00f2 vissuta all\u2019ombra dell\u2019ingombrante vicino, ovvero della citt\u00e0 di Spalato e calcisticamente parlando, di quell\u2019Hajduk sempre attento alle nuove leve del Solin da portare quanto prima nelle proprie file. Numerosi sono stati i giocatori passati dal Solin all\u2019Hajduk, chi gi\u00e0 da giovanissimo, chi pi\u00f9 tardi. Ma si \u00e8 trattato sempre di un passaggio obbligato.<br \/>\nPer\u00f2 la storia del Solin \u00e8 fatta pure di vere e proprie leggende che hanno legato la propria carriera interamente o quasi alla squadra della loro citt\u00e0. Sono rimasti fedeli ai colori sociali nei diversi ruoli societari ricoperti. Nomi magari poco noti a livello nazionale, ma che tutti conoscono nella cittadina dell\u2019entroterra spalatino.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">L\u2019ala sinistra Miro Mili\u0161i\u0107<\/span><\/strong><br \/>\nSe a Salona chiedete di Vele, Jole e Miro, la prima associazione porta ai grandi sportivi di questa societ\u00e0. Una famiglia legatissima allo sport e in primis al calcio. Il pi\u00f9 famoso dei tre \u00e8 Miro, nato il 10 gennaio 1934. Si avvicin\u00f2 giovanissimo al mondo del calcio e venne ufficialmente registrato quale tesserato del club locale il 18 aprile 1950. Rimase fedele ai colori del Solin per ben 20 anni. Per quasi tutta la carriera calcistica fu un\u2019ala sinistra. Soltanto in alcune partite fu costretto a giocare pi\u00f9 indietro nel ruolo di terzino sinistro. Stando a certi dati statistici disput\u00f2 con la maglia del Solin ben 600 partite, tra quelle ufficiali di campionato e coppa, e quelle amichevoli. Fu un giocatore costante in quegli anni difficili, quando i mezzi a disposizione erano scarsi e le possibilit\u00e0 di andare in trasferte altrettanto scarse. Non lasci\u00f2 mai la societ\u00e0 e per capire il suo valore basti sapere che fu per anni fu componente della nazionale della Lega dalmata. Durante il servizio militare gioc\u00f2 pure per la selezione militare e partecip\u00f2 a diversi tornei. Conclude nel 1970 la carriera di giocatore. Dopo aver appeso al chiodo le classiche scarpette, entr\u00f2 subito a far parte nella dirigenza societaria e nella stagione 1974\/75 indoss\u00f2 pure i panni di tecnico.<br \/>\nPer\u00f2 Miro Mili\u0161i\u0107 non fu soltanto un importante calciatore. Infatti nei primi anni, dal 1953 al 1956, fu attivo pure nel mondo dell\u2019atletica leggera, militando per\u00f2 nelle file dell\u2019ASK, la societ\u00e0 di Spalato. Ebbe grande successo. Fu membro della societ\u00e0 che conquist\u00f2 il titolo croato nel cross e nel 1954 fu campione croato di pentathlon. Era molto veloce tanto che i 100 metri li correva in soli 11,5 secondi. Giovanissimo, nel 1953 consegu\u00ec pure il patentino di allenatore di atletica leggera.<br \/>\nRitornando al calcio bisogna far notare che all\u2019epoca si disputavavano pure campionati e tornei delle diverse ditte locali. Lavorando per la Dalmacijacement, Miro Mili\u0161i\u0107 gioc\u00f2 per anni pure per la squadra della ditta. E cos\u00ec nel palmares pu\u00f2 contare ben quattro vittorie nei campionati della Jugoslavia e sei delle Croazia. Da vero e proprio sportivo, per la Dalmacijacement partecip\u00f2 pure ai campionati di birilli e a quelli di atletica leggera, facendosi valere in entrambi i casi.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il portierone Ante La\u0161tre<\/strong><\/span><br \/>\nAnte La\u0161tre fu forse il pi\u00f9 grande portiere nato e cresciuto a Salona. Nato il 29 ottobre 1955, cominci\u00f2 a giocare a calcio nel 1972: il 20 marzo divenne tesserato del Solin. Quasi subito furono chiare le sue predisposizioni per il ruolo di portiere, tanto che pass\u00f2 meno di un anno fino al suo debutto nella squadra seniores. Nessun dubbio sul fatto che, anche se giovanissimo, era un ottimo portiere, molto promettente. E cos\u00ec l\u201911 marzo 1973 debutt\u00f2 nella partita contro il Velebit di Benkovac che fin\u00ec 1-1. Rimase titolare fino al 1980, per cui fu parte di quella generazione d\u2019oro che per anni contribu\u00ec a fare grande il Solin, prima a livello