{"id":552,"date":"2021-03-06T17:39:45","date_gmt":"2021-03-06T17:39:45","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2021\/03\/06\/i-cestisti-emblema-dello-sport-dalmata\/"},"modified":"2023-11-25T08:48:57","modified_gmt":"2023-11-25T07:48:57","slug":"i-cestisti-emblema-dello-sport-dalmata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2021\/03\/06\/i-cestisti-emblema-dello-sport-dalmata\/","title":{"rendered":"I cestisti emblema dello sport dalmata"},"content":{"rendered":"<p>Il sogno di ogni atleta \u00e8 di partecipare alla Olimpiadi. Un sogno che dura nel tempo e che pochi alla fine riescono davvero a coronare. L\u2019estate scorsa doveva svolgersi le 23.esima edizione delle Olimpiadi, quella di Tokyo, dal 24 luglio al 9 agosto. Per\u00f2 per le note vicende sanitarie i Giochi sono stati rinviati all\u2019estate del 2021. Per tanti atleti che si erano qualificati per quest\u2019edizione e per quelli che cercavano di agguantare la norma il sogno \u00e8 stato soltanto rinviato. Per altri invece \u00e8 svanito, ovvero tutto \u00e8 da rifare. Negli anni sono stati tanti gli atleti della Dalmazia e in primo luogo di Spalato che hanno coronato il proprio sogno di partecipare alle Olimpiadi. Sono storie di atleti famosi, ma anche di appassionati di sport cosiddetti minori di cui si perdono presto le traccie. Sono diverse centinaia gli atleti spalatini, nati o residenti nel capoluogo spalatino al momento delle Olimpiadi, che vi hanno partecipato. Ecco le loro storie.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>1976, Montreal<\/strong><\/span><br \/>\nLa XXI edizione dei Giochi olimpici estivi si tenne a Montreal, in Canada. Interessante notare che i canadesi si videro assegnare l\u2019organizzazione di queste Olimpiadi ricevendo pi\u00f9 voti di Mosca, che poi quattro anni dopo ottenne il diritto di essere la citt\u00e0 ospitante dei Giochi, seguita da Los Angeles che li ospit\u00f2 nel 1984.<br \/>\nI Giochi della XXI Olimpiade furono i primi delle tre edizioni consecutive che videro un nutrito gruppo di Stati, peraltro sempre diversi tutte e tre le volte, boicottare la manifestazione in segno di protesta per ragioni principalmente politiche. Le Olimpiadi di Montreal 1976 furono boicottate da 27 Paesi africani, uno asiatico (l\u2019Iraq) e uno americano (la Guyana). Tale gesto fu giustificato come un segno di protesta nei confronti della Nuova Zelanda e in particolare della sua squadra di rugby, che secondo alcune fonti si sarebbe recata a giocare in Sudafrica, nonostante il boicottaggio sportivo allora in atto nei confronti di quel Paese nel quale vigeva ancora l\u2019apartheid.<br \/>\nPer gli atleti dalmati o quelli comunque legati alla Dalmazia, quella di Montreal fu un\u2019Olimpiade con risultati molto magri. Alla fine non rimase altro da registrare se non la medaglia d\u2019argento della squadra di pallacanestro.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Pallacanestro d\u2019argento<\/strong><\/span><br \/>\nPer i cestisti della Jugoslavia di allora l\u2019edizione di Montreal rappresent\u00f2 un ritorno in zona medaglie dopo la delusione in terra tedesca. Tutto ebbe inizio nel gruppo B con il successo contro Portorico per 84-63 e contro la Cecoslovacchia per 99-81. Poi arriv\u00f2 l\u2019inevitabile sconfitta nella partita con gli \u201cinvincibili\u201d Stati Uniti per 93-112. Seguirono la sofferta vittoria contro l\u2019Italia per 88-87 e infine il successo a tavolino contro l\u2019Egitto per 2-0. In totale un secondo posto che port\u00f2 la squadra dritta in semifinale. Qui ad attendere la nazionale jugoslava c\u2019era l\u2019ennesimo confronto con l\u2019Unione Sovietica. Alla fine arriv\u00f2 una vittoria tranquilla per 89-84. Poi la finale per l\u2019oro. Di nuovo la disfida contro i fortissimi cestisti statunitensi, che questa volta prevalsero per 95-74.