{"id":480,"date":"2013-12-15T13:54:18","date_gmt":"2013-12-15T13:54:18","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2013\/12\/15\/norvegia-dai-fiordi-alle-cascate\/"},"modified":"2023-11-25T10:06:19","modified_gmt":"2023-11-25T09:06:19","slug":"norvegia-dai-fiordi-alle-cascate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2013\/12\/15\/norvegia-dai-fiordi-alle-cascate\/","title":{"rendered":"Norvegia: dai fiordi alle cascate"},"content":{"rendered":"<p>Scandinavia, Norvegia. Sinonimi di posti freddi e poco ospitali, da evitare a meno di non essere proprio amanti del freddo. Ma \u00e8 veramente cos\u00ec? S\u00ec per chi non c\u2019\u00e8 mai stato, per\u00f2 basta una permanenza di pochi giorni per cambiare idea. L\u2019autore di queste righe \u00e8 stato in Norvegia alla fine dell\u2019estate la stagione pi\u00f9 calda, e dunque ideale. Difficile da dirsi. Infatti, se ci andate anche in questo periodo, non aspettatevi di trovare il freddo, ma neanche il caldo. Dovete invece essere pronti a vivere quotidianamente tutte le quattro le stagioni: infatti rischiate di trovarvi a quasi 30 gradi ma pure di finire, a qualche chilometro di distanza, a temperature prossime allo zero.<br \/>\nLa Norvegia \u00e8, alla lettera, divisa in tutto e per tutto in due. Il nord, verso il circolo polare \u00e8 decisamente poco ospitale, con una natura incontaminata per\u00f2 fredda anche d\u2019estate. E poi c\u2019\u00e8 la parte sud, quella dei fiordi, delle innumerevoli cascate e dei paesaggi non meno affascinanti, caratterizzati da tanto verde da conquistare chiunque, dai \u201cturisti per caso\u201d a quelli venuti qui per un voluto relax. Ed \u00e8 in questo sud, nel triangolo racchiuso dalle citt\u00e0 di Oslo Molde e Bergen che si snoda questo reportage.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Si inizia con lo sbarco a Goteborg, porto del sud, della Svezia, quasi accesso naturale alla Norvegia e citt\u00e0 ideale per chi affronta il paese in macchina, assapora cos\u00ec appieno i mutamenti naturali e pian piano entra in quel clima dove essa \u00e8 la padrona. Ah s\u00ec, non dimentichiamo la neve, visibile, anche d\u2019estate e a sud, un po\u2019 ovunque sulle montagne.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Corone in tasca e occhio al serbatoio<\/strong><\/span><br \/>\nLa Norvegia s\u2019impegna al massimo nella tutela del patrimonio naturale: sporadici gli impianti industriali, ridotti ai minimi i tratti di autostrade e strade in genere che invece passano nelle tante gallerie, lunghe anche diversi chilometri. Molto estese le aree disabitate.<br \/>\nDa turisti dovete essere preparati a regole del tutto nuove, altrimenti sono grossi problemi, che cominciano subito se ad esempio non disponete di corone. I cambiavalute sono pochi, sicch\u00e9 se siete diretti a Oslo siete fortunati, molto meno se andate in un\u2019altra direzione. Altro problema, se andate a nord, trovare una comunissima pompa di benzina. Tassativo dunque rifornirvi prima, tenere d\u2019occhio il serbatoio e sapere bene dove trovare rifornimento.<br \/>\nUn quadro esattamente opposto invece per le aree di campeggio. S\u00ec, perch\u00e9 se neppure al sud del paese sono molti i mesi idonei alla pratica, non sono i pochi i posti dove ci si pu\u00f2 fermare e fruire di tutti i confort dell\u2019era moderna, supportati da una tecnologia che vi aspetta ovunque. Siete amanti di Internet? Nessun problema. Il problema roaming qui non c\u2019\u00e8. La rete wific\u2019\u00e8 praticamente ad ogni angolo e dappertutto gratuita, non importa se siete in citt\u00e0 o in campagna, se vi siete fermati in un ristoro o alla pompa di benzina.