{"id":553,"date":"2021-04-03T16:41:56","date_gmt":"2021-04-03T16:41:56","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2021\/04\/03\/a-mosca-i-cestisti-non-si-fecero-sfuggire-la-grande-occasione-per-vincere-l-oro\/"},"modified":"2023-11-25T08:49:35","modified_gmt":"2023-11-25T07:49:35","slug":"a-mosca-i-cestisti-non-si-fecero-sfuggire-la-grande-occasione-per-vincere-l-oro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2021\/04\/03\/a-mosca-i-cestisti-non-si-fecero-sfuggire-la-grande-occasione-per-vincere-l-oro\/","title":{"rendered":"A Mosca i cestisti non si fecero sfuggire la grande occasione per vincere l&#8217;oro"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"background-color: inherit;\">Il sogno di ogni atleta \u00e8 di partecipare alla Olimpiadi. Un sogno che in pochi alla fine riescono a realizzare. L\u2019estate scorsa avrebbe dovuto svolgersi la 23.esima edizione delle Olimpiadi, quella di Tokyo, dal 24 luglio al 9 agosto. Per\u00f2 per le note vicende sanitarie tutto \u00e8 stato rinviato all\u2019estate del 2021. I numerosi atleti che si erano gi\u00e0 qualificati per l\u2019edizione 2020 e gli altri che cercavano di agguantare la norma dovranno pazientare ancora. Per alcuni il sogno \u00e8 sfumato per cui dovranno ricominciare tutto daccapo. Nel corso degli anni sono stati tanti gli atleti della Dalmazia e in primo luogo di Spalato che hanno coronato il proprio sogno di partecipare ai Giochi. Le loro sono storie di atleti famosi e di altri, appassionati di sport minori, di cui si sono perse presto le tracce. Sono stati diverse centinaia finora gli atleti spalatini, nati a Spalato o residenti in questa citt\u00e0 nel periodo delle Olimpiadi, che hanno preso parte ai Giochi. Ecco le loro storie.<\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>1980, Mosca<\/strong><\/span><br \/>\nLa XXII edizione dei Giochi olimpici estivi si tenne a Mosca, allora capitale dell\u2019Unione Sovietica. Dopo aver perso l\u2019organizzazione dei Giochi del 1976, i moscoviti s\u2019imposero questa volta contro l\u2019unica antagonista in lizza, Los Angeles. Quest\u2019Olimpiade \u00e8 passata alla storia in primo luogo per essere stata boicottata dai Paesi occidentali in segno di protesta per l\u2019invasione sovietica dell\u2019Afghanistan. I primi ad annunciare il boicottaggio furono gli Stati Uniti. L\u2019esempio statunitense fu seguito da altri Paesi (in tutto 65, tra cui il Canada, la Germania Ovest, la Norvegia, il Kenya, il Giappone, la Cina e il blocco delle nazioni arabe). Pertanto furono soltanto 80 le nazioni rappresentate. Quindici Paesi decisero di far partecipare i propri atleti, ma non sotto le proprie bandiere nazionali.<br \/>\nPer gli atleti dalmati o legati alla Dalmazia fu un\u2019Olimpiade con delle medaglie vinte negli sport di squadra, ma in numero inferiore al previsto, visti gli spazi aperti dal boicottaggio occidentale. Alla fine furono tre le medaglie. Oro nella pallacanestro, argento nella pallanuoto e bronzo nel canottaggio. A deludere furono soprattutto i calciatori che si piazzarono al quarto posto.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Pallacanestro d\u2019oro<\/strong><\/span><br \/>\nI cestisti dopo l\u2019argento di Montreal ambivano come i padroni di casa a vincere l\u2019oro. In assenza degli Stati Uniti la lotta a due era inevitabile, con il possibile inserimento a sorpresa di qualche altra nazionale. Nel gruppo B fu tutto semplice. Due vittorie nette contro il Senegal 104-67 e la Polonia 129-91. Alla fine il successo per 95-91 nel confronto per il primo posto contro la Spagna. Si arriv\u00f2 cos\u00ec al girone finale, dove la nazionale jugoslava nella quale militavano due campioni dalmati vinse contro l\u2019Italia per 102-81 e contro Cuba per 112-84. Poi si arriv\u00f2 alla grande disfida con l\u2019Unione Sovietica vinta ai supplementari per 101-91. Infine con pi\u00f9 fatica del previsto giunse la vittoria contro il Brasile per 96-95. Le vincitrici dei due gironi, Jugoslavia e Italia disputarono poi la finale per l\u2019oro. La nazionale jugoslava s\u2019impose senza troppi problemi, questa volta per 86-77.