{"id":491,"date":"2017-06-10T06:56:39","date_gmt":"2017-06-10T06:56:39","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2017\/06\/10\/conca-di-preluca-l-ultimo-rombo-di-motori\/"},"modified":"2023-11-24T19:51:27","modified_gmt":"2023-11-24T18:51:27","slug":"conca-di-preluca-l-ultimo-rombo-di-motori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2017\/06\/10\/conca-di-preluca-l-ultimo-rombo-di-motori\/","title":{"rendered":"Conca di Preluca, l-ultimo rombo di motori"},"content":{"rendered":"<p>\u00abDa qualche giorno, ormai, la conca di Preluca ha messo l\u2019abito pi\u00f9 bello: quello delle grandi circostanze che, in questo o in quel campo, fanno storia. Qui naturalmente, si parla di storia dello sport motoristico. Come noto, l\u2019anello sar\u00e0 sede, domani e domenica, di una delle prove per il Campionato mondiale di motociclismo per tutte le classi, esclusa \u2013 in base al programma FIM \u2013 soltanto la 500 cc. Il Grand Prix della Jugoslavia, quindi, entrer\u00e0 ancora una volta negli annali come tanti altri celebri circuiti europei\u201d. Scriveva cos\u00ec il 18 giugno del 1977 sulle pagine del La Voce del popolo, Luciano Superina. E aveva pienamente ragione. Le gare del campionato mondiale ormai da anni facevano tappa nel circuito di Preluca ed erano valide per il titolo mondiale.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Partecip\u00f2 un numero impressionante di piloti. Ai nastri di partenza si presentarono ben 48 corridori nella classe 50cc, 48 nella classe 125cc, 54 nella classe 250cc e 48 nella classe 350cc. La gara per\u00f2 passo nella storia come l\u2019ultima gara a Preluca. Fu un fine settimana drammatico e pieno di brutte notizie. Morti e feriti nelle diverse corse, sia nella giornata di sabato che in quella di domenica. Una pista cittadina gi\u00e0 definita pericolosa e boicottata nel 1973 da diverse case motociclistiche, dopo i tragici avvenimenti dal GP delle Nazioni. I forfait al circuito di Preluca avvennero per indicare che entrambi erano rischiosi e la conferma di ci\u00f2 venne nel 1974 con l\u2019incidente mortale capitato a Billie Nelson. L\u2019inglese perse il controllo della sua Yamaha nelle 250cc e fin\u00ec dritto tra i spettatori. Mor\u00ec poche ore dopo all\u2019ospedale e sette spettatori rimasero feriti, due dei quali in maniera grave.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Gara anticipata da&#8230; cattivi presagi<\/strong><\/span><br \/>\nIl presagio che non sarebbe stato un weekend di festa lo si ebbe gi\u00e0 durante le prove ufficiali. Infatti, nella classe 250cc, tra le curve dopo il rettilineo di Panorama scivol\u00f2 l\u2019italiano Giovanni Ziggiotto. Gli finirono contro lo svedese Karlson e il giapponese Chiuro. Subito fu chiara la gravit\u00e0 delle ferite di Ziggiotto, che fu ricoverato d\u2019urgenza nell\u2019ospedale fiumano in stato di coma. Il bollettino ospedaliero fu gravissimo fin dalla prima ora: trauma cranico con frattura delle base cranica, la clavicola sinistra e il femore destro fratturati. Lott\u00f2 per 11 giorni, ma alla fine, il 29 giugno, si spense a causa di una polmonite.<br \/>\nCi\u00f2 non imped\u00ec che si disputassero le gare previste per la giornata di domenica. E fu un\u2019altra tragedia. Nella classe 50cc il giovane svizzero Urlich Graf con la sua Kreidler, a causa di una \u201cbloccata meccanica\u201d, vol\u00f2 fuori strada alla prima curva dopo la fine del rettilineo del bivio fiumano. Trasportato d\u2019urgenza all\u2019ospedale lauranese, decedeva poco dopo. Feriti, ma non gravemente, il giapponese Wada, lo svizzero Muller, l\u2019italiano Uncini e il locale Nevio Paliska.<br \/>\nOltre alle cadute fatali, ce ne furono pure parecchie altre, che coinvolsero anche dei grandi favoriti per la vittoria finale. Tra queste, da registrare le cadute di Giacomo Agostini al bivio fiumano, di Lazzarini, Ritberger, Kuny, Dorflinger, del campione del mondo in carica Walter Villa nella 250cc e tanti altri.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Tempo magnifico, primati&#8230; ma la festa manc\u00f2<\/strong><\/span><br \/>\nE doveva essere un fine settimana di festa, con tempo magnifico. Attorno al circuito circa 60.000 spettatori. Ben 120 i piloti presenti, provenienti da oltre 30 Nazioni di tutti i continenti. Tutte le gare furono portate a termine.