{"id":551,"date":"2021-02-06T17:37:43","date_gmt":"2021-02-06T17:37:43","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2021\/02\/06\/mate-parlov-mattatore-a-monaco-di-baviera\/"},"modified":"2023-11-25T08:48:32","modified_gmt":"2023-11-25T07:48:32","slug":"mate-parlov-mattatore-a-monaco-di-baviera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2021\/02\/06\/mate-parlov-mattatore-a-monaco-di-baviera\/","title":{"rendered":"Mate Parlov mattatore a Monaco di Baviera"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"background-color: inherit;\">Il sogno d\u2019ogni atleta \u00e8 di partecipare alla Olimpiadi. Un sogno che non sbiadisce mai e che in pochi alla fine riescono a realizzare. L\u2019estate scorsa avrebbe dovuto svolgere le 23.esima edizione delle Olimpiadi, quella di Tokyo, dal 24 luglio al 9 agosto. Per\u00f2 per le note vicende sanitarie tutto \u00e8 stato rinviato alla prossima estate. Per tanti atleti che si erano qualificati per l\u2019edizione 2020 e per quelli che cercavano di agguantare la norma il sogno \u00e8 stato rinviato. Per certi pure \u00e8 svanito, per cui \u00e8 necessario iniziare tutto daccapo. Nel corso dei decenni sono stati tanti gli atleti della Dalmazia e in primo luogo di Spalato che hanno coronato il proprio sogno di partecipare ai Giochi olimpici. Si \u00e8 trattato spesso di atleti famosi, ma tante altre volte di appassionati di sport minori di cui si sono perse presto le traccie. Sono diverse centinaia gli atleti spalatini, nati nel capoluogo dalmata o militanti in squadre cittadine al momento delle Olimpiadi, che hanno avuto l\u2019onore di partecipare ai Giochi. Ecco le loro storie.<\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>1972, Monaco di Baviera<\/strong><\/span><br \/>\nLa XX edizione dei Giochi olimpici estivi si tenne a Monaco di Baviera nell\u2019allora Germania occidentale. Dopo i grandi successi e le medaglie di Citt\u00e0 del Messico City le Olimpiadi tedesche trascorsero quasi in sordina per i dalmati. Alla fine nel \u201cpalmares\u201d arrivarono due medaglie importanti, ossia due ori. E per il resto tanti piazzamenti di scarso rilievo.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Pallamano d\u2019oro<\/strong><\/span><br \/>\nUn po\u2019 a sorpresa i pallamanisti conquistarono l\u2019oro. Per la pallamano fu un ritorno olimpico dopo il 1936. L\u2019avventura inizi\u00f2 con tre vittorie nel gruppo di qualificazione. A cadere furono il Giappone (20-14), gli Stati Uniti d\u2019America (25-15) e infine l\u2019Ungheria (18-16). Si arriv\u00f2 cos\u00ec al girone di semifinale. Dapprima furono sconfitti i padroni di casa della Germania Ovest per 24-15 e poi di misura fu battuta la Romania per 14-13. La nazionale jugoslava si piazz\u00f2 quindi in finale, un traguardo all\u2019inizio insperato, e s\u2019impose senza soverchi problemi sulla Cecoslovacchia per 21-16.<br \/>\nA difendere i colori della Jugoslavia ci fu pure Albin Vidovi\u0107. Nato a Zagabria l\u201911 febbraio del 1943 fu un grande pallamanista. Trascorse quasi tutta la sua carriera a Bjelovar, nello \u017deljezni\u010dar, e poi milit\u00f2 per 14 anni nel Partizan. Quello che lo lega alla Dalmazia \u00e8 il periodo nel quale prest\u00f2 il sevizio di leva. In quel periodo gioc\u00f2 dapprima per lo Split e poi per lo Jugovinil di Castel Abbadessa (Ka\u0161tel Gomilica). Ricchissimo il suo palmares. A livello internazionale oltre all\u2019Olimpiade tedesca vinse pure la medaglia d\u2019oro ai Mondiali in Cecoslovacchia del 1964 e ai Giochi del Mediterraneo del 1967 a Tunisi. Chiuse la sua carriera in nazionale agli Europei in Germania nel 1973 con un altro oro, segnando ai padroni di casa ben 14 reti nella finalissima. In totale in nazionale collezion\u00f2 44 presenze e 48 reti. Inoltre con la squadra di Bjelovar vinse cinque scudetti e tre coppe nazionali. Mor\u00ec nel 2018.