{"id":533,"date":"2019-04-06T08:22:46","date_gmt":"2019-04-06T08:22:46","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2019\/04\/06\/drazen-petrovic-semplicemente-il-migliore\/"},"modified":"2023-11-24T19:59:19","modified_gmt":"2023-11-24T18:59:19","slug":"drazen-petrovic-semplicemente-il-migliore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2019\/04\/06\/drazen-petrovic-semplicemente-il-migliore\/","title":{"rendered":"Dra\u017een Petrovi\u0107, semplicemente il migliore"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"background-color: inherit;\">Dra\u017een Petrovi\u0107 \u00e8 senza ombra di dubbio il miglior cestista di tutti i tempi nato a Sebenico. Una carriera brillante la sua, interrotta da un terribile incidente stradale. In un certo qual senso \u00e8 stato un giocatore che ha aperto impensabili scenari a tanti altri cestisti che sono arrivati dopo di lui.<\/span><\/p>\n<p>Dra\u017een Petrovi\u0107 nasce a Sebenico il 22 ottobre del 1964. Ben presto comincia a giocare a pallacanestro. Dapprima segue il fratello maggiore Aleksandar agli allenamenti. Si limita a passargli i palloni e dopo gli allenamenti prova pure lui a tirare un po\u2019 verso canestro.<br \/>\nIl primo allenamento ufficiale, quello con la squadra locale dello \u0160ibenka, risale al 1977. Ha 13 anni. Ben presto comincia ad allenarsi molto di pi\u00f9 degli altri compagni di squadra. La pallacanestro diventa la sua vita, tanto che si allena prima della scuola e continua a darsi da fare anche dopo gli allenamenti giornalieri della sua squadra. Il suo talento ben presto \u00e8 notato da tutti.<br \/>\nInfatti dopo appena due anni comincia a giocare per la squadra cadetti, ma di pari passo gi\u00e0 si allena con la compagine seniores. Comincia pure a giocare per lo \u0160ibenka e il 29 dicembre del 1979, soltanto due mesi dopo aver festeggiato il 15.esimo compleanno, segna i suoi primi punti per la prima squadra. Va a canestro nella partita di campionato contro l\u2019OKK Beograd di Belgrado.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>La prima medaglia: un bronzo<\/strong><\/span><br \/>\nNel 1980 milita nella squadra della Jugoslavia ai Campionati europei di categoria in Turchia. Per lui arriva la prima medaglia importante. \u00c8 un bronzo. Nel 1981 partecipa con la squadra dei cadetti della Jugoslavia ai Campionati dei Balcani dove vince l\u2019oro, nonch\u00e9 ai Campionati europei dove per\u00f2 la nazionale deve accontentarsi del quinto posto. Infine viene proclamato miglior cestista del Campionato jugoslavo. Per\u00f2 nel frattempo diventa ormai un titolare inamovibile della prima squadra dello \u0160ibenka. Interessante notare che in questi primi anni gioca in tutte e tre le sezioni della squadra: sia per i cadetti (la sua categoria per anni di et\u00e0), sia per gli juniores che per la squadra seniores. Un caso assolutamente raro il suo.<br \/>\nNel 1982 comincia sempre di pi\u00f9 a farsi notare pure all\u2019estero. Con il suo \u0160ibenka infatti disputa la Coppa Radivoj Kora\u0107. La squadra un po\u2019 a sorpresa arriva in finale. Petrovi\u0107 scende in campo da titolare pure in questa partita; per\u00f2 alla fine la compagine sebenzana esce sconfitta. Il Limoges conquista la Coppa battendo di misura la squadra dalmata. Comunque arriva subito dopo una nuova medaglia. \u00c8 quella d\u2019oro, conquistata con la nazionale juniores ai Campionati europei in Grecia. Inevitabile la prima convocazione per la nazionale seniores; la prima partita disputata \u00e8 quella contro l\u2019Italia.