{"id":459,"date":"2017-11-04T13:00:00","date_gmt":"2017-11-04T13:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2017\/11\/04\/a-lissa-nacquero-le-nazionali-jugoslave\/"},"modified":"2023-11-25T09:50:14","modified_gmt":"2023-11-25T08:50:14","slug":"a-lissa-nacquero-le-nazionali-jugoslave","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2017\/11\/04\/a-lissa-nacquero-le-nazionali-jugoslave\/","title":{"rendered":"A Lissa nacquero le nazionali jugoslave"},"content":{"rendered":"<p>Quando si parla della storia dello sport durante le guerre, in genere non si pu\u00f2 fare altro che constatare una situazione di stallo. Tutto si ferma fino a quando a \u201cparlare\u201d sono i cannoni. Non si registra alcuna attivit\u00e0 sportiva. Nessun avvenimento nel campo dello sport \u00e8 degno di nota. Per\u00f2 la logica ci dice ovviamente il contrario: \u00e8 impossibile che nulla accada, che non ci siamo momenti in cui magari per stemperare le tensioni a qualcuno, nonostante tutto, non venga la tentazione di lasciarsi andare alla passione per lo sport. Magari in un periodo contrassegnato da eventi bellici non ci sono competizioni nazionali o regionali; per\u00f2 \u00e8 impensabile che il mondo dello sport si fermi dappertutto. Almeno nelle zone non coinvolte direttamente negli scontri, qualcosa accade comunque. Il fatto \u00e8 che si preferisce non parlarne. Il pi\u00f9 delle volte si tratta praticamente di una specie di autocensura, in primis quando cambiano i confini e certi eventi, per quanto di carattere eminentemente sportivo, non sono propriamente i benvenuti. Poi con il passare del tempo vengono dimenticati. Per\u00f2 ogni tanto si scoprono nuovi dati che fanno ritornare alla luce questi avvenimenti, relegati nell\u2019oblio per tantissimi anni. Cos\u00ec essi tornano a risplendere, ridando fiducia al mondo dello sport e alla sua posizione di neutralit\u00e0 rispetto alla politica. Un mondo portatore di valori umani, per l\u2019appunto sportivi, e non come purtroppo spesso siamo testimoni, di pseudovalori politici o in casi estremi nazionalistici.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Lissa, un\u2019isola partigiana<\/strong><\/span><br \/>\nUna di queste storie quasi del tutto dimenticate \u00e8 quella relativa a una competizione avvenuta nel lontano 1944, nel pieno della Seconda guerra mondiale, nel bel mezzo dell\u2019Adriatico. La vicenda ebbe come epicentro l\u2019isola di Lissa (Vis). Come sappiamo l\u2019ultimo conflitto mondiale fu caratterizzato da scontri terribili praticamente su tutti i fronti. Per\u00f2 certe zone vissero momenti di calma, specie dopo essere state liberate dalle forze alleate. E tra queste aree c\u2019erano l\u2019isola di Lissa e una parte dell\u2019Italia, quella meridionale.<br \/>\nE fu proprio grazie a questa situazione di relativa sicurezza, che la nazionale della rinata Jugoslavia pot\u00e9 partecipare a Roma a una manifestazione assieme alla nazionali o alle selezioni delle forze militari degli Stati Uniti d\u2019America, del Regno Unito e della Francia. Il tutto in due sport, il nuoto e la pallanuoto. Come riportano i media dell\u2019epoca, per la prima volta a Roma in una manifestazione sportiva venne intonato l\u2019inno della nuova Jugoslavia e venne issata la sua bandiera. Il tutto non deve sorprendere pi\u00f9 di tanto. Infatti, gli alleati angloamericani, a mano a mano che andavano liberando i vari territori occupati dai nazisti, organizzavano svariate manifestazioni sportive, in primis con la presenza di militari, ma anche di giocatori locali. Si gareggiava nei pi\u00f9 svariati sport. Cos\u00ec oltre alle gare di nuoto e pallanuoto, c\u2019erano pure quelle di calcio, pallacanestro, atletica, tennis e pugilato. Il tutto organizzato da una commissione con a capo il viceammiraglio americano H. K. Hewitt.<br \/>\nAlle gare che si svolsero dal 18 al 20 agosto del 1944 allo Stadio Nazionale di Roma parteciparono, difendendo i colori jugoslavi, Oskar Danon, Slavko Mi\u0107o Bla\u017eina, Nenad Vukadin, Martin Gabri\u010devi\u0107, Vojko Pavi\u010di\u0107, Dane Mato\u0161i\u0107, Gojko Marovi\u0107, Dinko Rizzi, Mato Dinkovi\u0107, Augustin Montagne, Darko Grabu\u0161i\u0107, Vojislav Ucovi\u0107, Rudi Glaicher, Vjekoslav Despot, Petar Korep\u0161, Franta Dvor\u017eak e Branko \u017di\u017eek. In totale 17 atleti. Tra i pochi giornalisti che seguirono le gare c\u2019era pure Peter Wilson, il quale scriveva per il giornale militare Union Jack. E fu proprio lui a definire la delegazione della Jugoslavia i \u201cDelfini di Tito\u201d.