{"id":574,"date":"2019-09-15T18:00:00","date_gmt":"2019-09-15T18:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2019\/09\/15\/carinzia-cartoline-dall-austria\/"},"modified":"2023-11-25T10:01:19","modified_gmt":"2023-11-25T09:01:19","slug":"carinzia-cartoline-dall-austria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2019\/09\/15\/carinzia-cartoline-dall-austria\/","title":{"rendered":"Carinzia cartoline dall\u2019Austria"},"content":{"rendered":"<p>Dalla forra di Raggaschlucht, una gola spettacolare, alla splendida valle di Seebachtal, che s&#8217;innesta dal piccolo paesino di Mallnitz ai piedi degli Alti Tauri, per poi camminare lungo il torrente Seebach e oltrepassare cascate impetuose fino al lago Stappitzer, dalle acque trasparenti, fino al rifugio Schwussnerh\u00fctte<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Avete mai sentito parlare di Mallnitz e Obervellach? Oppure di Raggaschlucht e Seebachtal? Molto difficile. I primi sono due paesini della Carinzia a ovest di Klagenfurt, i secondi sono delle bellezze naturali che vi lasceranno incantati. Chi, per raggiungerle, parte da Fiume il tragitto d\u2019obbligo porta via Postumia, Lubiana e il tunnel delle Caravanche. Una volta in Austria si procede via Villach (Villaco) e Spittal. Dopo Spittal si continua lungo strade locali addentrandoci sempre di pi\u00f9 tra montagne e zone in cui il verde \u00e8 il colore dominante. I chilometrti in totale sono 250 chilomentri per la maggior parte da fare in autostrada. In macchina ci si mettono sulle quattro ore, senza sosta.<br \/>\nDopo aver superato Obervellach la prima tappa \u00e8 fissata a Flattach (si trova in mezzo al Parco Nazionale Alti Tauri, ai piedi della zona sciistica del ghiacciaio M\u00f6lltaler Gletscher, l\u2019unico luogo in Carinzia dove si pu\u00f2 sciare tutto l\u2019anno). Le indicazioni per il parcheggio sono chiare anche se l\u2019obiettivo della nostra sosta \u00e8 molto ben nascosto. Infatti, lasciata la macchina attraversiamo la strada e scendiamo fino al fiume. Passato il fiume comincia la salita tra vecchie case per di pi\u00f9 votate al turismo con tanto di ristoranti e pensioni. La segnaletica \u00e8 chiara e ben presto si arriva al nostro obiettivo, ossia la forra di Raggaschlucht.<br \/>\nNel corso di migliaia di anni il torrente Raggabach ha formato una delle forre naturali pi\u00f9 belle delle Alpi. Pareti rocciose verticali restringono la forra romantica, il fragore dell\u2019acqua riempie l\u2019aria. I ponticelli e le scale facilitano la camminata, la via di ritorno porta attraverso il bosco. Varchiamo un cancello e ci troviamo di fronte a un muro di roccia bello alto, con una porta e un torrente, per\u00f2 bello impetuoso, che vi passa accanto. \u00c8 questa l\u2019entrata nella forra.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Una ventata di freschezza<\/strong><\/span><br \/>\nAppena varchiamo la porta il clima cambia velocemente. La temperatura \u00e8 del tutto mite, quasi fresca, ideale per una passeggiata. Essere dotati di scarponi \u00e8 necessario, vista l\u2019alta umidit\u00e0 del torrente il terreno in certi punti \u00e8 scivoloso anche se cadervi dentro risulta difficile e improbabile vista la grande sicurezza di chi mantiene la zona, la prudenza per\u00f2 non \u00e8 mai troppa. Al contrario di altri canyon e forre simili e a noi anche pi\u00f9 vicine questa offre un contatto stretto con l\u2019acqua visto che si passa molto vicini al torrente, e considerato il piccolo e stretto passaggio l\u2019emozione del passaggio si vive in maniera ancora pi\u00f9 forte. La gran parte della nostra camminata si svolge su ponti e altre strutture sospese, e solo in parte effettivamente sulla roccia. Lungo la strada per\u00f2 ci sono anche tanti gradini, pi\u00f9 di 300 in totale; cos\u00ec il tragitto si rivela arduo ed impegnativo da portare a termine, ma niente di preoccupante anche con una condizione atletica approssimativa. Ringhiere e assi di legno ci aiutano lungo tutta la salita. Anche se la grande presenza di persone rallenta il ritmo della camminata ci\u00f2 ci consente d\u2019altro canto di godere a pieno la natura in tutta la sua forza. Lungo il percorso ci sono anche diverse cascate, non tanto alte quanto<br \/>\nimpetuose e rumorose che scendono a valle. La forra come tale \u00e8 di dimensioni ridotte. La parte visitabile \u00e8 quella pi\u00f9 stretta: \u00e8 lunga 800 metri. Superata l\u2019ultima cascata il panorama si espande e le pareti rocciose sono pi\u00f9 lontane. Si arrivano a scorgere cos\u00ec la parte superiore del torrente e le montagne che seguono. Il tragitto ci porta a uno spiazzo panoramico. Osserviamo gran parte del percorso appena compiuto e in lontananza la valle dove abbiamo trovato parcheggio. Dopo la sosta per il meritato riposo, il minimo dopo una salita di circa 250 metri, il ritorno al punto di partenza con un percorso del tutto in ombra. In diversi punti la pendenza \u00e8 notevole e quindi bisogna fare molta attenzione.Visitare Raggaschlucht \u00e8 possibile solo da maggio a settembre.