{"id":474,"date":"2011-09-15T12:44:22","date_gmt":"2011-09-15T12:44:22","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2011\/09\/15\/i-tesori-di-ieri-e-di-oggi-della-sardegna-settentrionale\/"},"modified":"2023-11-25T10:08:46","modified_gmt":"2023-11-25T09:08:46","slug":"i-tesori-di-ieri-e-di-oggi-della-sardegna-settentrionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2011\/09\/15\/i-tesori-di-ieri-e-di-oggi-della-sardegna-settentrionale\/","title":{"rendered":"I tesori di ieri e di oggi della Sardegna settentrionale"},"content":{"rendered":"<p>Cosa vi viene in mente quanto sentite parlare della Sardegna? Turismo, spiagge e terre belle e incontaminate, bellissime ragazze, glamour, vip, un paradiso turistico assolutamente da visitare. Ma \u00e8 veramente cos\u00ec? Gi\u00e0 il nome Sardegna \u00e8 un\u2019attrattiva, ma in realt\u00e0 quello che si pu\u00f2 notare andando solo un po\u2019 fuori dai classici itinerari dei tour operator \u00e8 una realt\u00e0 poco turistica e dedita molto di pi\u00f9 da una parte all\u2019allevamento, dall\u2019altra a un\u2019industria molto diversificata, anche quella pesante e inquinante. Solo un terzo dell\u2019isola, circa, \u00e8 la Sardegna turistica, spettacolare, da visitare, \u00e8 la zona settentrionale, con esclusione dei dintorni di Porto Torres. Ed \u00e8 proprio questa parte dell\u2019isola che abbiamo visitato. Andiamo a scoprirla.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il nostro viaggio inizia dalla Corsica. Sulla punta meridionale della pi\u00f9 grande isola francese, nella cittadina di Bonifacio, prendiamo il traghetto che da sempre la collega con la Sardegna. Tra le due isole ci sono appena 12 chilometri, cos\u00ec che Bonifacio e Santa Teresa di Gallura si vedono benissimo quasi sempre, di giorno e di notte. Il mare qui, \u00e8 generalmente calmo grazie alla protezione che offrono le varie insenature e isole che ci sono da entrambi i lati del percorso.<br \/>\nIn meno di mezz\u2019ora arriviamo in Italia. Il piccolo porto, molto trafficato, \u00e8 ben collegato da diverse strade che portano ai centri maggiori dell\u2019isola. Proseguendo nell\u2019entroterra, per vedere un po\u2019 delle parti \u201cnascoste\u201d dell\u2019isola, facciamo una prima sosta nel paese di Castelsardo. Anche se si affaccia sul mare, sulla costa occidentale della Sardegna, qui il turismo \u00e8 in secondo piano. Il paese \u00e8 originalissimo per la sua posizione: sorge su una poderosa roccia e sembra come emergere dal mare. Poco noto ma molto bello da visitare. Ha una rete di vicoli, gradinate e sottopassaggi e che da ogni parte offrono degli splendidi scorci di mare. La cittadina \u00e8 in primo luogo nota per la produzione di cestini tipici, fatti di foglie della palma nana essiccate.<br \/>\nProseguiamo il nostro viaggio verso il sud e Sassari, dopo Cagliari seconda e pi\u00f9 importante citt\u00e0 dell\u2019isola, e non solo per il numero di abitanti, ma soprattutto da un punto di vista culturale e storico. Non per niente dai pi\u00f9 \u00e8 considerata la capitale morale dell\u2019isola. Ricca la sua storia, che si \u00e8 sviluppata attorno alla chiesa di San Nicola. La citt\u00e0, a lungo contesa tra genovesi e pisani, riusc\u00ec a ottenere l\u2019indipendenza per poi passare un periodo sotto gli spagnoli prima e gli austriaci poi. Alla fine arrivarono i Savoia e l\u2019Italia. Tutti questi passaggi portarono delle note positive alla citt\u00e0, che cresceva sempre di pi\u00f9.