<br \/>\nA far parte di quella selezione che conquist\u00f2 l\u2019argento furono due noti giocatori della Jugoplastika di Spalato: \u017deljko Jerkov e Damir \u0160olman.<br \/>\nAnche se nato a Pola il 6 novembre 1953, \u017deljko Jerkov trascorse quasi tutta la sua carriera sportiva a Spalato, ovvero nella Jugoplastika alle cui sorti leg\u00f2 indissolubilmente il suo nome. Inizi\u00f2 la carriera di cestista a Pola nell\u2019Istragra\u0111evno, dove, dal 1970 al 1972, fece parte della prima squadra che allora militava in Seconda lega. La sua vita cambi\u00f2 definitivamente nel 1972. Partecip\u00f2 ai Campionati juniores e con la Jugoslavia si laure\u00f2 campione europeo a Zara. Qui lo notarono subito le squadre pi\u00f9 forti del Paese. A contenderselo furono lo Zadar (con Kre\u0161imir \u0106osi\u0107 che si era ormai ritirato, il posto di pivot era libero) e la Jugoplastika. Alla fine scelse gli spalatini e qui fece una grandissima carriera. Inanell\u00f2 un successo dietro l\u2019altro e tante medaglie sia con la nazionale che con la squadra di club. In nazionale dapprima arriv\u00f2 l\u2019oro ai Campionati europei di Barcellona nel 1973. Segu\u00ec l\u2019argento ai Campionati mondiali di Portorico nel 1974. Poi un altro oro ai Mondiali belgradesi del 1975. Subito dopo ci fu il gi\u00e0 citato argento di Montreal, al quale fecero seguito l\u2019oro europeo a Liegi nel 1977 e l\u2019oro mondiale a Manila nel 1978. Un anno dopo ci fu una mezza delusione in Italia, con il bronzo agli Europei di Torino del 1979. Il riscatto fu immediato. Gi\u00e0 nel 1980 arriv\u00f2 un altro oro, questa volta alle Olimpiadi di Mosca, e infine un bronzo ai Mondiali in Colombia del 1982. Nove anni ricchi di successi, durante i quali il campione nativo di Pola trov\u00f2 pure il tempo di vincere l\u2019oro ai Giochi del Mediterraneo di Algeri nel 1975.<br \/>\nI risultati di rilievo non mancarono nemmeno a livello di club. Nel 1977 vinse il suo primo scudetto con la Jugoplastika. Nel 1974 e nel 1977 conquist\u00f2 la Coppa nazionale. Infine due successi europei con la vittoria nella Coppa Radivoj Kora\u010d nel 1976 e nel 1977. Jerkov milit\u00f2 nelle file della squadra spalatina dal 1972 al 1982 segnando in totale 3.476 punti. Poi raggiunti i limiti d\u2019et\u00e0 consentiti per l\u2019espatrio, continu\u00f2 la carriera in Italia. Nella prima stagione, 1982\/83, difese i colori della Scavolini di Pesaro con la quale vinse la Coppa Italia. Poi nella stagione 1983\/84 gioc\u00f2 per la Benetton di Treviso.<br \/>\nFinita la carriera agonistica torn\u00f2 a Spalato, ormai sua citt\u00e0 d\u2019adozione, e divenne membro del gruppo tecnico prima e della presidenza poi della locale squadra di pallacanestro. Per anni ricopr\u00ec diversi incarichi tra cui pure quello di presidente nel 1995.<br \/>\nPer Damir \u0160olman, invece, quelle di Montreal furono le terze Olimpiadi e quella conquistata in Canada la seconda medaglia dopo l\u2019argento a Citt\u00e0 del Messico. E quella in terra canadese fu pure l\u2019ultima importante medaglia, con cui si concluse la sua esperienza in nazionale.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Pallanuoto\u2026 a secco<\/strong><\/span><br \/>\nI pallanotisti furono la grande delusione pure in questa edizione delle Olimpiadi. Il gruppo eliminatorio inizi\u00f2 a sorpresa, con il pareggio per 4-4 contro Cuba. Segu\u00ec la schiacciante vittoria contro l\u2019Iran per 15-0. La terza partita si rivel\u00f2 decisiva per il primo posto. Per\u00f2 arriv\u00f2 soltanto il pareggio contro l\u2019Italia per 6-6. Cos\u00ec la nazionale jugoslava si piazz\u00f2 al secondo posto, ma fu comunque ammessa nel gruppo finale in cui erano in palio le medaglie. Qui per\u00f2 non fu capace di vincere nemmeno una partita. Si inizi\u00f2 con un pareggio per 5-5 contro la modesta Romania. Seguirono la sconfitta contro l\u2019Italia per 5-4 e un altro pareggio, per 4-4, contro la Germania occidentale. Infine la sconfitta contro l\u2019Olanda per 5-3 e il pareggio contro i futuri campioni olimpici dell\u2019Ungheria per 5-5. Alla fine la nazionale dovette accontentarsi di un modesto quinto posto.