{"id":547,"date":"2020-10-03T16:26:35","date_gmt":"2020-10-03T16:26:35","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2020\/10\/03\/pallanotisti-e-calciatori-che-furono-grandi-interpreti\/"},"modified":"2023-11-25T08:45:58","modified_gmt":"2023-11-25T07:45:58","slug":"pallanotisti-e-calciatori-che-furono-grandi-interpreti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2020\/10\/03\/pallanotisti-e-calciatori-che-furono-grandi-interpreti\/","title":{"rendered":"Pallanotisti e calciatori che furono grandi interpreti"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"background-color: inherit;\">Il sogno di ogni atleta \u00e8 di partecipare alla Olimpiadi. Un sogno che non svanisce mai e che in pochi alla fine riescono a realizzare. Quest\u2019estate si doveva svolgere le 23.esima edizione delle Olimpiadi, quella di Tokyo, dal 24 luglio al 9 agosto. Per\u00f2 per le note vicende sanitarie tutto \u00e8 stato rinviato all\u2019estate del 2021. Per tanti atleti che si erano qualificati per quest\u2019edizione e per quelli che cercavano di agguantare la norma, il sogno non \u00e8 svanito: la sua realizzazione \u00e8 stata soltanto rinviata. Per altri per\u00f2 tutto \u00e8 andato in frantumi, per cui sono costretti a ricominciare daccapo. Nel corso degli anni sono stati numerosi gli atleti della Dalmazia e in primo luogo di Spalato che hanno coronato il proprio sogno di partecipare ai Giochi. Si tratta di storie di atleti famosi e di quelli di sport minori di cui si sono perse presto le tracce. Sono diverse centinaia gli atleti spalatini, nati nel capoluogo dalmata o qui attivi nel periodo dello svolgimento delle Olimpiadi, che vi hanno partecipato. Ecco le loro storie.<\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>1952, Helsinki<\/strong><\/span><br \/>\nNel 1952 i Giochi olimpici approdarono in Finlandia. Gi\u00e0 nel 1940 Helsinki era stata scelta come sede delle Olimpiadi in sostituzione di Tokyo. Per\u00f2 con lo scoppio del secondo conflitto mondiale, la 12.edizione dei Giochi era stata definitivamente cancellata. Per gli spalatini in Finlandia arrivarono quattro medaglie di cui una d\u2019oro e tre d\u2019argento. Inoltre a comporre la delegazione furono oltre 20 atleti.<br \/>\nI calciatori di nuovo medaglia d\u2019argento<br \/>\nLa nazionale jugoslava di calcio ritorn\u00f2 agguerrita alle Olimpiadi e centr\u00f2 di nuovo la finale, ma fu nuovamente medaglia d\u2019argento. Il tutto ebbe inizio con un netto 10-1 contro l\u2019India nei preliminari. Negli ottavi di finale arriv\u00f2 la partita contro l\u2019Unione Sovietica. Il primo incontro fin\u00ec 5-5 dopo i supplementari. Non essendo previsti i calci di rigore, la partita fu ripetuta e vinta dalla Jugoslavia per 3-1. Nei quarti a cadere fu la Danimarca per 5-3 e poi in semifinale la Germania occidentale per 3-1. In finale per\u00f2 arriv\u00f2 ancora una volta una sconfitta. A prevalere fu la fortissima Ungheria guidata da Puskas che vinse per 2-0.<br \/>\nA difendere i colori della nazionale furono tra i dalmati Vladimir Beara, Slavko Lu\u0161tica, Bernard Vukas, Bo\u017eo Broketa (partecip\u00f2 pure nel 1948), Vladimir \u010con\u010d e Milorad Diski\u0107.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Vladimir Beara, il migliore<\/strong><\/span><br \/>\nSecondo alcuni criteri e guardando da vari punti di vista Vladimir Beara \u00e8 stato il miglior portiere del suo periodo e non solo. Nacque il 26 agosto 1928 nel paesino di Zelovo, vicino a Sinj. Fu un pilastro dell\u2019Hajduk e della nazionale jugoslava per la quale collezion\u00f2 60 presenze. Di queste ben 35 nel periodo in cui milit\u00f2 nelle file della compagine spalatina.