{"id":550,"date":"2021-01-02T17:34:08","date_gmt":"2021-01-02T17:34:08","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2021\/01\/02\/a-citta-del-messico-dalmati-sugli-scudi\/"},"modified":"2023-11-25T08:48:00","modified_gmt":"2023-11-25T07:48:00","slug":"a-citta-del-messico-dalmati-sugli-scudi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2021\/01\/02\/a-citta-del-messico-dalmati-sugli-scudi\/","title":{"rendered":"A citta&#8217; del Messico dalmati sugli scudi"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"background-color: inherit;\">Il sogno di ogni atleta \u00e8 di partecipare alla Olimpiadi. Un sogno che dura nel tempo e che pochi alla fine riescono realmente a realizzare. Quest\u2019estate si doveva svolgere le 23.esima edizione delle Olimpiadi, quella di Tokyo, dal 24 luglio al 9 agosto. Per\u00f2 per le note vicende sanitarie i Giochi sono stati rinviati all\u2019estate del 2021. Per tanti atleti che si erano qualificati per quest\u2019edizione e per quelli che cercavano di agguantare la norma la realizzazione del sogno \u00e8 stata rinviata. Per certi il sogno pure \u00e8 svanito e sono costretti a ricominciare tutto dall\u2019inizio. Nel corso degli anni sono stati numerosi gli atleti della Dalmazia e in primo luogo di Spalato che hanno coronato il sogno di partecipare ai Giochi olimpici. Le loro storie sono molteplici: da un lato abbiamo parecchi atleti famosi e dall\u2019altro quelli di sport minori di cui si sono perse presto le tracce. Sono diverse centinaia gli atleti spalatini, nati nel capoluogo dalmata o militanti nelle squadre regionali al momento delle Olimpiadi, che hanno preso parte ai Giochi. Ecco le loro storie.<\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>1964, Tokyo<\/strong><\/span><br \/>\nNel 1964 le Olimpiadi di nuovo \u201cuscirono\u201d dall\u2019Europa. Fu la volta di Tokyo. Per la capitale nipponica fu la seconda assegnazione di un\u2019Olimpiade dopo quella del 1940: per\u00f2 quella volta i Giochi non si svolsero a causa dell\u2019inizio della Seconda guerra mondiale. Quelle del 1964 furono le prime Olimpiadi che si tennero sul suolo asiatico. Per i&#8230; colori dalmati quest\u2019edizione dei Giochi fu nel segno delle \u201cvacche magre\u201d. Infatti arriv\u00f2 soltanto la medaglia d\u2019argento nella pallanuoto. Per il resto solamente modesti risultati.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Pallanuoto d\u2019argento<\/strong><\/span><br \/>\nPer i pallanotisti, dopo la delusione romana, arriv\u00f2 comunque una nuova medaglia. Di nuovo un argento come a Melbourne. Nel gruppo C della prima fase fu tutto abbastanza semplice. Prima una vittoria stentata contro gli Stati Uniti per 2-1. Poi due successi netti contro i Paesi Bassi per 7-2 e contro il Brasile per 8-0. Primo posto nel gruppo e passaggio alle semifinali. Qui arriv\u00f2 una facile vittoria contro il Belgio per 6-2 e poi la finale&#8230; prima della finale, quella contro l\u2019Ungheria che fin\u00ec in parit\u00e0 4-4! Si giunse cos\u00ec al girone finale. Dopo il pareggio con l\u2019Ungheria ci fu una vittoria sofferta contro l\u2019Unione Sovietica per 2-0 con ben tre periodi su quattro finiti 0-0! Infine arriv\u00f2 la partita decisiva con l\u2019Italia. Fin all\u2019inizio era chiaro che per vincere bisognava avere una differenza reti quanto maggiore rispetto agli ungheresi. L\u2019Italia per\u00f2 venne sconfitta soltanto per 2-1, mentre l\u2019Ungheria vinse contro l\u2019Unione Sovietica per 5-2 e conquist\u00f2 la medaglia d\u2019oro!