{"id":548,"date":"2020-11-07T17:28:56","date_gmt":"2020-11-07T17:28:56","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2020\/11\/07\/calciatori-condannati-ad-arrivare-secondi\/"},"modified":"2023-11-25T08:46:28","modified_gmt":"2023-11-25T07:46:28","slug":"calciatori-condannati-ad-arrivare-secondi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2020\/11\/07\/calciatori-condannati-ad-arrivare-secondi\/","title":{"rendered":"Calciatori &#8220;condannati&#8221; ad arrivare secondi"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"background-color: inherit;\">Il sogno di ogni atleta \u00e8 di partecipare alla Olimpiadi. Un sogno che dura nel tempo e che pochi alla fine riescono a realizzare. Quest\u2019estate si doveva svolgere le 23.esima edizione delle Olimpiadi, quella di Tokyo, dal 24 luglio al 9 agosto. Per\u00f2 per le note vicende sanitarie tutto \u00e8 stato rinviato all\u2019estate del 2021. Per tanti atleti che si erano qualificati per quest\u2019edizione e per quelli che cercavano di agguantare la norma il sogno \u00e8 per il momento sfumato. Per alcuni \u00e8 tutto da rifare per poter aspirare a partecipare ai Giochi. Negli anni sono stati tanti gli atleti della Dalmazia e in primo luogo di Spalato che hanno coronato il proprio sogno di gareggiare alle Olimpiadi. Si sono succedute storie di atleti famosi, ma anche di quelli di sport minori di cui si sono perse presto le tracce, ma che vale la pena ricordare. Sono stati diverse centinaia gli atleti spalatini, nati nel capoluogo dalmata o affiliati a squadre locali nel periodo delle Olimpiadi, che hanno preso parte ai Giochi. Ecco le loro storie.<\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>1956, Melbourne<\/strong><\/span><br \/>\nLa XVI edizione dei Giochi olimpici si \u00e8 svolta per la prima volta in Australia in inverno. Infatti le Olimpiadi di Melbourne si sono svolte dal 22 novembre all\u20198 dicembre del 1956. La scelta della sede era stata motivata dall\u2019esigenza di universalizzare il pi\u00f9 possibile le Olimpiadi che, invece, fino a quel momento erano state organizzate sempre in Europa e solamente in due occasioni, negli Stati Uniti.<br \/>\nQuelle australiane furono delle Olimpiadi atipiche anche per il fatto che si svolsero in due continenti. Infatti le gare di equitazione ebbero luogo in Svezia. Non pochi furono i problemi logistici, per cui ci fu un numero minore di partecipanti rispetto al solito. Alcuni Stati, come la Svizzera, i Paesi Bassi e la Spagna, boicottarono i Giochi in segno di protesta contro l\u2019Unione Sovietica, mentre Egitto, Iraq e Libano non inviarono i loro atleti a causa delle tensioni attorno al canale di Suez. Infatti il numero delle Nazioni presenti a Melbourne fu inferiore a quello registrato a Helsinki, anche se il numero delle competizioni fu ampliato passando da 149 a 153.<br \/>\nCi fu pure un netto calo di presenze di sportivi dalmati e spalatini in primis. Gareggiarono infatti soltanto nove atleti. Nonostante la scarsa presenza numerica arrivarono due importanti medaglie. Due argenti dal calcio e dalla pallanuoto.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Calcio, ennesimo argento<\/strong><\/span><br \/>\nLa nazionale di calcio jugoslava ormai sembrava essersi abbonata all\u2019argento. Come a Londra nel 1948 e a Helsinki nel 1952, pure a Melbourne la nazionale arriv\u00f2 in finale, ma non riusc\u00ec a vincerla.