regionale dalmata e poi a quello croato. Seguirono anni di militanza nelle societ\u00e0 vicine. Cos\u00ec dal 1980 al 1983 gioc\u00f2 per lo Jadran di Castel San Giorgio (Ka\u0161tel Su\u0107urac) e poi fino al 1985 per lo Sloga di Mravinci. Nell\u2019estate del 1985 torn\u00f2 a casa per aiutare la societ\u00e0 della sua citt\u00e0 natia nei momenti difficili. Poi fece ritorno nello Sloga di Mravinci, all\u2019epoca una societ\u00e0 di successo nel campionato croato. Infine pass\u00f2 all\u2019Uskok di Clissa (Klis), dove chiuse la carriera. Per un breve period\u00f2 fu portiere pure dell\u2019Omi\u0161 di Almissa e dello Junak di Sinj. Oltre a giocare da portiere nel \u201cgrande\u201d calcio, ricopr\u00ec il medesimo ruolo pure nel calcetto, dove difese la rete di diverse societ\u00e0 locali nei vari campionati e tornei regionali. Inoltre partecip\u00f2 a numerosi tornei dei lavoratori militando nelle file della Dalmacijacement. Mor\u00ec prematuramente il 20 dicembre 2008, all\u2019et\u00e0 di 54 anni.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>L\u2019esplosivo Ivica Bubi\u0107<\/strong><\/span><br \/>\nIvica Bubi\u0107 fu uno dei giocatori pi\u00f9 combattivi e dinamici nella storia del Solin. Nato il 16 ottobre 1953, si avvicin\u00f2 al mondo del calcio nel 1968. Gioc\u00f2 per la selezione juniores guidata da Ton\u0107i Lali\u0107. Fu una generazione forte, che tre anni dopo si laure\u00f2 vicecampione croata tra le societ\u00e0 dilettantistiche. Il debutto fra gli seniores arriv\u00f2 il 27 febbraio 1972, contro lo Jadran di Castel San Giorgio (Ka\u0161tel Su\u0107urac). Poco dopo Bubi\u0107 dovette prestare il servizio militare. Torn\u00f2 in tempo per la stagione 1973\/74, che vide il Solin qualificarsi nel campionato croato a girone unico, per poi nella stagione 1974\/75, sotto la guida di Ljubomir Kokeza, piazzarsi al secondo posto. Un risultato a dir poco fenomenale. Per Bubi\u0107 il 1975 fu pure l\u2019anno in cui gioc\u00f2 per la nazionale che affront\u00f2 a Salona la selezione dell\u2019Unione Sovietica. L\u2019incontro fin\u00ec 2-2. E Bubi\u0107 fu proclamato migliore giocatore della partita.<br \/>\nMolto difficile per Bubi\u0107 si rivel\u00f2 l\u2019estate del 1978. La squadra infatti disput\u00f2 le qualificazioni per la Seconda lega contro il Segesta di Sisak. Perse per 2-0 a Sisak per poi vincere in casa per 1-0. Una vittoria di Pirro, visto che a essere promosso fu il Segesta. Il confronto con la squadra di Sisak fu per Bubi\u0107 particolarmente difficile, visto che, \u201cgrazie\u201d a un suo fallo, il Segesta ottenne il calcio di rigore che gli permise di prendere in largo nella partita d\u2019andata. Per\u00f2 la squadra capitanata da Bubi\u0107 riusc\u00ec finalmente nell\u2019estate del 1981 a vincere il proprio girone della Lega croata e a qualificarsi per la prima volta a livello nazionale, in Seconda lega. E proprio allora ebbe inizio la stretta collaborazione tra il Solin e l\u2019Hajduk di Spalato, che cominci\u00f2 a mandare le sue giovani promesse a Salona. Ma per comprendere appieno le doti di Bubi\u0107 e la sua importanza per la squadra, basti notare che nei due anni di Seconda lega fu proprio lui a essere proclamato migliore giocatore. Ebbe pure un\u2019offerta per passare alla Dinamo (oggi Cibalia) di Vinkovci, ma non volle lasciare la sua Dalmazia. Lasci\u00f2 Salona per una sola stagione, nel 1984\/85, quando gioc\u00f2 per lo Sloga di Mravinci. Tornato a Salona, continu\u00f2 a scendere in campo fino alla fine nell\u2019estate del 1987. Nel corso degli anni partecip\u00f2 alle gare dei lavoratori, sempre difendendo i colori della sua Dalmacijacement, sia nel calcio che nel calcetto. Ma disput\u00f2 anche vari tornei per le societ\u00e0 locali di calcetto, come il Salona e il Darmar. Finita la carriera agonistica rimase sempre legato alla societ\u00e0, in primis come membro della dirigenza in svariati ruoli.