<br \/>\nA difendere i colori\u2026 dalmati furono tre giocatori: Antun Nardelli, Vinko Rosi\u0107 e Ivo Trumbi\u0107. Per Nardelli questa fu la seconda Olimpiade. Dopo la delusione di Roma con il modesto quarto posto, arriv\u00f2 finalmente una medaglia, quella d\u2019argento. Per il giocatore della Jadran di Spalato fu l\u2019ultimo grande successo della carriera dopo essersi distinto agli Europei di Lipsia (argento) del 1962 e dopo l\u2019oro conquistato ai Giochi del Mediterraneo di Beirut 1959 e l\u2019argento ottenuto nel 1963 a Napoli. A Beirut inoltre vinse pure due medaglie nel nuoto! Un argento nella staffetta 4x200m stile libero e un bronzo nella 4x100m misti. Nardelli nacque nel 1937 a Spalato mor\u00ec nel 1995 a Zagabria. In suo onore la Federnuoto ha istituito un trofeo che si assegna ogni anno alla societ\u00e0 che si \u00e8 distinta di pi\u00f9 nel settore giovanile.<br \/>\nQuella di Tokio fu per Vinko Rosi\u0107, nato nel 1941 a Spalato, l\u2019unica Olimpiade alla quale partecip\u00f2. Il giocatore del Mornar di Spalato \u00e8 passato alla storia per aver vinto due medaglie agli Europei: un argento nel 1962 a Lipsia e un bronzo nel 1966 a Ultrecht. Infine un argento a Napoli nel 1963 e un oro a Tunisi nel 1967 ai Giochi del Mediterraneo. Mor\u00ec nel 2006 a Lissa (Vis).<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Trumbi\u0107, il migliore al mondo<\/strong><\/span><br \/>\nIvo Trumbi\u0107 nacque nel 1935 a Spalato: fu un giocatore delle Jadran. Partecip\u00f2 a due Olimpiadi. Dopo l\u2019argento a Melbourne vinse l\u2019oro a Citt\u00e0 del Messico. Per il resto due medaglie agli Europei e due ai Giochi del Mediterraneo come Rosi\u0107. Nel 1968 fu proclamato dalla Federazione mondiale, la FINA, miglior giocatore del mondo! Infine nel 2005 \u00e8 stato inserito nella Casa dei pallanotisti pi\u00f9 forti nella storia. Fu pure un allenatore di successo. Dapprima dal 1966 al 1969 come allenatore\/giocatore della Mladost di Zagabria vinse due campionati della Jugoslavia e tre titoli Europei! Poi sotto la sua guida l\u2019Olympiakos s\u2019impose nel Campionato greco. In seguito dal 1974 al 1980 fu selezionatore della nazionale dei Paesi Bassi. Con la nazionale olandese alle Olimpiadi del 1976 vinse la medaglia di bronzo! Infine a Mosca nel 1980 fin\u00ec sesto. Tornato in patria, allen\u00f2 lo Jug di Ragusa (Dubrovnik) con il quale vinse Campionato e Coppa nel 1981 e nel 1982. Poi guid\u00f2 la nazionale jugoslava ai Mondiali del 1982 e quella greca agli Europei del 1985. Pass\u00f2 al Pescara e nel 1986 vinse la Coppa d\u2019Italia e poi nel 1987 tutto il possibile, Campionato e Coppa d\u2019Italia, Coppa dei campioni e Supercoppa europea. Un caso rarissimo il suo. Infine, tornato in Olanda, guid\u00f2 la nazionale alle Olimpiadi del 1992 piazzandosi all\u2019ottavo posto.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Atletica leggera e nuoto<\/strong><\/span><br \/>\nNell\u2019atletica ritorn\u00f2 \u0110ani Kova\u010d. Questa volta l\u2019atleta dell\u2019ASK di Spalato partecip\u00f2 ai 400m a ostacoli e usc\u00ec subito nelle eliminatorie.