<br \/>\nArriv\u00f2 nelle file dell\u2019Hajduk nell\u2019estate del 1946. Tutto successe quasi per caso. Infatti era un grande tifoso degli spalatini. Durante uno degli allenamenti ai quali regolarmente assisteva, fu notato da uno degli assistenti dell\u2019allenatore dell\u2019epoca, Jozo Mato\u0161i\u0107, che gli propose di andare tra i pali. Par\u00f2 l\u2019impossibile e gi\u00e0 il giorno dopo si aggreg\u00f2 agli juniores su espresso desiderio dell\u2019allenatore della prima squadra, Leo Leme\u0161i\u0107. Dopo un anno di attesa e di \u201dscuola\u201d, nell\u2019estate del 1947 Beara cominci\u00f2 a giocare nella prima squadra. Con gli spalatini conquist\u00f2 tre scudetti. Il primo arriv\u00f2 nel 1950; fecero seguito quelli del 1952 e del 1954\/55: questa fu anche la sua ultima stagione nell\u2019Hajduk prima di andare a Belgrado, tra le file della Crvena Zvezda. In totale collezion\u00f2 ben 308 presenze. A Belgrado conquist\u00f2 ancora quattro scudetti e due coppe nazionali. Da segnalare la stagione 1959\/60, quando fu proclamato miglior giocatore in Jugoslavia, la prima volta per un portiere. Dopo Belgrado and\u00f2 all\u2019estero dove milit\u00f2 nell\u2019Alemania, nell\u2019Aachen e nel Victoria K\u00f6ln.<br \/>\nDopo una gloriosa carriera da calciatore fece seguito quella da allenatore. Il patentino lo ricevette in Germania nella scuola di Seppe Herberger. L\u2019esordio lo ebbe nel Friburgo nella stagione 1964\/65. Seguirono due stagioni in Olanda prima di venire a Fiume dove si ferm\u00f2 per una stagione. Dopo una nuova esperienza olandese nella stagione 1970\/71 come secondo di Slavko Lu\u0161tica, conquist\u00f2 lo scudetto con l\u2019Hajduk dopo ben 16 anni. Dopo un lungo girovagare in piccole squadre come l\u2019Osijek, il Troglav Livno e un po\u2019 all\u2019estero, approd\u00f2 sulla panchina della nazionale del Camerun. Un po\u2019 a sorpresa conquist\u00f2 la Coppa d\u2019Africa e ricevette tutte le pi\u00f9 alte onorificenze del Paese. Ritornato in Jugoslavia non ebbe la fortuna di sedersi su panchine importanti e chiuse la carriera nel Bregalnica di \u0160tip, in Macedonia.<br \/>\nNella nazionale jugoslava esord\u00ec nel 1950 sostituendo all\u2019epoca l\u2019insostituibile Sr\u0111an Mrku\u0161i\u0107 e diventando a sua volta un perno della squadra, posizione che mantenne per ben nove anni. Partecip\u00f2 a tre Mondiali (1950, 1954 e 1958) e alle Olimpiadi del 1952 dove vinse la medaglia d\u2019argento. Registr\u00f2 nel 1953 pure una presenza nella nazionale dell\u2019Europa.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>La leggenda Bernard Vukas<\/strong><\/span><br \/>\nVukas \u00e8 oggi considerato una delle maggiori leggende nella storia calcistica dell\u2019Hajduk. Da molti era definito un vero artista del pallone. Nato a Zagabria il primo maggio 1927, fu un ottimo attaccante, nazionale jugoslavo, grande marcatore e ottimo nel dribbling. Inizi\u00f2 a giocare giovanissimo. Gi\u00e0 nel 1938 registriamo le sue prime partite. Nel 1940 lo not\u00f2 una delle migliori squadre dell\u2019epoca, il Concordia, che lo port\u00f2 nelle sue file. La Seconda guerra mondiale ferm\u00f2 il grande sviluppo calcistico di Vukas. Rimase praticamente inattivo durante il conflitto nonostante in Croazia si giocassero alcuni campionati; infatti le attivit\u00e0 a livello juniores erano quasi nulle. Finita la guerra, inizi\u00f2 a giocare dapprima per l\u2019Amater e poi per lo Zagreb (che non va confuso con l\u2019attuale squadra di Prima lega croata). Le pi\u00f9 forti squadre zagabresi dell\u2019epoca furono sciolte e la nuova costituita, la Dinamo, perse di vista il giovane talento. Non fu cos\u00ec per l\u2019Hajduk; i suoi dirigenti si precipitarono a Zagabria e d\u2019accordo con i genitori riuscirono a portare Vukas nelle file dell\u2019Hajduk gi\u00e0 nel 1947.