<br \/>\nDa Goteborg prendiamo la strada che ci porter\u00e0 a Oslo, l\u2019unica vera autostrada. Appena varcato il confine &#8211; una formalit\u00e0 visti i rapporti &#8211; c\u2019\u00e8 il pedaggio. Per\u00f2 non ci sono sbarre n\u00e9 alcuno che vi fermi: si presuppone che siate onesti e lo pagherete. Lungo la strada la natura assume colori pi\u00f9 forti e pi\u00f9 verdi. Superiamo un paio di ponti e cominciamo ad assaporare sempre di pi\u00f9 quella che sar\u00e0 la nostra pi\u00f9 fedele compagna di viaggio, l\u2019acqua e i suoi fiordi.<br \/>\nLa prima tappa \u00e8 la cittadina di Drobak, alle porte di Oslo e suo porto naturale invernale quando il fiordo a nord ghiaccia. In primis centro di pescatori, ci d\u00e0 subito l\u2019idea di come sono fatti in maggioranza gli abitati lungo queste coste: case piccole, colorate, tanto legno. Proseguiamo verso nord costeggiando la capitale che visiteremo alla fine. Oslo oggi \u00e8 una citt\u00e0 che si \u00e8 molto evoluta ed ampliata, a percorrere per\u00f2 la strada che la costeggia quasi non ci si rende conto d\u2019essere a pochi chilometri dal centro.<br \/>\nEntriamo nell\u2019area interna meno ricca di acqua e pi\u00f9 fredda. Qui le montagne diventano man mano pi\u00f9 alte, sulle cime vediamo quella che pu\u00f2 sembrare neve. Le cascate sono ancora rare. Costeggiamo il pi\u00f9 grande lago del Paese, il Mjosa, ben noto agli amanti degli sport invernali perch\u00e9 alla sua estremit\u00e0 settentrionale \u00e8 posta Lillehamer, la citt\u00e0 che nel 1994 ha ospitato i Giochi olimpici. Per\u00f2, come spesso capita, di fatto ha realmente ospitato ben poche competizioni che si sono svolte in maggioranza in posti anche piuttosto distanti. Ed \u00e8 proprio dopo Lillehamer che iniziamo la nostra salita sui monti. Per la nostra prima notte ci fermiamo dalle parti di Skei, altro importante centro sciistico, circondato, come si conviene, da tantissime piste e ricco di alberghi. Qui il clima si fa decisamente pi\u00f9 freddo e il contatto con la natura, si direbbe, \u00e8 totale. Le strade diventano un po\u2019 pi\u00f9 ostiche e non di rado percorse da animali. Ma quel che pi\u00f9 attira \u00e8 il verde dei tetti, dovuto non alla vernice ma all\u2019erba e alle piante da cui sono coperti. Altra cosa non rara e visibile anche nei centri minori \u00e8 vedere i garage delle case non sotterranei o al pianterreno, bens\u00ec molto spesso al primo piano. Sembra strano al primo colpo, ma \u00e8 logico se si pensa alla grande quantit\u00e0 di neve che cade qui, tanto da far da padrona per almeno due terzi dell\u2019anno e imporre la chiusura di parecchie strade.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Prendiamo il traghetto: arriveremo prima<\/strong><\/span><br \/>\nProseguendo a nord, l\u2019indomani ci addentriamo nell\u2019area dei fiordi, piccole strade che costeggiano il mare, con diversi tunnel dove non sono rari i casi in cui conviene prendere il traghetto per fare prima. Ci fermiamo nella cittadina di Kvam, durante l\u2019ultimo confl itto mondiale centro della resistenza ai tedeschi testimoniata anche da un museo sulla guerra, il Gudbrandsdal War Memorial. Poco dopo arriviamo ad Andalsnes, affacciata sulla riva del Romsdalfjord e nota come il centro pi\u00f9 a nord in cui arriva il treno. Subito accanto alla stazione ferroviaria troviamo un originale centro per le confessioni religiose poste in un treno. Poco pi\u00f9 avanti cominciamo a conoscere il mondo dei troll, l\u2019umanoide assunto a creatura mitologica tipica della Norvegia. Viene descritto come una creatura ruvida, irsuta e rozza, dotata di un grosso naso e di una coda dal folto pelo e con solo quattro dita per ogni mano o piede. Ed \u00e8 una creatura molto presente nelle fiabe di queste parti, ma anche in monumenti di ogni dimensione che si trovano un po\u2019 dappertutto.