{"id":583,"date":"2022-11-19T08:50:21","date_gmt":"2022-11-19T08:50:21","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2022\/11\/19\/petar-skansi-l-allenatore-dell-argento-di-barcellona\/"},"modified":"2023-11-24T20:03:09","modified_gmt":"2023-11-24T19:03:09","slug":"petar-skansi-l-allenatore-dell-argento-di-barcellona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2022\/11\/19\/petar-skansi-l-allenatore-dell-argento-di-barcellona\/","title":{"rendered":"Petar Skansi l\u2019allenatore dell\u2019argento di Barcellona"},"content":{"rendered":"<p>Nel 1991 la FIBA compil\u00f2 l\u2019elenco dei 50 migliori giocatori di basket della storia. Nella lista figurava pure il nome di Petar Skansi, uno dei pi\u00f9 grandi nomi della pallacanestro europea, che il 23 novembre avrebbe festeggiato il 79\u00ba compleanno. Il protagonista di questo nostro servizio con il quale abbiamo voluto rendere un modesto omaggio alla sua memoria, purtroppo \u00e8 morto la scorsa primavera, il 4 aprile a Lubiana, citt\u00e0 nella quale viveva stabilmente dal 1984, facendo regolarmente la spola con Laurana, dove amava trascorrere il tempo ammirando il Golfo del Quarnero dal giardino della casa che si era costruito a ridosso del mare. Sposato con Damira, ha avuto due figli Luka, laureato in architettura a Venezia, e Jana. \u00c8 stato uno dei pi\u00f9 grandi giocatori e dei pi\u00f9 scaltri allenatori di basket che la Croazia abbia mai avuto. Nella sua carriera di giocatore e allenatore Skansi ha vinto praticamente tutti i titoli e trofei che nella pallacanestro si pu\u00f2 ambire a conquistare.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Le radici<\/strong><\/span><br \/>\nNacque a Sumartin (San Martino), sull\u2019isola di Brazza (Bra\u010d) il 23 novembre del 1943, dall\u2019unione di Petar (capitano di lungo corso) e Marija (insegnante). Seguendo le orme del padre, Skansi frequent\u00f2 a Spalato la Scuola media superiore di marineria. Ottenuto il diploma di maturit\u00e0 prosegu\u00ec gli studi alla Facolt\u00e0 d\u2019ingegneria meccanica di Zagabria. Non tutti sanno che quando da ragazzo inizi\u00f2 a praticare sport, la sua prima scelta non fu la pallacanestro, bens\u00ec la pallanuoto. Ben prest\u00f2, per\u00f2, alla palla gialla prefer\u00ec quella arancione, abbandonando le piscine della Jadran per i parquet della Jugoplastika. Societ\u00e0, quest\u2019ultima, per la quale, dopo aver militato nelle giovanili, venne reclutato dalla prima squadra, con la quale disput\u00f2 il Campionato di Prima lega jugoslava dal 1964 al 1972. Nel 1971 il suo talento gli valse l\u2019inserimento nella FIBA European Selection. Nel 1972 fu il miglior marcatore delle finali di EuroLeague. Nella stagione 1972\/73 si trasfer\u00ec all\u2019estero, pi\u00f9 correttamente in Italia, per giocare la Serie A di pallacanestro con i colori della Maxmobili di Pesaro. Finita l\u2019esperienza nella rosa marchigiana Skansi torn\u00f2 a Spalato, dove nel 1976 concluse la sua carriera agonistica indossando nuovamente la canottiera della Jugoplastika.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Allenatore-giocatore<\/strong><\/span><br \/>\nLa sua carriera di giocatore, sebbene ricca di soddisfazioni, non \u00e8 stata coronata da tantissimi trofei vinti a livello di club. Viceversa, il palmares conquistato con la selezione jugoslava (e poi nei panni di allenatore) \u00e8 veramente suggestivo. Ha conquistato l\u2019argento all\u2019EuroBasket del 1965, ai Campionati Mondiali FIBA del 1967 ospitati in Uruguay a Montevideo e alle Olimpiadi estive di Citt\u00e0 del Messico del 1968. Nel 1970 per Skansi e i suoi compagni giunse, finalmente, il momento di salire sul gradino pi\u00f9 alto del podio. Vinsero l\u2019oro al Mondiale FIBA disputatosi quell\u2019anno a Lubiana; un trionfo, questo, che gli valse pure il titolo di miglior atleta croato dell\u2019anno. Vinse anche la medaglia d\u2019oro ai Giochi del Mediterraneo del 1967.