<br \/>\nA difendere i colori della nazionale furono quattro giocatori legati alla Dalmazia: Zoran Ka\u010di\u0107, Damir Poli\u0107, Uro\u0161 Marovi\u0107 e Predrag Manojlovi\u0107. A parte Uro\u0161 Marovi\u0107 (oro a Citt\u00e0 del Messico), per gli altri tre questo fu l\u2019esordio olimpico.<br \/>\nZoran Ka\u010di\u0107, nato a Spalato il 9 settembre 1953, trascorse tutta la sua carriera agonistica nella propria citt\u00e0. Inizi\u00f2 a gareggiare con il Mornar per poi passare al PO\u0160K e chiudere la carriera nelle file della Jadran. Pochi i successi a livello di nazionale. L\u2019unica medaglia, un argento, arriv\u00f2 nel 1975 ai Giochi del Mediterraneo, in Algeria.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Damir Poli\u0107, una delle stelle del PO\u0160K<\/strong><\/span><br \/>\nDamir Poli\u0107, nato a Spalato il 3 aprile 1953, trascorse gran parte della sua carriera nel PO\u0160K di Spalato. Oggi viene ricordato come uno dei migliori giocatori che la societ\u00e0 spalatina abbia mai avuto. Ad appena 15 anni pass\u00f2 dal nuoto alla pallanuoto. Crebbe assieme al suo PO\u0160K. Nel 1969 la squadra per la prima volta approd\u00f2 in Prima lega, dove registr\u00f2 in seguito ottimi risultati. In particolare ottenne diversi secondi posti, facendosi sfuggire per un pelo lo scudetto. Per\u00f2 alla fine con la sua squadra Damir Poli\u0107 riusc\u00ec a vincere due Coppe nazionali, nel 1980 e 1982. Fecero seguito in entrambi i casi due Coppe delle Coppe, nel 1981 e 1983. E nel 1983 pure la Supercoppa europea. Rimase con gli spalatini fino al 1985, per ben 16 anni.<br \/>\nNel 1984 Damir Poli\u0107 fu uno dei primi pallanotisti jugoslavi ad approdare in Italia. La sua avventura italiana inizi\u00f2 nel Volturno Sporting Club in A2 per poi ottenere la promozione in A1. Successivamente milit\u00f2 nell\u2019NC Caserta, nell\u2019AS Cosenza e infine nel Nuoto Catania.<br \/>\nPer la nazionale gioc\u00f2 dal 1973 e 1981 per un totale di 387 partite e 1.200 reti. Sempre con la nazionale partecip\u00f2 a due Olimpiadi, Montreal (quinto posto) e Mosca (oro!). Due i Campionati mondiali, entrambi coronati con una medaglia di bronzo, a Belgrado nel 1973 e a Berlino ovest nel 1978. Due le medaglie pure ai Campionati europei, ossia un bronzo a Vienna nel 1974 e un argento a J\u00f6nk\u00f6ping nel 1977. Infine due medaglie pure ai Giochi del Mediterraneo, argento ad Algeri nel 1975 e oro in casa, a Spalato, nel 1979.<br \/>\nFinita la carriera agonistica, Damir Poli\u0107 si diede subito a quella di allenatore che per\u00f2 non gli regal\u00f2 tanti successi. Dal 1988 al 1990 guid\u00f2 il Volturno, poi dal 1994 al 1995 il Cosenza. Infine allen\u00f2 pure il suo PO\u0160K dal 2005 al 2007.<br \/>\nAlla pari di Poli\u0107, pure Predrag Manojlovi\u0107 fece una grande carriera. Nato a Spalato il 20 settembre del 1951 inizi\u00f2 a giocare pure lui nel PO\u0160K. Pass\u00f2 poi alla Jadran di Spalato prima di andare a Belgrado dove fece una grande carriera, in primis nel Partizan e poi nella Crvena Zvezda. Tanti i successi a livello di club, ma pure tante medaglie con la nazionale della Jugoslavia, con la quale disput\u00f2 275 partite segnando 154 reti. Partecip\u00f2 anche a due Olimpiadi, 1976 e 1980 (oro), a due Mondiali, 1973 (bronzo) e 1978 (bronzo), a due Europei, 1974 (bronzo) e 1977 (argento) e due edizioni dei Giochi del Mediterraneo, 1975 (argento) e 1979 (oro).<br \/>\nConclusa la carriera agonistica rimase a Belgrado, dove dal 1985 al 1997 fu segretario generale dell\u2019associazione degli sportivi del Partizan. Dal 2000 al 2009 fu segretario generale del Comitato Olimpico della Serbia. Mor\u00ec a Belgrado il 14 settembre del 2014.