<br \/>\nOrganizzare questi \u201cdelfini\u201d fu tutt\u2019altro che semplice. L\u2019invito degli Alleati fu accolto favorevolmente dalle pi\u00f9 alte cariche militari della Jugoslavia. Si cominci\u00f2 subito a cercare i candidati, innanzitutto tra i militari di stanza in Dalmazia, in grado di partecipare a tali competizioni. Si dovette organizzare il tutto in fretta e furia. I prescelti vennero trasferiti sull\u2019isola di Lissa, dove divennero membri della 26\u00aa divisione e dei reparti della marina militare. Si cercarono ovviamente i migliori sportivi del periodo d\u2019anteguerra. I vari campioni nazionali erano sparpagliati nei vari reparti partigiani. La loro forma sportiva, in genere, era tutt\u2019altro che smagliante.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Marina militare<\/strong><\/span><br \/>\nComunque fu proprio tra gli appartenenti alla marina militare che venne reclutata gran parte della futura nazionale jugoslava. Infatti nel tempo libero essi disputavano partitelle tra di loro, per cui diversi erano in forma e preparati. Quello che magari potrebbe sembrare pi\u00f9 strano era la difficolt\u00e0 nel reperire i palloni. Per averli bisognava andare in Italia. Inoltre, le reti per far giocare le selezioni nazionali in un ambiente regolare da un punto di vista sportivo, furono realizzate proprio sull\u2019isola di Lissa. Gi\u00e0 all\u2019inizio dell\u2019estate del 1944 si disputarono diverse partite di pallanuoto con gli equipaggi delle varie navi che attraccavano sull\u2019isola. Fin da subito a prevalere in quasi tutte le partite furono proprio gli atleti della Jugoslavia. A organizzarli e a tenere insieme il gruppo di campioni ci pens\u00f2 \u0110uro Bjedov, il padre delle futura campionessa mondiale di nuoto, \u0110ur\u0111ica Bjedov. Per preparasi al meglio per la manifestazione di Roma, il 14 agosto nella zona chiamata Kut, a Lissa, furono organizzati i primi campionati di nuoto e pallanuoto sul territorio libero. Anche se pi\u00f9 giustamente potrebbero venire definiti le selezioni per Roma. Il tutto naturalmente in mare, non come oggi in piscina. Per il nuoto furono preparate sei corsie. A organizzare queste gare e a scegliere i migliori ci pens\u00f2 l\u2019ex forte pallanotista della Jadran di Spalato, Gojko Marovi\u0107. Non c\u2019era tempo da perdere. Infatti, dopo un brevissimo periodo di preparazione e le gare del 14 agosto, i migliori partirono con la nave Morava verso l\u2019Italia, direzione Bari, dove arrivarono il 16 agosto. Qui ricevettero nuove uniformi e partirono verso Roma con un aereo DC-3. I nazionali furono sistemati nel Rest camp, un campo delle forze americane, ovvero della quinta divisione statunitense. Si trattava di un grande campo dove venivano organizzate anche diverse feste, balli e altro, con a disposizione pure una palestra con ben 1.500 posti.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Torneo di pallanuoto<\/strong><\/span><br \/>\nIn questo clima si arriv\u00f2 alle gare che si svolsero dal 18 al 20 agosto 1944. Al torneo di pallanuoto parteciparono le selezioni della Francia, del Regno Unito, una selezione combinata franco-inglese e la Jugoslavia. I maggiori favoriti erano i francesi che nelle proprie file avevano ben quattro pallanotisti che avevano partecipato ai Giochi olimpici del 1936. E proprio i francesi furono i primi avversari dei partigiani che schierarono Ucovi\u0107 (portiere), Montagne, Marovi\u0107, Dinkovi\u0107, Grabu\u0161i\u0107, \u017di\u017eek, Rizzi, Pavi\u010di\u0107, Gabri\u010devi\u0107 e Gleicher. Alla fine persero per 5-7. Il secondo giorno affrontarono la selezione combinata franco-inglese e vinsero per 3-2. Tutte e tre le reti furono segnate da Vojko Pavi\u010di\u0107, ex membro della Jadran di Spalato, che aveva pure partecipato alle ultime Olimpiadi di Berlino. E infine nel terzo incontro, quello contro il Regno Unito, arriv\u00f2 una netta vittoria, per 6-2. Tutto sommato per una squadra messa su in fretta e furia alla fine i risultati furono davvero eccellenti.<br \/>\nNon minori furono le soddisfazioni nel nuoto. Alla competizioni parteciparono: Franta Dvor\u017eak, Dane Mato\u0161i\u0107, Vjekoslav Despot e Petar Korep\u0161. Come nuotatori scesero nelle vasche pure i pallanotisti Vojko Pavi\u010di\u0107, Branko \u017di\u017eek e Rudi Glaicher. A guidarli era Nenad Vukadin.<br \/>\nIn questa gare i campioni jugoslavi conseguirono diversi successi. Cos\u00ec Branko \u017di\u017eek vinse la gara dei 100 metri stile libero. S\u2019impose con il tempo di 1:05,3. Dane Mato\u0161i\u0107 si piazzo al terzo posto nei 100 metri rana con il tempo di 1:24,0. Infine la staffetta nei 3&#215;100 metri misti, composta da Dane Mato\u0161i\u0107, Franta Dvor\u017eak e Branko \u017di\u017eek, conquist\u00f2 un ottimo secondo posto con il tempo di 3:56,8.