{"id":554,"date":"2021-05-08T16:43:59","date_gmt":"2021-05-08T16:43:59","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2021\/05\/08\/pallanotisti-a-los-angeles-arrivo-la-rivincita\/"},"modified":"2023-11-25T08:50:14","modified_gmt":"2023-11-25T07:50:14","slug":"pallanotisti-a-los-angeles-arrivo-la-rivincita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2021\/05\/08\/pallanotisti-a-los-angeles-arrivo-la-rivincita\/","title":{"rendered":"Pallanotisti, a Los angeles arrivo&#8217; la rivincita"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"background-color: inherit;\">Il sogno di ogni atleta \u00e8 di partecipare alla Olimpiadi. Si tratta di un sogno che dura nel tempo e che soltanto pochi alla fine riescono a realizzare. L\u2019estate scorsa avrebbe dovuto svolgersi, dal 24 luglio al 9 agosto, le 23.esima edizione dei Giochi olimpici, quella di Tokyo. Per\u00f2 a causa della pandemia tutto \u00e8 stato rinviato all\u2019estate di quest\u2019anno. Per molti atleti che si erano gi\u00e0 qualificati per l\u2019edizione 2020 l\u2019appuntamento con i Giochi \u00e8 stato soltanto rinviato. Altri, che cercavano di agguantare la norma, dovranno magari iniziare tutto daccapo. Nel corso degli anni sono stati tanti gli atleti della Dalmazia e in primo luogo di Spalato che hanno coronato il sogno di partecipare alle Olimpiadi. Sono storie di atleti famosi e di altri, in particolare quelli di sport minori, di cui si sono perse presto le tracce. Sono state finora diverse centinaia gli atleti spalatini, nati nel capoluogo dalmata o qui residenti al momento delle Olimpiadi, che hanno gareggiato ai Giochi. Ecco le loro storie.<\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>1984, Los Angeles<\/strong><\/span><br \/>\nLa XXIII edizione dei Giochi olimpici estivi si tenne a Los Angeles, in California, ovvero negli Stati Uniti d\u2019America. Dopo due candidature fallite, la citt\u00e0 californiana ebbe partita vinta. Per\u00f2 alla pari delle precedenti due edizioni dei Giochi, pure quella di Los Angeles fu caratterizzata dal boicottaggio di determinati Stati. Questa volta ad autoescludersi dalle Olimpiadi furono i Paesi del Patto di Varsavia (ma non la Romania), pi\u00f9 diversi Stati africani e asiatici. In totale a non andare ai Giochi furono gli atleti di 17 Paesi. Per i colori della Jugoslavia fu un\u2019Olimpiade ricca di medaglie, in totale 18 allori, di cui sette ori. Tre di queste medaglie furono conquistate dagli atleti dalmati.<br \/>\nI pallanotisti, dopo la sconfitta nella finale dei Giochi a Mosca, tornarono a vincere il torneo olimpico. Il percorso fu abbastanza semplice. Dapprima nel gruppo eliminatorio a essere sconfitti furono il Canada per 13-4, la Cina per 12-7 e infine i Paesi Bassi per 9-5. Si arriv\u00f2 cos\u00ec al gruppo finale, quello in cui erano in ballo le medaglie. Si inizi\u00f2 con l\u2019Australia che fu sconfitta per 9-6. Poi a fatica a cadere fu la Germania Ovest per 10-9. Fece seguito la partita con la Spagna, rivelatasi una passeggiata e conclusasi per 14-8. Infine si arriv\u00f2 al confronto per l\u2019oro. Gli Stati Uniti avevano gli stessi punti della Jugoslavia. Chi vinceva si portava a casa l\u2019oro. Alla fine fin\u00ec 5-5 con due reti decisive nell\u2019ultimo quarto. E per la nazionale della Jugoslavia questo fu sufficiente per classificarsi prima. A vincere l\u2019oro furono anche i pallanotisti dalmati Milivoj Bebi\u0107, Deni Lu\u0161i\u0107, Perica Buki\u0107 e Zoran Roje.