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>L\u2019ascesa di Mate Parlov<\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019altra medaglia e per di pi\u00f9 d\u2019oro arriv\u00f2 da uno spalatino che per\u00f2 aveva cercato fortuna lontano dalla sua citt\u00e0 natale. Si trattava di Mate Parlov. Pochi si ricordano che il grande pugile nacque proprio nel capoluogo dalmata; i pi\u00f9 lo collegano alla citt\u00e0 nella quale visse pi\u00f9 a lungo e dove mor\u00ec, ossia Pola.<br \/>\nParlov nacque Spalato il 16 novembre del 1948. Rimase nel capoluogo dalmata soltanto fino ai dodici anni di et\u00e0, quando la famiglia si trasfer\u00ec a Pola. E proprio qui nel 1964 scopr\u00ec il mondo del pugilato. Nel novembre del 1964 entr\u00f2 nella palestra della societ\u00e0 locale, il club pugilistico polese BK Pula. Fu molto fortunato perch\u00e9 ad allenarlo furono due grandissimi allenatori, Aldo Banovac prima e Aldo Bur\u0161i\u0107 poi. Il primo vero match arriv\u00f2 durante l\u2019incontro tra la sua societ\u00e0 e lo Slavija di Banja Luka. E fu subito una vittoria nella categoria dei medi. I suoi progressi furono rapidissimi. Era nato per questo sport e cos\u00ec subito nel 1968 partecip\u00f2 alle Olimpiadi di Citt\u00e0 del Messico nella sua categoria, quella dei medi. Arriv\u00f2 ai quarti di finale dove perse contro l\u2019inglese Chris Finnegan, futura medaglia d\u2019oro. Non s\u2019arrese, strinse i denti e cominci\u00f2 a inanellare successi importanti. Cos\u00ec nel 1969, passato nella categoria dei mediomassimi, partecip\u00f2 ai Campionati europei di Bucarest. Arriv\u00f2 in finale, ma fu sconfitto; conquist\u00f2 comunque la sua prima medaglia europea, l\u2019argento. Agli Europei torn\u00f2 nel 1971 a Madrid dove vinse il suo primo titolo europeo. Il bis due anni dopo a Belgrado, nel 1973.<br \/>\nNel bel mezzo vi fu la seconda partecipazione alle Olimpiadi, stavolta a quelle di Monaco di Baviera. Il primo avversario fu Nouredine Aman Hassan del Ciad battuto per KO al secondo round. Risultato identico nel secondo incontro contro l\u2019ungherese Imre Toth. Nei quarti di finale avrebbe dovuto affrontare l\u2019argentino Migulel Angel Cuello, che per\u00f2 non si present\u00f2 sul ring. Poi in semifinale arriv\u00f2 la vittoria contro il polacco Janusz Gortat. E cos\u00ec Parlov giunse alla sua prima finale olimpica. L\u2019avversario fu il temuto cubano Gilberto Carrillo. Fu un incontro drammatico e molto teso che alla fine vide Parlov vincitore per KO tecnico al secondo round. Questa medaglia d\u2019oro fu in seguito festeggiata alla grande nella sua Pola dove ad accoglierlo al ritorno furono ben 15mila polesi all\u2019Arena.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Vittoria contro Adinolfi<\/strong><\/span><br \/>\nDopo le Olimpiadi segu\u00ec il titolo europeo a Belgrado. Nel 1974 disput\u00f2 il suo primo Campionato mondiale, a Cuba, all\u2019Avana. Arriv\u00f2 come uno dei favoriti. Si piazz\u00f2 in finale senza grandi problemi: vinse contro Kortotajev e divent\u00f2 per la prima volta campione del mondo. Per\u00f2 oltre ai successi internazionali bisogna ricordare la sua carriera nazionale. Dal 1967 al 1974 si laure\u00f2 per ben otto volte campione nazionale. Dal 1970 al 1974 fu per ben cinque volte campione dei Balcani. Difese i colori della Jugoslavia per 18 volte, vincendo ben 17 incontri. Tra i dilettanti disput\u00f2 addirittura 310 incontri vincendone 291. Furono 13 le sconfitte e sei i pareggi.<br \/>\nSegu\u00ec, com\u2019era inevitabile, la carriera a livello professionistico. Tutto ebbe inizio nel 1975 ad Abbazia dove il 31 maggio affront\u00f2 l\u2019italiano Lazzari. Vinse dopo tre round per KO davanti a ben tremila spettatori. Nel 1976, il 10 luglio, a Belgrado vinse il titolo di campione europeo sconfiggendo il detentore del titolo, l\u2019italiano Domenico Adinolfi per KO tecnico all\u2019undicesimo round.