{"id":532,"date":"2019-03-02T09:19:45","date_gmt":"2019-03-02T09:19:45","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2019\/03\/02\/una-storica-vittoria-sul-filo-di-lana-annullata-a-tavolino-per-mano-della-politica\/"},"modified":"2023-11-24T19:58:43","modified_gmt":"2023-11-24T18:58:43","slug":"una-storica-vittoria-sul-filo-di-lana-annullata-a-tavolino-per-mano-della-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2019\/03\/02\/una-storica-vittoria-sul-filo-di-lana-annullata-a-tavolino-per-mano-della-politica\/","title":{"rendered":"Una storica vittoria sul filo di lana annullata a tavolino per mano della &#8220;politica&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"background-color: inherit;\">Tutti gli sport hanno le proprie partite storiche. Quelle entrate di diritto nella storia di una determinata disciplina per una serie di motivi. Nel mondo della pallacanestro dalmata, ma pure croata e jugoslava, esiste pure una partita del genere entrata negli annali. Una partita che \u00e8 stata disputata e poi annullata e che ha lasciato dietro a s\u00e9 tantissimi strascichi. Si tratta dell\u2019incontro tra lo \u0160ibenka e il Bosna di Sarajevo. Era il terzo incontro valido come finale per lo scudetto, quello decisivo, nella stagione 1982\/83. Era il 9 aprile del 1983 e il palasport sebenzano Baldekin si apprestava, come tutto il Paese, a vedere una partita straordinaria.<\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Facciamo prima per\u00f2 un passo indietro. La pallacanestro a Sebenico era presente da appena 10 anni in maniera organizzata. L\u2019arrivo dello \u0160ibenka nella Prima lega della Jugoslavia era gi\u00e0 stato una grande sorpresa. Una sorpresa che ben presto per\u00f2 era diventata scomoda visto che la compagine dalmata fin dall\u2019inizio si era dimostrata una squadra molto ostica tanto da arrivare subito ai vertici nazionali, oltre a registrare anche ottimi risultati a livello internazionale con tanto di finale, anche se persa, nella Coppa Kora\u0107.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Una squadra emergente<\/strong><\/span><br \/>\nPrima dell\u2019inizio della stagione 1982\/83, lo \u0160ibenka decisamente non era accreditato come un possibile concorrente per arrivare alla finale. A livello di campionato, ma pure di nazionale, era in corso un grande ricambio generazionale. Non c\u2019erano pi\u00f9 le leggende cestistiche d\u2019un tempo come Ki\u0107anovi\u0107, Dalipagi\u0107, Slavni\u0107, Deliba\u0161i\u0107, Jerkov, Jelovac\u2026 Stava arrivando il momento di certi nuovi ragazzi che per\u00f2 avrebbero fatto la storia del basket nazionale solamente negli anni a venire. Erano i vari Dra\u017een Petrovi\u0107, Zoran \u010cutura, Velimir Perasovi\u0107, \u017darko Vu\u010durovi\u0107, Boro Vu\u010devi\u0107, Stevan Karad\u017ei\u0107\u2026<br \/>\nE proprio per questo il campionato di quell\u2019anno non aveva un vero e proprio favorito. Si parlava di quattro squadre che potevano puntare in alto. C\u2019era innanzitutto lo Cibona di Zagabria, campione uscente, che per\u00f2 aveva perso giocatori importanti come Naki\u0107, Be\u010di\u0107 e U\u0161i\u0107, chiamati a prestare il servizio militare. Comunque la squadra era forte e di qualit\u00e0, come pure il Bosna di Sarajevo. I bosniaci avevano s\u00ec perso Deliba\u0161i\u0107, per\u00f2 erano ritornati giocatori di primo piano dome Radovanovi\u0107 e Varaji\u0107 e in pi\u00f9 stavano emergendo ottimi