{"id":518,"date":"2018-07-15T12:00:00","date_gmt":"2018-07-15T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2018\/07\/15\/la-magia-dei-colori-della-laguna-veneta\/"},"modified":"2023-11-25T10:03:58","modified_gmt":"2023-11-25T09:03:58","slug":"la-magia-dei-colori-della-laguna-veneta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2018\/07\/15\/la-magia-dei-colori-della-laguna-veneta\/","title":{"rendered":"La magia dei colori della laguna veneta"},"content":{"rendered":"<p>Quando si cita la laguna di Venezia inevitabilmente il pensiero va direttamente alla Serenissima. ai suoi innumerevoli canali e ponti (un arcipelago di 118 isolette intersecate da 150 canali e collegate fra loro da pi\u00f9 di 400 ponti) . \u00c8 uno dei centri turistici pi\u00f9 importanti in Italia e non solo, come dimostra l\u2019Healthy Travel and Healthy Destinations che nel suo rapporto segnala come sia la citt\u00e0 del mondo \u2013 fra le 9 regine del turismo mondiale analizzate \u2013 che pi\u00f9 di tutte soffrono del fenomeno dell\u2019overtourism o \u201csovraffollamento turistico\u201d, con 73,8 turisti per abitante fra centro storico e terraferma. Cos\u00ec per evitare giapponesi &amp; Co. resta la Laguna che per molti \u00e8 pi\u00f9 affascinante della citt\u00e0 a cui fa capo. Ci sono tantissime isole alcune pi\u00f9 grandi. Non tutte sono abitate, mentre altre hanno dei ruoli ben determinate, come l\u2019isola di San Michele che \u00e8 un isola-cimitero.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Per\u00f2 in Laguna con il passare degli anni certe isole si stanno imponendo sempre pi\u00f9 come nuove mete turistiche. Mete considerate minori rispetto a Venezia, ma sempre molto interessanti da visitare. Tra queste spiccano Murano e Burano. Tanti ne hanno sentito parlare, ma quanti le hanno visitate? Per chi viene da Fiume e vuole vedere la Laguna e le sue isole servono al massimo tre ore di macchina. Prima il percorso obbligato era quello che passava per Trieste e andava fino a Mestre per poi proseguire verso Venezia. Per\u00f2 con il passare degli anni si \u00e8 profilata un altra viabile, quella attraverso Punta Sabbioni. Anche se la cittadina \u00e8 famosa in primo luogo come \u201cspiaggia\u201d di Venezia \u00e8 pure un ottimo \u00e8 veloce collegamento con Venezia e le sue isole. Per arrivarci basta scendere dall\u2019autostrada a Noventa di Piave e si arriva velocemente a destinazione. Da qui partono tanti vaporetti, sia di linea sia quelli riservati ai turisti. C\u2019\u00e8 l\u2019imbarazzo delle scelta e tutto dipende dai piani per le visite. Quello che si nota e che ci sono tanti che fanno spola verso le destinazioni pi\u00f9 famos, appunto, Burano, Murano e Venezia. In un giorno si pu\u00f2 fare un comodo \u201cgiro\u201d in Laguna a un prezzo conveniente.<br \/>\nPrendiamo un vaporetto e ci dirigiamo verso la nostra prima destinazione, l\u2019isola di Burano. \u00c8 l\u2019isola pi\u00f9 abitata del nord-est della Laguna. Fino a qualche decina di anni fa era un piccolo posto di pescatori. Il \u201cclima\u201d \u00e8 cambiato quando si \u00e8 deciso di colorare le facciate delle case con colori sgargianti , una diversa dall\u2019altra: si riflettono nelle acque verdi dei canali, dal campanile storto. In meno di mezzora arriviamo sull\u2019isola. Gi\u00e0 da lontano notiamo le principali attrazioni, il campanile della locale chiesa, e sopratutto le case variopinte. Attracchiamo subito accanto alla chiesa e iniziamo la passeggiata. Ben presto ci troviamo sulla piazza principale, dove si affaccia la chiesa di San Martino vescovo e ci dirigiamo attraverso il corso locale verso la zona pi\u00f9 vivace dell\u2019isola. \u00c8 la parte dei canali e dei ponti, delle case variopinte e dei numerosi ristoranti e negozi: la parte pi\u00f9 tipicamente turistica dell\u2019isola. Ci rendiamo conto che Burano \u00e8 in realt\u00e0 una Venezia in piccolo. In \u201cpiccolo\u201d perch\u00e9 per arrivare da una parte all\u2019altra dell\u2019isola servono