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>La grande delusione<\/strong><\/span><br \/>\nArriva cos\u00ec il turbolento 1983. Lo \u0160ibenka un po\u2019 a sorpresa arriva nella finale play off per lo scudetto. Si tratta di una squadra giovane, di cui lo spavaldo Petrovi\u0107 \u00e8 in pratica il grande trascinatore. Quella sebenzana \u00e8 una compagine che miete successi uno dopo l\u2019altro, disputa grandi partite destinate a passare alla storia. In quell\u2019aprile del 1983 a sorpresa si arriva alla terza e decisiva partita nell\u2019ambito della finalissima. Una partita storica contro un avversario blasonato che parte con i favori del pronostico, il Bosna di Sarajevo. Si tratta di una partita equilibrata con Dra\u017een Petrovi\u0107 che si conferma ancora una volta stella di prima grandezza. A due secondi dal termine gli ospiti sono in vantaggio per 82-81. Un po\u2019 a sorpresa l\u2019arbitro vede un fallo proprio su Petrovi\u0107 e concece i due tiri liberi. Le sorti della partita sono tutte nelle sue mani. Il giovane prodigio non sbaglia e trasforma entrambi i tiri. \u00c8 scudetto! I dalmati sono i campioni di Jugoslavia. Parte la grande festa per le strade di Sebenico con Petrovi\u0107 nei panni dell\u2019eroe indiscusso. Per\u00f2 la festa non dura nemmeno un giorno. Quasi subito arriva la doccia fredda. Gi\u00e0 il giorno seguente la Federbasket decide di annullare la partita e impone di disputarne una nuova in campo neutro, nel capoluogo della Vojvodina. I giocatori e la squadra, con tanto di coppa e medaglie ormai nel carnet, decidono di non partire per Novi Sad. Si ritengono i vincitori morali, sono convinti di aver meritato il successo, a prescindere dal verdetto dal sapore politico della Federbasket. Alla fine il titolo viene tolto allo \u0160ibenka. Subito dopo arriva un\u2019altra sconfitta, questa volta per\u00f2 sul campo di gioco, con tutti i crismi della legittimit\u00e0. I dalmati stavolta vengono battuti nella finale di Coppa Radivoj Kora\u0107, di nuovo dal Limoges.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Da Sebenico a Zagabria<\/strong><\/span><br \/>\nPer la squadra di Sebenico Petrovi\u0107 gioca ancora poche partite. L\u2019ultimo incontro \u00e8 quello del 31 maggio ad Almissa (Omi\u0161). Poi viene chiamato a prestare il servizio militare.<br \/>\nAncor prima di indossare la divisa ha la possibilit\u00e0 di cambiare casacca. Tutte le pi\u00f9 forti e blasonate squadre della Jugoslavia da tempo gli fanno una corte spietata, lo invitano a gareggiare per loro. In primis a farsi avanti sono il Bosna di Sarajevo, nonch\u00e9 la Crvena Zvezda e il Partizan di Belgrado. Alla fine per\u00f2 la scelta cade sullo Cibona di Zagabria. Una scelta semplice in quanto gi\u00e0 dal 1979 qui gioca suo fratello Aleksandar. Nell\u2019estate del 1984, prima di passare tra le file della compagine zagabrese, Dra\u017een Petrovi\u0107 partecipa con la nazionale ai Giochi olimpici di Los Angeles: la Jugoslavia vince la finale per il terzo posto e conquista la medaglia di bronzo.Il campionissimo sebenzano indossa subito dopo la maglia dello Cibona; per lui e per la squadra della capitale croata inizia un periodo fantastico. In quattro anni vincono praticamente tutto, sia in Jugoslavia che all\u2019estero.<br \/>\nNei primi due anni lo Cibona non perde praticamente una partita. Batte uno dietro l\u2019altro tutti gli avversari, anche quelli pi\u00f9 blasonati d\u2019oltreconfine.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Un successo dopo l\u2019altro<\/strong><\/span><br \/>\nA notare l\u2019estro di Petrovi\u0107 \u00e8 pure il fortissimo Real Madrid che in questi anni esce sconfitto in tutti e cinque gli incontri disputati con la squadra zagabrese.<br \/>\nDra\u017een comincia a segnare punti su punti e a mietere successi. Segnare 40 punti a partita diventa quasi un\u2019abitudine. E proprio grazie ai suoi 36 punti che 1985 lo Cibona vince la Coppa dei campioni contro il Real Madrid per 87-78. Vince poi il campionato jugoslavo, sconfiggendo la Crvena Zvezda di Belgrado: Petrovi\u0107 segna ben 32 punti nella partita decisiva. Una passeggiata pure la finale di Coppa nella quale lo Cibona s\u2019impone sulla Jugoplastika di Spalato per 104-83. Petrovi\u0107 mette a segno 39 punti. Da ricordare pure la famosa prima partita di campionato contro lo SMELT Olimpija di Lubiana quando Dra\u017een segna la bellezza di 112 punti! \u00c8 il 6 ottobre del 1985: l\u2019incontro finisce 158-77.