{"id":517,"date":"2018-06-30T17:16:48","date_gmt":"2018-06-30T17:16:48","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2018\/06\/30\/hallstatt-il-mondo-magico-dell-oro-bianco\/"},"modified":"2023-11-25T10:04:17","modified_gmt":"2023-11-25T09:04:17","slug":"hallstatt-il-mondo-magico-dell-oro-bianco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2018\/06\/30\/hallstatt-il-mondo-magico-dell-oro-bianco\/","title":{"rendered":"Hallstatt il mondo magico dell\u2019oro bianco"},"content":{"rendered":"<p>Il nome della cittadina di Hallstatt e la sua miniera di sale magari ai pi\u00f9 non dice nulla, ma se si si che si tratta di una cittadina nella lista dei Patrimoni dell\u2019umanit\u00e0 dell\u2019UNESCO e della miniera di sale pi\u00f9 vecchia al mondo il tutto cambia. Arrivare a Hallstatt non \u00e8 semplice. Per chi parte da Fiume si passa attraverso Lubiana, Villach e si procede lungo l\u2019autostrada quasi fino a Salisburgo. Poco prima bisogna prendere una delle uscite. Ci sono diverse e tutte poi lungo strade secondarie e lente portano fino alla regione di Hallstatt. Dopo circa 30 chilometri cominciamo a costeggiare il lago di Hallstatt per poi passare una serie di tunnel e arrivare dritti nel pieno centro di Hallstatt. Il viaggio da Fiume dura almeno cinque ore, ma visto il traffico pu\u00f2 potrarsi a pi\u00f9 di sei ore per i quasi 400 chilometri. Comunque quando uscite dall\u2019ultimo tunnel davanti a voi si presenta uno scenario tipicamente bavarese anche se siamo in Austria. Infatti usciamo in riva al lago quasi in pieno centro. Tutto attorno a voi tanto verde a delle alte montagne, quasi sempre innevate.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il paesino come tale molti comparano con Volosca, accanto ad Abbazia. Infatti \u00e8 un piccolo paese in riva al lago, piccole case, qualche viuazza. In parte zona pedonale e con case in buona parte in montagna. Unica differenza con Volosca che fare il bagno, anche in piena estate qui \u00e8 difficile, visto che il lago \u00e8 sempre molto freddo.<br \/>\nComunque prima di visitare il paesino andiamo subito verso la sua principale attrazione, ossia verso la miniera di sale. Per arrivarci ci sono due possibilit\u00e0, o prendere la funivia oppure salite a piedi in una dei svariati sentieri che portano in montagna. Per la salita scegliamo la funivia che si trova vicino al centro cittadino. Le cabine delle funivia sono piccole, ma vanno ogni 15 minuti. La salita, molto ripida, dura poco pi\u00f9 di due minuti. A met\u00e0 strada \u00e8 a binario doppio visto che si incrocia la cabina che scende a valle.<br \/>\nArrivati in cima ci si rende conto del grande dislivello che si \u00e8 passato, e si pu\u00f2 godere da subito dell\u2019ottimo panorama verso il lago e i piccoli paesini che vi ci si affiancano. Ma pure verso le maestose montagne innevate pure in piena primavera.<br \/>\nUsciamo e abbiamo due possibilit\u00e0 o andare verso il terrazzo panoramico oppure incamminarci verso l\u2019entrata nella miniera-museo. Prendiamo il percorso in montagna, leggermente in salita e dopo meno di dieci minuti arriviamo fino al centro museale e alla serie di case e capanne. Qui ci aspetta una lieta sorpresa. Infatti ad ogni visitatore viene dato un \u201cvestito\u201d da minatore con tanto di giacca e pantaloni. Capiremo solo pi\u00f9 tardi il perch\u00e9, per\u00f2 essere ben vestiti \u00e8 necessario. Infatti nella miniera fa freddo e la temperatura media \u00e8 di appena otto gradi. Dopo esserci vestiti da veri minatori, anche se senza casco protettivo ci incaminiamo verso la vera entrata nella miniera. La vera entrata nella miniera \u00e8 nel