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>L\u2019ora della rivincita<\/strong><\/span><br \/>\nPer Milivoj Bebi\u0107 e Zoran Roje questo fu un ritorno olimpico e pure una rivincita per la sconfitta di Mosca. Dall\u2019altro lato per Deni Lu\u0161i\u0107 questo fu l\u2019esordio alle Olimpiadi. Nato a Spalato il 14 aprile del 1962 inizi\u00f2 a giocare nel PO\u0160K nel 1976. Vi rimase per ben 14 anni prima di andare in Italia. Dal 1990 al 1992 gioc\u00f2 per il Volturno di Caserta. Poi per due anni difese i colori del Pescara. Fece seguito una stagione nel Paguros di Catania prima del ritorno per una sola stagione al Pescara. Infine dal 1997 al 1998 fu a Siracusa nell\u2019Ortigia. Chiuse la carriera nel 1999 a Zara. Ricchissimo il suo palmares. Nell\u2019insieme partecip\u00f2 a due Olimpiadi e in entrambe le edizioni vinse l\u2019oro, nel 1984 e nel 1988. Ai suoi primi Mondiali, quelli di Madrid del 1986, conquist\u00f2 pure la medaglia d\u2019oro. Due le medaglie agli Europei, entrambe d\u2019argento, a Sofia nel 1985 e Strasburgo nel 1987. Infine pure un alloro con la Croazia, ai Giochi del Mediterraneo, un argento che arriv\u00f2 all\u2019edizione di Languedoc-Roussilon del 1993. Due le medaglie alle Universiadi, a Cobe nel 1985 e a Zagabria nel 1987, entrambe d\u2019argento. E pure un oro a Salona nel 1987, nella Coppa Fina. In totale disput\u00f2 276 partite per la nazionale della Jugoslavia e 30 per quella della Croazia.<br \/>\nRicca di trionfi pure la sua carriera nelle societ\u00e0 di club. Con il suo PO\u0160K vinse la Coppa nazionale nel 1980 e nel 1982. Poi arrivarono due Coppe della Coppe vinte nel 1981 e nel 1983. Conquist\u00f2 pure la Supercoppa nel 1983. Infine per tre volte vinse la Coppa del Mediterraneo, nel 1986, nel 1987 e nel 1988.<br \/>\nI successi non mancarono neppure tra le file del Pescara. Vinse due Coppe delle Coppe, nel 1993 e nel 1994. Nel 1993 conquist\u00f2 pure la sua seconda Supercoppa europea. Finita la carriera di giocatore si gett\u00f2 a capofitto in quella d\u2019allenatore. Guid\u00f2 cos\u00ec il Pescara, l\u2019Ortigia di Siracusa e il Perugia. Fu pure viceallenatore della nazionale croata. A livello personale numerosi furono i riconoscimenti. Venne eletto dal quotidiano Slobodna Dalmacija miglior sportivo della Dalmazia nel 1988. Per tre volte fu il miglior sportivo della citt\u00e0 di Spalato, nel 1986, nel 1987 e nel 1988. Il suo legame con il calcetto \u00e8 poco noto. D\u2019estate, nella pausa del Campionato italiano, gioc\u00f2 infatti a pi\u00f9 riprese tra le file del Dalma con il quale vinse pure una Coppa della Dalmazia.<br \/>\nAlle Olimpiadi di Los Angeles esord\u00ec pure il miglior pallanotista di tutti i tempi di Sebenico, Perica Buki\u0107.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Calciatori, terzo posto<\/strong><\/span><br \/>\nI calciatori della Jugoslavia mossero i primi passi alle Olimpiadi di Los Angeles con pi\u00f9 fatica del previsto. Nel proprio girone s\u2019imposero di misura per 2-1 sul Camerun e poi sconfissero a malapena il Canada per 1-0. Infine travolsero l\u2019Iraq per 4-2 per\u00f2 dopo essere stati in svantaggio per 2-0.<br \/>\nUna volta conquistato il primo posto nel girone eliminatorio, nei quarti di finale dovettero fare i conti subito con un avversario ostico, la Germania Ovest, che per\u00f2 venne sconfitta con un perentorio 5-2. Nulla da fare poi contro i futuri campioni olimpici della Francia. Netta la sconfitta, per 4-2. Infine nella partita per la medaglia di bronzo a cadere fu l\u2019Italia per 2-1.<br \/>\nDi questa nazionale facevano parte due colonne dell\u2019Hajduk di Spalato, Branko Milju\u0161 e Ivan Pudar. Per\u00f2 a difendere i colori della nazionale fu pure un ottimo giocatore della Dinamo di Zagabria, Stjepan Deveri\u0107, che sbarc\u00f2 all\u2019Hajduk nell\u2019estate del 1984. Presente nella rosa pure il fiumano Nenad Gra\u010dan che per\u00f2 sarebbe arrivato all\u2019Hajduk appena nel 1986.