<br \/>\nNon per niente in questi primi anni allo Cibona il campionissimo dalmata riceve i suoi ormai famosi sopranomi: Mr 40, Amadeus e Mozart della pallacanestro.<br \/>\nPetrovi\u0107 \u00e8 inarrestabile pure nel 1986. Lo Cibona vince per la seconda volta, trascinato sempre da lui, la Coppa dei campioni. Questa volta a cadere \u00e8 lo \u017dalgiris di Kaunas. Gli zagabresi vincono poi la Coppa nazionale contro il Bosna di Sarajevo per 110-98 con ben 46 punti segnati da Dra\u017een. L\u2019unica delusione \u00e8 il campionato. Dopo aver vinto ben 21 delle 22 partite nella stagione regolare lo Cibona \u00e8 costretto ad arrendersi nella terza partita della finale play off contro lo Zadar. Infine d\u2019estate si svolgono i\u00a0Campionati del mondo. La Jugoslavia conquista il terzo posto.<br \/>\nA questo punto anche tante squadra straniere hanno messo gli occhi addosso a Petrovi\u0107. Il Real Madrid, che ha perso tutti gli incontri nei primi due anni contro lo Cibona, vuole a tutti i costi che il giocatore dalmata passi tra le sue file. I soldi non sono un problema. La rescissione del contratto non \u00e8 una questione di prezzo, n\u00e9 tantomeno i dirigenti del club di Madrid fanno problemi per quanto concerne la firma del futuro contratto con il giocatore. L\u2019unico ostacolo \u00e8 la legge in vigore in Jugoslavia che vieta ai giocatori di recarsi a giocare all\u2019estero prima di aver compiuto i 28 anni d\u2019et\u00e0. Alla fine per Petrovi\u0107 si fa un\u2019eccezione alla regola. Il campionissimo dalmata sottoscrive il contratto con la compagine spagnola nel 1986, per\u00f2 rimane allo Cibona fino al 1988. Un contratto milionario, rarissimo all\u2019epoca.<br \/>\nVa rilevato che pure negli Stati Uniti c\u2019\u00e8 chi avrebbe voglia d\u2019ingaggiarlo. Basti dire che nel 1986 il campionissimo sebenzano \u00e8 la terza scelta del Portland Trail Blazers. La 60.esima del mercato.<br \/>\nNel 1987 lo Cibona vince tutte le partite di campionato nella stagione regolare e poi esce a sorpresa nella semifinale play off perdendo complessivamente per 2-1 contro la Crvena Zvezda di Belgrado. A mitigare la delusione giunge la vittoria nella Coppa delle Coppe contro la Scavolini di Pesaro per 89-74, con 28 punti messi a segno da Petrovi\u0107. Infine ai Campionati europei in Grecia la Jugoslavia vince la medaglia di bronzo.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il passaggio al Real Madrid<\/strong><\/span><br \/>\nNel 1988 lo Cibona conquista ancora una Coppa nazionale contro la Jugoplastika, per\u00f2 perde la finale della Coppa Radivoj Kora\u0107 contro il Real Madrid. Nell\u2019estate, con la nazionale jugoslava, Dra\u017een Petrovi\u0107 perde la finale ai Giochi Olimpici di Seul.<br \/>\nInfine arriva il tanto agognato passaggio al Real Madrid. Con lui in campo la squadra madrilena vince quasi tutto. Conquista la Coppa nazionale contro il Barcellona, per\u00f2 perde contro lo stesso avversario la quinta e decisiva partita della finale di campionato. Alla fine il campione dalmata porta il suo Real a vincere la Coppa della Coppe ad Atene contro la Snaidero di Caserta. Il Real s\u2019impone per 117-113 e Petrovi\u0107 segna la bellezza di 62 canestri!<br \/>\nA Madrid rimane soltanto 10 mesi, ma riesce a conquistare il pubblico ed \u00e8 ormai considerato il miglior giocatore europeo. Nel Real indossa la maglia numero 5. Nelle 47 partite ufficiali disputate con la compagine spagnola mette a segno complessivamente 1.062 punti, ossia 28,3 in media. Ancora nel 1989 con la nazionale vince il Campionato europeo proprio a Zagabria. E viene proclamato miglior giocatore del torneo.