<br \/>\nLasciata Andalsenes costeggiamo il Romsdalfjord cominciando ad ammirare la forza della natura e quello che vi \u00e8 tipico da queste parti: una serie infinita di cascate che sembrano cadere quasi dalle cime che sono sempre di pi\u00f9 o annebbiate o in certi punti anche imbiancate. Una pi\u00f9 bella dell\u2019altra, le cascate sono tutte molto affascinanti. Quasi tutte finiscono nei fiordi. Man mano che sfilano, ci si fa l\u2019abitudine, si cercano cascate sempre pi\u00f9 grandi.<br \/>\nDopo aver viaggiato su diversi traghetti e percorso parecchi tunnel, a volte passando anche sotto il fiordo, arriviamo a Molde, la citt\u00e0 pi\u00f9 a nord del nostro viaggio, Per\u00f2 prima di entrarci volgiamo a occidente per arrivare ad affacciarci all\u2019Atlantico. A poche decine di chilometri da qui si staglia una delle strade panoramiche pi\u00f9 belle del Paese e non solo. Chiamata Atlantica, comprende una serie infinita di ponti che collegano altrettanti isolotti. Un posto che bisogna vivere in prima persona per capirne a pieno la bellezza. Tanta roccia, dove gli alberi sono una rarit\u00e0, il vento regna sovrano, ma non \u00e8 esageratamente forte, da una parte la vista del mare aperto, dall\u2019altra le montagne. Si tratta di soli otto chilometri ma del tutti originali, che formano il principale collegamento tra la citt\u00e0 di Molde e Kristiansund. La facciamo in andata e ritorno e poi torniamo a Molde.<br \/>\nLa citt\u00e0, con soli 25.000 abitanti \u00e8 da sempre collegata alle attivit\u00e0 di pesca, ma \u00e8 pure un importante snodo postale. Qui si ferma infatti la nave postale che collega il nord e il sud del Paese. Enorme, sembra quasi da crociera. L\u2019altra attrazione \u00e8 il nostro albergo, il Rica Seilet Hotel, tutto in vetro, che domina il porto. Una volta all\u2019interno, in ogni camera, non importa su quale piano si trovi la vostra stanza, avrete la sensazione di essere sul mare. Il primo vicino, con cui divide il parcheggio, \u00e8 lo stadio cittadino di quella che negli ultimi anni \u00e8 la migliore squadra di calcio del Paese. Calme e senza incidenti, qui le partite sono considerate eventi per per famiglie. Una volta finite ci si va a divertire al ristorante e al bar. Solo un\u2019ora dopo la partita, tutto \u00e8 calmo ed \u00e8 possibile entrarci. Tutto \u00e8 aperto e ospitale: i giocatori nel bar e lo stadio aperto al turista curioso di vederlo e passeggiarvi all\u2019interno e sugli spalti, vuoti e puliti come se la partita non ci fosse stata.<br \/>\nL\u2019indomani andiamo a vedere la Trollstigen, letteralmente la strada dei Troll, uno dei posti pi\u00f9 belli, che ci fa salire quasi fin la cima, con una serie di cascate da ogni parte. Questa \u00e8 una strada aperta solo pochi mesi all\u2019anno e per di pi\u00f9 piuttosto stretta e tutta con drastiche curve. Serve molto per arrivare in cima, per\u00f2 ne vale la pena. Il panorama che si gode dai punti previsti \u00e8 al di sopra della pi\u00f9 rosea aspettativa. E alla fine dell\u2019estate, se siete fortunati, le temperature sono sopra lo zero. Noi abbiamo vissuto questi fantastici panorami a solo tre gradi con vento e intorno tanta acqua. Ma ne \u00e8 valsa la pena, anche se in estate le giornate sono lunghe, il tempo \u00e8 sempre tiranno. Scendiamo la montagna, aspettiamo che