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il fortissimo \u0110or\u0111e Kajo Grubi\u0161i\u0107<\/strong><\/span><br \/>\nNato il 22 aprile 1940, Kajo Grubi\u0161i\u0107 inizi\u00f2 la sua carriera calcistica nel 1957, a meno di 17 anni d\u2019et\u00e0. Quasi un anno dopo cominci\u00f2 a giocare per gli seniores, ma dovette ben presto smettere per andare a prestare il servizio militare. Nel 1962 inizi\u00f2 a giocare per lo Split, fresco di retrocessione dalla Prima lega. Ebbe l\u2019opportunit\u00e0 di avere come compagni di squadra giocatori importanti: Tomislav Ivi\u0107, Mario Duplan\u010di\u0107, Pa\u0161ko Sisgoreo, Luk\u0161a Poklepovi\u0107, Marin \u017dupan e altri ancora. Subito si distinse e fu notato dal Maribor che militava all\u2019epoca nella Seconda lega della Jugoslavia. E qui avvenne la sua consacrazione. Infatti rimase nella citt\u00e0 slovena per ben sette stagioni. Di queste sette, tre furono nella divisione cadetta e quattro in Prima lega. In totale registr\u00f2 ben 380 presenze e dal 1963 al 1968 gioc\u00f2 in cinque occasioni pure per la nazionale slovena.<br \/>\nNell\u2019estate del 1970 pass\u00f2 nelle file del GAK di Graz dove rimase per tre stagioni. Rientr\u00f2 dall\u2019Austria nella sua Salona nell\u2019estate del 1973. Qui, sotto la guida di Stanko Poklepovi\u0107, centr\u00f2 subito la qualificazione nella Lega croata unita. Finita la carriera di giocatore divenne subito allenatore del suo Solin. Guid\u00f2 la compagine per cinque stagioni, dal 1977 al 1982. In questo periodo sotto la sua guida la squadra fall\u00ec una volta la qualificazione alla Seconda lega, nel 1978, ma la centr\u00f2 al secondo tentativo nel 1982. Seguirono due stagioni alla guida dello Junak di Sinj nel campionato interrepubblicano. Poi per due anni torn\u00f2 al suo vecchio amore, il Maribor e lo guid\u00f2 nella Seconda lega.<br \/>\nTorn\u00f2 poi di nuovo a Salona e nella stagione 1990\/91 centr\u00f2 ancora una volta la qualificazione nella Seconda lega. Per\u00f2 la Jugoslavia era ormai giunta al capolinea e il Solin \u201cpass\u00f2\u201d alla Seconda lega della Croazia. Poi per Grubi\u0161i\u0107 seguirono successi in primis all\u2019estero. Guid\u00f2 per due anni il GAK di Graz nella Seconda lega austriaca e poi il Publicum di Celje nella Prima lega slovena. Infine arriv\u00f2 il periodo d\u2019oro con il Maribor, dove come vice di Bojan Pra\u0161nikar, vinse tre campionati della Slovenia e due coppe. In quel periodo, inoltre, il Maribor inanell\u00f2 i suoi maggiori successi nelle coppe europee.<br \/>\nPer\u00f2 oltre agli ottimi risultati nel mondo del calcio non bisogna dimenticare che Grubi\u0161i\u0107 fu uno sportivo completo. Fu pure ottimo nella pallamano, e tra i primi giocatori importanti della locale societ\u00e0 di Salona. Fu ottimo in entrambi gli sport per diverso tempo; per\u00f2 alla fine prevalse l\u2019amore per il calcio, che port\u00f2 Grubi\u0161i\u0107 a competere a livelli internazionali.\u00a0<strong>(4 e continua)<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/history-of-solin-part-4\/'>History of Solin, part 4<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 611.87 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/history-of-solin-part-4\/?wpdmdl=811&refresh=6a61c8a677b9b1784793254\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 3 dicembre 2016.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia del calcio a Salona (Solin), come abbiamo visto, \u00e8 stata sempre contrassegnata da<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1338,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[62],"tags":[],"class_list":["post-450","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-nk-solin"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/450","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=450"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/450\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1849,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/450\/revisions\/1849"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1338"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=450"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=450"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=450"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}