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Branko Milju\u0161, il jolly<\/strong><\/span><br \/>\nBranko Milju\u0161 fu un giocatore polivalente. Un vero jolly in difesa, capace per\u00f2 di rapidi affondi sulle ali in attacco. Nato a Knin il 17 maggio 1960, fu nazionale jugoslavo. Le sue prime esperienze calcistiche le ebbe nella piccola societ\u00e0 di Ustanik nel paese di Srb. A soli 14 anni divenne pedina insostituibile della prima squadra! Beniamino del pubblico, trov\u00f2 nel locale dentista la sua carta vincente. Infatti essendo un grande tifoso dell\u2019Hajduk, Slavko Skeja non indugi\u00f2 a chiamare la sua squadra del cuore e a raccomandare Milju\u0161 alla dirigenza. Gli spalatini inviarono subito due leggende del calcio dalmata, Franjo Mato\u0161i\u0107 e Andrija Ankovi\u0107, a visionare questo giovane di belle speranze. Essi si convinsero rapidamente della sua bravura e di l\u00ec a poco Milju\u0161 firm\u00f2 il suo primo contratto da professionista.<br \/>\nArriv\u00f2 a Spalato nell\u2019estate del 1975. Con le selezioni giovanili conquist\u00f2 tutto il possibile. Per farlo crescere ancor di pi\u00f9 prima di assumerlo in pianta stabile in prima squadra, la dirigenza nel 1981 lo invi\u00f2 a farsi le ossa in Seconda lega nelle file del Solin. Qui rimase per soli sei mesi; le sue prestazioni furono tali da convincere la dirigenza spalatina a farlo tornare rapidamente nel capoluogo dalmata, dandogli la possibilit\u00e0 di militare nella prima squadra dell\u2019Hajduk. Rimase cos\u00ec titolare inamovibile fino al 1988. Non riusc\u00ec mai a vincere il campionato della Jugoslavia, ma inanell\u00f2 due Coppe della Jugoslavia, nella stagione 1983\/84 e in quella 1986\/87. In totale disput\u00f2 ben 357 partite, mettendo a segno due reti.<br \/>\nNell\u2019estate del 1988 pass\u00f2 nelle file degli spagnoli del Real Valladolid. Si ferm\u00f2 qui per tre anni prima di andare per due anni in Portogallo a giocare nel Vitoria Setubal.<br \/>\nNella nazionale seniores della Jugoslavia collezion\u00f2 14 presenze. Debutt\u00f2 il 2 giugno 1984 in un\u2019amichevole contro il Portogallo per chiudere la carriera in nazionale contro l\u2019Eire il 27 aprile 1988. Con la squadra jugoslava partecip\u00f2 agli Europei del 1984 e alle Olimpiadi di Los Angeles dove vinse la medaglia di bronzo.<br \/>\nCon l\u2019Hajduk partecip\u00f2 alla stagione d\u2019oro in cui in Coppa Uefa, nel 1984, per un soffio i dalmati non arrivarono in finale, battuti dal blasonato Tottenham. La sua fu una carriera iniziata come attaccante puro e conclusa in difesa senza disdegnare le puntate offensive: \u00e8 passato alla storia come un possente terzino, non importa di che fascia.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Ivan Pudar, grande portiere<\/strong><\/span><br \/>\nNato a Zemun il 16 agosto 1961, Ivan Pudar inizi\u00f2 la sua carriera nelle file della Jadran di Castel San Giorgio (Ka\u0161tel Su\u0107urac), dove pass\u00f2 la consueta trafila, dai pulcini ai cadetti. Venne notato dagli emissari dell\u2019Hajduk nell\u2019estate del 1979 e fu subito convocato dalla squadra spalatina. Non pass\u00f2 troppo tempo prima che arrivasse il primo successo: con la nazionale juniores conquist\u00f2 gli Europei di categoria. Nel 1980 giunse il momento del suo debutto in prima squadra e gi\u00e0 nella seconda partita ufficiale si mise in luce con ottime parate ad Amburgo, in Coppa Campioni. La sua fu una carriera fulminea. Gi\u00e0 nel 1982, a due anni dal debutto tra i seniores, venne convocato per i Campionati mondiali in terra di Spagna. Anche se rimase sempre in panchina, quella fu un\u2019esperienza da ricordare. Due anni dopo, nel 1984, partecip\u00f2 come portiere titolare alle Olimpiadi di Los Angeles, dove la Jugoslavia conquist\u00f2 la medaglia di bronzo.