<br \/>\nNelle file dalmate s\u2019impose subito al centro dell\u2019attenzione. Ben presto divent\u00f2 titolare inamovibile dell\u2019Hajduk. Per comprendere quanto fosse grande il suo talento, basti sapere che dopo un solo anno passato all\u2019Hajduk arriv\u00f2 la prima convocazione nella nazionale jugoslava! L\u2019esordio avvenne il 27 giugno 1948 a Belgrado contro l\u2019Albania, in una partita valida per la Coppa dei Balcani, che fini 0-0. In nazionale rimase fino al 18 maggio 1957 e la partita contro la Cecoslovacchia a Bratislava valida per la Coppa Gero, persa dalla Jugoslavia per 0-1.<br \/>\nNelle file dell\u2019Hajduk gioc\u00f2 in totale ben 615 partite segnando 300 reti! Con i dalmati vinse pure tre scudetti: nel 1950, nel 1952 e nel 1954\/55. In quest\u2019ultima stagione fu pure capocannoniere del Campionato jugoslavo con 20 reti.<br \/>\nPer la nazionale della Jugoslavia collezion\u00f2 59 presenze e 23 reti in nove anni. Prese parte a due Olimpiadi, del 1948 a Londra e del 1952 a Helsinki, quando con la nazionale vinse due medaglie d\u2019argento. Meno successo ai Campionati mondiali, ma pure due presenze, nel 1950 in Brasile e nel 1954 in Svizzera. Fu uno dei rari giocatori all\u2019epoca a collezionare due presenze per la nazionale dell\u2019Europa. La prima il 21 ottobre 1953 contro l\u2019Inghilterra e la seconda contro il Regno Unito il 10 agosto 1955. La seconda partita fin\u00ec 4-1 per l\u2019Europa e vide ben tre reti di Vukas!<br \/>\nLa storia del calcio jugoslavo ricorda Vukas come il primo giocatore professionista a recarsi a giocare all\u2019estero. Nell\u2019estate del 1957 pass\u00f2 in Serie A, nelle file del Bologna. Dopo due stagioni torn\u00f2 a Spalato per ulteriori tre anni. Nell\u2019estate del 1962 and\u00f2 in Austria. Dapprima gioc\u00f2 per il GAK di Graz e poi per l\u2019Austria di Klagenfurt e infine per il KSV di Kapfenberg. In totale rimase per cinque stagioni in Austria. Qui chiuse pure la sua carriera di giocatore. Per\u00f2 non potendo rimanere lontano dal mondo calcistico, divent\u00f2 tecnico prima e allenatore poi. Per un period\u00f2 allen\u00f2 l\u2019Hajduk e poi lo Zagreb. Oggi \u00e8 considerato uno dei migliori giocatori dell\u2019Hajduk, ma pure del calcio croato nel suo complesso. Al contrario di Franjo Mato\u0161i\u0107, gioc\u00f2 dopo la Seconda guerra mondiale per cui \u00e8 pi\u00f9 conosciuto dall\u2019opinione pubblica. Nel corso degli anni vinse tantissimi premi sportivi. Nel 2004 la Federcalcio croata lo proclam\u00f2 migliore giocatore del 20.esimo secolo, mentre dal Ve\u010dernji List ottenne il titolo di miglior sportivo del 20.esimo secolo. Gi\u00e0 prima la Federcalcio jugoslava lo aveva proclamato miglior giocatore della stagione 1952\/53. Nel 1956 fu proclamato migliore sportivo della Jugoslavia. Diversi i libri che lo ricordano. Mor\u00ec nel 1983 a Zagabria.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Slavko Lu\u0161tica, colonna dell\u2019Hajduk<\/strong><\/span><br \/>\nSlavko Lu\u0161tica nacque l\u201911 gennaio 1923 a Kumbor. Inizi\u00f2 la carriera calcistica nel 1934 nelle file dell\u2019Osvit di Sebenico. Il suo grande talento fu notato nel 1940 e cos\u00ec pass\u00f2 nelle schiere dell\u2019Hajduk di Spalato, l\u2019unica squadra di livello nazionale in Dalmazia. Ben presto fu lanciato in prima squadra e divenne una pedina insostituibile della formazione. Rimase a Spalato fino al 1956. In totale gioc\u00f2 ben 634 partite, segnando 86 reti. Il primo successo con gli spalatini lo conquist\u00f2 gi\u00e0 nella prima stagione, quella del 1940\/41, quando l\u2019Hajduk si laure\u00f2 campione della Croazia, bissando il successo nel 1946, quando il Campionato croato era valido come qualificazione al Campionato Jugoslavo. Poi seguirono gli scudetti nei Campionati jugoslavi del 1950, del 1952 e del 1954\/55.