<br \/>\nIniziamo la visita dal cuore del centro cittadino, racchiuso tra le vecchie mura aragonesi. Dopo alcuni passaggi per vie abbastanza strette, \u00e8 di grande effetto l\u2019arrivo nella centralissima Piazza d\u2019Italia nel bel mezzo della quale c\u2019\u00e8 la statua dedicata a Vittorio Emanuele. Non da meno sono i maestosi edifici che cingono la Piazza. Pochi passi pi\u00f9 in l\u00e0 sorge la cattedrale di San Nicola del XV secolo. \u00c8 una chiesa a dir poco unica e assolutamente da vedere. Quasi per caso, poco distante dal centro cittadino troviamo il vecchio lavatoio cittadino, chiamato Fontana di Rossello, risalente al 1605. Circondato da nuovi edifici, \u00e8 quasi scomparso, ma ben mantenuto sembra quasi poter a entrare subito in funzione e sostituire tutte le moderne lavatrici ed affini.<br \/>\nIl nostro viaggio prosegue verso sud, in direzione di uno dei pi\u00f9 importanti centri turistici della zona, la citt\u00e0 di Alghero. Magari non \u00e8 la pi\u00f9 nota e popolare, per\u00f2 oggi \u00e8 quasi completamente orientata al turismo con una serie infinita di alberghi e sistemazioni private. Grazie alla lunghissima spiaggia e a un infinito lungomare passeggiare lungo la costa \u00e8 d\u2019obbligo. Ci sistemiamo in periferia e andiamo a vedere quello che offre la citt\u00e0, che raggiungiamo con una camminata lungo la costa verso il centro storico racchiuso tra le mura cittadine. Ex colonia catalana, ancora oggi risente del forte influsso spagnolo. Di quell\u2019epoca rimangono gli stretti vicoli pavimentati di ciottoli che si snodano tra palazzi, portali e piazze. Anche la toponomastica Castelsardo, borgo medievale al centro del Golfo dell\u2019Asinara qui \u00e8 bilingue. Questa parte della citt\u00e0, come pure le sue mura, meritano una visita sia di giorno che di notte. Alghero \u00e8 una citt\u00e0 dal grande fascino, che prevale sull\u2019aspetto puramente turistico che la circonda.<br \/>\nLasciamo Alghero per vedere alcuni angoli che parlano della storia dell\u2019isola. Anche se si possono trovare un po\u2019 dappertutto, i pi\u00f9 importanti resti del periodo dei Nuraghi sono proprio alle porte di Alghero. Le prime tracce della presenza umana sull\u2019isola risalgono a 150.000 anni fa e tra i primi abitanti vengono segnalati proprio i Nuraghi. Un popolo di cui ancora oggi non si sa molto che per\u00f2 ha lasciato molte e importanti tracce sull\u2019Isola: alcuni dei resti di templi, palazzi ed altro sono talmente ben conservati che lasciano di stucco. Infatti, tutte le loro opere erano in pietra, con elementi architettonici che sono rimasti tuttora inalterati, i cosiddetti \u201cmuretti a secco\u201d, muri di cinta in pietra. Dopo la visita al complesso nuragico di Palmavera proseguiamo il nostro viaggio verso l\u2019entroterra sardo, quello della Gallura. Lungo la strada nel bel mezzo del niente troviamo la Basilica della Santissima Trinit\u00e0 di Saccargia. Dopo questo fenomenale esempio di chiesa tipica della regione e del XII secolo ci dirigiamo verso la citt\u00e0 di Tempio Pausania. Lungo tutto il percorso si stende un infinit\u00e0 di vigneti, che danno alcuni vini tra i quali il pi\u00f9 noto \u00e8 il Vermentino. La citt\u00e0 \u00e8 quasi tutta sistemata su un monte. Assomiglia molto a Pinguente anche se non ha le classiche mura di cinta. Quello che colpisce il turista \u00e8 il silenzio e la calma di queste terre che sembrano tanto lontane dalla frenesia che solitamente accompagna le destinazioni turistiche: sembra di esser stati catapultati in un altro secolo. Grande parte della case conserva il classico colore grigio. Le costruzioni sono per lo pi\u00f9 in granito e conservano il fascino settecentesco, il periodo in cui la citt\u00e0 visse il suo massimo splendore. L\u2019unica vera attrazione culturale \u00e8 la cattedrale di San Pietro, del \u2018400.