ragazzi come Vu\u010devi\u0107, Mutap\u010di\u0107 e Bogoljub \u0110uri\u0107. Poi c\u2019era lo Zadar di Zara. Una squadra giovane con i vari Popovi\u0107, Petranovi\u0107 e Sunara; tutto lasciava presagire che gli zaratini potessero anch\u2019essi ambire al titolo nazionale. E infine dopo diversi anni metteva paura la Crvena Zvezda di Belgrado. Una squadra, quella giudata da Ranko \u017deravica, senza grandi stelle, ma solida. Diretta con maestria da Zufer Avdija la compagine belgradese poteva fare affidamento sull\u2019ormai ottimo terzetto Radovi\u0107\u2013Karad\u017ei\u0107\u2013Nikoli\u0107.<br \/>\nAl giovane \u0160ibenka pensavano in pochi. Nell\u2019annata precedente aveva chiuso al quinto posto la stagione regolare e poi era uscito nei quarti di finale perdendo contro lo Zadar in tre partite.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Con il piede giusto<\/strong><\/span><br \/>\nLa stagione 1982\/83 era per\u00f2 subito iniziata in maniera diversa, ovvero con il piede giusto. Infatti, subito nel primo turno di campionato lo \u0160ibenka aveva sconfitto per 78-72 lo Cibona di Zagabria. Una grande sorpresa che aveva \u201clanciato in orbita\u201d la nuova stella nazionale. Dra\u017een Petrovi\u0107, allora neanche maggiorenne, aveva messo a segno la bellezza di 27 punti. Man mano che il campionato andava avanti \u201ccadevano\u201d una dietro l\u2019altra tutte le squadra ospiti a Sebenico. L\u2019unica a non uscire sconfitta dal Baldekin era stata la Jugoplastika di Spalato che aveva vinto il derby dalmata. L\u2019atmosfera sugli spalti, in ogni partita, era eccezionale. Una vera festa di musica, sirene e tantissimo tifo. Era praticamente impossibile, anche per le squadre pi\u00f9 forti, non arrendersi al Baldekin. Emergeva intanto sempre di pi\u00f9 la stella di Dra\u017een Petrovi\u0107. Anche se giocava con colleghi affermati e con molta pi\u00f9 esperienza, come Jari\u0107, Ljubojevi\u0107, Macur e altri, era lui a trascinare la squadra. Per Dra\u017een Petrovi\u0107 quella fu una stagione da incorniciare. Lo notarono in particolare le squadre di Belgrado, la Crvena Zvezda e il Partizan. A entrambe in trasferta segn\u00f2 la bellezza di 36 punti.<br \/>\nLa parte regolare del campionato fin\u00ec con lo \u0160ibenka al primo posto! La squadra vinse 16 delle 22 gare disputate. A due punti il Partizan e la Bosna. A quattro Crvena Zvezda Rossa e Cibona. Seguivano Zadar, Olimpija (Lubiana) e Jugoplastika. Furono queste le squadre che si piazzarono nei play off per lo scudetto. Nei quarti di finale arriv\u00f2 subito il derby dalmata tra lo \u0160ibenka e la Jugoplastika di Spalato. Si and\u00f2 alla terza partita e a vincere fu la squadra di Sebenico. Nelle altre partite a sorpresa usc\u00ec di scena lo Cibona sconfitto dalla Crvena Zvezda. Passarono, invece, come da pronostico, Bosna e Partizan.<br \/>\nIn semifinale a sorpresa il Bosna s\u2019impose per 2-0 contro il Partizan, mentre nell\u2019altra semifinale lo \u0160ibenka affront\u00f2 la Crvena Zvezda. Dopo aver vinto la prima partita per 91-88 i dalmati furono sconfitti a Belgrado per 89-105. Si and\u00f2 al terzo incontro nel quale s\u2019impose la squadra di Sebenico per 98-89.<br \/>\nSi arriv\u00f2 cos\u00ec a una finale a dir poco sorprendente. Nessuno aveva pronosticano una finalissima tra lo \u0160ibenka e il Bosna.