{"id":460,"date":"2017-04-15T12:00:00","date_gmt":"2017-04-15T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2017\/04\/15\/la-discesa-nei-rifugi-dell-unpa\/"},"modified":"2023-11-25T10:14:57","modified_gmt":"2023-11-25T09:14:57","slug":"la-discesa-nei-rifugi-dell-unpa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2017\/04\/15\/la-discesa-nei-rifugi-dell-unpa\/","title":{"rendered":"La discesa nei rifugi dell\u2019UNPA"},"content":{"rendered":"<p>Durante la prima met\u00e0 del secolo scorso la citt\u00e0 di Fiume e le zone limitrofe sono state dei grandi cantieri. \u00c8 stato costruito molto, dai palazzi, alle case, alle strade, ecc. \u00c8 stato fatto tanto sopra la terra, ma \u00e8 stato fatto tanto pure nel sottosuolo. Infatti, come risaputo, per diversi anni la citt\u00e0 \u00e8 stata zona di confine, da controllare, e proprio per questo negli anni sono stati costruiti tantissimi bunker e rifugi vari: in primo luogo nelle montagne attorno a Fiume, ma pure lungo la costa. Tra le pi\u00f9 grandi costruzioni assolutamente a uso militare quelle fatte sui monti di Catarina, monte Lesco, Dor\u010di\u0107i. Per\u00f2 si \u00e8 pensato pure alla necessit\u00e0 di avere dei rifugi in pieno centro e questo gi\u00e0 negli anni \u201930, prima dell\u2019ultimo conflitto mondiale. Zone difficili nelle quali, grazie agli ottimi piani e alla manodopera che giungeva in primo luogo dal sud d\u2019Italia, sono stati realizzati molto in fretta e ancora oggi sono in ottimo stato.<br \/>\nLa citt\u00e0 di Fiume gestisce ben 58 di questi rifugi \u2013 compreso il tunnel che sar\u00e0 aperto al pubblico, il pi\u00f9 lungo e il pi\u00f9 spazioso di tutti (si estende, infatti, su 1.700 metri quadrati di spazio), che dovrebbe essere utilizzato, oltre che per le passeggiate, anche per lo svolgimento di vari programmi e mostre, che sono ancora in via di progettazione e che rientrano nel progetto Fiume, Capitale europea della cultura 2020 (la Citt\u00e0 di Fiume ha stanziato 300mila kune per la prima fase del progetto) \u2013, che in parte sono pure affittati per usi vari. Altri invece sono chiusi e regolarmente viene seguita la manutenzione. Alcuni, in primis quelli in periferia, sono del tutto aperti e visitabili tutto l\u2019anno. Ogni tanto leggiamo notizie di gallerie sotterranee che andrebbero dal centro di Fiume fino a Clana, o magari dal monte Catarina sotto la Fiumara fino a Tersatto. Per\u00f2 sono tutte leggende. Quello che \u00e8 assolutamente vero e che ci sono tanti rifugi, anche grandi, pure nel centro del capoluogo del Quarnero.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>E appunto proprio uno di questi, quello fatto costruire dall\u2019UNPA all\u2019inizio degli anni \u201940, sar\u00e0 il primo ad essere aperto nel mese di maggio ai visitatori. Assieme a quello vicino all\u2019ex Palazzo del Governo, questo dell\u2019UNPA \u00e8 il pi\u00f9 grande rifugio in pieno centro cittadino. L\u2019ultima volta era stato aperto all\u2019inizio degli anni \u201990 visti i tempi di guerra e poi dai pi\u00f9 dimenticato. Si tratta pi\u00f9 che di un rifugio di un grande corridoio con quattro uscite. L\u2019obiettivo era chiaro: collegare quattro zone del centro cittadino e dare a tutti la possibilit\u00e0 di trovare rifugio.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Quattro entrate<\/strong><\/span><br \/>\nPartendo da ovest la prima entrata \u00e8 quella nel cortile delle scuola Dolac, sotto la FINA, poco visibile pu\u00f2 oggi sembrare una semplice porta verso una specie di magazzino. La seconda entrata \u00e8 quella sud che porta dritta al vecchio Municipio dove ha oggi sede l\u2019emittente televisiva regionale Kanal Ri e finisce letteralmente nella redazione al pianoterra. La terza uscita \u00e8 quella orientale, accanto alla chiesa di San Vito.