{"id":573,"date":"2019-04-15T17:55:55","date_gmt":"2019-04-15T17:55:55","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2019\/04\/15\/veneto-gioie-mignon-di-cui-godere\/"},"modified":"2023-11-25T10:01:40","modified_gmt":"2023-11-25T09:01:40","slug":"veneto-gioie-mignon-di-cui-godere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2019\/04\/15\/veneto-gioie-mignon-di-cui-godere\/","title":{"rendered":"Veneto gioie mignon di cui godere"},"content":{"rendered":"<p>Volete una gita memorabile di una giornata? Una delle possibili scelte \u00e8 fare una capatina nel vicino Veneto. Il primo pensiero inevitabilmente va a Venezia e alla Laguna con le varie isole, Murano e Burano su tutte. Volendo fare qualche chilometro in pi\u00f9 si pu\u00f2 optare per la romantica Verona, conosciuta per l\u2019Arena e per la storia di Romeo e Giulietta che attrae sempre tanti turisti. Poi, in mezzo, come non fermarsi un giorno nell\u2019importante centro universitario, ma pure con tante attrazioni e le sue bellezze artistiche, ossia nella citt\u00e0 di Padova. Se si \u00e8 amanti delle fiere allora inevitabile \u00e8 una puntatina a Vicenza che nel circondario propone anche le ville di Palladio. Infine tra le citt\u00e0 pi\u00f9 note spicca Treviso. Decisamente c\u2019\u00e8 l\u2019imbarazzo della scelta, ma questa volta la scelta \u00e8 caduta su centri minori, meno noti ai pi\u00f9. Nascondono tante attrazioni sconosciute , ma a conti fatti visitarli risulta interessante. Basta abbandonare l\u2019autostrada e scegliere di proseguire lungo le \u201cstatali\u201d.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Uno delle idee per una gita giornaliera pu\u00f2 essere quella di lasciare l\u2019autostrada a Treviso e di \u201ccosteggiare\u201d il lato sud di questa citt\u00e0. \u00c8 un percorso che vi porter\u00e0 fino a Vicenza, senza per\u00f2 esser costretti a fare il giro autostradale via Padova. Inevitabilmente si tratta di un tragitto pi\u00f9 lento: attraversa tanti centri cittadini, ma apre scenari e possibilit\u00e0 di visitarne diversi che forse non verrebbero scoperti mai da turisti della domenica come noi.<br \/>\nA nemmeno 30 chilometri da Treviso scopriamo Castelfranco Veneto. \u00c8 una citt\u00e0 di 43.500 abitanti con un interessante centro storico e con diverse ville\/parchi a due passi dal suo centro. Per visitarla baster\u00e0 qualche ora. La camminata \u201ccastelfranchese\u201d inizia a nord delle vecchie mura cittadine, la zona del mercato e di tanti bar e ristoranti. Prima di entrare dentro le mura cittadine si pu\u00f2 andare a nord-est, in direzione del grande ospedale. Superiamo il torrente Avenale, importante nella storia della citt\u00e0 in quanto rappresenta una delle due sorgenti d\u2019acqua che poi confluiscono nel canale che \u201cabbraccia\u201d le mura a difesa dellacitt\u00e0. L\u2019altro corso d\u2019acqua, il Musonello, \u00e8 scomparso negli anni. Andiamo avanti e passiamo accanto all\u2019ospedale. Ecco ergerci di fronte a noi l\u2019unica entrata nel grande parco cittadino, la villa Revedin Bolasco. L\u2019edificio costituisce la parte centrale del parco ed \u00e8 circondato da un bosco rigoglioso composto da una grande variet\u00e0 di piante. Ma il vero capolavoro artistico \u00e8 l\u2019arena-cavallerizza: decine di statue del XVII secolo disposte a semicerchio e introdotte da due alte sculture equestri, fusione fra natura e arte tipica dell\u2019Ottocento. La serra, invece, sembra vada a ripescare uno stile ispanico-arabeggiante, mentre la Cavana, deposito per le barche che navigavano nel lago, \u00e8 priva del tetto a pagoda previsto nel disegno originale. Non \u00e8 mai stato realizzato. Presso il muro di cinta a est sorge la torre.