<br \/>\nDue i nuotatori. Il pi\u00f9 famoso fu Veljko Rogo\u0161i\u0107 di Castel Vitturi (Ka\u0161tel Luk\u0161i\u0107), classe 1941. A Roma partecip\u00f2 alle gare in cinque discipline senza successo. A Tokyo ritent\u00f2 per\u00f2 in solo due discipline, di nuovo senza risultati di rilievo. Nei 1500 metri stile libero usc\u00ec nelle eliminatorie. Stesso risultato nei 400 metri misti.<br \/>\nPer il nuotatore della Jadran le medaglie arrivarono soltanto ai Giochi del Mediterraneo. Ne vinse due a Napoli nel 1963: l\u2019argento nei 400 metri stile libero e il bronzo nei 1500 metri stile libero. Nel 1971 a Smirne vinse un bronzo nel 4&#215;200 metri stile libero. Decisamente lui era migliore sulle lunghe distanze: qui arrivarono i pi\u00f9 grandi successi a livello internazionale. Vinse cos\u00ec nel 1971 la Capri-Napoli. Nel 2004 fece la traversata della Manica. Mor\u00ec nel 2012 a Spalato.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Otto rematori, scarsi risultati<\/strong><\/span><br \/>\nSlavko Janju\u0161evi\u0107 e Zdenko Bala\u0161, partecipano ai Giochi nel due con, per\u00f2 uscirono gi\u00e0 nelle eliminatorie. Zdenko Bala\u0161, Lucijan Kleva, Pavao Marti\u0107, Vjekoslav Skalak e Jadran Barut parteciparono alla gara dell\u2019otto con dove conquistarono la medaglia\u2026 di legno. Il famigerato quarto posto. Per loro fu un\u2019Olimpiade tutta in salita. Inizi\u00f2 con un quarto posto (su cinque imbarcazioni) nelle batterie. And\u00f2 meglio nei recuperi. Arrivarono cos\u00ec a partecipare alla finale per le Olimpiadi. Qui rimasero dietro alla barca della Cecoslovacchia per due secondi e finirono quarti. Da notare pure la presenza a Tokyo di Frane Kazija che fu riserva nell\u2019otto con. Tutti i rematori erano membri della Mornar di Spalato.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>1968, Citt\u00e0 del Messico<\/strong><\/span><br \/>\nAl contrario di Tokyo in terra messicana gli atleti dalmati si fecero notare molto di pi\u00f9 portando in casa ben quattro medaglie. E ci furono anche personaggi destinati a fare epoca nel mondo dello sport, come \u0110ur\u0111ica Bjedov.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>\u0110ur\u0111ica Bjedov, nuova eroina<\/strong><\/span><br \/>\nFu dal nuoto che arrivarono ben due medaglie, assolutamente speciali. A vincerle fu la stella emergente, \u0110ur\u0111ica Bjedov. Nata nel 1947 a Spalato la Bjedov fu nuotatrice del PO\u0160K prima e del Mornar poi. Mentre militava in quest\u2019ultimo club, vinse le due medaglie olimpiche. Inizi\u00f2 a nuotare nel 1962. Arriv\u00f2 in Messico senza grandi speranze. Per\u00f2 si fece notare subito. Inizi\u00f2 nelle batterie dei 100 metri rana vincendo la propria serie con il nuovo record olimpico! Nelle semifinali bad\u00f2 a risparmiare energie e fin\u00ec seconda; con il quinto posto complessivo si qualific\u00f2 alle finali. E qui, in una gara davvero speciale s\u2019impose con un ulteriore record olimpico. Vinse di un decimo davanti a una delle favorite, la sovietica Galina Prozumen\u0161\u010dikova. Dopo quattro giorni di pausa partecip\u00f2 ai 200 metri rana. Fin\u00ec terza nella propria serie e solo settima nell\u2019insieme. Si riscatt\u00f2 in finale e sal\u00ec di nuovo sul podio. Questa volta conquist\u00f2 la medaglia d\u2019argento, fermandosi a un secondo dalla statunitense Sharon Wichman che stabil\u00ec il nuoto record olimpico. Complessivamente difese i colori della nazionale della Jugoslavia per 46 volte. Partecip\u00f2 agli Europei del 1966 a Ultrecht e a quelli del 1970 a Barcellona. Per ben 35 volte vinse il titolo nazionale battendo addirittura 19 volte il record nazionale.