<br \/>\nTutti abbiamo visto questa grande porta, si trova ad ovest della chiesa, guardando dal mare. Come quella di via Dolac non sembra altro che la porta di un magazzino. La quarta entrata \u00e8 quella che magari pu\u00f2 intrigare di pi\u00f9 e sembrare la pi\u00f9 strana: \u00e8 la porta che si trova in \u201cvia Roma\u201d ed \u00e8 visibile a pochissime persone. Infatti porta al cortile del carcere! Quattro le entrate in questo rifugio dai quattro angoli della citt\u00e0.<br \/>\nPer\u00f2 esiste pure una quinta \u201centrata\u201d, ma pi\u00f9 che entrata si tratta di un \u201ccilindro\u201d per la ventilazione e porta dritto nel bel mezzo dell\u2019odierno parcheggio Gomila. Visitare questo rifugio, come scritto, era impossibile a meno di non entrare in qualche visita guidata che c\u2019era negli ultimi anni.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Storie inedite<\/strong><\/span><br \/>\nPersonalmente ci sono stato a pi\u00f9 riprese, la prima nel 2012, ed \u00e8 stata sempre un\u2019esperienza nuova. Si entra in un rifugio storico fatto durante la guerra e che porta in s\u00e9 tante storie e scritte. Entrando dal cortile della scuola Dolac si accede prima in un lungo corridoio che passa tra la via Fran Kurelac e la FINA. \u00c8 un nuovo corridoio visto che il palazzo della FINA \u00e8 stato costruito nel 1975. Dopo la seconda porta si entra nel vero rifugio dell\u2019UNPA. E non ci sono dubbi, visto che troviamo subito due grandi scritte \u201cRiservato all\u2019U.N.P.A.\u201d. Da qui inizia un grande corridoio, quasi dritto e cementato, largo in media ben quattro metri.<br \/>\nAll\u2019epoca della mia prima visita nel 2012 era in un buono stato. Naturalmente come in quasi tutti i rifugi l\u2019umidit\u00e0 la fa da padrona e vedere delle stalagmiti \u00e8 inevitabile. Anche se le luci dovrebbero essere presenti in tutto il rifugio, e i cavi ci sono, all\u2019epoca era del tutto al buio e si camminava avanti grazie solo alle torce. Dopo un po\u2019 si arriva al primo rifugio\/stanza con tanto di posti per sedere, letti e dei gabinetti mobili. Pi\u00f9 avanti c\u2019\u00e8 l\u2019incrocio con il corridoio che porta a Kanal RI, alla destra del tutto allagato. Andiamo avanti ed arriviamo ad una piccola stanza alla destra. \u00c8 stretta e con tanto di scale che portano dritto fino al parcheggio di Gomila (tutti abbiamo visto una strana piccola costruzione nel bel mezzo del parcheggio per\u00f2 magari non l\u2019abbiamo collegata con un rifugio). Andiamo avanti e troviamo un nuovo incrocio, questa volta con uno sbocco alla sinistra. \u00c8 basso e porta dritto verso il carcere cittadino. O meglio portava: infatti \u00e8 chiuso con diverse porte e protezioni: la sicurezza non \u00e8 mai troppa. Poco pi\u00f9 avanti la nuova \u201cstanza\u201d con tanto di letti, gabinetti, ecc, e di nuovo il tutto cementato. Infatti pochi tratti non sono stati mai finiti e si vedono le rocce, cos\u00ec si capisce come fosse stato difficile fare questo rifugio. Infine arriviamo fino all\u2019uscita orientale. Per\u00f2 prima di arrivare e dare una sbirciatina del tutto speciale verso la chiesa bisognava superare tanti rifiuti, lasciati qui per chiss\u00e0 quali ragioni e quanti anni fa.<br \/>\nQuello di cui a primo colpo non ci si rende conto \u00e8 l\u2019assoluto silenzio che vige in questo rifugio. Nonostante il tutto sia in pieno centro e con tanto di traffico, qui sotto la terra non si sente nulla.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Fascino o praticit\u00e0?<\/strong><\/span><br \/>\nCos\u00ec si presentava il rifugio nel 2012. Poi con il passare degli anni si \u00e8 provveduto a \u201cripararlo\u201d un po\u2019 e a portarlo in uno stato migliore. Ripulirlo. Ultimamente con la decisione si renderlo aperto al pubblico sono stati fatti i lavori pi\u00f9 concreti: \u00e8 stata gettata via buona parte dei rifiuti e riparato l\u2019impiantodell\u2019illuminazione, cos\u00ec che non sar\u00e0 pi\u00f9 obbligatorio portare le torce con s\u00e9. In seguito si proceder\u00e0 con la livellatura del pavimento con la sabbia, cercando di conservare l\u2019aspetto originale della galleria. Soltanto qualche decina di metri del tunnel sono ricoperti da uno strato di cemento, mentre nel resto del percorso \u00e8 visibile la roccia viva nella quale questo era stato scavato. In alcuni punti della struttura si notano pure delle stalattiti formatesi in seguito alle infiltrazioni dell\u2019acqua nel soffitto del tunnel.