{"id":546,"date":"2020-09-05T16:23:49","date_gmt":"2020-09-05T16:23:49","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2020\/09\/05\/i-dalmati-alle-olimpiadi-londinesi\/"},"modified":"2023-11-25T08:45:29","modified_gmt":"2023-11-25T07:45:29","slug":"i-dalmati-alle-olimpiadi-londinesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2020\/09\/05\/i-dalmati-alle-olimpiadi-londinesi\/","title":{"rendered":"I dalmati alle Olimpiadi londinesi"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"background-color: inherit;\">Il sogno di ogni atleta \u00e8 di partecipare alla Olimpiadi. Un sogno che non viene mai meno e che soltanto pochi alla fine riescono a realizzare. Quest\u2019estate si doveva svolgere la 23.esima edizione delle Olimpiadi, quella di Tokyo, dal 24 luglio al 9 agosto. Per\u00f2 per le note vicende sanitarie i Giochi sono stati rinviati all\u2019estate del 2021. Per tanti atleti che si erano qualificati per quest\u2019edizione e per quelli che cercavano di agguantare la norma il sogno \u00e8 svanito per un attimo in attesa di tempi migliori. Per alcuni sar\u00e0 tutto da rifare. Nel corso degli anni sono stati tanti gli atleti della Dalmazia e in primo luogo di Spalato che hanno coronato il proprio sogno olimpico. Storie di atleti famosi e di quelli di sport minori di cui si sono perse presto le tracce. Sono diverse centinaia gli atleti spalatini, ovvero nati nel capoluogo dalmata o militanti nelle squadre cittadine nel periodo in cui si svolgevano i Giochi, che hanno partecipato alle Olimpiadi. Ecco le loro storie.<\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>1948. \u00c8 la volta di Londra<\/strong><\/span><br \/>\nDopo il 1936 e i Giochi svoltisi a Berlino cominciarono a soffiare venti di guerra. Due Olimpiadi furono cancellate. Dapprima quella del 1940 in programma a Tokyo e poi spostata a Helsinki. E dopo ci fu la cancellazione di Londra 1944. Per\u00f2 alla fine la capitale del Regno Unito fu premiata con i Giochi olimpici del 1948.<br \/>\nPer gli spalatini arrivarono medaglie e parecchie partecipazioni a varie competizioni.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Calcio, medaglia d\u2019argento<\/strong><\/span><br \/>\nLa nazionale di calcio della Jugoslavia arriv\u00f2 a Londra a conquistare la sua prima medaglia. Fu un argento frutto di due vittorie, contro il Lussemburgo per 6-1 e contro il Regno Unito per 3-1. Alla fine la compagine jugoslava si arrese contro la Svezia per 3-1. Membri della rosa furono pure i dalmati Bo\u017eo Broketa, Frane Mato\u0161i\u0107, Bernard Vukas e Ratko Kacijan.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il campionissimo Frane Mato\u0161i\u0107<\/strong><\/span><br \/>\nFrane Mato\u0161i\u0107 fu una della maggiori leggende nella storia dell\u2019Hajduk. Tuttora resta il numero uno in quanto a presenze e reti segnate: complessivamente 739 presenze e 729 reti. Queste sono di sicuro cifre che ancora a lungo rimarranno inattaccabili.