tunnel chiamato Christina ed \u00e8 stato inaugurato nel 1719! Gi\u00e0 all\u2019entrata si capisce il perch\u00e9 della giacca, gli otto gradi si fanno ben sentire. Per prima cosa facciamo una lunga passeggiata nel tunnel per entrare per bene dentro la montagna. Il tunnel \u00e8 in parte lavorato e in parte pura grotta. E alla fine, ecco il perch\u00e9 dei pantaloni. Non sono solo per sembrare dei minatori, ma pure per affrontare un scivolo di oltra 100 metri che ci porter\u00e0 al \u201cpiano\u201d inferiore. E si un vero scivolo, con due corsie. A primo colpo tanti hanno dei dubbi sul andare o no, sopratutto vedendo i scalini accanto. La guida spiega che il tutto \u00e8 sicuro, basta mettere la gambe ai lati dello scivolo e le mani o incrocciate o altro, ma comunque non sullo scivolo come tale. Alla fine tutti scendono senza problemi lungo lo scivolo sopratutto vedendo i primi arrivare al \u201ctraguardo\u201d senza problemi.<br \/>\nQui inizia la visita e la conoscenza su cosa sia in realt\u00e0 una miniera di sale e cosa si pu\u00f2 vedere qui. Vediamo dei pezzi di vari minerali e pure dei blocchi di sale ed altro. Il tutto con solo un filo di luce per capire che ci troviamo per bene sotto terra. Ogni tanto ci fermiamo per vedere svariate presentazioni e capire ancora di pi\u00f9 come si \u00e8 formata questa miniera nei secoli. Secoli perch\u00e9 il tutto si \u00e8 cominciato a sviluppare ed utilizzare ben pi\u00f9 di sette mila anni fa, e sopratutto con la formazione della alpi e le montagne.<br \/>\nDopo arrivamo al secondo scivolo. Quattro volte pi\u00f9 lungo e che ci porta molto di pi\u00f9 in fondo alla miniera. Di nuovo diverse persone sono scettiche per la discesa nonostante la bella avventura iniziale. La guida ripete le regole per la discesa per\u00f2 ci fa notare di sorridere lungo la discesa. Sembra un suggerimento strano. Scendiamo velocemente e senza problemi. Alla fine si capisce il tutto. Infatti il tutto \u00e8 monitorato e alla fine c\u2019\u00e8 la telecamera, che questa volta non ci dar\u00e0 la multa, ma bens\u00ec ci far\u00e0 una foto e misurer\u00e0 la nostra velocit\u00e0 di discesa. In genere il gruppo scende ad una velocit\u00e0 di 20-30 km\/h, mentre la giuda a ben 40km\/h!<br \/>\nPasseggiamo avanti ed arriviamo ad una zona con un lago sotterraneo. Qui ci aspetta uno spettacolo e gioco di luci e musica. Del tutto unico e da vedere. Poco avanti c\u2019\u00e8 la sala con la vera dimostrazione sul come avvengono i lavori nella miniera. Come si scava il tutto, i vari macchinari e la lavorazione del sale e la sua estrazione. Andando avanti arriviamo davanti ad un vero minatore. Non \u00e8 una persona in carne ed ossa, ma un manichino-robot che ci dimostra il lavoro finale. Passeggiamo avanti ed arriviamo ad una nuova sala dove sentiamo la storia delle scale pi\u00f9 vecchie della miniera. Prima dei scivoli c\u2019era una serie di scale che portavano i minatori nelle profondit\u00e0. Una di questa \u00e8 stata scoperta dopo diversi secoli e come tale viene conservata ed \u00e8 famosa come la pi\u00f9 vecchia scala della miniera.<br \/>\nDopo la storia della vecchia scala vediamo che siamo arrivati quasi alla fine della nostra visita sotterranea. Infatti ci aspetta un lungo trenino, dove ci sentiamo uno dietro all\u2019altro e che ci portera di nuovo all\u2019esterno dopo un lungo corridoio\/tunnel. Finisce cos\u00ec la visita al museo\/miniera, ma solo la parte sotterranea visto che dopo incamminandoci verso l\u2019entrata\/uscita dove torniamo i vestiti da minatore, vediamo pure il resto del museo. E dopo pure nelle altre case che compongono questa zona anche altri curiosit\u00e0 della regione minieraria e come si viveva tanti anni fa.