<br \/>\nA difendere i colori della nazionale furono gli spalatini \u017deljko Jerkov e Duje Krstulovi\u0107. Jerkov era ormai alla sua seconda Olimpiade e questa fu la sua seconda medaglia. Il momento di appendere le scarpette al chiodo era vicino.<br \/>\nPer l\u2019altro giocatore della Jugoplastika, Duje Krstulovi\u0107, questa fu la prima e unica Olimpiade. Nato a Spalato il 5 febbraio del 1953, tent\u00f2 d\u2019imporsi in vari sport, dal nuoto al canottaggio, dalla pallanuoto al tennis da tavolo. Infine si trov\u00f2 a suo agio nella pallacanestro. Gioc\u00f2 nella Jugoplastika dal 1972 al 1982. Fece parte della generazione d\u2019oro, rimasta a lungo ai vertici nazionali. Nell\u2019arco di dieci anni disput\u00f2 221 partite e mise a segno 2.362 punti. Vinse il titolo nazionale nel 1977. Due le Coppe nazionali, nel 1974 e nel 1977. Due pure le Coppe europee, ovvero le Coppe Radivoj Kora\u0107, vinte nel 1976 e 1977. Per la nazionale gioc\u00f2 dal 1975 al 1981. In totale 75 presenze e 473 punti. Inevitabilmente il successo maggiore fu l\u2019oro alle Olimpiade del 1980. Per\u00f2 prima vinse sempre la medaglia d\u2019oro agli Europei del 1977 in Belgio e il bronzo in quelli del 1979 in Italia. In mezzo l\u2019oro mondiale a Manila nel 1978!<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Pallanuoto d\u2019argento<\/strong><\/span><br \/>\nDopo la grande delusione di Montreal la nazionale di pallanuoto arriv\u00f2 a Mosca con l\u2019ambizione di conquistare una medaglia. Per\u00f2 nel girone iniziale la squadra part\u00ec con il piede sbagliato e dovette accontentarsi di un pareggio per 6-6 contro Cuba. Poi arrivarono due schiaccianti vittorie contro la Bulgaria e l\u2019Australia, entrambe per 9-2. La nazionale jugoslava si piazz\u00f2 pertanto al primo posto e ottenne il diritto di partecipare al girone finale. Qui inizi\u00f2 di nuovo con un pareggio contro i cubani, 7-7. Fecero seguito le sofferte vittorie contro l\u2019Ungheria per 8-7 e contro l\u2019Olanda per 5-4. Poi ad arrendersi fu pure la Spagna per 7-6. Si arriv\u00f2 cos\u00ec all\u2019ultima partita contro i padroni di casa, una sorta di finalissima. I sovietici riuscirono a tenere a debita distanza la Jugoslavia per tutto l\u2019arco dell\u2019incontro e alla fine s\u2019imposero per 8-7. Cos\u00ec alla fine la nazionale dovette accontentarsi dell\u2019argento. A difendere i colori della squadra jugoslava furono tra i dalmati, nativi o di adozione, Milivoj Bebi\u0107, Damir Poli\u0107, Ratko Rudi\u0107, Zoran Roje e Predrag Manojlovi\u0107.<br \/>\nPer Damir Poli\u0107 e Predrag Manojlovi\u0107 fu un ritorno alle Olimpiadi e alla medaglia dopo la cocente delusione in terra canadese. A tornare a gareggiare fu pure Ratko Rudi\u0107 che era infortunato all\u2019epoca della precedente edizione, e per il quale quella di Mosca fu l\u2019ultima Olimpiade, almeno da giocatore.<br \/>\nPer Milivoj Bebi\u0107 l\u2019Olimpiade sovietica fu l\u2019inizio di una grande serie a medaglie. Nato a Spalato il 29 agosto del 1959, inizi\u00f2 la sua carriera di giocatore al PO\u0160K di Spalato. Ci arriv\u00f2 a soli 10 anni e rimase in prima squadra dal 1976 al 1986. Ben presto divent\u00f2 un punto fermo della nazionale. Difese i colori della Jugoslavia dal 1977 al 1986, partecipando a pi\u00f9 di 300 partite e segnando ben 620 reti. Con il suo club vinse due Coppe nazionali, nel 1980 e 1982. Due le Coppe delle Coppe, nel 1981 e nel 1983. Nel 1983 conquist\u00f2 pure la Supercoppa europea. Infine la Coppa del Mediterraneo nel 1985. Nel 1986 si rec\u00f2 a giocare in Italia. Dapprima, fino al 1991, difese i colori del Volturno di Caserta e poi fino al 1993 fu membro del Nervi di Genova.