<br \/>\nLa vera sfida sar\u00e0 conservare il fascino di queste strutture, gioiello dell\u2019ingegneria edile di quei tempi, e coinugare il passato con il presente. \u00c8 indubbio che i nuovi visitatori non vivranno pi\u00f9 appieno quel sentimento di storia e di guerra, ma comunque sar\u00e0 un\u2019esperienza visitare uno dei tanti sottosuoli cittadini e che oggi magari per qualcuno sar\u00e0 un\u2019ottima scorciatoia per andare dalla via Dolac fino a San Vito molto pi\u00f9 velocemente che per vie \u201cnormali\u201d. Ovviamente le due entrate verso il carcere e Kanal Ri rimarranno chiuse e offlimits.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>I numeri<\/strong><\/span><br \/>\nQuesto rifugio \u00e8 stato costruito dalla fine degli anni \u201830 fino al 1942 dall\u2019esercito italiano. Non \u00e8 stato mai finito del tutto. \u00c8 lungo ben 320 metri senza contare i due sblocchi laterali. In media i corridoi sono larghi 4 metri, mentre ci sono parti con pure 10 metri di larghezza. Diverse le stanze. Alcune foto risalgono al 2012.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>L\u2019organizzazione UNPA<\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019UNPA, ossia Unione nazionale protezione antiaerea, era un\u2019organizzazione di protezione civile istituita il 31 agosto 1934. All\u2019inizio era un\u2019organizzazione basata sul volontariato, mentre nel 1940 divent\u00f2 un\u2019istituzione militare con l\u2019entrata in guerra dell\u2019Italia. Durante il conflitto mondiale l\u2019UNPA esercit\u00f2 un ruolo rilevante nel soccorso dei civili sepolti dalle macerie e fu sciolta con la caduta della Repubblica Sociale Italiana. Con l\u2019inizio della guerra si costruirono tanti rifugi, tra i quali pure quelli di Fiume dove operava l\u2019UNPA del Carnaro che aveva un proprio consiglio provinciale composto da 10 membri proposti dalle pi\u00f9 importati industrie e istituzioni cittadine ossia dai Cantieri Navali del Quarnaro, Istituto Assicurativo e Riassicurativo Fiume, Azienda Magazzini Generali, Raffineria Olii Minerali, Silurificio Whitehead, Istituto Nazionale assicurativo e dalla Vedetta d\u2019Italia, oltre a quelli delegati istituzionalmente.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><br \/>\n<\/strong><div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/unpa-tunnel-in-rijeka\/'>UNPA tunnel in Rijeka<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 336.28 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/unpa-tunnel-in-rijeka\/?wpdmdl=612&refresh=6a3300e5436851781727461\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato su Panorama il 15 aprile 2017.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante la prima met\u00e0 del secolo scorso la citt\u00e0 di Fiume e le zone limitrofe<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1084,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[89],"tags":[],"class_list":["post-460","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-history-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/460","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=460"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/460\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1924,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/460\/revisions\/1924"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1084"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=460"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=460"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=460"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}