<br \/>\nUsciamo dal complesso dall\u2019ingresso che ci ha visto entrare: \u00e8 l\u2019unico modo, siamo circondati da alte mura. Prendiamo direzione sud costeggiando l\u2019Avenale. Lungo il tragitto che porta il torrente fino alle vecchie mura cittadine notiamo diverse barriere che limitano il confluire dell\u2019acqua nel canale attorno al centro cittadino. Torniamo per vie secondarie fino alla pi\u00f9 grande attrazione cittadina. Prima di entrarci facciamo un giro. Il tutto \u00e8 decisamente pi\u00f9 bello da vedere dall\u2019esterno dove ci sono tante statue e un bel po\u2019 di verde, con alberi e anatre. Entriamo nelle mura dalla parte ovest. \u00c8 una delle quattro entrate, una ad ogni lato. Non \u00e8 cos\u00ec maestosa rispetto a quella orientale, ma ci porta ad assaporare e gustare il centro in relax. Magari molti avranno avuto aspettative maggiori: tanti sono i palazzi in via di ristrutturazione o in procinto di farlo. Il Duomo, eretto al centro della citt\u00e0 nel 1723 dal giovane architetto 23.enne Francesco Maria Preti, \u00e8 dedicato al patrono San Liberale. Esempio di stile neoclassico, con una navata centrale e tre cappelle per lato comunicanti tramite altrettanti giardini, \u00e8 una chiesa molto chiara sia all\u2019interno che all\u2019esterno. Usciti dalla chiesa ci troviamo dinanzi al vecchio palazzo del Comune. L\u2019attrazione da visitare \u00e8 una delle torri cittadine, la pi\u00f9 grande e importante \u00e8 posta a destra del Duomo: la Torre Civica. Prima semplice torre, negli anni \u00e8 diventata la torre dell\u2019orologio ed oggi \u00e8 uno dei simboli cittadini. Dalla cima si pu\u00f2 ammirare il panorama di tutta la citt\u00e0. La Torre Civica di Castelfranco costituisce la parte pi\u00f9 nobile e rilevante della complessa struttura fortificata eretta a cavallo tra XII e XIII secolo dal Comune di Treviso come estremo baluardo difensivo occidentale della Marca Trevigiana, a contrasto delle brame espansive di Padova e Vicenza.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>MITO Giorgi\u00f3ne<\/strong><\/span><br \/>\nSalendo in cima alla torre ai diversi piani sono esposte delle illustrazioni che raccontano la storia cittadina e della torre. Scendiamo e usciamo dalle mura cittadine. Ai lati dell\u2019entrata poco distanti notiamo due monumenti. Il primo dedicato ai caduti per la Patria. L\u2019altro, verso nord, \u00e8 stato costruito in ricordo del Giorgi\u00f3ne, pseudonimo di Giorgio Zorzi, famoso pittore locale, uno dei pi\u00f9 importanti pittori della scuola veneta, simbolo di Castelfranco. \u201cEgli appare piuttosto come un mito che come un uomo. Nessun destino di poeta \u00e8 comparabile al suo, in terra. Tutto, o quasi di lui s\u2019ignora, e taluno giunge a negare la sua esistenza. Il suo nome non \u00e8 scritto in alcuna opera; e taluno non gli riconosce alcuna opera certa&#8230;\u201d. Cos\u00ec \u201cIl fuoco\u201d (1928) di Gabriele D\u2019Annunzio \u201cracconta\u201d il Maestro di Castelfranco.<br \/>\nEsiste un museo dedicato al Giorgione oltre alla statua e alla grande piazza; anche la squadra calcistica porta il suo nome. \u00c8 fuor d\u2019ogni dubbio la persona pi\u00f9 importante nata a Castelfranco Veneto.<br \/>\nProseguiamo e ci dirigiamo in direzione di Vicenza, deviando leggermente verso nord e dopo nemmeno 30 chilometri arriviamo a Bassano del Grappa. In origine la citt\u00e0, che oggi conta 33.500 abitanti, portava solo il nome di Bassano poi negli anni la significativa produzione di grappa ha fatto s\u00ec che il nome prendesse la dicitura attuale. Per capire quanto sia grande la produzione di acquavite in citt\u00e0 e nel circondario basti sapere che rappresenta circa il 25% della produzione nazionale italiana.<br \/>\nAl contrario della grande parte del Veneto, dominata dalla pianura padana, Bassano \u00e8 caratterizzata da tante colline e divisa dal fiume Brenta. Ci fermiamo poco fuori dal centro cittadino, accanto allo stadio. Da qui inizia il nostro tour dirigendoci verso il pi\u00f9 grande ponte cittadino, quello che passa sopra il fiume Brenta. Bello e ampio, da qui si gode uno splendido panorama verso la citt\u00e0, e pure verso il simbolo cittadino, quello del Ponte Vecchio o Ponte degli alpini. Nell\u2019ottobre del 1567 una vigorosa piena del Brenta travolse lo storico ponte preesistente. L\u2019architetto Andrea Palladio progett\u00f2 un ponte in pietra a tre arcate. Il Consiglio cittadino bocci\u00f2 il progetto, imponendo all\u2019architetto di non discostarsi troppo dalla struttura tradizionale. Nel 1569 Palladio present\u00f2 un secondo progetto definitivo di un ponte in legno: richiamava la struttura precedente, sebbene radicalmente rinnovata quanto a soluzioni tecniche e strutturali, e di grande impatto visivo. Oggi \u00e8 in piena ristrutturazione, come tante parti delle citt\u00e0. Rasentiamo il lato destro del fiume e ci dirigiamo verso il famoso ponte. Arrivati