<br \/>\nNella classe 50cc vinse lo spagnolo Angel Nieto, con l\u2019ottimo ottavo Berneti\u0107 su Tomos. Dei 30 partenti solo 15 completarono i 15 giri e Angel Nieto stabil\u00ec il nuovo primato sul giro percorso in 2\u201941\u2019\u2019 alla media di 134,498 km orari. Nella 125cc vinse l\u2019italiano Pierpaolo Bianchi. Anche qui tanti ritiri tanto che alle fine solo in 10 terminarono la gara su 28 partenti. Nella classe 250cc s\u2019impose l\u2019italiano Mario Lega con il nuovo record del circuito. Complet\u00f2 il giro in 2\u201919\u2019\u2019 alla media di 155,172 km orari. A finire la gara, furono 18 dei 30 partenti. Nella classe 350cc trionf\u00f2 il giapponese Katayam, segnando pure il record assoluto di Preluca di tutti i tempi. Finir\u00e0 il giro in 2\u201913\u2019\u2019 alla media di 161,556 km orari.<br \/>\nCom\u2019era facile immaginare, gi\u00e0 con la caduta rovinosa di Zigiotto le pressione per non correre pi\u00f9 sul circuito di Preluca furono forti. Il tragitto gi\u00e0 di per s\u00e9 era molto pericoloso senza quasi nessuna via di fuga. Le cadute quasi sempre molto pericolose. D\u2019altra parte, inevitabilmente le moto con il passare degli anni erano diventate sempre pi\u00f9 veloci e un circuito cittadino come questo non poteva reggere il peso. Nonostante tutta la buona volont\u00e0 degli organizzatori, si poteva fare per poco per la sicurezza dei piloti: nessun fieno al mondo poteva evitare il peggio in alcune parti della pista, per non dimenticare che proprio le balle di fieno crearono non pochi problemi ai piloti che vi rimasero incastrati! Storie di altri tempi.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>La velocit\u00e0 cresce, la sicurezza viene meno<\/strong><\/span><br \/>\nPer\u00f2 ci\u00f2 che in primis faceva paura anche ai non addetti ai lavori era la crescente velocit\u00e0 delle moto. Basta un dato: nella classe 350cc il giro pi\u00f9 veloce nel 1976 fu registrato dal francese Chevallier su Yamaha alla media di 158,473 km orari; nel 1977 il vincitore Katayama, pure su Yamaha, percorse i 150 chilometri, ossia i 25 giri in 56 minuti e 53 secondi, ossia alla media di 158,264 km orari. La media dell\u2019intera gara era di pochissimo inferiore al giro pi\u00f9 veloce solo di un anno prima! Stessi i dati pure nella altre classi o addiritura ben pi\u00f9 grandi.<br \/>\nAgli organizzatori del Grand Prix della Jugoslavia fu subito chiaro che Preluca non aveva futuro e i decessi di Graf e Ziggiotto rappresentarono la classica goccia che fece traboccare il vaso. L\u2019annuncio ufficiale della FIA sul divieto di qualsiasi gara motoristica sul tracciato di Preluca venne dato il 27 giugno 1977. Gli organizzatori si misero subito al lavoro e grazie alla benevolenza della FIA riuscirono a compiere un\u2019impresa. Il GP venne inserito come tappa per le gare del 1978 e per di pi\u00f9 come ultima, al contrario delle precedenti stagioni. Si comp\u00ec quasi un miracolo. Nel giro di pochi mesi a Grobnico nacque un tragitto nuovo di zecca e a prova di tutti i requisiti di sicurezza. Un vero circuito fatto su misura e chiuso. Un circuito su cui poter disputare gare e allenamenti tutti i giorni. Cos\u00ec tutti i migliori tornarono nel 1978 e continuarono a farlo fino al 1990. Poi i venti di guerra segnarolo l\u2019epilogo della favola di un circuito e di un GP. I migliori e la gare del mondiale non tornarono mai pi\u00f9. Fu la fine. Un piccolo spiraglio si \u00e8 aperto nel 2005 con l\u2019arrivo del mondiale delle Sidecar, ma tutto si \u00e8 esaurito l\u00ec.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Gli \u00aberoi\u00bb Ulrich Graf e Giovanni Ziggiotto<\/strong><\/span><br \/>\nUlrich Graf (1945-1977) Nato nel 1945 il motociclista svizzero fu campione nazionale nel 1971 e nel 1973. Corse nel motomondiale dal 1970 al 1977, nelle classi 50cc, 125cc e 350cc. Ha corso in sella a diverse moto: Kreidler, Honda, Yamaha e Jawa. Ha ottenuto in tutto una vittoria, quattro secondi posti e quattro terzi posti e il suo miglior piazzamento finale \u00e8 stato il 3\u00ba posto ottenuto nella classe 50cc nel 1976.<br \/>\nNel 1977, quando correva nella 50cc, durante il GP di Jugoslavia, cadde per un cedimento della gomma posteriore, andando a schiantarsi contro delle rocce a bordopista, subito alla prima curva dopo la fine del rettilineo del bivio fiumano. Mor\u00ec poco dopo.<br \/>\nGiovanni Ziggiotto (1954-1977) Nato a Salussola nel 1954 fece il suo esordio nelle corse nel 1974. L\u2019anno successivo ottenne i suoi primi trionfi con la vittoria del Campionato Italiano della Montagna e del Campionato Italiano Juniores, in entrambi i casi nella classe 50cc. Passato nella categoria seniores nel 1976, si riconferm\u00f2 Campione Italiano della Montagna e fu settimo nell\u2019Italiano seniores, vincendo la gara di Misano Adriatico, sempre nella 50cc. Nel \u201976 Ziggiotto fece anche il suo esordio iridato, arrivando 13\u00ba al GP delle Nazioni della 50cc.