al massimo cinque minuti mentre per fare l\u2019intero giro dell\u2019isola impieghiamo poco di pi\u00f9. Il tutto \u00e8 ben concentrato e diviso tra parte turistica e quella locale, la zona portuale e quella dei pescatori. Non serve molto per godersi a pieno l\u2019isola. Come detto i colori delle case nel loro complesso sono la principale attrazione dell\u2019isola. Ma i loro proprietari non possono scegliee di colorare la loro casa, cos\u00ec su due piedi. Per la scelta della nuance serve, infatti, la \u201cbenedizione\u201d del sindaco. Un\u2019altra \u201cattrazione\u201d sull\u2019isola pu\u00f2 essere il bucato! Lo vediamo in tutte le citt\u00e0, per\u00f2 qui \u00e8 messo a stendere davanti le case e sui balconi proprio come attrazione.<br \/>\nC\u2019\u00e8 molta calma, il che consente alle anziane signore di cimentarsi con il ricamo dell\u2019originale merletto, il buranello, grazie al loro tombolo: tra di loro, ridono e chiacchierano nei campielli e sembra di essere in paradiso con bambini che sfrecciano liberi con la loro bicicletta, balconi variopinti grazie ai colori dei fiori, pescatori che issano il pesce fresco appena pescato.<br \/>\nDopo Burano prendiamo un altro vaporetto e andiamo verso Murano, la seconda isola pi\u00f9 importante della Laguna, dopo Venezia. Ci arriviamo dopo circa 20 minuti di viaggio. Murano si trova a due passi da Venezia, a nord-est. Divisa in nove isolette e attraversata da un ampio canale, Murano \u00e8 oggi l\u2019isola del vetro soffiato: una tradizione antica, tuttora vivissima, che ha visto impegnate in questa magica lavorazione intere generazioni di muranesi. Come isola \u00e8 molto pi\u00f9 grande di Burano. Per visitare l\u2019isola serve pi\u00f9 tempo rispetto a Burano, e serve anche avere un buon orientamento visti i ponti che collegano le isolette.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Maestri vetrai<\/strong><\/span><br \/>\nAttracchiamo col vaporetto e andiamo subito a visitare l\u2019attrazione principale dell\u2019isola, una delle tante fornaci in cui si lavora il vetro. Per l\u2019isola si tratta di una pratica ormai secolare diffusasi, come ci viene spiegato, verso la met\u00e0 del I sec. a.C.. \u00c8 un vetro lavorato in maniera del tutto particolare: la lavorazione pi\u00f9 tipica \u00e8 quella del vetro soffiato. Il materiale (un composto di silice con aggiunta di carbonato di sodio: ad altissime temperature le polveri fondono e diventano vetro) raggiunta la giusta temperatura viene lavorato dagli artigiani modellandolo grazie al soffio all\u2019interno di una lunga canna. E poi il tutto dipende dal maestro che ci lavora. Possono uscire tantissime figure, proprio di tutti i tipi con e senza colore (ogni colore \u00e8 determinato da un diverso ossido che ne determina l\u2019intensit\u00e0 in base alla quantit\u00e0 usata). Il tutto si realizza in pochi minuti, ne esce una vera e propria opera d\u2019arte, tanto che alla fine un semplice bicchiere o un vaso asumono tutto un altro valore al termine dell\u2019opera. Per rendersene conto bisogna vederlo dal vivo. Si ritiene che la creazione di oggetti in vetro risalga all\u2019antico Egitto e sia arrivata fino ai romani per adornare le case dei nobili. Servirono, per\u00f2, molti secoli prima che si sviluppi in un\u2019arte propriamente detta. Accadde a Venezia quando, per prevenire gli incendi sulla terraferma causati dal processo di lavorazione del vetro, Murano venne scelta a fabbrica galleggiante. E questi nuovi maestri del vetro per\u00f2 ben presto diventarono vittime della loro stessa arte. Imparare la tecnica \u00e8 difficile e cos\u00ec alla fine ai maestri fu vietato a lungo di lasciare l\u2019isola: per loro divent\u00f2 una vera prigione, per la paura che possano diffondere nel mondo segreti e lavorazione di quest\u2019arte. Col passare dei secoli tutto \u00e8 rientrato e oggi abbiamo un vetro di Murano, che si paga a prezzo d\u2018oro.