al suo lato ovest notiamo diversi ristoranti e capiamo che siamo in piena zona turistica. Un piccolo museo ci ricorda il sacrificio degli alpini. Ci colpisce una singolare statua dedicata&#8230; al bacio. Prima di passare sul ponte andiamo ancora verso nord dove inizia una lungo sentiero che ci porta a una \u201czona raduno\u201d per quei cittadini o turisti che vogliono rilassarsi accanto al Brenta, meta prediletta anche di provetti pescatori. Ammiriamo la parte est della citt\u00e0, quella del centro storico con il castello in cima alla collina. Torniamo indietro e camminiamo sul famoso ponte.Finiti dall\u2019altra parte capiamo subito che per vedere il resto della citt\u00e0 ci conviene fare una bella salita. Ci porta in vetta e da qui si apre un nuovo panorama: strade larghe e palazzi pi\u00f9 grandi. Nella zona del Castello degli Ezzelini la parte pi\u00f9 grande oltre alle ampie piazze \u00e8 occupata dalla chiesa parrocchiale di Santa Maria in Colle. Usciamo dalle mura e dal centro cittadino, entrando nel viale dei Martiri dove la visuale del Monte Grappa, nonch\u00e9 sul Brenta, \u00e8 magnifica. Il luogo \u00e8 tristemente noto per l\u2019eccidio che vi avvenne il 26 settembre 1944: le forze tedesche impiccarono ben 31 giovani partigiani bassanesi, catturati in seguito a un rastrellamento sul Grappa. In loro onore oggi a ricordarli vi sono delle lapidi sugli alberi con riportati nome cognome e anche la foto. Arrivati alla fine del viale si pu\u00f2, o scendere verso il grande parco cittadino, oppure deviare verso sud. C\u2019imbattiamo nel Monumento al Generale Giardino. La grande strada, fresca grazie all\u2019ombra delle fronde degli alberi, ci porta dritti al parco variopinto e ricco: \u00e8 il parco-giardino Parolini. Siamo di nuovo a due passi dal centro cittadino. La principale piazza cittadina \u00e8 dedicata a Garibaldi, qui si trova la torre civica e la principale chiesa cittadina dedicata a San Francesco. Piazza Libert\u00e0 ospita la Chiesa di S. Giovanni. Scendiamo ancora verso il fiume Brenta, trovando la statua dedicata a Bartolomeo Ferracina, famoso orologiaio e ingegnere. A due passi c\u2019\u00e8 il Museo della ceramica, ospitato da Palazzo Sturm. Ottima la vista sul ponte degli Alpini. Poco dopo giungiamo alla via principale, l\u2019ingresso in citt\u00e0 per chi, come noi, proviene da Castelfranco. \u00c8 una zona triste, perch\u00e9 ospita il Tempio ossario, un palazzone che non a caso assomiglia quasi a una chiesa. Infatti avrebbe dovuo ospitare la sede arcipretale di Bassano. Per\u00f2 quando venne completata, al termine del primo conflitto mondiale si decise che era meglio farne l\u2019ossario per seppellire in maniera decorosa i resti dei caduti in battaglia. Vi sono stati sepolti 5.405 soldati. Con la visita al Tempio Ossario finisce la nostra visita a Castelfranco e Bassano del Grappa. Un tour breve e intenso in cui abbiamo conosciuto due gemme venete in version mignon.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/visit-to-bassano-del-grappa-and-casterfranco-veneto-italy\/'>Visit to Bassano del Grappa and Casterfranco Veneto, Italy<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 5.21 MB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/visit-to-bassano-del-grappa-and-casterfranco-veneto-italy\/?wpdmdl=882&refresh=6a32c6738a8da1781712499\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato su Panorama il 15 aprile 2019.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Volete una gita memorabile di una giornata? Una delle possibili scelte \u00e8 fare una capatina<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":970,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[88],"tags":[],"class_list":["post-573","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/573","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=573"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/573\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1894,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/573\/revisions\/1894"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/970"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=573"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=573"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=573"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}