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Zoran Roje, da Spalato a Fiume<\/strong><\/span><br \/>\nRicca di medaglie la sua carriera in nazionale. Oltre all\u2019argento olimpico di Mosca, nel 1984 vinse l\u2019oro a Los Angeles. Fu argento all\u2019Europeo di Sofia nel 1985 e nella Coppa mondiale di Long Beach del 1981. Bronzo a Belgrado nel 1979. Partecip\u00f2 pure a due Universiadi: nel 1979 conquist\u00f2 il bronzo a Citt\u00e0 del Messico e l\u2019argento a Kobe nel 1985. Infine arrivarono due ori pure ai Giochi del Mediterraneo, quelli di Spalato del 1979 e quelli di Casablanca del 1983.<br \/>\nFinita la carriera agonistica inizi\u00f2 quella di dirigente. Alla guida del suo PO\u0160K come direttore sportivo vinse il campionato della Croazia nel 1998, la Coppa nazionale nel 2000 e la Coppa dei campioni nel 1999. Fu attivo pure in altre organizzazioni sportive; tra l\u2019altro fu membro della commissione tecnica della LEN e della dirigenza dell\u2019Hajduk. Nel 2013 \u00e8 entrato nella Hall of Fame.<br \/>\nPure per l\u2019altro spalatino presente a Mosca, Zoran Roje, questo fu l\u2019esordio olimpico. Fu un grande giocatore e un grande allenatore. Nato a Spalato il 7 ottobre del 1955 a 13 anni si trasfer\u00ec con la famiglia \u2013 suo padre era militare di carriera \u2013 a Fiume dove \u201cscopr\u00ec\u201d la pallanuoto. Fu un amore a prima vista. Rimase legato ai colori fiumani fino al 1985. Seguirono cinque anni al Canottieri di Napoli, poi tre anni a Caserta e infine l\u2019ultima stagione nel Volturno. L\u2019unico trofeo fu la Coppa nazionale vinta con il Primorje nel 1979. Tante le medaglie invece a livello di nazionale. Dopo l\u2019argento a Mosca vinse l\u2019oro alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984. La prima medaglia la conquist\u00f2 agli Europei di J\u00f6nk\u00f6ping nel 1977: si tratt\u00f2 di un argento. Fece seguito il bronzo mondiale a Berlino ovest nel 1978. Due le medaglie, entrambe d\u2019oro ai Giochi del Mediterraneo, nel 1979 nella sua Spalato e nel 1983 a Casablanca. Finita la carriera agonistica divent\u00f2 subito allenatore nell\u2019ormai sua Fiume. Guid\u00f2 la squadra dal 1993 al 2012 quando divenne direttore sportivo. Port\u00f2 la squadra alla vittoria nella Coppa nazionale nel 1995. Per due anni fu pure selezionatore della nazionale croata con la quale vinse l\u2019argento agli Europei di Kranj nel 2003.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Canottaggio di bronzo<\/strong><\/span><br \/>\nNel canottaggio a Mosca gareggiarono tre rematori spalatini, ovvero il trio vincente che era stato per anni protagonisti nel mondo del remo: Du\u0161ko Mrdulja\u0161, Zlatko Celent e Josip Rei\u0107. Per Mrdulja\u0161 fu la terza e ultima Olimpiade. Dopo l\u2019undicesimo e il quarto posto nelle prime due. a Mosca arriv\u00f2 finalmente una medaglia, il bronzo. Celent invece era alla seconda delle sue quattro Olimpiadi: fu l\u2019unica per\u00f2 nella quale riusc\u00ec a vincere una medaglia. A comporre il due con c\u2019era pure il timoniere Josip Rei\u0107. Originale la sua storia. Infatti a Mosca aveva solo 15 anni e fu iscritto nel medagliere come il pi\u00f9 giovane medagliato. Nacque a Spalato il 24 luglio del 1965: quelle di Mosca furono le uniche Olimpiadi alle quali partecip\u00f2. Un anno prima aveva pure vinto l\u2019oro ai Giochi del Mediterraneo. Era membro del Gusar come tutti e tre i componenti della squadra.<br \/>\nLa nazionale jugoslava a Mosca ambiva chiaramente a una medaglia. Inizi\u00f2 con il piede giusto e vinse il proprio girone. Dapprima s\u2019impose contro la Finlandia per 2-0 e poi contro il Costa Rica per 3-2. Infine giunse il pareggio con l\u2019Iraq per 1-1. Si arriv\u00f2 cos\u00ec alla fase finale a eliminazione diretta. Nei quarti di finale fu vittoria netta per 3-0 contro l\u2019Algeria. Poi in semifinale la squadra jugoslava perse contro la forte Cecoslovacchia per 2-0. Nulla da fare pure nella partita per il terzo posto. A prevalere furono i padroni di casa dell\u2019Unione Sovietica con due reti nel finale. La partita fin\u00ec 2-0 e la Jugoslavia dovette accontentarsi, si fa per dire, della medaglia di legno.