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Canottaggio, risultati modesti<\/strong><\/span><br \/>\nSoltanto due rematori dalmati presero parte alle Olimpiadi canadesi: Du\u0161ko Mrdulja\u0161 e Zlatko Celent. Se per Mrdulja\u0161 queste furono le seconde Olimpiadi, per Zlatko Celent furono le prime e rappresentarono l\u2019inizio di una brillante carriera. Celent nacque a Spalato il 10 luglio del 1952. A 12 anni si avvicin\u00f2 al mondo dello sport, per\u00f2 giocando a pallacanestro. Due anni dopo scopr\u00ec il mondo del canottaggio e si iscrisse al Gusar. Qui rimase per tutta la vita. Cominci\u00f2 subito a farsi notare a livello nazionale.<br \/>\nNon tard\u00f2 ad arrivare la convocazione in nazionale. Gi\u00e0 nel 1971 fu membro dell\u2019otto con ai Campionati europei di Copenaghen. Nel 1973 vinse la prima medaglia nazionale: nel due senza si laure\u00f2 campione nazionale con Du\u0161ko Mrdulja\u0161. E fu proprio con lui che Celent cominci\u00f2 la sua serie olimpica. All\u2019inizio a Montreal i due arrivarono primi nella batteria. In semifinale d\u2019un soffio agguantarono il secondo posto. Arrivarono cos\u00ec in finale dove si piazzarono al quarto posto, staccati di ben quattro secondi dalla medaglia di bronzo. Pi\u00f9 tardi i due rematori spalatini passarono a gareggiare nel due con, con il timoniere Josip Rei\u0107. E fu un successo. Infatti nel 1980 vinsero la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Mosca. Poi a Los Angeles Celent, con un nuovo compagno, Dario Vido\u0161evi\u0107, e il timoniere Mirko Ivan\u010di\u0107, si piazz\u00f2 al settimo posto. Alla sua quarta Olimpiade, quella di Seul nel 1988, rem\u00f2 nel quattro con e fin\u00ec al sesto posto.<br \/>\nDa notare la sua partecipazione ai Giochi del Mediterraneo nella natia Spalato, dove nel due con vinse la medaglia d\u2019oro.<br \/>\nNel corso della sua lunga carriera, dal 1973 al 1988, fu per ben 25 volte campione nazionale. Gioc\u00f2 in nazionale dal 1973 al 1989. Partecip\u00f2 a tante competizioni di rilievo, tra cui i Mondiali di Lucerna, Nottingham, Amsterdam, Karapir, Bled, Monaco di Baviera, poi di nuovo Lucerna, Duisburg, Haselwinkel, Copenhagen e infine ancora una volta Bled. Finita la carriera agonistica, inizi\u00f2 subito quella di allenatore, degli juniores prima e dei seniores dopo nel suo Gusar. Fu pure il primo selezionatore della nazionale croata. Mor\u00ec a soli 40 anni, il 25 febbraio del 1992, sull\u2019isola di Pago.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Due rientri alle Olimpiadi<\/strong><\/span><br \/>\nPer Jo\u0161ko Alebi\u0107, nell\u2019atletica leggera, quelle di Montreal furono le sue seconde Olimpiadi. Questa volta partecip\u00f2 soltanto alla gara dei 400 metri. In batteria fin\u00ec terzo e si piazz\u00f2 ai quarti di finale. Qui fu per\u00f2 sfortunato visto che arriv\u00f2 solamente quinto, a soli cinque decimi dalla semifinale. Per\u00f2 poi torn\u00f2 a Mosca per la sua terza Olimpiade.<br \/>\nPer Minski Fabris quella di Montreal fu la seconda Olimpiade. Sempre nella classe Finn, ovvero nella vela. Dopo il 21.esimo posto a Monaco di Baviera arriv\u00f2 in Canada il 13.esimo posto. Fece ritorno ai Giochi olimpici a Mosca quattro anni dopo, ma nel frattempo \u201cesplose\u201d a livello europeo.<br \/>\n(8 e continua)<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/olympic-games-1976\/'>Olympic Games, 1976<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 241.35 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/olympic-games-1976\/?wpdmdl=721&refresh=6a61d9465c5541784797510\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 6 marzo 2021.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sogno di ogni atleta \u00e8 di partecipare alla Olimpiadi. 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