<br \/>\nS\u2019inizi\u00f2 con la gara dei quarti di finale. Il primo avversario fu la modesta nazionale degli Stati Uniti. Fin\u00ec con un netto 9-1. And\u00f2 segno pure lo spalatino d\u2019adozione Zlatko Papec. In semifinale un sorteggio fortunato: si affront\u00f2 l\u2019India. Fin\u00ec 4-1 con una doppietta di Papec. Si arriv\u00f2 cos\u00ec alla finale contro l\u2019Unione Sovietica. E dopo aver perso gi\u00e0 la finale contro la Svezia nel 1948 e contro Ungheria nel 1952, pure in Australia arriv\u00f2 un\u2019altra bruciante sconfitta. Decisiva fu una rete all\u2019inizio della ripresa. Tra gli undici titolari, due spalatini, Zlatko Papec e Nikola Radovi\u0107, mentre Jo\u0161ko Vido\u0161evi\u0107 rimase in panchina.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Zlatko Papec, eroe mancato<\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019anno d\u2019oro per Papec fu proprio il 1956. Nato a Zagabria nel 1934, tent\u00f2 di compiere i primi passi nel mondo del calcio nel 1948 nella Dinamo di Zagabria, ma trov\u00f2 le porte sbarrate. Pass\u00f2 cos\u00ec alla Lokomotiva. Qui a soli 17 anni divenne titolare della squadra seniores e a 19 anni fu gi\u00e0 in nazionale. Nella Lokomotiva rimase fino al 1956, quando inizi\u00f2 quella che potremmo definire la sua seconda vita in Dalmazia. Infatti venne ingaggiato dall\u2019Hajduk, su raccomandazione dall\u2019amico zagabrese, Bernard Vukas, con il quale a lungo fece coppia in attacco. Rimase a Spalato per otto anni. Per i dalmati gioc\u00f2 ben 366 gare segnando 167 reti. Fu un vero attaccante, un po\u2019 ala, ma in primis centravanti.<br \/>\nDopo, nel 1964, pass\u00f2 in Germania, al Freiburg, dove rimase per quattro anni. Nel finale di carriera milit\u00f2 ancora nelle file del Rijeka e dello Junak di Sinj.<br \/>\nEbbe vita difficile in nazionale. Dovette fare i conti con un\u2019agguerrita concorrenza. Non fu baciato dalla Dea fortuna, per cui poche furono le sue presenze. Infatti tra il 1953 e 1956 collezion\u00f2 soltanto sei presenze (quattro da giocatore dell\u2019Hajduk) e quattro reti. Fu nella rosa della Jugoslavia ai Mondiali del 1954 e a quella delle Olimpiadi del 1956. E proprio quelle Olimpiadi furono il suo apice. Infatti fu titolare. Segn\u00f2 nelle prime due partite. And\u00f2 a segno pure nella finale, per\u00f2 la sua rete fu annullata per un contestato fuorigioco. Alla fine inanell\u00f2 tre reti. Soltanto Veselinovi\u0107 fece meglio di lui con quattro reti.<br \/>\nFinita la carriera di calciatore rimase legato al mondo del calcio come allenatore. In primo luogo si dedic\u00f2 ad allenare i giovani. Tante future stelle passarono per la sua scuola. Per ben 10 anni fu istruttore calcistico per la citt\u00e0 di Spalato. Negli anni \u201880 allen\u00f2 per un po\u2019 pure gli seniores, tra cui quelli del Maribor e dello Split. Una volta arrivato a Spalato nel 1956 praticamente non si mosse pi\u00f9 dalla Dalmazia. Qui rimase tutta la vita, si spos\u00f2 e i tifosi lo accolsero come un vero spalatino. Mor\u00ec pure a Spalato il 3 febbraio del 2013.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Nikola Radovi\u0107, difensore jolly<\/strong><\/span><br \/>\nNikola Radovi\u0107, classe 1933, nacque a Nik\u0161i\u0107 in Montenegro. Si fece notare nel Budu\u0107nost di Podgorica dove presto divenne difensore titolare. Trascorse un breve periodo a Belgrado dove gioc\u00f2 per il BSK. Nel 1954 arriv\u00f2 a Spalato. All\u2019Hajduk rimase cinque anni. Fu un quinquennio molto florido. Collezion\u00f2 213 presenze segnando, ben 21 reti, molte per un difensore. Qui vinse pure lo scudetto nella stagione 1954\/55. Fu modesta la sua carriera in nazionale. In totale tre presenze e una rete, il tutto nel 1956 come giocatore spalatino. E sempre in quell\u2019anno partecip\u00f2 alle Olimpiadi. Qui fu titolare al contrario dei Mondiali del 1958 in Svezia, nel corso dei quali non scese mai in campo.