<br \/>\nNaturalmente Murano non \u00e8 solo vetro. Qui gli edifici sono decisamente pi\u00f9 grandi \u00e8 sembrano pi\u00f9 vetusti anche se la storia dice che Murano e Burano nel sesto secolo erano ancora abitate. Strano, ma vero oggi la principale attrazione di Murano dopo le fornac \u00e8 una grande \u201cstella\u201d situata in Campo Santo Stefano. Realizzata dal maestro Mauro Cenedese venne posta in piazza nel 2007. Ed e\u2019 illuminata di notte e per cui \u00e8 ancora di pi\u00f9 attraente. Anche se oggi \u00e8 molto visitata e con tante foto dei turisti, \u00e8 interessante sapere che vi \u00e8 stata messa qui del tutto illegalmente. Il comune negli anni ha tentato di rimuoverla, ma i cittadini si sono opposti e per ora rimane a fare bella mostra di s\u00e9.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Chiese<\/strong><\/span><br \/>\nAndando avanti per\u00f2 ci si rende contro che l\u2019isola non \u00e8 tanto \u201cturistica\u201d. Non c\u2019\u00e8 molto da vedere. Subito accanto la \u201cstella\u201d c\u2019\u00e8 la chiesa di San Pietro Martire. Murano contava ben 18 tra Chiese, conventi e monasteri prima dell\u2019avvento di Napoleone Bonaparte sull\u2019isola. Dopo il passaggio dell\u2019Imperatore ne restarono soltanto tre, le altre furono distrutte e saccheggiate. Proseguiamo avanti e attraversiamo il pi\u00f9 grande canale e passiamo all\u2019isola pi\u00f9 grande. Qui ben presto ci rendiamo contro che siamo nella parte meno turistica a parte la zona del canale, quella abitata dai muranesi e del loro quotidiano. All\u2019estremit\u00e0 occidentale di trova la chiesa di Santa Maria degli Angeli e il cimitero locale. Torniamo indietro e andiamo a vedere il resto di quest\u2019isola. Da lontano notiamo un grande campanile. \u00c8 quello della basilica dei Santi Maria e Donato. Andare pi\u00f9 avanti non ha tanto senso visto che non ci sono altre attrazioni. Molto meglio tornare sull\u2019altra isola e nella massa e godere un po\u2019 delle varie opere in vetro.<br \/>\nPoi la gita si pu\u00f2 continuare verso la vicina Venezia. Per arrivarci serve meno di mezz\u2019ora con tutto il giro dell\u2019isola per arrivare a Piazza San Marco. Tornare direttamente a Punta Sabbioni \u00e8 praticamente impossibile visto la serie di isole che impongono di andare verso Venezia prima di puntare al ritorno. E poi arrivare a due passi da Venezia e non vederla ancora una volta non ha senso. Vero?<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>I numeri <\/strong><\/span><br \/>\nBurano<br \/>\nAbitanti circa 2800<br \/>\nSuperficie: 0,2108 km\u00b2<br \/>\nDivisa in quatro isole e tre canali<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Murano<\/strong><\/span><br \/>\nAbitanti circa 5000<br \/>\nSuperficie: 1,17 km\u00b2.<br \/>\nDivisa in sei isole e otto canali<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/burano-e-murano-2018\/'>Burano e Murano 2018<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 474.57 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/burano-e-murano-2018\/?wpdmdl=876&refresh=6a32d2a7886fe1781715623\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato su Panorama il 15 luglio 2018.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si cita la laguna di Venezia inevitabilmente il pensiero va direttamente alla Serenissima. ai<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":982,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[88],"tags":[],"class_list":["post-518","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/518","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=518"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/518\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1900,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/518\/revisions\/1900"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/982"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=518"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=518"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=518"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}