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>L\u2019avventura negli States<\/strong><\/span><br \/>\nNell\u2019autunno del 1989 comincia la sua avventura nella pallacanestro americana. All\u2019epoca era una rarit\u00e0 vedere un giocatore europeo gareggiare nel Campionato dell\u2019NBA. Per Dra\u017een Petrovi\u0107 si tratta di una sfida. In Europa ha vinto tutto e pu\u00f2 soltanto ripetere le imprese gi\u00e0 compiute. Se vuole mettersi ulteriormente alla prova deve recarsi oltreoceano. La scelta, o meglio la volont\u00e0 di andare negli Stati Uniti d\u2019America, \u00e8 praticamente l\u2019unica opzione che gli rimane. Anche se ci sono regole capestro che frenano il passaggio nei club statunitensi di giocatori europei, in primis quelli che non hanno mai giocato nei college, Petrovi\u0107 alla fine trova il suo posto nel campionato NBA. Gioca la sua prima partita il 3 novembre del 1989. Il suo Portland s\u2019impone contro il Sacramento. Per Dra\u017een soltanto sette punti, cinque salti e un\u2019assistenza in 10 minuti di gioco. Il campione dalmata si ritrova ad affrontare una stagione dura, in cui spesso viene relegato in panchina. Il Portland a quei tempi \u00e8 una squadra fortissima; per di pi\u00f9 a giocare nello stesso ruolo del campione dalmata, ci sono cestisti di spicco come Terry Porter e Clyde Drexler. Petrovi\u0107 pertanto si ritrova con pochi minuti a disposizione per dimostrare le sue qualit\u00e0, in primo luogo quelli finali. L\u2019allenatore Rick Adelman semplicemente non gli concede spazio a sufficienza.<br \/>\nIn questa prima stagione il campione dalmata arriva con il Portland a vincere la West Conference e a essere il primo europeo a disputare la finale per il titolo (persa poi contro il Detroit 1-4). Nulla cambia nemmeno all\u2019inizio della stagione successiva.<br \/>\nPur militando in una squadra vincente, Dra\u017een vuole a tutti i costi giocare, scendere in campo, per cui riesce a passare il 23 gennaio del 1991 in un altro club, il New Jersey Nets.<br \/>\nTirando le somme, il campione dalmata, alla fine con il Portland ha giocato 77 partite e segnato 583 punti con una media di 7,6 canestri a partita. Troppo pochi per lui. Nel frattempo con la Jugoslavia vince nel 1990 il Campionato del mondo in Argentina.<br \/>\nNell\u2019ultimo scorcio di stagione nel 1991 con il New Jersey Nets, Dra\u017een riesce finalmente a imporsi, a mostrare tutte le sue doti. All\u2019epoca questa squadra \u00e8 una delle pi\u00f9 deboli. Ormai da un decennio \u00e8 assente dai play off. Alla fine della stagione il giocatore sebenzano si ritrova ad aver collezionato 62 partite e 623 punti, con una media di presenze in campo di 16,6 minuti a partita e 10,2 canestri a ogni incontro. Grazie al giocatore dalmata per\u00f2 il New Jersey Nets risorge.<br \/>\nNella stagione 1991\/92 Dra\u017een Petrovi\u0107 disputa 82 incontri con una media di 20,6 punti a partita. Alla fine della stagione con il New Jersey Nets gioca finalmente pure nei play off. Questa volta Dra\u017een viene proclamato miglior giocatore della stagione. Fa ancora meglio nella stagione 1992\/93. Gioca 70 partite mettendo a segno in media 22,3 punti. Per\u00f2 quello che conta, \u00e8 che si ritrova a essere il miglior marcatore del New Jersey Nets e viene inserito nella terza squadra dell\u2019NBA. In questa stagione stabilisce il proprio record nell\u2019NBA con ben 44 punti segnati contro lo Houston il 24 gennaio.<br \/>\nNel frattempo nel 1992 scende in campo con la maglia della nazionale croata ai Giochi olimpici di Barcellona. La squadra arriva in finale, ma perde contro il Dream Team americano.