<br \/>\nLasciata la zona mineraria scendiamo fino a dove ci ha lasciato la funivia e andiamo verso il terrazzo panoramico. Dalla sua cima, ed \u00e8 letteralmente a forma di triangolo, sembra quasi sopra il lago, si pu\u00f2 godere a pieno tutta la bellezza della regione. Una regione dove ancora solo la natura ne fa da padrona.<br \/>\nPer il ritorno verso Hallstatt decidiamo di scendere a piedi. Dall\u2019uscita della miniera fino al pieno centro di Hallstatt ci sono appena tre chilomentri, per\u00f2 il tutto \u00e8 molto veloce e in pieno bosco. Ci sono tante tabelle indicative lungo la strada, e pure una grande cascata, visto che non dimentichiamoci per estrarre il sale serve pure tanta acqua e la montagna ne \u00e8 piena.<br \/>\nUna volta scesi cominciamo a visitare il paesino. Per prima cosa ci dirigiamo verso la chiesa cattolica che si trova nella parte settentrionale del paesino. \u00c8 una piccola chiesa con accanto un vecchio cimitero. Per\u00f2 sono tante le persone che vengono qui non tanto per motivi religiosi ma per visitare l\u2019originale cripta accanto al cimitero. Fondata nel 12.esimo secolo, qui oggi si trovano ben 1200 teschi! Di questi 610 sono dipinti e con tanto di nomi dei defunti scritto in \u201ctesta\u201d e divisi per famiglie. A primo colpo pu\u00f2 sembrare strano e macabro, per\u00f2 la storia e molto semplice. Infatti il paese \u00e8 piccolo e come tale il cimitero, \u201caccerchiato\u201d da case e per cui non si poteva espandere. All\u2019epoca non hanno pensato di farne uno nuovo per\u00f2 hanno deciso di mettere insieme i teschi. La tradizione \u00e8 andata avanti nei secoli. I teschi pi\u00f9 vecchi sono del 1720, mentre l\u2019ultimo \u00e8 quello di una signora morta nel 1983 il quale teschio, su sua espressa volont\u00e0, \u00e8 messo nella cripta nel 1995.<br \/>\nDopo la cripta scendiamo pi\u00f9 vicino al lago ed andiamo a passeggiare lungo le strade piene di turisti. Arriviamo nel suo vero centro dominato da una piazza e dalla chiesa evangelistica. Lungo le stradine si possono vedere tanti monumenti e simboli religiosi. Piccoli e grandi. Torniamo cos\u00ec fino al zona dove esce il tunnel per chi arriva in citt\u00e0. Andiamo avanti lungo il lago per vedere il resto, e la parte pi\u00f9 nuova di Hallstatt. Anche se le case qui sono molto pi\u00f9 recenti lo stile \u00e8 rimasto quello \u201cvecchio\u201d. Notiamo pure che anche se il lago affascina, non sono rare le innondazioni, anche pesanti in regione, con tanto di traccie. In una casa sono pure annotate data per data quelle pi\u00f9 importanti. Decidiamo alla fine di uscire un po\u2019 dal paesino e di incamminarci nella zona \u201cspiaggie\u201d e verso il peasino di Obertraun. E\u2019 lontano per arrivarci solo cos\u2019 a piedi, ma lungo la strada c\u2019\u00e8 la cascata di Kessel.<br \/>\nTorniamo indietro verso il centro ormai pieno di turisti. Notiamo che sono pochi i ristoranti e i negozi di souvenir. Molti invece i punti dove si offrono le gite in barca nel grande lago. Infatti il lago \u00e8 lungo ben otto chilometri e largo due. Ci sono pure la linee regolari tra cui una verso la ferrovia cittadina che si trova dall\u2019altra parte del lago e che porta tra il resto verso la vicina Salisburgo.<br \/>\nFinisce cos\u00ec la nostra visita a Hallstatt. Una cittadina che \u00e8 sempre di pi\u00f9 meta dei turisti e tutta da scoprire, da rimanere diversi giorni e vedere per bene tutta la zona oltre che la sua principale attrazione, la grande miniera di sale, oggi in buona parte zona museale.