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Un treno \u00abparticolare\u00bb<\/strong><\/span><br \/>\nFinita la visita alla forra torniamo indietro fino al paesino di Obervellach che ci concede la possibilit\u00e0 di scegliere fra due tragitti. Uno presenta una bella salita con tanti tornanti. L\u2019altro, invece, \u00e8 pi\u00f9 originale: dalla segnaletica si intuisce che si pu\u00f2 prendere un treno del tutto particolare, composto da soli due vagoni dopo la locomotiva e poi un serie di vagoni per il trasporto di macchine e corriere! \u00c8 un\u2019attrazione del tutto originale che collega Obervellach e Mallnitz.<br \/>\nNella stazione climatica di Obervellach da quasi 200 anni si pratica la cura Schroth. \u00c8 uno dei pi\u00f9 antichi metodi terapeutici d\u2019Europa, in grado di disintossicare l\u2019organismo con alimentazione sana, massaggi e impacchi al vapore.<br \/>\nA Mallnitz le macchine vengono letteralmente portate e parcheggiate sul treno: i passeggeri scendono per poi entrare negli appositi vagoni. Il percorso \u00e8 breve e si arriva al \u201ctraguardo\u201d in appena 15 minuti in gran parte in galleria. Cos\u00ec si \u201cattraversa\u201d la montagna e si evitano i tornanti. Scendiamo dal treno nella parte sud di Mallnitz. Davanti a noi ci sono ancora diversi chilometri per arrivare nella parte settentrionale di questo paese dalla forma allungata, a salsiccia&#8230; La nostra meta \u00e8 il Seebachtal, una delle pi\u00f9 belle valli d\u2019alta montagna degli Alti Tauri, un luogo suggestivo che lascia senza respiro chi lo osserva e ammira. Notiamo una seggiovia. \u00c8 per gli alpinisti pi\u00f9 in forma. Infatti porta sul monte Ankogel. La sua cima \u00e8 posta a ben 3.200 metri sul livello del mare. In cima si pu\u00f2 optare per diversi percorsi oltre quello quasi d\u2019obbligo, ossia arrivare in vetta. Anche in piena estate il clima \u00e8 ostico, molto pi\u00f9 freddo che in pianura e con tanto di ghiacciaio da percorrere. Il panorama che ci si para di fronte \u00e8 da mozzafiato. Anche a valle la Seebachtal offre grandi spunti attrattivi e percorsi lunghi fino a 10 km e oltre, volendo.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il lago di Strappitzer<\/strong><\/span><br \/>\nDal parcheggio comincia un sentiero che porta fino al lago Stappitzer. Non \u00e8 un lago grande: farci il bagno \u00e8 vietato. Una volta era direttamente collegato al fiume, oggi il luogo funge da punto di sosta per svariate specie di uccelli. Arrivati dall\u2019altra parte del lago il percorso si divide un due. Da prendere \u00e8 quello di destra che inizia come un piccolo museo a cielo aperto. Sulle rocce ci sono delle tabelle\/indicazioni che spiegano flora, fauna e altri dettagli della zona. Da qui inizia un percorso di quasi cinque chilometri fino al rifugio posto al punto opposto rispetto al parcheggio. Incrociamo una lunga serie di ponti, la zona \u00e8 paludosa, e sentieri tra i boschi.<br \/>\nFinita la prima parte torniamo nella vallata e scopriamo che le montagne sono diventate sempre pi\u00f9 vicine, e notiamo pure tante cascate. Ritorniamo nella zona boscosa e molto tortuosa. Camminiamo accanto al torrente, Seebach. C\u2019\u00e8 poca segnaletica che indica il rifugio e l\u2019impressione \u00e8 di andare in direzione sbagliata&#8230; Sulla nostra strada troviamo diversi animali, tante mucche e qualche toro. Sono abituate alla presenza dei turisti cosicch\u00e9 non ci fanno caso e continuano a pascolare anche se uno ci si avvicina. Durante il percorso troviamo diverse segnaletiche sui posti da vedere e notare, le pi\u00f9 indicano diversi tipi di roccia ma c\u2019\u00e8 pure una che indica una fonte di \u201cfreddezza\u201d. Si tratta di due piccole insenature, quasi grotte dalle quali esce dell\u2019aria decisamente fredda. Passando di l\u00e0 d\u2019estate \u00e8 proprio ideale per darsi una rinfrescata.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Un nome impronunciabile<\/strong><\/span><br \/>\nDopo oltre un\u2019ora ecco il nostro traguardo, il rifugio Schwussnerh\u00fctte. Un nome \u201cimpronunciabile\u201d ma che offre un menu molto ampio e gustoso con varie specialit\u00e0 locali, c\u2019\u00e8 l\u2019imbarazzo della scelta: \u00e8 scritto tutto in tedesco, ma si riesce a capire l\u2019essenziale e consumare un ottimo pasto. Accanto al rifugio ci sono pure cavalli e pony. Non ci resta altro che tornare indietro.