<br \/>\nFece tutta la trafila con le nazionali dell\u2019allora Jugoslavia. Per\u00f2 nonostante la sua lunga esperienza con la nazionale seniores alla fine contiamo soltanto una presenza in campo, quella alla Coppa Nehru nel 1985 in una partita disputata contro la Cina il 29 gennaio. Con l\u2019Hajduk vinse due Coppe nazionali: nel 1983\/84 e nel 1986\/87. Fu pure portiere titolare nella gloriosa stagione 1985\/86 quando l\u2019Hajduk arriv\u00f2 ai quarti di finale della Coppa Uefa. In totale la statistica fa registrare per lui 286 partite e quattro reti. Praticamente al culmine della sua carriera, nel 1986, fu vittima di un gravissimo incidente stradale. Tanto grave da tenerlo lontano dai campi di calcio per ben 14 mesi. Rimessosi dai postumi del sinistro, per sei mesi difese i colori dello Spartak di Subotica. Tornato a Spalato vi rimase fino al 1990. Infine arriv\u00f2 pure l\u2019esperienza internazionale, tutta in Portogallo, dapprima al Sao Joao di Madeira e poi al Boavista di Porto.<br \/>\nPer\u00f2 alla fine gli infortuni diventarono decisamente troppi per cui decise di chiudere anzitempo la carriera di calciatore. Secondo molti una carriera che sarebbe stata sicuramente migliore se non fosse stata costellata da tanti infortuni.<br \/>\nUna volta appese le classiche scarpette al chiodo, decise subito d\u2019intraprendere la carriera di allenatore. Inizi\u00f2 guidando squadre di secondo livello come Omi\u0161, Val, Uskok Klis, Solin Gra\u0111a e Mosor di \u017drnovnica. Ci furono pure tappe pi\u00f9 importanti: si ritrov\u00f2 cos\u00ec ad allenare le squadre giovanili dell\u2019Hajduk. Il grande successo arriv\u00f2 per\u00f2 nella stagione 2006\/2007. Inizi\u00f2 con lo \u0160ibenik che sotto la sua guida registr\u00f2 uno strepitoso campionato. Prima del 26. esimo turno giunse all\u2019improvviso la chiamata dall\u2019Hajduk, che in quel momento era in piena crisi. Pudar non ci pens\u00f2 su due volte e accett\u00f2 la sfida; port\u00f2 gli spalatini al secondo posto in campionato e a disputare la finale di Coppa. Poi fu allenatore del Trogir, del Solin, del Segesta Sisak, dell\u2019Hrvatski dragovoljac, dello Zadar e dell\u2019RNK Split.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Cestisti delusi<\/strong><\/span><br \/>\nPer i cestisti della Jugoslavia a Los Angeles si prospettava di nuovo una finale, per\u00f2 alla fine dovettero accontentarsi della medaglia di bronzo. Dopo l\u2019oro di Mosca il torneo in terra californiana inizi\u00f2 con cinque vittorie nel gruppo eliminatorio. A essere sconfitte di seguito furono Italia, Australia, Germania ovest, Brasile ed Egitto.<br \/>\nSi arriv\u00f2 cos\u00ec alla fase finale a eliminazione diretta. Nei quarti fu battuto nettamente l\u2019Uruguay per 110-82. Poi per\u00f2 in semifinale la Spagna si rivel\u00f2 decisamente pi\u00f9 forte e prevalse per 74-61. Si giunse cos\u00ec alla partita per il bronzo nella quale, con pi\u00f9 fatica del previsto, la nazionale jugoslava super\u00f2 il Canada per 88-82. A difendere i colori nazionali fu un solo giocatore dalmata, Ivan Sunara. Nato nel paesino di Cera vicino a Une\u0161i\u0107 il 27 marzo 1959, inizi\u00f2 nel 1972 la sua carriera nella Jugoplastika di Spalato, nelle cui file rimase fino al 1977. Proprio in quell\u2019anno la compagine dalmata vinse di seguito il campionato, la Coppa nazionale e la Coppa Radivoj Kora\u0107. Ivan Sunara pass\u00f2 poi al TIMA di Maribor. Nel 1980 arriv\u00f2 a Zara dove rimase per sei anni e vinse un campionato nazionale (1986). Fecero seguito due stagioni allo Cibona di Zagabria, dove vinse una Coppa nazionale. Poi trascorse una stagione nei Paini di Napoli. Indi torn\u00f2 per altri due anni nello Cibona, con il quale vinse un campionato. Gli ultimi due anni da giocatore li trascorse a Maribor.