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Scalata al titolo mondiale<\/strong><\/span><br \/>\nIl gradino successivo era rappresentato inevitabilmente dalla scalata al titolo mondiale. La grande occasione arriv\u00f2 nel 1978. Il 7 gennaio a Milano affront\u00f2 per il titolo mondiale della WBC l\u2019argentino Migulel Cuello. L\u2019incontro dur\u00f2 ben nove round e alla fine Parlov conquist\u00f2 il titolo mondiale! Fu il primo pugile della Jugoslavia a riuscirci. Per\u00f2 la gioia dur\u00f2 ben poco. Alle fine dell\u2019anno, il 2 dicembre, affront\u00f2 a Marsala, in Sicilia, lo statunitense Marvin Johnson. Perse per KO tecnico al decimo round. Torn\u00f2 dopo ancora quattro volte nel ring. Vinse contro Joe Maye e Tony Mundine. Pareggi\u00f2 gli ultimi due incontri contro Marvin Camel a Spalato e poi perse a Las Vegas il suo ultimo incontro, il 31 marzo del 1980.<br \/>\nIn tutto per Parlov ci furono 29 incontri tra i professionisti. Furono 24 le vittorie, tre le sconfitte e due i pareggi.<br \/>\nFinita la carriera agonistica per qualche anno si ciment\u00f2 come allenatore. Nel 1984 fu il selezionatore della Jugoslavia per le Olimpiadi di Los Angeles, le migliori nella storia di questa nazionale che conquist\u00f2 una medaglia d\u2019oro, una d\u2019argento e due di bronzo. Poi Parlov si ritir\u00f2 dal mondo del pugilato. Mor\u00ec il 29 luglio del 2008 a 59 anni.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Le grandi delusioni<\/strong><\/span><br \/>\nReduci dalle medaglie di Citt\u00e0 del Messico City cestisti e pallanotisti speravano in un bis alle Olimpiadi in terra tedesca. Per\u00f2 arrivarono cocenti delusioni. I cestisti vennero a trovarsi in un difficile girone eliminatorio a otto dove finirono al terzo posto, dietro ai fortissimi sovietici, futuri campioni olimpici, e all\u2019Italia. Giocarono cos\u00ec alla fine per il quinto posto: dapprima sconfissero di misura la Cecoslovacchia per 66-63 e poi declassarono Porto Rico per 86-70. A giocare furono due dalmati Damir \u0160olman e Ratomir Tvrdi\u0107. Per \u0160olman fu un ritorno, mentre per Tvrdi\u0107 fu un debutto. Ratomir Tvrdi\u0107, nato a Spalato il 14 settembre del 1943, trascorse tutta la sua carriera agonistica nella citt\u00e0 natale. Con la Jugoplastika vinse due scudetti nel 1970 e 1977 e tre Coppe nazionali (1972, 1974 e 1977). Inoltre a livello internazionale arrivarono due Coppe Kora\u0107 (1976 e 1977) e due sconfitte nelle finali europee, nella Coppa dei Campioni nel 1972 e nella Coppa delle Coppe nel 1973.<br \/>\nGrandi soddisfazioni invece con la nazionale. Un titolo mondiale nel 1970 a Lubiana e due argenti, nel 1967 in Uruguay e nel 1974 a Porto Rico. Due titoli europei, nel 1973 in Spagna e in casa nel 1975, oltre a un argento nel 1969 in Italia. Infine un oro ai Giochi del Mediterraneo a Tunisi nel 1967.<br \/>\nA Monaco di Baviera i pallanotisti iniziarono bene il girone eliminatorio a sei dove persero soltanto contro gli Stati Uniti e arrivano secondi. Si piazzarono cos\u00ec al torneo finale, in lizza per le medaglie. Per\u00f2 qui partirono subito male: furono sconfitti dall\u2019Unione Sovietica (futuro oro) per 4-5. Seguirono il pareggio contro l\u2019Italia per 6-6 e la sconfitta contro l\u2019Ungheria per 2-4. Alla fine arriv\u00f2 l\u2019unica vittoria, contro i padroni di casa, per 5-4. Cos\u00ec nella classifica finale si piazzarono al quinto posto. A difendere i coloro nazionali furono due spalatini Ratko Rudi\u0107 e Uro\u0161 Marovi\u0107. Per entrambi fu un mesto ritorno alle Olimpiadi dopo l\u2019oro di quattro anni prima.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Canottaggio sotto tono<\/strong><\/span><br \/>\nNutrita la presenza dei dalmati nel canottaggio. Furono cinque gli atleti di cui due nativi di Spalato. Nel due senza gareggiarono Du\u0161ko Mrdulja\u0161 e Nikola Marde\u0161i\u0107. Entrambi del Gusar di Spalato, alla fine si piazzarono soltanto all\u2019undicesimo posto. Terzi nelle batterie, finirono secondi nella propria serie di recupero. Per\u00f2 poi nella seconda serie delle semifinali arrivarono ultimi. Parteciparono cos\u00ec alla Finale B dove si piazzarono al quinto posto.