<br \/>\nNel primo incontro del duello finale tra le due compagini, Dra\u017een Petrovi\u0107 gioc\u00f2 forse una delle sue peggiori partite cadendo vittima dello stress. Segn\u00f2 appena 17 punti, pochissimi per un campionissimo come lui. Dall\u2019altro lato, tra le file degli avversari, Bena\u010dek (26 punti), Radovanovi\u0107 (23) e Varaji\u0107 (26) furono davvero scatenati. Si rischi\u00f2 la sconfitta; per\u00f2 alla fine gli esperti Predrag \u0160ari\u0107 e Macura con 20 punti, e Sre\u0107ko Jari\u0107 con 19 portarono i locali alla vittoria per 103-98. Nella seconda partita i ragazzi di Vlado \u0110urovi\u0107 erano consapevoli di non avere grandi speranza e Sarajevo. Persero per 96-84 senza riuscire a opporre troppa resistenza.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Lo storico 9 aprile<\/strong><\/span><br \/>\nSi arriv\u00f2 cos\u00ec al famoso 9 aprile, alla partita decisiva per lo scudetto. Il Bosna aveva nelle sue vetrine gi\u00e0 due scudetti (1977\/78 e 1979\/80), mentre per lo \u0160ibenka si trattava della grande occasione per passare alla storia.<br \/>\nPer dirigere quella finale al cardiopalmo furono scelti i due migliori arbitri nazionali: Ilija Matijevi\u0107 di Zagabria e Rade Petrovi\u0107 di Belgrado. Era fin dall\u2019inizio sicuro che il palasport sarebbe stato strapieno, gremito in ogni ordine di posti, e che il tifo sarebbe stato infernale. I tifosi avrebbero guidato con determinazione i giocatori locali verso l\u2019agognata vittoria come gi\u00e0 accaduto nel corso di tutto il campionato. E cos\u00ec fu. Si registr\u00f2 il record di spettatori per il Baldekin. Semplicemente non c\u2019era nessuno spazio vuoto. Erano praticamente tutti stipati come sardine attorno al campo di gioco. Furono tantissimi pure gli spettatori che seguirono la partitissima alla TV. Dalle ore 17 di quel sabato quasi tutto si era fermato nel Paese per permettere agli appassionati di seguire quella partita che aveva assunto ormai un sapore storico.<br \/>\nFu un incontro aperto e teso fino all\u2019ultimo. Il risultato fu quasi costantemente in bilico. Nella prima frazione di gioco per\u00f2 i bosniaci si ritrovarono in vantaggio per 50-39. Per\u00f2 i locali non si persero affatto d\u2019animo. Si arriv\u00f2 cos\u00ec agli ultimi secondi di gara con il Bosna in vantaggio per 82-81. Sembrava quasi tutto finito. Un sogno sfumato. A due secondi dal termine, con gli ospiti in vantaggio, ad attaccare furono dei locali. Tir\u00f2 a canestro chi altri se non Dra\u017een Petrovi\u0107 e\u2026 sbagli\u00f2! Sembrava tutto finito. I giocatori del Bosna avevano ormai le braccia al cielo. I locali erano tristi e rassegnati. Per\u00f2, con grande sorpresa di buona parte del pubblico, si sent\u00ec il fischietto di Ilija Matijevi\u0107. Fu un attimo di sgomento; soltanto dopo un po\u2019 si cap\u00ec che aveva fischiato il fallo su Petrovi\u0107 e di conseguenza questi aveva a disposizione due tiri liberi. In quella situazione caotica, Dra\u017een Petrovi\u0107 riusc\u00ec a mantenere la calma e la lucidit\u00e0. Tir\u00f2 i due tiri liberi ed entrambe le volte centr\u00f2 il canestro! Port\u00f2 cos\u00ec lo \u0160ibenka in vantaggio per 83-82! E subito arriv\u00f2 il fischio che segnava la fine della partita. Una partita finita nella maniera desiderata dai locali. Un incontro a dir poco al cardiopalmo. La festa fu grande nel palazzetto dello sport e in citt\u00e0. Dra\u017een Petrovi\u0107 venne portato subito in trionfo. Il presidente delle Federbasket, Vasil Tupurkovski, consegn\u00f2 le medaglie e il trofeo che spettava al vincitore del campionato.