gli animali ci lascino passare e arriviamo nella zona di Geiranger. Ci fermiamo in una specie di parco dove \u00e8 possibile fare un passeggiata a stretto contatto tra le cascate e le rapide di un fiume. Poi proseguiamo la nostra discesa verso il Geirangerfjord e la citt\u00e0. Il fiordo enorme \u00e8 una delle principali attrazioni turistiche della zona. Qui vengono costantemente organizzati viaggi con traghetti panoramici per poter ammirare le fantastiche cascate che lo costeggiano. Le due pi\u00f9 importanti cascate, una di fronte all\u2019altra, si chiamano delle Sette Sorelle e del Pretendente (anche chiamata The Wooer). Secondo la leggenda, il Pretendente corteggerebbe le Sette sorelle. Bride Veil (in italiano il velo della sposa) \u00e8 un\u2019altra cascata del fiordo, uno spettacolo da assaporare con calma. Usciti dal traghetto, nella cittadina di Hellesylt ammiriamo un\u2019altra cascata in pieno connubio con le rocce. Poi affrontiamo la salita che ci porta al paesino di Skei e al lago omonimo racchiuso tra cime montuose abbondantemente innevate.<br \/>\nL\u2019indomani, mucche permettendo, ci dirigiamo verso gli eterni ghiacciai di Jostedalsbreen, per vivere il ghiaccio e la neve in estate. Poco distante c\u2019\u00e8 il tunnel pi\u00f9 lungo del Paese, oltre 20 chilometri, per\u00f2 preferiamo prendere un\u2019altra strada. Qualche strada, traghetto, cascata e fiordo ed eccoci a Bergen, seconda citt\u00e0 della Norvegia di cui nel XIII secolo fu capitale e poi, nei secoli successivi, stazione commerciale della Lega anseatica e fino al 1789 importante snodo per i commerci tra il nord del paese e l\u2019estero. I resti delle banchine oggi sono incorporati nel quartiere di Bryggen, Patrimonio dell\u2019umanit\u00e0 dall\u2019UNESCO nel 1979. Nel corso della storia \u00e8 stata devastata da diversi incendi e quindi ricostruita, sicch\u00e9 oggi ha un ottimo connubio tra nuovo e vecchio del XIII secolo, tale da darle un fascino particolare. Visitiato il centro ricco con parchi, viuzze e l\u2019inevitabile fornitissimo mercato del pesce approfittiamo subito del bel tempo per salire con la funivia fino al punto che offre una panoramica totale della citt\u00e0 e dei dintorni. Il tutto circondati da tanto verde. Appagati dal panorama, decidiamo di ridiscendere a piedi per goderci ancora di pi\u00f9 la natura e il verde. In meno di un ora siamo di nuovo in centro.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>&#8230;e l\u2019acqua cade per centinaia di metri<\/strong><\/span><br \/>\nI pochi chilometri previsti l\u2019indomani ci conducono sempre a sud. La prima sosta obbligata \u00e8 alle cascate di Steinsdalsfossen. Non \u00e8 una delle pi\u00f9 alte, ma \u00e8 di sicuro una delle pi\u00f9 forti e \u201crumorose\u201d in cui si vede appieno la forza della natura.<br \/>\nPoco pi\u00f9 avanti, al Handangerfjord, cominciamo a salire. Per prima ci fermiamo ad ammirare le cascate del Voringfoss. \u00c8 letteralmente una gola con tante cadute d\u2019acqua lunghe fino a ben 182 metri. Da l\u00ec ci accingiamo a salire e di entrare alla lettera in un panorama unico, quello di Hardangervidda. Uno scenario quasi lunare, un misto di verde e roccia, con tanti piccoli laghi. Una zona poco ospitale con pochissime le case, tanto vento e nemmeno un albero. Qui l\u2019inverno viene ben presto e dura quasi tutto l\u2019anno. Siamo a circa 1100 metri sopra il livello del mare e per lo pi\u00f9 vediamo dei cavalli e, a sorpresa, le rane. Andando avanti troviamo costruzioni originali ricoperte di vegetazione, come una specie di igloo verdi. Accanto ad uno dei laghi sorgono originali costruzioni fatte con tanti sassi sovrapposti.