<br \/>\nLa citt\u00e0 ha oggi 757 abitanti e si trova nel distretto di Gmunden, nell\u2019Alta Austria. Nel passato cittadina in primis mercantile per\u00f2 per anni molto isolata e raggiungibile solo attraverso il lago. La prima strada verso Hallstatt fu costruita nel 1890. Il villaggio ha dato il nome alla Cultura di Hallstatt, risalente agli inizi dell\u2019et\u00e0 del ferro, ed \u00e8 nella lista dei Patrimoni dell\u2019umanit\u00e0 dell\u2019UNESCO insieme al massiccio del Dachstein e alla regione di Salzkammergut. In Cina esiste una copia pressoch\u00e9 identica di Hallstatt realizzata da una ricca societ\u00e0 mineraria.<br \/>\nOggi la miniera di sale viene considerata la pi\u00f9 antica al mondo! Le prime attivit\u00e0 risalgono a ben 7000 anni fa. Leggendaria \u00e8 pure la storia dell\u2019uomo di Salt scoperto nella miniera nel 1734.<\/p>\n<p>Attrazioni:<br \/>\n\u2022 2 scivoli dei minatori (mega scivolo: 64 m)<br \/>\n\u2022 lago salato sotterraneo<br \/>\n\u2022 trenino Grubenbahn<br \/>\n\u2022 Alta valle di Hallstatt e ristorante Rudolfsturm<br \/>\n\u2022 funicolare Salzbergbahn, ascensore e ponte panoramico<br \/>\n\u2022 visita guidata speciale: spedizione preistorica<\/p>\n<p>Patrimonio mondiale Unesco, con il lago e le montagne circostanti, qui l\u2019estrazione del sale continua ancora ai giorni nostri. Nel percorso s&#8217;i impara \u2013 e si capisce, \u2013 come il sale sia arrivato a trovarsi nel cuore di una montagna. Quando circa 240 milioni di anni fa il continente primordiale noto con il nome di Pangea si spezz\u00f2, la regione del Salzkammergut venne a trovarsi al limitare di una massa continentale instabile: laghi salati prosciugati subirono \u201cspostamenti\u201d durati milioni di anni a causa di eruzioni vulcaniche, innalzamenti delle catene montuose e movimenti delle falde; furono spinti verso l\u2019alto, schiacciati e ricoperti da uno strato calcareo. Nel nucleo delle montagne il sale ripos\u00f2 fino a quando non fu scoperto dall\u2019uomo alcune migliaia di anni fa. Nella casa dei minatori (Knappenhaus) inizia la vera storia dell\u2019uomo il cui corpo fu ritrovato nel 1734 in una profonda galleria della miniera di sale di Hallstatt. I minatori in epoca celtica vivevano nell\u2019alta valle di Hallstatt, che oggi si pu\u00f2 raggiungere comodamente in pochi minuti con la funicolare Salzbergbahn. Un sentiero tematico attraverso la necropoli, due mostre e una tomba visitabile completano il programma<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/hallstatt-2018\/'>Hallstatt 2018<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 843.25 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/hallstatt-2018\/?wpdmdl=875&refresh=69f6e4095f5991777787913\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato su Panorama il 30 giugno 2018.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nome della cittadina di Hallstatt e la sua miniera di sale magari ai pi\u00f9<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":984,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[88],"tags":[],"class_list":["post-517","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/517","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=517"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/517\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1901,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/517\/revisions\/1901"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/984"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=517"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=517"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=517"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}