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Pallanotisti d\u2019oro<\/strong><\/span><br \/>\nGuidata dal fortissimo Ivo Trumbi\u0107, miglior giocatore del 1968 secondo la FINA, la nazionale della Jugoslavia vinse l\u2019oro a Citt\u00e0 del Messico. Nella fase preliminare con un girone a otto, la Jugoslavia fin\u00ec al secondo posto dietro all\u2019Italia. E perse infatti soltanto contro gli italiani per 5-4. Per il resto un pareggio con la Germania dell\u2019Est 4-4. Infine cinque vittorie; nell\u2019ordine: Egitto 13-2, Messico 9-0, Paesi Bassi 7-4, Grecia 11-1 e Giappone 17-2.<br \/>\nIn semifinale arriv\u00f2 la rivincita per il passo falso di Tokyo. A cadere fu l\u2019Ungheria per 8-6. Si giunse cos\u00ec alla finale contro l\u2019Unione sovietica. La partita si concluse ai tempi supplementari per 13-11! La rete, che si rivel\u00f2 alle fine decisiva, fu di Uro\u0161 Marovi\u0107.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Con la Dalmazia nel cuore<\/strong><\/span><br \/>\nOltre a Trumbi\u0107 proprio Uro\u0161 Marovi\u0107 ebbe un ruolo importante nel successo in terra messicana. Uro\u0161 Marovi\u0107, nato a Belgrado, trascorse quasi tutta la sua vita in Dalmazia. Inizi\u00f2 a gareggiare nel PO\u0160K ovvero nel nuoto. Per\u00f2 ben presto pass\u00f2 nelle file della Jadran e fece quella che doveva rivelarsi la scelta vincente: il \u201ctuffo\u201d nella pallanuoto. Difese i colori della Jadran dal 1963 a 1966 prima di passare al Partizan di Belgrado dove nell\u2019arco di dodici anni vinse ben undici titoli nazionali. Per\u00f2 la Dalmazia rimase sempre nel suo cuore e nel 1978 torn\u00f2 nella regione e divenne membro del KPK di Curzola (Kor\u010dula). E giusto in tempo per garantire un successo incredibile a questa piccola societ\u00e0. Infatti con i curzolani nel 1978 vinse praticamente tutto: la Coppa nazionale, la Coppa delle coppe europea e arriv\u00f2 secondo nel Campionato nazionale.<br \/>\nPer la nazionale seniores gioc\u00f2 dal 1966 al 1978. Dopo le Olimpiadi messicane partecip\u00f2 pure a quelle del 1972 e del 1976. Conquist\u00f2 la medaglia di bronzo ai Mondiali del 1973 di Belgrado. Due bronzi agli Europei: a Barcellona nel 1970 e a Vienna nel 1974. Due ori ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi del 1967 e di Smirne del 1971 e infine un argento ad Algeri nel 1975.<br \/>\nDa rilevare che nella rosa figurava un giovanissimo Ratko Rudi\u0107, appena ventenne. Per\u00f2 il suo tempo doveva appena venire, sia come giocatore e soprattutto come allenatore!<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Cestisti d\u2019argento<\/strong><\/span><br \/>\nPer la settima volta di fila il torneo fu vinto dagli statunitensi che in finale sconfissero la forte nazionale della Jugoslavia. Per la Jugoslavia nella prima fase a gironi nel gruppo A sei vittorie e solo una sconfitta, proprio contro gli Stati Uniti. Poi in semifinale vittoria di misura contro l\u2019Unione Sovietica per 63-62. Infine la finale senza storia, persa per 62-50.<br \/>\nA vincere l\u2019argento furono pure i dalmati Petar Skansi e Damir \u0160olman.