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>L\u2019inno jugoslavo<\/strong><\/span><br \/>\nNaturalmente, come sempre, una parte del merito, se tutto si concluse nel migliore dei modi, fu anche dei vari membri della delegazione jugoslava. Tra questi va di sicuro ricordato Oskar Danon. Nella delegazione era la persona addetta ai contatti tra le varie squadre. Visto il ritardo nell\u2019arrivo della delegazione jugoslava a Roma fu proprio lui, pure come poliglotta, a mediare per giungere al cambiamento delle date e degli orari delle manifestazioni. Per\u00f2 fu pure lui, come musicista esperto, a scrivere la partitura di Hej Slaveni, il nuovo inno jugoslavo, affinch\u00e9 i francesi potessero intonarlo. Finita la guerra, Danon fu un direttore d\u2019orchestra di livello mondiale e direttore della filarmonica di Lubiana e dell\u2019opera di Belgrado.<br \/>\nPoi va ricordato il ruolo di Slavko Mi\u0107o Bla\u017eina, di Fiume. Fu lui a guidare la delegazione e fu pure uno degli allenatori. Prima della guerra aveva lavorato per la Jadranska Plovidba ed era stato uno dei fondatori della Viktorija di Fiume. Durante la guerra fu uno dei dirigenti dei vari ospedali partigiani in Italia, ed \u00e8 proprio per la sua esperienza in Italia che fu aggregato a questa delegazione.<br \/>\nPoi troviamo un esperto pallanuotista, il raguseo Darko Grabu\u0161i\u0107, membro prima della guerra dello Jug di Ragusa (Dubrovnik). Originale la storia del ceco Petar Korep\u0161. Prima della guerra era un noto nuotatore nel proprio Paese. Divenne membro di questa nazionale quasi per caso. Infatti, era rimasto ferito in Lika ed era stato poi ricoverato nell\u2019ospedale di Monopoli. Una volta guarito si aggreg\u00f2 alla nazionale partigiana. Di lui, per\u00f2, dopo la guerra di persero tutte le tracce; non \u00e8 neppure chiaro come fin\u00ec per combattere per i partigiani.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Importanti onorificenze<\/strong><\/span><br \/>\nOriginale pure la storia dello zagabrese Franta Dvor\u017eak. Come profugo arriv\u00f2 a Roma, dove divenne insegnante di nuoto. Per essere quanto pi\u00f9 forti nel nuoto, Darko Grabu\u0161i\u0107 e Vojislav Ucovi\u0107 fecero una vera e propria ricerca per trovare l\u2019esperto nuotatore e pi\u00f9 volte campione nazionale Branko \u017di\u017eek. Il tutto ebbe successo e alla fine port\u00f2 pure alla conquista di una medaglia d\u2019oro. La delegazione, come prevedibile, era in gran parte composta da spalatini: Vojko Pavi\u010di\u0107, Nenad Vukadin, Dane Mato\u0161i\u0107, Martin Gabri\u010devi\u0107 e Gojko Marovi\u0107. Tutti membri prima della guerra della Jadran di Spalato. Poi troviamo i ragusei e membri dello Jug: Mato Dinkovi\u0107, Augustin Montagne, Darko Grabu\u0161i\u0107 e Vojislav Ucovi\u0107. Infine c\u2019era Dinko Rizzi, dell\u2019isola di Curzola (Kor\u010dula).<br \/>\nFinite le gare, la delegazione ripart\u00ec verso Bari. Nel viaggio di ritorno si ferm\u00f2 a Napoli dove incontr\u00f2 i calciatori dell\u2019Hajduk di Spalato che erano in una tourn\u00e9e in Italia. Arrivati a Bari si imbarc\u00f2 sulla nave Bakar che faceva regolare spola tra Lissa e l\u2019Italia e portava profugi e feriti. Dopo il ritorno sull\u2019isola, ogni membro della delegazione si riaggreg\u00f2 al proprio reparto militare. Alcuni finirono pure a combattere in prima linea. Questi sportivi diedero vita in un periodo estremamente difficile a quelle che sarebbero divenute le future nazionali. Il loro ruolo non fu dimenticato: in seguito e poi fu valorizzato con importanti onorificenze.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><br \/>\n<\/strong><div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/yugoslavia-national-team-start-after-wwii\/'>Yugoslavia national team start after WWII<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 2.34 MB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/yugoslavia-national-team-start-after-wwii\/?wpdmdl=845&refresh=69f6ac313fa1c1777773617\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 7 ottobre 2017.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si parla della storia dello sport durante le guerre, in genere non si pu\u00f2<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1056,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[72],"tags":[],"class_list":["post-459","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sport-general"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/459","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=459"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/459\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1872,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/459\/revisions\/1872"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1056"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=459"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=459"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=459"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}