<br \/>\nNella stagione \u201977 fece il suo esordio in 125cc. Con una Morbidelli ottenne due quarti posti (in Germania e Spagna) e un sesto posto (in Francia), presentandosi, alla vigilia del GP di Jugoslavia, al quinto posto della classifica iridata.<br \/>\nZiggiotto s\u2019iscrisse alla gara jugoslava, oltre che alla gara della 125cc, anche a quella della 250cc con una Harley-Davidson. Durante le prove della quarto di litro sul Circuito di Abbazia, non riusc\u00ec ad evitare lo svedese Per-Edvard Carlsson, caduto poco prima a causa del grippaggio della sua moto. Caduto, il centauro piemontese fu colpito da altri piloti. Trasportato all\u2019ospedale di Fiume con un trauma cranico con frattura della base cranica, la clavicola sinistra e il femore destro fratturati, Ziggiotto sopravvisse undici giorni all\u2019incidente, senza mai riprendere conoscenza, spirando poi a causa di una polmonite.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Correva l\u2019anno 1939&#8230;<\/strong><\/span><br \/>\nIl tutto nasce quasi per caso nell\u2019estate del 1939, quando si decise di chiudere al traffico due strade che collegano Fiume ed Abbazia e di disputare qui la gara del Circuito del Carnaro, valida per la Coppa Mussolini. A vincere alla fine fu Luigi Villoresi.<br \/>\nVenne la guerra ma subito dopo si torn\u00f2 alle gare in questo che era un circuito formato da quattro strade cittadine, le odierne Opatijska, Ljubljanska, Ivana Mateti\u0107a Ronjgova e Pavlovac. Cos\u00ec il primo settembre del 1946 si disput\u00f2 la prima gara moticiclistica valida per il campionato nazionale. Dal 1950 acquista carattere internazionale come Premio dell\u2019Adriatico e dal 1960 come Gran Premio dell\u2019Adriatico. Nel 1969 cambia il nome in Gran Premio della Jugoslavia ed entra a far parte del motomondiale. Qui si disputarono le gare mondiali per le cilidrate: 50cc (1969, 1970, 1972-1977), 125cc (1969, 1970, 1972-1977), 250cc (1969, 1970, 1972-1977), 350cc (1969, 1970, 1972-1977) e 500cc (1969, 1970, 1972-1973).<br \/>\nIl circuito \u00e8 stato per\u00f2 da sempre considerato piuttosto pericoloso, tanto che gi\u00e0 nel 1973 il Gran Premio venne boicottato da diverse case motociclistiche. Nell\u2019edizione precedente si registr\u00f2 anche la morte del pilota Billie Nelson. Quando nel 1977 si registrarono altri due decessi durante la competizione, quelli di Ulrich Graf e di Giovanni Ziggiotto, la situazione divenne insostenibile. Il circuito poi venne in fretta abbandonato e sostituito con uno moderno e classico ossia quello di Grobnico. Oggi qui rimangono soltanto delle traccie del vecchio circuito, la tribuna vicino al traguardo e i vecchi box. Tanti i campioni che hanno vinto a Preluca. Da ricordare Giacomo Agostini, Dieter Braun (sei vittorie), Angel Nieto, Pier Paolo Bianchi, Kent Andresson e tanti altri.<br \/>\nInfine, va ricordato in questa sede che sul tracciato negli anni sono morti quattro piloti: Josip Vitanovi\u0107 (Jugoslavia\/Croazia) nel 1951, Billie Nelson (Gran Bretagna) nel 1974, Urlich Graf (Svizzera) e Giovanni Ziggiotto (Italia) nel 1977.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>L&#8217;articlo \u00e8 scaribabile qui:<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/mnk-split-part-1\/'>MNK Split, part 1<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 247.31 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/mnk-split-part-1\/?wpdmdl=706&refresh=69f6d3cd331ec1777783757\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Storia e ricerca del La voce del popolo il 10 giugno 2017.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abDa qualche giorno, ormai, la conca di Preluca ha messo l\u2019abito pi\u00f9 bello: quello delle<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1122,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[],"class_list":["post-491","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-auto-moto"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/491","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=491"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/491\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1707,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/491\/revisions\/1707"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1122"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=491"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=491"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=491"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}