<br \/>\nIl ritorno \u00e8 lungo la classica strada sterrata. Ci fermiamo ogni tanto per ammirare da vicino le diverse cascate. Si pu\u00f2 salire in cima alle cascate e osservare la loro forza, mucche permettendo, visto che pascolano per di pi\u00f9 vicino all\u2019acqua&#8230;<br \/>\nRitorniamo cos\u00ec al nostro punto di partenza, per\u00f2 prima bisogna scendere nella valle dove si trova Obervellach. Questa volta \u00e8 ideale prendere la strada piena di tornanti. Infatti scendendo si pu\u00f2 ammirare sia il panorama verso la valle che quello verso le montagne che ci sono dall\u2019altra parte e magari da visitare un giorno.<br \/>\nSulla strada verso Spittal poi ci si pu\u00f2 fermare diverse volte, almeno per visitare i castelli posti vicino la strada. Alcuni sono privati, altri sono pure visitabili.<br \/>\nFinisce cos\u00ec un\u2019originale gita in Carinzia, fuori dai canoni e dai classici luoghi che si vanno a visitare. Una gita in pieno contatto con la natura e le sue bellezze&#8230;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il parco nazionale Hohe Tauern<\/strong><\/span><br \/>\nIl parco nazionale Hohe Tauern \u00e8 il pi\u00f9 grande parco nelle Alpi. Raggaschlucht e Seebachtal sono solo due dei posti da visitare in questa regione, infatti questo parco comprende la bellezza di 342 ghiacciai. Ci sono ben 300 cime montuose a oltre 3.000 metri sul livello del mare con dei panorami del tutto unici. Ci sono quattro punti per i visitatori con tanto di 36 ranger e ben 4.300 chilometri di sentieri! \u00c8 la riserva di migliaia di animali e specie di flora e fauna. Il Parco \u00e8 decisamente per tutti i gusti e interessi. Un posto di pieno relax a contatto con la natura.<br \/>\nLa forra di Raggaschlucht \u00e8 stata aperta per i visitatori nel 1882. Dal 1978 \u00e8 una zona protetta. Fare il giro in questa forra richiede poco pi\u00f9 di un\u2019ora e si supera un dislivello di circa 250 metri. Il sentiero nella forra \u00e8 di circa 800 metri.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,CiAgICAgICAgICAgIDxzdmcgeG1sbnM9Imh0dHA6Ly93d3cudzMub3JnLzIwMDAvc3ZnIiB2aWV3Qm94PSIwIDAgNDAgNDAiPgogICAgICAgICAgICAgICAgPGRlZnM+CiAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgPGxpbmVhckdyYWRpZW50IGlkPSJncmFkaWVudCIgeDE9IjAiIHkxPSIwIiB4Mj0iMCIgeTI9IjEiPgogICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICA8c3RvcCBzdG9wLWNvbG9yPSIjMjY5ZGVmIiBvZmZzZXQ9IjAiLz4KICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgPHN0b3Agc3RvcC1jb2xvcj0iIzI2YmRlZiIgb2Zmc2V0PSIxIi8+CiAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgPC9saW5lYXJHcmFkaWVudD4KICAgICAgICAgICAgICAgIDwvZGVmcz4KICAgICAgICAgICAgICAgIDxnPgogICAgICAgICAgICAgICAgICAgIDxyZWN0IGZpbGw9InVybCgjZ3JhZGllbnQpIiB4PSIwIiB5PSIwIiB3aWR0aD0iNDAiIGhlaWdodD0iNDAiIHJ4PSIzIiByeT0iMyIvPgogICAgICAgICAgICAgICAgICAgIDx0ZXh0IHg9IjUiIHk9IjE5IiBmb250LWZhbWlseT0iQXJpYWwsIEhlbHZldGljYSwgc2Fucy1zZXJpZiIgZm9udC1zaXplPSIxM3B4IiBsZXR0ZXItc3BhY2luZz0iMSIgZmlsbD0iI0ZGRkZGRiI+CiAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgIDx0c3Bhbj48L3RzcGFuPgogICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICA8dHNwYW4geD0iNiIgeT0iMjgiPl88L3RzcGFuPgogICAgICAgICAgICAgICAgICAgIDwvdGV4dD4KICAgICAgICAgICAgICAgIDwvZz4KICAgICAgICAgICAgPC9zdmc+CgoJCQk=\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/visit-to-carinthia\/'>Visit to Carinthia<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 20.00 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/visit-to-carinthia\/?wpdmdl=883&refresh=6a602cc2684d21784687810\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato su Panorama il 15 settembre 2019.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla forra di Raggaschlucht, una gola spettacolare, alla splendida valle di Seebachtal, che s&#8217;innesta dal<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":968,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[88],"tags":[],"class_list":["post-574","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/574","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=574"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/574\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1893,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/574\/revisions\/1893"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/968"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=574"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=574"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=574"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}