<br \/>\nDi questa nazionale faceva parte una nutrita \u201cdelegazione\u201d di giocatori dalmati ovvero tutti militanti nelle file dell\u2019Hajduk: Nikica Cukrov, Ivan Gudelj, Mi\u0161o Krsti\u010devi\u0107, Du\u0161an Pe\u0161i\u0107, Boro Primorac, Zlatko Vujovi\u0107 e Zoran Vujovi\u0107. Per tutti loro questa fu l\u2019unica Olimpiade. Cukrov, nativo di Sebenico, un anno prima aveva vinto l\u2019oro ai Giochi del Mediterraneo. Per Gudelj, una delle leggende dell\u2019Hajduk, nativo di Imotski, queste Olimpiadi rappresentarono l\u2019apice della sua carriera nelle file della nazionale. Krsti\u010devi\u0107, nativo di Metkovi\u0107, alla pari di Cukrov aveva vinto l\u2019oro l\u2019anno prima ai Giochi del Mediterraneo. Pe\u0161i\u0107, invece, non era originario della Dalmazia, bens\u00ec di Kru\u0161evac, ma aveva dato il massimo quale giocatore dell\u2019Hajduk. Primorac, dal canto suo, era di origine erzegovese, ovvero nativo di Mostar, reduce pure lui dall\u2019oro ai Giochi del Mediterraneo. Stesso discorso pure per i gemelli Zlatko e Zoran Vujovi\u0107, due leggende spalatine, nativi per\u00f2 di Sarajevo. Tutti questi giocatori avevano fatto grande l\u2019Hajduk, la quadra dalmata per antonomasia, per\u00f2 erano stati sfortunati in nazionale. Nessuno di loro partecip\u00f2 alle successive Olimpiadi, quelle di Los Angeles nel 1984, quando la nazionale ritorn\u00f2 a casa con il bronzo.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Un campione di judo<\/strong><\/span><br \/>\nVojislav Vujevi\u0107 fu il prima \u201cdalmata\u201d a partecipare ai Giochi olimpici nel judo. Nato a Osijek il 2 marzo del 1955 inizi\u00f2 a praticare questo sport proprio a Spalato. Poi gareggi\u00f2 per lo Slavija (Novi Sad) e la Mladost (Zagabria) per tornare infine nello Student di Spalato. A Mosca, come pure in seguito a Los Angeles, usc\u00ec di scena nel primo turno. Il suo pi\u00f9 grande successo arriv\u00f2 ai Mondiali di Maastricht nel 1981, quando vinse la medaglia di bronzo. Due le medaglie ai Giochi del Mediterraneo. Fu oro a Spalato nel 1979 e bronzo a Casablanca nel 1983. Infine fu pure campione dell\u2019Africa e conquist\u00f2 un terzo posto ai Giochi del Commonwealth. Gareggi\u00f2 sempre nella categoria fino ai 71 kg.<br \/>\nPer Jo\u0161ko Alebi\u0107 le Olimpiadi di Mosca furono le terze della sua carriera sportiva: usc\u00ec nelle eliminatorie nei 400 metri e nei 4x400m. \u00c8 morto l\u20198 marzo di quest\u2019anno a Krilo Jesenice.<br \/>\nPure per Minski Fabris queste furono le terze e ultime Olimpiadi. Partecip\u00f2 ai Giochi nella sua classe tradizionale, Finn, nella quale si piazz\u00f2 all\u2019undicesimo posto: questo fu il suo miglior piazzamento alle Olimpiadi.<br \/>\n(9 e continua)<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/olympic-games-1980\/'>Olympic Games, 1980<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 230.79 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/olympic-games-1980\/?wpdmdl=722&refresh=6a61da3b3458c1784797755\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 3 aprile 2021.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sogno di ogni atleta \u00e8 di partecipare alla Olimpiadi. Un sogno che in pochi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1194,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[86],"tags":[],"class_list":["post-553","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-olympic-games"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/553","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=553"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/553\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1760,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/553\/revisions\/1760"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1194"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=553"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=553"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=553"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}