<br \/>\nIl suo passaggio a Spalato nel 1954 fece molto scalpore. Non \u00e8 un mistero che arriv\u00f2 in Dalmazia attirato dai soldi. Oggi \u00e8 un classico, ma non all\u2019epoca. Infatti fu firmato una specie di contratto per l\u2019ingaggio. Spesa 200.000 dinari e due vestiti. Inoltre all\u2019inizio fu ospitato all\u2019albergo Slavija. La sua parentesi all\u2019Hajduk fu sfortunata. Infatti all\u2019inizio del 1959 fu vittima di un terribile incidente stradale, con gravi ferite. Fin\u00ec pure in coma. Visto che era stato lui a causare l\u2019incidente fin\u00ec pure in carcere per tre mesi. Alla fine l\u2019Hajduk lo cacci\u00f2 per cui fu costretto a tornare al Budu\u0107nost di Podgorica. Poi fu allenatore in patria e all\u2019estero. Mor\u00ec nel 1991 a Kosovska Mitrovica.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Jo\u0161ko Vido\u0161evi\u0107, il vizio del gol<\/strong><\/span><br \/>\nJo\u0161ko Vido\u0161evi\u0107 nacque nel 1935 a Spalato. Trascorse quasi tutta la carriera all\u2019Hajduk. Inizi\u00f2 giovanissimo. I primi passi li fece nel 1950 e gi\u00e0 nel 1952 ci fu debutto in prima squadra. Rimase all\u2019Hajduk fino al 1964! Vinse lo scudetto nella stagione 1954\/55. In totale registr\u00f2 349 presenze e 228 reti. Fu un classico centrocampista, con un ottimo fiuto per il gol. Dopo l\u2019Hajduk gioc\u00f2 per mezza stagione nello Split prima di chiudere la carriera nel Lugano.<br \/>\nModeste le sue presenze in nazionale. Collezion\u00f2 tre presenze per la Jugoslavia, tutte nel 1955. Per\u00f2 disput\u00f2 pure l\u2019unica partita internazionale della Croazia nel 1956.<br \/>\nFece parte della nazionale della Jugoslavia nel 1956 alle Olimpiadi di Melbourne, dove vinse la medaglia d\u2019argento.<br \/>\nFinita la carriera agonistica per malattia a Lugano, torn\u00f2 a Spalato e al suo Hajduk. Qui per tanti anni fece parte della dirigenza. Per un breve periodo nel 1986 fu pure presidente. Insieme a Fabian Kaliterna, Petar Bonetti e Janko Rodin fu uno dei pochi giocatori dell\u2019Hajduk che riuscirono poi a diventare presidenti del club. Mor\u00ec prematuramente il 20 agosto del 1990 nella sua Spalato a soli 55 anni.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Pallanotisti d\u2019argento<\/strong><\/span><br \/>\nPer i pallanotisti arriv\u00f2 ancora un argento. Il torneo fu di livello modesto: vide la partecipazione di sole 10 nazionali. Il tutto ebbe inizio con le eliminatorie. La Jugoslavia si ritrov\u00f2 in un girone di ferro con l\u2019Unione Sovietica; vinse la partita d\u2019esordio per 3-2. Poi arriv\u00f2 la netta vittoria contro l\u2019Australia per 9-1 e quella molto sofferta contro la Romania per 3-2.<br \/>\nVincendo il girone nelle eliminatorie pass\u00f2 a disputare le finali dove gioc\u00f2 contro altri quattro avversari. Arriv\u00f2 innanzitutto il successo contro gli Stati Uniti d\u2019America per 5-1 e poi il pareggio contro la Germania unificata per 2-2. Segu\u00ec la vittoria contro l\u2019Italia per 2-1. Si giunse cos\u00ec all\u2019ultima partita che sembrava essere una classica finale. Per di pi\u00f9 una replica contro l\u2019Ungheria con la quale la nazionale jugoslava aveva perso l\u2019oro a Helsinki. E pure qui la nazionale dovette arrendersi. Fini 2-1 per gli ungheresi. Della nazionale fecero parte ben cinque spalatini: Ivica Cipci, Tomislav Franjkovi\u0107, Lovro Radoni\u0107, Ivo \u0160takula e Bo\u017eidar Vuksanovi\u0107.