<br \/>\nSkansi fu anche un allenatore di successo. Inizi\u00f2 a cimentarsi in questo ruolo nella stagione 1973\/74. Continu\u00f2 a rivestire il doppio ruolo di allenatore\u2013giocatore della Jugoplastika fino al 1976, l\u2019anno del suo ritiro dai parquet. Nella sua prima stagione da allenatore-giocatore, Skansi guid\u00f2 la Jugoplastika fino alle semifinali della Coppa Kora\u0107 1973\/74, quando gli spalatini furono eliminati dal Partizan (sconfitta 97-108 a Belgrado e vittoria 85-75 a Spalato). Sempre nella stessa stagione vinse la Coppa nazionale battendo in finale (92-85) un\u2019altra squadra belgradese, la Stella Rossa. Lo stesso anno la Jugoplastika concluse il campionato jugoslavo al secondo posto.<br \/>\nNella stagione 1974\/75, sempre come allenatore-giocatore della Jugoplastika, guid\u00f2 la sua squadra nelle semifinali della Coppa delle Coppe dove fu eliminata dai campioni in carica della Stella Rossa (vittoria 88-76 a Spalato e 63-81 sconfitta a Belgrado). Nelle competizioni nazionali la Jugoplastika raggiunse la finale della Coppa, perdendo sempre dalla Stella Rossa, mentre concluse nuovamente il Campionato al secondo posto, alle spalle della squadra di Zara. Nella stagione 1975\/76, l\u2019ultima da giocatore-allenatore, Skansi vinse il suo primo trofeo europeo, la Coppa Kora\u0107, in una doppia finale contro la Chinamartini Torino. Nel campionato nazionale gli spalatini dovettero accontentarsi per la terza volta consecutiva della seconda piazza.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>La partenza per l\u2019Italia<\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019anno successivo (1976\/77) Skansi si ritir\u00f2 da giocatore e continu\u00f2 la sua carriera nella citt\u00e0 di Spalato come capo allenatore del club dalmata. Quella fu, forse la sua stagione di maggior successo nella veste di allenatore. La Jugoplastika si aggiudic\u00f2 la Coppa Kora\u0107 (contro l\u2019Alco Bologna), la Coppa Jugoslavia (contro il Quarnero\/Kvarner di Fiume) e il campionato nazionale. Nella stagione 1977\/78 guid\u00f2 la Jugoplastika fino al 5\u00ba posto nella fase a giorni delle semifinali della Coppa dei Campioni, con un bilancio di cinque vittore e altrettante sconfitte. A fine stagione lasci\u00f2 Spalato e prosegu\u00ec la carriera all\u2019interno della nazionale jugoslava. Nell\u2019estate del 1981 torn\u00f2 a Pesaro, accettando l\u2019offerta della Victoria Libertas (Scavolini), un club ambizioso e finanziariamente stabile grazie al sostegno dall\u2019imprenditore Valter Scavolini. Alla ricerca del successo nel campionato nazionale nell\u2019estate 1981 la Scavolini oltre a Skansi ingaggi\u00f2 pure Dragan Ki\u0107anovi\u0107 (all\u2019epoca ventottenne), pescandolo al Partizan di Belgrado e che l\u2019allenatore dalmata conosceva bene. Inoltre nella rosa della squadra italiana Skansi poteva fare affidamento su Walter Magnifico, Mike Sylvester e Giuseppe Ponzoni. Per sua stessa ammissione l\u2019ingaggio ottenuto a Pesaro era stato influenzato dagli ottimi risultati ottenuti negli anni \u201870 in Italia e ad Aleksandar Nikoli\u0107.<br \/>\nNella sua prima stagione (1981\/82), in un campionato italiano disputato da quattordici club, la Scavolini concluse la fase regolare in testa alla classifica, con uno score di 25 vittorie a fronte di sette sconfitte. Un risultato che permise alla squadra allenata da Skansi di qualificarsi direttamente ai quarti di finale La Scavolini conquist\u00f2 l\u2019accesso alle semifinali battendo nettamente la Fabriano per 2-0 al meglio delle tre partite. In semifinale la Scavolini affront\u00f2 la Sinudyne Bologna, con la squadra guidata dall\u2019allenatore dalmata che si impose nella matta (disputata a Pesaro) per 88 a 87. In finale i pesaresi si trovarono di fronte la Billy Milano di Dan Peterson, rivelatasi un osso troppo duro per i marchigiani, sconfitti prima in casa per 89 a 86 e poi in trasferta per 73 a 72.