<br \/>\nNato a Spalato il 25 novembre 1918, il suo primo vero contatto con il pallone lo ebbe a 9 anni subito nell\u2019Hajduk. Ad allenarlo per primo fu il leggendario Luka Kaliterna. Ebbe una carriera fulminante nelle giovanili cosicch\u00e9 esord\u00ec nella prima squadra nel 1934 ad appena 16 anni contro lo Slavija di Sarajevo. Arrivare alla prima squadra fu un successo enorme se pensiamo che all\u2019epoca erano insostituibili (e le sostituzioni non erano ancora state \u201cinventate\u201d) Leo Leme\u0161i\u0107 e Vladimir Kragi\u0107. Che Mato\u0161i\u0107 fosse predestinato a una grande carriera, Luka Kaliterna, che nel frattempo aveva assunto le redini della prima squadra, lo cap\u00ec subito e dal modulo con due attaccanti pass\u00f2 a quello a tre punte spostando sulle ali gli attaccanti in auge fino a quel momento e promuovendo Mato\u0161i\u0107 al ruolo di centravanti unico. Parecchi furono i successi personali e quelli conseguiti con l\u2019Hajduk. Nella stagione 1940\/41 vinse il campionato della Croazia, bissando il successo nel 1946, quando fu pure miglior marcatore con 13 reti. Seguirono gli scudetti nei campionati della Jugoslavia del 1950, del 1952 e del 1954\/55. Nella stagione 1948\/49 fu il capocannoniere del campionato con 16 reti. Con l\u2019Hajduk gioc\u00f2 fino al 1956 quando chiuse la carriera a 38 anni. Trascorse soltanto due anni lontano da Spalato militando nel BSK di Belgrado e nel Bologna.<br \/>\nFinita la carriera di calciatore per quasi due anni fu amministratore nell\u2019Hajduk; nel gennaio del 1957 divent\u00f2 allenatore e mantenne questo incarico fino al giugno del 1958. Ritorn\u00f2 alla guida della squadra insieme con Ozren Nedoklan nella stagione 1964\/65. Nel 1957 fu allenatore della nazionale jugoslava e l\u2019anno successivo di quella juniores. Per un breve periodo fu allenatore in Tunisia.<br \/>\nNella nazionale jugoslava Mato\u0161i\u0107 esord\u00ec l\u20198 maggio 1938 a Bucarest contro la Romania decidendo la partita con una rete. Seguirono altre otto presenze prima della Seconda guerra mondiale e sette dopo il conflitto. Segn\u00f2 in totale sei reti in nazionale di cui pure quella decisiva nell\u2019ultima partita disputata, il 9 maggio 1953, contro la Grecia a Belgrado. Partecip\u00f2 con la nazionale alle Olimpiadi del 1948 dove conquist\u00f2 l\u2019argento.<br \/>\nDa segnalare che fece parte della squadra dell\u2019Hajduk nella prima partita disputata il 7 maggio 1944 a Lissa (Vis). Fu un classico centravanti e mise a segno una marea di reti. Precisissimo ai calci di rigore, fu ottimo pure nei calci di punizione, ma segn\u00f2 pure parecchie reti calciando da fuori dell\u2019area di rigore.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Bo\u017eo Broketa, leggenda ragusea<\/strong><\/span><br \/>\nBo\u017eo Broketa \u00e8 stato uno dei migliori giocatori di tutti i tempi nativi di Ragusa (Dubrovnik). Nacque il 24 dicembre del 1922 nella citt\u00e0 di San Biagio, dove inizi\u00f2 la carriera calcistica nel locale GO\u0160K. L\u2019inizio della carriera fu condizionato dallo scoppio della Seconda guerra mondiale. Tra il 1942 e 1945 milit\u00f2 nell\u2019Uskok di Zagabria, squadra di secondo livello del Campionato croato.<br \/>\nFinita la guerra, nel 1945 ritorn\u00f2 in Dalmazia, nelle file dell\u2019Hajduk. Vi rimase per ben undici anni, fino al 1956. Fu un ottimo terzino sinistro. Fu noto per la grande tenacia e l\u2019ottima capacit\u00e0 di bloccare gli attaccanti avversari. Per l\u2019Hajduk collezion\u00f2 ben 493 presenze, segnando, stranamente per un difensore, ben 70 reti! Rimarr\u00e0 nella storia dell\u2019Hajduk per la famosa rete segnata nel 1950 nell\u2019ultima giornata di Campionato contro la Crvena Zvezda di Belgrado. Quella rete, messa a segno in zona Cesarini, decise il Campionato e port\u00f2 lo scudetto a Spalato. Cos\u00ec l\u2019Hajduk divenne di nuovo campione dopo ben 21 anni e Broketa fu considerato un vero eroe. Dopo arrivarono altri due scudetti nel 1952 e 1954\/55. Nel suo \u201ccarnet\u201d pure il Campionato croato e la qualificazione per quello jugoslavo del 1946.