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>La nazionale croata<\/strong><\/span><br \/>\nLa sua carriera nell\u2019NBA \u00e8 in piena ascesa, ma Petrovi\u0107 comunque non perde occasione per giocare il pi\u00f9 possibile per la sua nazionale, quella della Croazia. Non manca all\u2019appuntamento nemmeno nel giugno del 1993 quando in Germania si svolgono i Campionato europei. Per arrivare alla fase finale per\u00f2 bisogna superare le qualificazioni a Breslavia in Polonia. Dra\u017een \u00e8 reduce da un lieve infortunio al piede, ma nonostante ci\u00f2 vuole partecipare al torneo. Gioca come sempre ad altissimi livelli. Nelle sei partite disputate mette a segno 168 punti ossia 33,6 in media. Alla fine viene proclamato miglior giocatore del torneo, miglior marcatore e miglior assistente. Un trionfo. Nell\u2019ultima partita contro la Slovenia il 6 giugno del 1993 segna il suo ultimo canestro, un tiro libero: alla fine i punti sono 30; supera cos\u00ec quota mille canestri segnati per la nazionale.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>La triste notizia<\/strong><\/span><br \/>\nPoche ore dopo arriva la triste notizia. In un incidente stradale, sull\u2019autostrada nei pressi di Denkendorf in Baviera, muore Dra\u017een Petrovi\u0107. Sono le 17.20 del 7 giugno del 1993. Dra\u017een non \u00e8 alla guida della Golf coinvolta nell\u2019incidente, ma muore sul colpo. Ha appena 29 anni. La sua carriera \u00e8 in piena ascesa pure nel fortissimo campionato dell\u2019NBA. Il mondo del basket perde un campionissimo, il cui nome \u00e8 destinato a rimanere impresso a caratteri cubitali nella storia di questa disciplina.<br \/>\nDopo la sua prematura scomparsa riceve tantissimi riconoscimenti. La sua squadra, il New Jersey Nets, archivia la maglia con il numero tre l\u201911 novembre 1993. Si tratta appena della quarta maglia archiviata da questa societ\u00e0.<br \/>\nGi\u00e0 in precedenza nel 1992 il campionissimo dalmata ha vinto il premio Franjo Bu\u010dar come miglior sportivo. Poi lo stesso premio, dedicato alla carriera, gli viene conferito nel 2002. Nello stesso 2002 entra nella Hall of fame, la \u201ccasa\u201d dei migliori cestisti al mondo.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Statua e museo a Sebenico<\/strong><\/span><br \/>\nNel 2006 \u00e8 stato aperto a Zagabria il museo a lui dedicato accanto al Palazzetto dello sport che porta il suo nome.<br \/>\nNel 2011, il 22 ottobre, il giorno del suo compleanno, accanto al Palasport di Sebenico, il Baldekin, \u00e8 stata eretta una statua in suo ricordo. Lo stesso giorno \u00e8 stato aperto pure un museo a Sebenico nella sua casa natale nel quartiere di Buale. Ai Campionati europei del 2013 \u00e8 stato proclamato miglior cestista europeo di tutti i tempi. (4 e continua)<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/history-of-kk-sibenik-part-4\/'>History of KK \u0160ibenik, part 4<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 361.34 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/history-of-kk-sibenik-part-4\/?wpdmdl=694&refresh=6a32bd015d18b1781710081\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 6 aprile 2019.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dra\u017een Petrovi\u0107 \u00e8 senza ombra di dubbio il miglior cestista di tutti i tempi nato<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1137,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[],"class_list":["post-533","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-kk-sibenik"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/533","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=533"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/533\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1718,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/533\/revisions\/1718"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1137"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=533"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=533"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=533"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}