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Le ambizioni della Scavolini<\/strong><\/span><br \/>\nIn vista della stagione 1982-83, su insistenza di Skansi, la dirigenza della Scavolini Pesaro ingaggi\u00f2 \u017deljko Jerkov (all\u2019epoca aveva 28 anni), che l\u2019allenatore conosceva molto bene dai tempi della Jugoplastika. L\u2019obiettivo di vincere il campionato era ora ancora pi\u00f9 pressante rispetto all\u2019anno precedente. Il campionato italiano s\u2019allarg\u00f2 a 16 squadre e la Scavolini concluse la stagione regolare con uno score di 21 vittorie e nove sconfitte, piazzandosi al terzo posto in classifica, gareggiando contemporaneamente nella Coppa delle Coppe FIBA (vincendola nel marzo 1983 a Palma di Maiorca contro l\u2019ASVEL). I playoff iniziarono contro la sesta testa di serie, l\u2019Auxilium Torino, battuto per 2 a 1. In semifinale i pesaresi affrontarono i campioni in carica della Billy Milano, rivelatasi nuovamente un avversario troppo forte. Ki\u0107anovi\u0107 e Jerkov vennero ceduti prima dell\u2019inizio del Campionato 1983\/84, mentre Skansi venne esonerato dopo aver guidato la squadra soltanto nella partita d\u2019esordio del nuovo campionato.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Le vittorie con la Benetton<\/strong><\/span><br \/>\nSkansi prosegu\u00ec la sua avventura italiana sulle panchine dell\u2019Honky Fabriano, dell\u2019Hitachi Venezia e della Phonola Roma, prima d\u2019approdare nel 1990 a Treviso nelle file della Benetton. E proprio con la compagine veneta, alla fine della stagione 1991\/92 a Skansi riusc\u00ec l\u2019impresa di conquistare il Campionato italiano. La stagione successiva, la Benetton raggiunse le Final Four della European League che si svolsero al Peace and Friendship Stadium di Atene. La squadra allenata da Skansi, perse, inaspettatamente, contro il Limoges per 55\u201359. In Italia ha allenato pure la Fortitudo di Bologna (dal 1997 al 1999). Ha allenato anche in Grecia, guidando dalla panchina il PAOK di Thessaloniki, in Croazia il KK Split di Spalato (nel 2003 Skansi condusse l\u2019erede della Jugoplastika a conquistare il suo ultimo titolo nazionale) e in Slovenia il Krka di Novo Mesto.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Le nazionali<\/strong><\/span><br \/>\nNel 1977, dopo aver allenato la Jugoplastika per una stagione e mezzo, il trentatreenne Skansi fu scelto da Aleksandar Nikoli\u0107 come suo vice per l\u2019EuroBasket. La nazionale jugoslava vinse l\u2019oro dominando gli avversari. L\u2019estate successiva Skansi mantenne il ruolo di viceallenatore della selezione, diretta ancora da Nikoli\u0107, che si aggiudic\u00f2 il secondo titolo iridato consecutivo. Nikoli\u0107 decise che quello fosse il momento giusto per cedere il testimone al suo pupillo. Agli Europei disputatisi a Torino nel 1979 la nazionale Jugoslava allenata da Skansi venne battuta in semifinale dalla selezione israeliana. Nella finale per il terzo posto la Jugoslavia conquist\u00f2 la medaglia di bronzo, battendo la Cecoslovacchia.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>La finale di Barcellona<\/strong><\/span><br \/>\nDopo l\u2019indipendenza della Croazia nel 1991, assunse immediatamente le redini della selezione croata, guidandola ai Giochi Olimpici estivi del 1992. A Barcellona la nazionale croata guidata da Dra\u017een Petrovi\u0107 e Toni Kuku\u010d, scrisse una delle pagine pi\u00f9 epiche della storia sportiva croata, conquistando la finale (persa) contro il Dream team originale, quello di Michael Jordan e Magic Johnson. Per i suoi successi nel basket, \u00e8 stato insignito del Franjo Bu\u010dar State Award for Sport due volte, nel 1992 e nel 2003. Per un breve periodo Skansi fu attivo anche nella politica. Dal gennaio del 2012 al giugno del 2014 fu viceministro della Scienza, dell\u2019Educazione e dello Sport (alla guida del Dicastero c\u2019era \u017deljko Jovanovi\u0107 di Fiume), nell\u2019Esecutivo guidato all\u2019epoca da Zoran Milanovi\u0107, l\u2019odierno Presidente della Repubblica di Croazia.<\/p>\n<p>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/petar-skansi-story\/'>Petar Skansi story<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 267.98 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/petar-skansi-story\/?wpdmdl=697&refresh=6a61ca8c57aea1784793740\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 19 novembre 2022.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1991 la FIBA compil\u00f2 l\u2019elenco dei 50 migliori giocatori di basket della storia. 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