<br \/>\nNell\u2019estate del 1956 si trasfer\u00ec nelle file dell\u2019Ajax di Amsterdam, ma ben presto ritorn\u00f2 nel Paese natio, fermandosi a Zagabria, dove gioc\u00f2 per il Lokomotiva e infine torn\u00f2 in Dalmazia dove milit\u00f2 nelle file della sua prima squadra, il GO\u0160K di Ragusa.<br \/>\nIn nazionale fu meno fortunato. Collezion\u00f2 soltanto tre presenze tra il 1947 e 1948. I pi\u00f9 grandi successi arrivarono \u201cdalla panchina\u201d. Infatti fu nella rosa della Jugoslavia che nel 1948 a Londra conquist\u00f2 la medaglia d\u2019argento alle Olimpiadi. Fu pure ai Mondiali del 1950, rigorosamente in panchina senza presenze in campo.<br \/>\nFinita la carriera di giocatore, divent\u00f2 allenatore, prima del GO\u0160K e poi di altre due squadre dell\u2019area ragusea, il Dubrovnik e lo Slaven Gruda. Dopo una lunga malattia mor\u00ec nella sua Ragusa il 26 luglio 1985.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Ratko Kacijan, grande attaccante<\/strong><\/span><br \/>\nRatko Kacijan fu un attaccante di grande vedute. Grande atleta, gioc\u00f2 come centravanti e ala destra, ma fu pure un ottimo organizzatore di gioco, dotato di un grande tiro dalla distanza. Nato a Zara il 17 gennaio 1917 fu nazionale sia della Jugoslavia che della Croazia.<br \/>\nInizi\u00f2 la carriera di calciatore nel 1931 nel Primorac di Zaravecchia (Biograd na moru). Per\u00f2 ben presto la sua famiglia si trasfer\u00ec a Sebenico, dove cominci\u00f2 a giocare per i locali dell\u2019Osvit. Vi rimase per soli due anni. Ormai la sua carriera di grande attaccante era segnata come pure il destino di trasferirsi e giocare in parecchie squadre.<br \/>\nNell\u2019estate del 1936 venne notato dagli zagabresi dell\u2019HA\u0160K. A Zagabria rimase per tre stagioni e conquist\u00f2 lo scudetto del 1938. Nell\u2019estate del 1939 ritorn\u00f2 in Dalmazia, dove milit\u00f2 nell\u2019Hajduk di Spalato. Rimase pure qui ben poco, per sole due stagioni, per un totale di 41 partite: segn\u00f2 per\u00f2 addirittura 54 reti! Riusc\u00ec a vincere anche lo scudetto della Croazia del 1940\/41. Durante la Seconda guerra mondiale, dal 1941 al 1945, fu membro dell\u2019HA\u0160K. Pi\u00f9 per motivi pratici che per altre ragioni, visto che tutto il calcio giocato sia a livello di campionato che a quello di nazionale era concentrato in quel periodo a Zagabria. Finita la guerra decise di rimanere a Zagabria. Siccome l\u2019HA\u0160K, per decisione politica dovette \u201cchiudere\u201d, buona parte del giocatori \u2013 e cos\u00ec pure Kocijan \u2013 pass\u00f2 alla neofondata Dinamo di Zagabria, nata dalla fusione dello Sparta e dello Zet e molto ben vista dalla dirigenza dell\u2019epoca. Vi rimase per quattro stagioni, fino all\u2019estate del 1949 quando pass\u00f2 al Milicionar, sempre di Zagabria, dove fu parallelamente pure allenatore. Con la Dinamo vinse pure lo scudetto del 1948.<br \/>\nPer la nazionale croata gioc\u00f2 10 partite e segn\u00f2 una rete. Per la nazionale jugoslava invece collezion\u00f2 solamente una presenza. Per\u00f2 nel 1948 fu nella rosa della nazionale che partecip\u00f2 alle Olimpiadi di Londra dove vinse la medaglia d\u2019argento.