<br \/>\nIn seguito e per tutta la notte la citt\u00e0 festeggi\u00f2 alla grande l\u2019insperato successo. Era letteralmente un sogno che si avverava. Una squadra giovane e senza troppa esperienza era riuscita a vincere un campionato fortissimo come quello della Jugoslavia di allora.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Novi Sad. Atmosfera irreale<\/strong><\/span><br \/>\nPer\u00f2 ben presto nel resto del Paese e in primo luogo a Sarajevo e Belgrado cominciarono le lamentele con discussioni a non finire sul fatto se il fallo finale ci fosse stato realmente oppure no. Era chiaro a tutti che quello era stato il momento decisivo che aveva segnato le sorti della partita. La polemica and\u00f2 avanti per giorni e alla fine, dopo una serie di ricorsi, la Federazione decise di annullare la partita sostenendo che il fallo in realt\u00e0 non c\u2019era stato. Insomma i vertici della pallacanestro nazionale decisero di opporsi a posteriori alla decisione degli arbitri. E siccome erano essi, piaccia o no, a poter dire l\u2019ultima parola, venne presa la salomonica decisione di disputare una nuova partita, per\u00f2 in campo neutro. Si opt\u00f2 per Novi Sad.<br \/>\nInevitabilmente lo \u0160ibenka rifiut\u00f2, con tanto di trofeo nella bacheca e con tutte le medaglie al collo, di disputare una nuova partita. La decisione fu presa all\u2019unanimit\u00e0 da dirigenti e giocatori. I dalmati non avevano proprio nessuna intenzione di recarsi Novi Sad. E cos\u00ec nel capoluogo della Vojvodina, a quella che avrebbe dovuto essere la quarta partita tra le due compagini, quel 16 aprile, si presentarono in un\u2019atmosfera irreale soltanto il Bosna e gli arbitri. Come di prammatica il pallone fu lancianto in aria e subito dopo la partita fin\u00ec. Fu registrata come da regolamento per 20-0 a favore del Bosna. Pertanto il titolo ufficiale and\u00f2 ai bosniaci. Ebbe dell\u2019irreale vedere di nuovo il presidente della Federbasket consegnare la Coppa e le medaglie, questa volta ai giocatori di Sarajevo.<br \/>\nFin\u00ec cos\u00ec in un modo che ha dell\u2019incredibile una stagione davvero incredibile per lo \u0160ibenka. Campione s\u00ec, ma senza i crismi dell\u2019ufficialit\u00e0. Alla fine di quell\u2019estate la squadra rimane senza la sua stella. Dra\u017een Petrovi\u0107 venne chiamato a prestare il servizio militare. Non sarebbe tornato mai pi\u00f9 a Sebenico a giocare per il suo \u0160ibenka. Nel 1984 infatti pass\u00f2 allo Cibona di Zagabria e poi dopo quattro anni inizi\u00f2 la sua avventura dapprima in Europa e in seguito nell\u2019NBA. Infine quel tragico 7 giugno del 1993 quando mor\u00ec in autostrada in Germania, vittima di un incidente stradale.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Che cos\u2019era successo?<\/strong><\/span><br \/>\nNegli anni successivi si discusse a lungo su che cosa fosse successo quella notte, dal 9 al 10 aprile del 1983. Che cosa spinse i vertici della Federbasket ad annullare in fretta e furia quella storica partita? E perch\u00e9 era cos\u00ec importante assegnare lo scudetto al Bosna? Inutile dire che ci furono, probabilmente, enormi pressioni sulla dirigenza per costringerla a prendere una simile decisione. Pochi crederanno che tali pressioni fossero il frutto esclusivamente di motivazione di carattere sportivo e arbitrale. Come spesso accade la politica deve averci messo lo zampino. E tutto questo scenario era nell\u2019aria