<br \/>\nIvica Cipci, classe 1933 fu un giocatore della Jadran di Spalato. Quello di Melbourne fu il primo grande torneo a cui partecip\u00f2 e dove ottenne la prima medaglia. Torn\u00f2 alle Olimpiadi del 1960 (quarto posto), ma partecip\u00f2 pure agli Europei del 1958 (medaglia d\u2019argento) e ai Giochi del Mediterraneo del 1959 (oro).<br \/>\nTomislav Franjkovi\u0107, nato a Curzola nel 1931, gioc\u00f2 per la locale KPK e per il Mornar di Spalato. Prima di Melbourne partecip\u00f2 agli Europei del 1954 a Torino dove vinse un altro argento.<br \/>\nPer Lovro Radoni\u0107, Ivo \u0160takula e Bo\u017eidar Vuksanovi\u0107 fu un ritorno alle Olimpiadi e un argento bis. Tutti come membri del Mornar di Spalato.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Perica Vla\u0161i\u0107, stella del canottaggio<\/strong><\/span><br \/>\nInfine nel canottaggio da registrare la presenza di Perica Vla\u0161i\u0107. Nato il 2 giugno del 1932 a Vallegrande (Vela Luka) inizi\u00f2 la sua carriera nel locale O\u0161jak nel quattro senza. S\u2019impose ai Campionati nazionali croati in tutte le categorie giovanili fino ai seniores. Nel 1950 inizi\u00f2 a gareggiare nel singolo e questa fu la sua fortuna. Finito il servizio militare, su volont\u00e0 di Luka Marasovi\u0107 si trasfer\u00ec a Spalato, nel Mornar, dove subito nel 1953 si laure\u00f2 campione croato e in via ufficiosa campione della Jugoslavia. Cominci\u00f2 cos\u00ec a far parte della nazionale e a partecipare agli Europei ed ad altre manifestazioni internazionali.<br \/>\nPartecip\u00f2 a due Olimpiadi. Al suo debutto nel 1956 a Melbourne nel singolo registr\u00f2 subito una vittoria nelle eliminatorie. Si dovette arrendere poi nelle semifinali dove si piazz\u00f2 terzo. Nella classifica finale registr\u00f2 un onorevole sesto posto.<br \/>\nRitorn\u00f2 alle Olimpiadi nel 1960 a Roma, per\u00f2 questa volta nel due di coppia. Qui rem\u00f2 con Jo\u017ea Lovec. Tutto ebbe inizio con un terzo posto nelle batterie. I due rematori tornarono alla carica nella seconda serie dei recuperi per\u00f2 finirono di nuovo al terzo posto. Alla fine si piazzarono all\u201911.esimo posto.<br \/>\nAnd\u00f2 decisamente pass\u00f2 meglio agli Europei. Nel 1953 a Copenaghen Perica Vla\u0161i\u0107 gareggi\u00f2 nel singolo e vinse la medaglia d\u2019oro. Torn\u00f2 nel 1955 a Gent dove nel due di coppia (con Nikola Lu\u010din) vinse la medaglia di bronzo.<br \/>\nInfine da segnalare i ben otto titoli nazionali conquistati. Nel 1953 fu eletto miglior sportivo dalle Sportske novosti e nel 1995 ottenne la massima onorificenza croata per lo sport, Franjo Bu\u010dar. Mor\u00ec il 12 agosto del 2004 nella sua Vela Luka (Vallegrande).\u00a0(4 e continua)<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/olympic-games-1956\/'>Olympic Games, 1956<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 243.01 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/olympic-games-1956\/?wpdmdl=717&refresh=6a6350ba362cc1784893626\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 7 novembre 2020.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sogno di ogni atleta \u00e8 di partecipare alla Olimpiadi. 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