<br \/>\nNell\u2019inverno del 1949 di punto in bianco le sue azioni di gioco, la sua grande inventiva, diminuirono drasticamente. Poco dopo gli fu diagnosticata una disfunzione cardiaca e subito fu ricoverato all\u2019ospedale zagabrese di Rebro. Vi rimase in cura per quattro mesi e mor\u00ec il 18 giugno 1949 a soli 32 anni.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il flop dei pallanotisti<\/strong><\/span><br \/>\nLa nazionale di pallanuoto all\u2019epoca delle Olimpiadi londinesi era per buona parte composta da dalmati. Nella rosa c\u2019erano Veljko Baka\u0161un, Marko Brajnovi\u0107, Ivo Giovanelli, \u017deljko Radi\u0107, Bo\u017eo Grkini\u0107 e Ivo \u0160takula. Dei sei, tre tornarono a Helsinki, ma per il solo Ivo Giovanelli fu un ritorno alle Olimpiadi.<br \/>\nNato nel 1919 Giovanelli ebbe una carriera fulminante e lunghissima per quei tempi. Il suo primo grande amore per lo sport si manifest\u00f2 verso il mondo del calcio. Cominci\u00f2 giovanissimo ad allenarsi all\u2019Hajduk. Sotto la guida di Luka Kaliterna e con l\u2019amico, il leggendario bomber Frane Mato\u0161i\u0107, pass\u00f2 qualche anno a rincorrere il pallone. Per fortuna della pallanuoto Giovanelli cap\u00ec ben presto che in acqua poteva dare di pi\u00f9. Nel 1932 arriv\u00f2 il suo debutto con la Jadran, quando ancora giocava a calcio. Nel 1935 ci fu il suo debutto nella nazionale juniores che a Maribor conquist\u00f2 il secondo posto. Gi\u00e0 sul finire del 1935 era diventato titolare della squadra seniores. Cos\u00ec affronto la sua stagione d\u2019oro, il 1936. In quell\u2019anno, coronato da ottime giocate per la sua Jadran che si laure\u00f2 campione nazionale, Giovanelli svolse un ruolo importante. Grazie a queste buona partite ricevette l\u2019insperato invito a partecipare ai Giochi olimpici del 1936 a Berlino. Fu il pi\u00f9 giovane nazionale visto che aveva appena 17 anni. Per arrivare al debutto dovette per\u00f2 aspettare ancora due anni. Infatti la sua prima partita per la nazionale seniores la pot\u00e9 disputare appena nel 1938: si tratt\u00f2 di un incontro amichevole a Bled tra Italia e Jugoslavia, finito 1-1. Fino al 1940 riusc\u00ec a giocare in totale in sei partite. Nel 1940 partecip\u00f2 pure alla prima partita della nazionale della Croazia, quella contro l\u2019Ungheria. Per\u00f2 il suo periodo d\u2019oro doveva appena venire.<br \/>\nFinito il secondo conflitto mondiale, Giovanelli fu titolare della nazionale della Jugoslavia per la quale gioc\u00f2 fino al 1950 registrando ancora 19 presenze e sei reti. Portando cos\u00ec il totale di presenze a quota 25. Partecip\u00f2 ai Giochi olimpici del 1948 a Londra. Nelle file della sua Jadran gioc\u00f2 per ben 20 anni raccogliendo oltre 300 presenze. Concluse la carriera agonistica nel 1954, ma rimase sempre legato alla pallanuoto e alla Jadran. Ricopr\u00ec diversi incarichi tra cui pure quello di presidente del club.<br \/>\nNegli anni tenne un atteggiamento molto polemico nei confronti dei cambiamenti delle regole della pallanuoto. Note le sue prese di posizione, in primo luogo sull\u2019abolizione di due regole fondamentali di questo gioco: l\u2019espulsione dopo il terzo fallo e il contatto tra difensori e attaccanti dove \u00e8 lecito il fallo degli attaccanti per ottenere migliori posizioni in attacco.