<br \/>\nA malincuore lasciamo il fresco dei monti e scendiamo verso il nord della Gallura. Ci dirigiamo verso il principale centro turistico, Santa Teresa di Gallura, dove per\u00f2 non c\u2019\u00e8 il classico glamour e la vivacit\u00e0 del turismo di massa. Le strutture ricettive riguardano per lo pi\u00f9 case private e gli alberghi sono pochi. Trovare qualche souvenir non \u00e8 semplicissimo. E neanche le spiagge abbondano. Questo \u00e8 il classico luogo per una vacanza tranquilla, senza stress, un posto dove sembra ancora possibile una villeggiatura di altri tempi. Quello che assolutamente \u00e8 da visitare \u00e8 la torre dei Longosardo, che sorge nella parte pi\u00f9 settentrionale della cittadina, dove una volta c\u2019era il castello degli aragonesi. I veri amanti di queste terre, e non solo nei periodi estivi, sono gli amanti del windsurf. La regione, infatti, \u00e8 nota per il suo vento che ha finito per plasmare le forme delle rocce, che qui abbondano. Per chi non se la sente di affrontare questo mare, che \u00e8 un invito alla pratica di sport acquatici, resta la visita a Capo Testa, un enorme promontorio costellato di scogli a circa 5 km dal paese. Interessanti le rocce scolpite dal vento, in particolare quella del Cane e quella detta del Generale, di fronte alle quali sembra incredibile di che cosa siano capaci le forze della natura, l\u2019acqua e il vento in questo caso, autentiche opere d\u2019arte dalle forme pi\u00f9 bizzarre, perlopi\u00f9 smussate, spesso dolci, ovalizzate, che danno la sensazione di poter \u201cammortizzare\u201d senza danno anche eventuali cadute.<br \/>\nPer la fine del nostro viaggio nella Sardegna del nord, quella maggiormente orientata al turismo, decidiamo di visitare la famosa Costa Smeralda. Si racconta che la scoperta e la \u201cfondazione della Costa Smeralda\u201d avvennero come in una favola. All\u2019inizio degli anni \u201860 si trov\u00f2 a passare in questi luoghi a bordo del suo yacht il principe Karim Aga Khan IV (divenuto Imam dei musulmani ismaeliti nel 1957, all\u2019et\u00e0 di 21 anni, ndr). Giovane molto ricco, capo spirituale di alcuni milioni di musulmani rimase incantato da questo prodigio della natura e pens\u00f2 che potesse essere messo a disposizione del turismo di lusso, sempre alla ricerca di nuove localit\u00e0 incontaminate ed esclusive. La scelta cadde su un tratto della costa nord orientale dell\u2019isola, una tozza penisola poco sotto l\u2019arcipelago della Maddalena, delimitata dal Golfo di Cugnana da un lato e da quello di Arzaghena dall\u2019altra. Una cinquantina di chilometri di costa frastagliatissima, con piccole spiagge alternate a scogliere di granito. Se tutto ci\u00f2 si as omma al fascino del mare limpidissimo e incontaminato, ecco la formula vincente di questa regione. Non da meno \u00e8 la vegetazione ricca di macchia mediterranea, sempreverde e profumata, che fino all\u2019\u201davvento\u201d del turismo e glamour era un lido di pochi allevatori. Negli anni che seguirono ci fu un\u2019esplosione di attivit\u00e0 edilizia orientata al turismo, che vivacizz\u00f2 queste terre, ma con gli anni c\u2019\u00e8 stato un aumento spropositato di presenze turistiche. Non importa in quale posto vi fermate, quale strada fate e dove guardate. Tutto \u00e8 fatto in maniera studiata: il nuovo si unisce al vecchio in perfetta sintonia con l\u2019ambiente a forgiare il cosiddetto \u201cstile Costa Smeralda\u201d. Unico neo per il visitatore di passaggio \u00e8 che ci sono molti posti, paesini, porti ed altro, inaccessibili agli sguardi indiscreti dei pi\u00f9, per garantire la privacy dei ricchi proprietari.