<br \/>\nInsostituibile, come rilevato, tra le file dell\u2019Hajduk, non fu troppo benvoluto in nazionale. L\u2019esordio arriv\u00f2 il 23 agosto 1950 a Oslo contro la Norvegia. L\u2019ultima presenza, la terza, la collezion\u00f2 il 2 novembre 1952 a Belgrado contro l\u2019Egitto. Vinse la medaglia d\u2019argento nel 1952 a Helsinki.<br \/>\nFinita la carriera di calciatore, divenne un allenatore di successo. Inizi\u00f2 la nuova carriera a Sebenico dove dal 1960 al 1965 guid\u00f2 il locale \u0160ibenik conseguendo ottimi risultati. Dopo due anni passati allo Zadar, ritorn\u00f2 a Sebenico Nell\u2019estate del 1969 arriv\u00f2 la tanto attesa chiamata dall\u2019Hajduk. Rimase a Spalato fino all\u2019estate del 1972 e fu un grande successo. Fu memorabile la stagione 1970\/71 quando sotto la sua guida l\u2019Hajduk vinse lo scudetto dopo ben 16 anni di assenza dal vertice nazionale. In quegli anni fu molto noto per la sua grande capacit\u00e0 di dialogo con i giocatori e la dirigenza. Furono anni molto tranquilli, contrassegnati da grandi successi. Finita l\u2019avventura spalatina, si trasfer\u00ec a Lubiana dove allen\u00f2 l\u2019Olimpija dal 1973 al 1976.<br \/>\nOrmai stufo della carriera di allenatore, ritorn\u00f2 a Spalato nelle vesti di dirigente in primo luogo dell\u2019associazione degli allenatori prima e delle squadre giovanili dell\u2019Hajduk dopo, fino al ritiro nel 1986.<br \/>\nPer un breve periodo di soli 18 giorni fu selezionatore della nazionale jugoslava. Si ritir\u00f2 per problemi di salute, senza dirigere nemmeno una partita. Mor\u00ec a Spalato nel 1992.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Pallanotisti d\u2019argento<\/strong><\/span><br \/>\nPer la pallanuoto le Olimpiadi di Helsinki segnarono un salto di categoria. Dopo il nono posto di Londra, arriv\u00f2 la medaglia d\u2019argento. Della squadra facevano parte gli spalatini Veljko Baka\u0161un, Marko Brajnovi\u0107, Lovro Radoni\u0107, Ivo \u0160takula e Bo\u017eidar Vuksanovi\u0107. Nelle eliminatorie vinsero contro l\u2019Australia 10-2. Poi nel gruppo di qualificazione, nette vittorie contro Argentina e Svezia. Si soffr\u00ec soltanto contro l\u2019Olanda, partita poi vinta per 2-1. Nel gruppo delle semifinali si part\u00ec con i pareggi contro Unione Sovietica 3-3 e Ungheria 2-2. Alla fine nuova vittoria contro l\u2019Olanda per 2-1, che permise di entrare nel girone finale. E in quest\u2019ultimo gruppo s\u2019inizi\u00f2 con il pareggio contro l\u2019Ungheria per 2-2. Seguirono poi due vittorie, contro gli Stati Uniti d\u2019America per 4-1 e contro l\u2019Italia per 3-1. La nazionale jugoslava conquist\u00f2 cinque punti come l\u2019Ungheria e perse l\u2019oro per la differenza reti!<br \/>\nPer Veljko Baka\u0161un l\u2019appuntamento di Helsinki fu un ritorno alle Olimpiadi. Classe 1920, membro della Jadran, vinse dopo Helsinki due medaglie agli Europei, nel 1950 un bronzo e nel 1954 un argento. Molti simile la storia di Marko Brajnovi\u0107, pure classe 1920 e giocatore della Jadran. Due Olimpiadi, ma soltanto il bronzo agli Europei del 1950.<br \/>\nLovro Radoni\u0107, nato a Curzola (Kor\u010dula) nel 1925, gioc\u00f2 per il locale KPK e per il Mornar di Spalato. Partecip\u00f2 a tre Olimpiadi: 1952 (argento), 1956 (argento) e 1960 (quarto posto). Per lui pure tre Europei: 1950 (bronzo), 1954 (argento) e 1958 (argento). Infine la medaglia d\u2019oro ai Giochi del Mediterraneo di Beirut nel 1959.