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Due i tritoni dalmati<\/strong><\/span><br \/>\nNel nuoto parteciparono alle Olimpiadi londinesi due dalmati, Ivan Puhar e Vanja Ili\u0107. Puhar anche se nato a Volosca nel 1920, gran parte della sua carriera la trscorse a Spalato. Alle Olimpiadi partecip\u00f2 a tre gare. Nel 400m stile libero usc\u00ec nelle semifinali. Nei 1.500m stile libero si arrese subito nelle eliminatorie. Infine nella staffetta 4x200m stile libero si piazz\u00f2 al quinto posto. In questa staffetta gareggi\u00f2 pure Ili\u0107 che usc\u00ec pure di scena nelle eliminatorie nella gara dei 1.500m stile libero.<br \/>\nStraordinaria la presenza nel canottaggio, dove furono ben nove i rematori legati alla Dalmazia. Nel quattro senza uscirono di scena nei recuperi Petar Ozreti\u0107, Ivo Lipanovi\u0107, Mate Mojti\u0107 e Klement Alujevi\u0107, ovvero l\u2019equipaggio del Gusar di Spalato. Un team esperto visto che Mojti\u0107 era classe 1914, Ozreti\u0107 e Alujevi\u0107 del 1920 mentre Lipanovi\u0107 era il pi\u00f9 giovane, del 1928.<br \/>\nNel quattro con parteciparono alle gare tre rematori del Krka di Sebenico: Jakov Lubura, \u0160ime Bujas e Danijel Krn\u010devi\u0107 che uscirono nelle eliminatorie. Infine nella classe regina, nell\u2019otto con, a remare furono due sportivi legati a Spalato, ossia Branko Beci\u0107 di Sarajevo per\u00f2 a lungo nelle file del Gusar e Karlo Pavlenc, zagabrese di nascita, per\u00f2 per anni pure al Mornar di Spalato. Per loro un\u2019infelice uscita di scena nelle eliminatorie.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>La storia di Romeo Romanutti<\/strong><\/span><br \/>\nInfine \u00e8 doveroso sottolineare la storia di un altro spalatino, Romeo Romanutti. Nato a Spalato il 6 agosto del 1926 fu per un decennio nazionale italiano nella pallacanestro. Cominci\u00f2 a giocare nella Ginnastica Triestina di Trieste nel 1947 in Serie A. Dopo pass\u00f2 alla Lega Nazionale Trieste. Poi la svolta decisiva nella carriera con il passaggio alla Borletti Milano dove gioc\u00f2 dal 1950 al 1958. Seguirono due stagioni nella Ignis Varese. Infine chiuse la carriera a Vigevano. Fu per due volte il miglior marcatore della Serie A, nel 1949\/50 e nel 1955\/56, segnando rispettivamente 378 punti con la maglia della Lega Nazionale Trieste e 496 punti con la Borletti Milano, arrivando inoltre secondo (dietro al compagno di squadra Sergio Stefanini) nelle classifiche stagionali del 1951\/52, del 1952\/53 e del 1953\/54. Vinse sei scudetti.<br \/>\nIn Nazionale esord\u00ec il 9 gennaio 1948, in occasione della vittoria per 36-35 sulla nazionale francese. Complessivamente, Romanutti indoss\u00f2 51 volte la maglia della nazionale italiana, segnando 499 punti. Disput\u00f2 l\u2019ultima gara il 15 marzo 1958, contro la Francia, conclusasi per 68-59. Partecip\u00f2 alle Olimpiadi di Londra del 1948 (17.esimo posto) e all\u2019Europeo del 1951 (quinto posto), ma non ha pot\u00e9 disputare il torneo olimpico di Helsinki del 1952 per problemi lavorativi. Mor\u00ec il 31 dicembre del 2007\u00a0(2 e continua)<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/olympic-games-1948\/'>Olympic Games, 1948<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 245.96 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/olympic-games-1948\/?wpdmdl=715&refresh=6a6338911ad7c1784887441\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 5 settembre 2020.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sogno di ogni atleta \u00e8 di partecipare alla Olimpiadi. 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