<br \/>\nNell\u2019otto con gareggiarono i rematori del Mornar di Spalato, Josip Bajlo e Romano Bajlo. Per loro due ultimi posti, sia nella batteria che nel recupero.<br \/>\nInfine, nel quattro senza, ritorno olimpico per Marko Mandi\u0107 (membro del Mornar): dopo il quarto posto a Tokio stavolta arriv\u00f2 una sconfitta nel recupero.<br \/>\nIl migliore fu Du\u0161ko Mrdulja\u0161 che partecip\u00f2 a ben tre Olimpiadi. Nato a Spalato nel 1951, fu membro del Gusar per tutta la carriera agonistica. Ottenne importanti risultati a livello internazionale. Dopo la delusione a Monaco di Baviera, a Montreal nel 1976 arriv\u00f2 un quarto posto. Non s\u2019arrese e alla fine la sua tenacia fu premiata: a Mosca nel 1980 vinse la medaglia di bronzo. Nel 1979, nella propria citt\u00e0 natale, ebbe l\u2019onore di prestare giuramento a nome di tutti i sportivi ai Giochi di Mediterraneo. E poi coron\u00f2 il tutto con una medaglia d\u2019oro! Vinse anche la medaglia di bronzo nel due senza ai Mondiali juniores a Napoli nel 1969. Conquist\u00f2 la medaglia d\u2019oro ai Campionati dei Balcani per sette volte, e fu campione nazionale per 18 volte. Vinse, tra l\u2019altro, la medaglia d\u2019oro nel nuoto al Campionato statale militare. Gareggi\u00f2 con successo in numerose regate veliche. Quale velista esperto, \u00e8 il rappresentante del Royal Club Nautico di Londra in Croazia. Oltre a far parte del Circolo di canottaggio HVK Gusar \u00e8 anche membro del Circolo velico \u201cLabud\u201d; inoltre \u00e8 stato a lungo membro del club sciistico \u201cSplit\u201d, dell\u2019associazione alpinistica \u201cMosor\u201d, del Circolo di sommozzatori &#8211; sub \u201cSplit\u201d e del Circolo di scacchi \u201cMornar\u201d. Du\u0161ko Mrdulja\u0161 ha ricoperto numerosi incarichi in vari organismi sportivi. \u00c8 stato presidente del Circolo di canottaggio HVK Gusar di Spalato (1984-1985), presidente del Circolo velico \u201cAdriatica\u201d in Abbazia, ex delegato croato per lo sport (1980-1984), membro della Comunit\u00e0 d\u2019interesse autogestita dello sport della Citt\u00e0 di Spalato, giudice dell\u2019Associazione di canottaggio croata dal 1973 e giudice internazionale di canottaggio della FISA.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Atletica, risultati modesti<\/strong><\/span><br \/>\nNell\u2019atletica registriamo la presenza alle Olimpiadi di Monaco di Baviera di Jo\u0161ko Alebi\u0107. Nato a Sinj nel 1947 gareggi\u00f2 sempre per l\u2019ASK di Spalato. Partecip\u00f2 a ben tre Olimpiadi per\u00f2 senza successi di rilievo. A Monaco di Baviera corse nei 400 metri e nella staffetta 4x400m; per\u00f2 usc\u00ec sempre gi\u00e0 nelle eliminatorie.<br \/>\nNel nuoto ricordiamo il ritorno olimpico di Zdenka Ga\u0161parac di Zara, membro del Mornar di Spalato. Partecip\u00f2 a due gare. Nei 100 metri dorso si piazz\u00f2 al 20.esimo posto, mentre nei 200 metri dorso fu 27.esima.<br \/>\nInfine nella vela troviamo due spalatini, Minski Fabris e Filip Zori\u010di\u0107. Per Fabris quella di Momnaco di Baviera fu la prima di tre Olimpiadi. Gareggi\u00f2 nella classe Finn dove si piazz\u00f2 solamente al 21.esimo posto. Fece di meglio successivamente. E infine Zori\u010di\u0107 fece in terra tedesca soltanto atto di presenza, visto che fu convocato come riserva.<br \/>\n(7 e continua)<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/olympic-games-1972\/'>Olympic Games, 1972<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 218.37 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/olympic-games-1972\/?wpdmdl=720&refresh=6a61e4a4c1eba1784800420\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 6 febbraio 2021.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sogno d\u2019ogni atleta \u00e8 di partecipare alla Olimpiadi. 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