ben prima della finale. Infatti soltanto un giorno prima della partita di play off tra \u0160ibenka e Crvena zvezda, Dra\u017een Petrovi\u0107 era stato scelto per portare la staffetta! Inoltre Nenad Slavica prima delle partite decisive era stato chiamato a prestare il servizio militare! Molti all\u2019epoca avevavo puntato inoltre il dito contro il tifo dei locali. Indicativo il fatto che a presentare ricorso dopo la prima partita della fase finale non fosse stato il Bosna, bens\u00ec lo Zadar e la Jugoplastika. La Federbasket aveva allora deciso di inviare un reclamo a Sebenico, ma nulla di pi\u00f9. Alla fine, oltre alla decisione di annullare la terza partita e di disputarne una nuova a Novi Sad, arriv\u00f2 la delibera con cui si sospendevano gli incontri nella palestra del Baldekin.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>L\u2019arbitro fu radiato<\/strong><\/span><br \/>\nMa chi alla fine fece pi\u00f9 di tutti le spese di questa vicenda fu l\u2019arbitro zagabrese Ilija Matijevi\u0107. Fu radiato. Prima di quella partita di Sebenico era considerato il migliore arbitro nazionale. Dopo la partita divenne il nemico numero uno della pallacanestro nazionale. Come ha spiegato poi lo stesso Matijevi\u0107 in diverse interviste, dopo l\u2019incontro, nessuno, n\u00e9 l\u2019altro arbitro, n\u00e9 il delegato e nemmeno la dirigenza del Bosna avevano avuto nulla da ridire sul fallo decisivo e sulla sua decisione di fischiare i due tiri liberi. Al contrario di quella che era la prassi, Matijevi\u0107 decise quel giorno di prendere subito il treno e di tornare a casa. Il giorno dopo cominci\u00f2 il finimondo, che cambi\u00f2 radicalmente la sua vita, non soltanto sportiva. Fu riabilitato e pot\u00e8 tornare nel mondo del basket soltanto dopo l\u2019avvento della Croazia indipendente. Oltre a Matijevi\u0107 a essere sospesi furono pure i cronometristi della partita. Inoltre diversi tifosi ricevettero delle multe. E pure alla banda d\u2019ottoni sebenzana, la \u201c\u0160ibenska narodna glazba\u201d, fu vietato di presenziare alle successive partite dello \u0160ibenka.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>\u0160ibenka &#8211; Bosna 83:82 (39:50)<\/strong><\/span><br \/>\nSEBENICO, 9.aprile 1983. Palazzetto dello sport di Baldekin. Spettatori 3600<br \/>\nArbitri: Ilija Matijevi\u0107 di Zagabria e Rade Petrovi\u0107 di Belgrado. Delegato Aleksandar Oberkne\u017eevi\u0107 di Belgrado<br \/>\n\u0160ibenka: Petrovi\u0107 40, Ze\u010devi\u0107, \u017duri\u0107, Ljubojevi\u0107 10,Petani, \u0110uri\u0107 4, Damjani\u0107, Macura 13, Marelja 2, \u0160ari\u0107 8, Jari\u0107 4. Allenatore: Vlado \u0110urovi\u0107<br \/>\nBosna: Vu\u010devi\u0107 14, \u0110uri\u0107, Bena\u010dek 14, Pajovi\u0107, Primorac, Radovanovi\u0107 13, Zrno 1, Varaji\u0107 18, Mutap\u010di\u0107, Bilalovi\u0107, Had\u017ei\u0107 22, Mitrovi\u0107. Allenatore: Svetislav Pe\u0161i\u0107<br \/>\n(3 e continua)<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/history-of-kk-sibenik-part-3\/'>History of KK \u0160ibenik, part 3<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 351.84 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/history-of-kk-sibenik-part-3\/?wpdmdl=693&refresh=6a32b8c716e711781708999\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 2 marzo 2019.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti gli sport hanno le proprie partite storiche. 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