<br \/>\nPer Skansi questa fu l\u2019unica Olimpiade. Nato nel 1943 a San Martino di Brazza (Sumartin) sull\u2019isola di Brazza (Bra\u010d), gioc\u00f2 dapprima per la Jugoplastika di Spalato e poi per la Maxmobil. Conquist\u00f2 pure l\u2019argento ai Mondiali di Montevideo del 1967 e l\u2019oro nel 1970 a Lubiana. Argento agli Europei del 1965 di Mosca. Infine un oro ai Giochi del Mediterraneo del 1967. Nel 1991 fu inserito dalla FIBA nella lista dei 50 giocatori pi\u00f9 importanti della storia!<br \/>\nConquist\u00f2 con la Jugoplastika il titolo nel 1971 e la Coppa nel 1972 e nel 1974. Ben pi\u00f9 ricca la sua bacheca come allenatore. Vinse scudetto e Coppa nel 1977 con la squadra spalatina. In ambito internazionale vinse pure la Coppa Kora\u0107 nel 1976 e nel 1977. Con la squadra del Treviso s\u2019impose nel Campionato italiano nel 1992 e conquist\u00f2 la Coppa nazionale nel 1993. Vince la Supercoppa italiana con la Fortitudo Bologna nel 1998. Inoltre con la V.L. Pesaro vinse la Coppa delle Coppe nel 1983. Guid\u00f2 pure la nazionale croata dal 1992 al 1997 conquistando alle Olimpiadi di Barcellona del 1992 una storico argento! Prima nel 1977 era diventato viceselezionatore della nazionale guidata da Aleksandar Nikoli\u0107, vincendo nel 1978 il titolo di campione del mondo. Poi da selezionare nel 1979 conquist\u00f2 la medaglia di bronzo agli Europei. Con Skansi in nazionale milit\u00f2 pure Damir \u0160olman che poi conquist\u00f2 altre due medaglie.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Far\u010di\u0107 si fece notare<\/strong><\/span><br \/>\nNell\u2019atletica leggera Nedjeljko Far\u010di\u0107, classe 1941 di Vallegrande (Vela Luka), ottenne un ottimo nono posto nei 10.000 metri. Partecip\u00f2 pure alla maratona per\u00f2 dovette rinunciare prima del traguardo. Fu membro dell\u2019ASK di Spalato.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Mate Parlov agli inizi<\/strong><\/span><br \/>\nInfine nel pugilato da registrare due presenze. Petar Milo\u0161, nato nel 1941 a Drni\u0161, gareggi\u00f2 nella categoria dei pesi massimi. Usc\u00ec di scena subito negli ottavi di finale contro il bulgaro Pandov per 3-2. La categoria fu poi vinta da una futura leggenda di questo sport, George Foreman.<br \/>\nIn Messico giunse pure un giovanissimo Mate Parlov. Appena ventenne (nato a Spalato nel 1948) partecip\u00f2 ai Giochi nella categoria dei pesi medi. Part\u00ec benissimo battendo nei sedicesimi di finale il marocchino Ahodous per 5-0. Poi negli ottavi s\u2019impose per 4-1 contro l\u2019olandese Van Ispelen. Nei quarti l\u2019avversario fu l\u2019inglese Finnegan: Parlov perse per 5-0! Finnegan poi vinse l\u2019oro. Per\u00f2 per Parlov i successi e non soltanto quelli olimpici erano appena dietro l\u2019angolo!<br \/>\n(6 e continua)<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/olympic-games-1964-1968\/'>Olympic Games, 1964-1968<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 277.11 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/olympic-games-1964-1968\/?wpdmdl=719&refresh=6a61f103b07dc1784803587\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 2 gennaio 2021.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sogno di ogni atleta \u00e8 di partecipare alla Olimpiadi. 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