<br \/>\nScendiamo da questo scenario lunare e ci fermiamo per la notte nel paese di Geilo uno dei parecchi centri invernali e che pure ha la stazione ferroviaria pi\u00f9 in alto del Paese. L\u2019indomani siamo pronti per affrontare la capitale. Passiamo la lunga foresta di Numedal con diversi laghi tra cui quello recente tristemente famoso, ossia quello di Tyrifjorden con l\u2019isola di Utoya, teatro nel 2011 del massacro perpetuato da Anders Behring Breivik che \u00e8 costato la vita a 77 persone.<br \/>\nArrivati nella capitale, prima di addentrarci nel centro cittadino visitiamo il monumentale parco di Vigeland con le sue 227 sculture ed altre opere d\u2019arte. Uno scenario unico che domina la citt\u00e0 come pure la collina Holmenkollen scenario dello salto con gli sci. Torniamo gi\u00f9 e visitiamo il monumentale municipio, dove viene ogni anno assegnato il Premio Nobel per la pace. Poi le nostre gambe ci portano nella parte est della citt\u00e0. Andiamo a visitare l\u2019originale e nuovo teatro dell\u2019Opera. Una costruzione, finita nel 2008, che si affaccia letteralmente sul mare ed \u00e8 un originale misto di vetro e marmo bianco italiano. Grande l\u2019interno e incredibile l\u2019esterno dove \u00e8 letteralmente possibile camminare su tutta la costruzione visto che ha un tetto del tutto diagonale quasi a forma di un onda.<br \/>\nRimasti affascinati da questa moderna costruzione ci dirigiamo verso la parte ovest e pi\u00f9 verde. Dopo lo stretto centro cittadino andiamo verso la zona del parco e del Palazzo reale: un\u2019oasi di verde dove solo le poche guardie ci fanno capire che qui vive la famiglia reale. Tutto attorno nei mesi estivi ci sono tanti cittadini e turisti che prendono il sole sui prati. Scendiamo dalla collina verde e andiamo a sud verso il porto e la zona che prende il nome di Aker Brygge, zona nota pure per lo spirito liberale e per alcolisti e drogati ma del tutto calma e ferma nell\u2019idea di non volere bestie in casa.<br \/>\nDall\u2019altra parte c\u2019\u00e8 la zona di Akershus, una fortezza mai conquistata dove sono sepolti diversi monarchi norvegesi. Oggi alla sua entrata e su tutto il porto vigila la statua dedicata a Franklin D. Roosevelt. Ritorniamo un po\u2019 indietro per goderci ancora un po\u2019 del centro cittadino e della sua via principale, la Karl Johann.<br \/>\nLasciamo la Norvegia con la nave che ci porter\u00e0 verso la Danimarca e da qui proseguiremo verso casa. \u00c8 il mezzo ideale per lasciare questo Paese e vedere ancora una volta le bellezze che pu\u00f2 offrire un fiordo. Grande ma pure stretto, con diversi paesetti lungo la \u201cstrada\u201d che dopo parecchie decine di chilometri ci porter\u00e0 fino al mare aperto, nel Mare del Nord.<br \/>\nCon Oslo e il suo fiordo si chiude il nostro viaggio nella Norvegia del sud, dei fiordi, delle cascate, della natura incontaminata e delle sue grandi bellezze. Abbiamo di sicuro visto solo una piccola parte di quello che offre questo paese in cui si dovrebbe tornare, rigorosamente d\u2019estate, per poterlo vivere ancora pi\u00f9 a fondo.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/norway-2012\/'>Norway 2012<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 763.32 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/norway-2012\/?wpdmdl=869&refresh=6a189a129eed41779997202\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato su Panorama il 15 dicembre 2013.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scandinavia, Norvegia. 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