<br \/>\nIvo \u0160takula, nato nel 1923 a Ragusa (Dubrovnik), cominci\u00f2 a giocare nello Jug per poi passare al Mornar di Spalato. Chiuse la carriera nel Melbourne Waterpolo. Per lui ben tre Olimpiadi, 1948, 1952 e 1956 (argento) e due Europei, nel 1950 un bronzo e nel 1954 un argento.<br \/>\nInfine Bo\u017eidar Vuksanovi\u0107. Nato a Cattaro nel 1928, gioc\u00f2 alle Olimpiadi nel periodo in cui militava nelle file del Mornar di Spalato. Ritorn\u00f2 a Melbourne dove vinse un argento. Pure per lui due medaglie agli Europei. Gioc\u00f2 poi nella Jadran di Castelnuovo (Herceg Novi) e nella Crvena Zvezda di Belgrado.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Canottaggio d\u2019oro<\/strong><\/span><br \/>\nNutrita la delegazione spalatina nel canottaggio. I dalmati conquistarono la medaglia d\u2019oro nel quattro senza. A remare furono Duje Bona\u010di\u0107, Velimir Valenta, Mate Trojanovi\u0107 e Petar \u0160egvi\u0107. Tutti e quattro erano membri del Gusar di Spalato. E per tutti questo fu il pi\u00f9 grande successo della carriera. A partecipare ai Giochi fu pure l\u2019imbarcazione dell\u2019otto senza uscita di scena nelle semifinali. Era composto dai rematori del Mornar di Spalato. A remare a Helsinki furono in nove: Branko Bela\u010di\u0107, Stanko Despot, Karlo Pavlenc, Dragutin Husjak, Ladislav Mateti\u0107, Boris Beljak, Vojko \u0160eravi\u0107, Vladimir Horvat e Zdenko Bego. Presente pure la riserva Filip Kozuli\u0107.<br \/>\nNella vela furono tre gli spalatini: Karlo Bauman e le riserve Tito Bara\u010d e Ante Bui. Karlo Bauman nacque a Zelenika in Montenegro nel 1914. Difese i colori dello Split, dello Jugole Grakali\u0107 (Castelnuovo\/Heceg Novi), del Labud (Spalato) e del Galeb (Fiume). Dopo il 19.esimo posto nella classe finn, a Helsinki si piazz\u00f2 al 23.esimo posto. Tito Bara\u010d fu riserva a Helsinki. Classe 1930, spalatino, gareggi\u00f2 nelle schiere del Labud e del Mornar. E infine Ante Bui, classe 1921, gareggi\u00f2 per tutta la carriera per il Labud di Spalato.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Discreti i nuotatori<\/strong><\/span><br \/>\nDue i nuotatori a Helsinki. Boris \u0160kanata, nato a Teodo (Tivat) nel 1927, fu a lungo membro del Mornar di Spalato. Alle Olimpiadi centr\u00f2 la finale nei 100m dorso e si piazz\u00f2 al settimo posto. Due anni prima aveva vinto la medaglia di bronzo agli Europei di Vienna, del 1950.<br \/>\nMeno fortunato Nikola Trojanovi\u0107. Nato a Ragusa (Dubrovnik) nel 1928, inizi\u00f2 a gareggiare nello Jug per poi venire al Mornar di Spalato. Le Olimpiadi finlandesi furono l\u2019apice della sua carriera. Partecip\u00f2 alla gara nei 200m rana e si piazz\u00f2 al 14.esimo posto.<br \/>\nNell\u2019atletica, come membro del Mornar di Spalato, a Helsinki gareggi\u00f2 Andrija Otenheimer. Nato a Vinkovci nel 1926, difese i colori prima per della locale Sloga e poi del Partizan di Belgrado. Per lui un argento nella staffetta 4x400m ai Giochi del Mediterraneo del 1951. A Helsinki gareggi\u00f2 nei 1.500m, per\u00f2 usc\u00ec subito nelle eliminatorie.\u00a0(3 e continua)<\/p>\n<p><strong style=\"background-color: inherit;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<br \/>\n<\/strong><div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/olympic-games-1952\/'>Olympic Games, 1952<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 238.87 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/olympic-games-1952\/?wpdmdl=716&refresh=6a61efe70e4b01784803303\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 3 ottobre 2020.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sogno di ogni atleta \u00e8 di partecipare alla Olimpiadi. 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