<br \/>\nIl nostro viaggio lungo questa Costa inizia da Palau, all\u2019estremit\u00e0 occidentale. In origine villaggio di pescatori, deve la sua fortuna alle isole della Maddalena che gli si schierano proprio davanti. Lasciata Palau, entriamo nella vera Costa Smeralda: le scritte sulle rocce che ne delimitano i \u201cconfini\u201d tolgono ogni dubbio al visitatore. Si susseguono tanti paesini con le molteplici baie, spiagge e porti per piccole e grandi imbarcazioni. Il primo posto d\u2019\u00e9lite lungo la strada \u00e8 Baja Sardinia, poco pi\u00f9 avanti si arriva all\u2019arcinoto Porto Cervo, oggi vero \u00e8 proprio centro della Costa Smeralda, un piccolo paesino con tantissime piccole case. Se qualcuno vi catapulta in questo luogo, oltre all\u2019estrema pulizia e ordine, noterete le piccole case e penserete di essere in un classico luogo turistico di secondo ordine. Poi, leggendo le varie insegne dei negozi e vi rendere prestoconto che qui niente \u00e8 di secondo livello. Ci sono tanti negozi, ma tutti di marchi importanti, di tutti i generi. Piccole viuzze, tanto verde, mare incontaminato rendono Porto Cervo il principale centro turistico elitario d\u2019Italia.<br \/>\nLasciamo il fiordo di Porto Cervo e ci dirigiamo oltre i confini della Costa Smeralda verso altre bellezze naturali. Il nostro obiettivo la citt\u00e0 di Olbia. Lungo la strada sfioriamo altri importanti luoghi di villeggiatura come Porto Rotondo e il golfo Aranci, che sembra diviso in due. La parte nord della penisola e ricca di spiagge e turisti, la parte sud invece \u00e8 un importante porto e collegamento con la terra ferma e, in primo luogo, insieme ad Olbia, al porto di Livorno. Prima di lasciare l\u2019isola visitiamo la citt\u00e0 di Olbia, situata nell\u2019omonimo golfo. Nota fino al 1939 con il nome di Terranova Pausania, ha origini lontane. Dei tempi antichi troviamo l\u2019acquedotto romano e le terme. In anni pi\u00f9 recenti la sua economia si \u00e8 concentrata sulle attivit\u00e0 portuali e sull\u2019industria.<br \/>\nA Olbia si chiude il nostro tour nella parte settentrionale della Sardegna. Un\u2019isola nota turisticamente, di grande fascino, che grazie al suo ottimo clima pu\u00f2 attirare turisti tutto l\u2019anno. Quello che magari al primo momento non \u00e8 chiaro \u00e8 che la punta settentrionale dell\u2019isola si trova alla stessa latitudine di Roma e, pi\u00f9 sotto, di Ragusa (Dubrovnik). Qualsiasi sia il vostro obiettivo turistico-culturale e qualsiasi sia il vostro potere d\u2019acquisto, una visita \u00e8 assolutamente consigliabile: la Sardegna vi pu\u00f2 accogliere tutto l\u2019anno ed ha tanto da offrire. A tutti.\u25cf<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/sardegna-2010\/'>Sardegna 2010<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 1.37 MB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/sardegna-2010\/?wpdmdl=863&refresh=6a29a9f70854d1781115383\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato su Panorama il 15 settembre 2011.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa vi viene in mente quanto sentite parlare della Sardegna? 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