<br \/>\nDisput\u00f2 con la maglia della Jugoslavia 101 partite. Oltre alla medaglia olimpica vinse pure un oro ai Giochi del Mediterraneo di Casablanca nel 1983, un bronzo alle Universiadi di Bucarest del 1981 e un argento a quelle di Edmonton del 1983.<br \/>\nFinita la carriera di giocatore divenne subito allenatore. All\u2019inizio fu viceallenatore nel Dona di Zagabria prima e nello Cibona poi, dove in tre anni vinse tre campionati e due Coppe nazionali. Divenne poi primo allenatore nel Marica di Maribor nel 1997. Pass\u00f2 poi al Krka Telekom di Novo Mesto con il quale vinse il campionato sloveno. In seguito allen\u00f2 parecchie squadre tra cui lo Zrinjevac di Zagabria, lo \u0160iroki di \u0160iroki Brijeg, la squadra tedesca del Francoforte, lo Slovan di Lubiana, di nuovo lo Cibona di Zagabria, la lituana Perlas, l\u2019Helios e lo Zlatorog. Guid\u00f2 pure la nazionale U20 della Slovenia portandola al titolo europeo nel 2004! Inoltre \u00e8 stato allenatore di varie nazionali della Croazia.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Canottaggio e nuoto<\/strong><\/span><br \/>\nNel canottaggio da registrare la presenza alle Olimpiadi di Los Angeles dell\u2019imbarcazione del Gusar di Spalato. Di nuovo con il due con composto da Zlatko Celent, Dario Vido\u0161evi\u0107 e dal timoniere Mirko Ivan\u010di\u0107.<br \/>\nGli spalatini iniziarono la competizione con un quarto posto nelle proprie batterie. Nel repechage si piazzarono al terzo posto nel proprio gruppo. Dovettero accontentarsi di remare nella finale B, in lotta per il settimo posto. Dopo il bronzo olimpico di Mosca, fu una cocente delusione. Alla fine riuscirono a imporsi nella finale B e a conquistare cos\u00ec il settimo posto. Per Celent queste furono le terze Olimpiadi. Invece per Dario Vido\u0161evi\u0107 questo fu l\u2019apice della carriera. Rematore del Mornar prima e del Gusar poi, spalatino classe 1968, \u00e8 scomparso l\u2019anno scorso. Quella di Los Angeles fu l\u2019unica Olimpiade pure per Mirko Ivan\u010di\u0107. Classe 1960, da sempre membro del Gusar, balz\u00f2 agli onori delle cronache conquistando la medaglia d\u2019argento nel due senza ai Giochi del Mediterraneo di Spalato nel 1979.<br \/>\nInfine da ricordare la partecipazione di Hrvoje Bari\u0107 nella gare di nuoto, dove gareggi\u00f2 nei 100 metri farfalla. Nelle eliminatorie si piazz\u00f2 al 30.esimo posto, senza passare il turno. Per lui queste furono le uniche Olimpiadi. Partecip\u00f2 pure ai Giochi del Mediterraneo di Atene del 1991, dove vinse l\u2019oro proprio nei 100 metri farfalla.<br \/>\n(10 e continua)<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/olympic-games-1984\/'>Olympic Games, 1984<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 257.80 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/olympic-games-1984\/?wpdmdl=723&refresh=6a61d948ced111784797512\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 8 maggio 2021.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sogno di ogni atleta \u00e8 di partecipare alla Olimpiadi. 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