{"id":592,"date":"2023-05-15T08:47:50","date_gmt":"2023-05-15T08:47:50","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2023\/05\/15\/hochosterwitz-semplicemente-incantevole\/"},"modified":"2023-11-25T09:59:47","modified_gmt":"2023-11-25T08:59:47","slug":"hochosterwitz-semplicemente-incantevole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2023\/05\/15\/hochosterwitz-semplicemente-incantevole\/","title":{"rendered":"Hochosterwitz semplicemente incantevole"},"content":{"rendered":"<p>Avete voglia di fare un tutto nel passato o di immergervi nell\u2019atmosfera dei libri di fiabe? Provate a visitare il castello di Hochosterwitz, una delle meraviglie architettoniche pi\u00f9 belle d\u2019Europa, dal 1994 patrimonio dell\u2019UNESCO. Unico per il suo aspetto e visibile da lontano, si trova a vicino a Sankt Georgen am L\u00e4ngsee, nel distretto di Sankt Veit an der Glan, nel mezzo delle verdi colline ricche di minerali della Carinzia. Arroccato su uno sperone roccioso al centro di una piana coltivata, \u00e8 ritenuto il pi\u00f9 bello in Austria. \u00c8 ben conservato e presenta un piccolo museo (ingresso gratuito) con armature, armi e quadri.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Come arrivarci? Per chi parte da Fiume \u2013 ed \u00e8 il nostro caso \u2013 il percorso obbligato \u00e8 quello autostradale che passa attraverso Lubiana e poi prosegue verso il Traforo delle Caravanche. Giunti in Austria, dopo Villaco\/Villach, si devia per Klagenfurt, citt\u00e0 nota per il suo Avvento e meta turistica situata (quasi) in riva al lago di W\u00f6rth. Ci\u00f2 che colpisce del paesaggio \u2013 e che si nota in parte anche attraversando la Slovenia \u2013, sono le costruzioni in cima alle colline e alle montagne che caratterizzano la Carinzia.<br \/>\nIn alto, infatti, si distinguono le sagome di diverse chiese, ma principalmente tanti castelli. Alcuni, oggi ridotti a dei ruderi, rivelano tutti i segni del tempo, ma va detto che la stragrande maggioranza di queste costruzioni sta vivendo una nuova fase. Sono delle vere attrazioni turistiche, aperte ai visitatori. C\u2019\u00e8 letteralmente l\u2019imbarazzo della scelta e tanti di questi castelli vantano delle particolarit\u00e0 che li rendono interessanti, per cui vale la pena di conoscerli da vicino.<br \/>\nUno di questi \u00e8 il castello di Hochosterwitz (Burg Hochosterwitz, in tedesco; Grad Ostrovica, in sloveno), situato a circa 20 chilometri da Klagenfurt, in una posizione affatto unica. Sporge come una specie di fungo da una grande pianura (\u00e8 riconoscibile da una distanza di circa 30 km in una giornata limpida) e il luogo in cui \u00e8 stato eretto, su un costone roccioso, lo ha reso un baluardo inespugnabile contro le scorrerie dei turchi nella regione. A circondare il complesso \u00e8 una strada sinuosa con una moderata pendenza, sbarrata da bastioni e portoni a torre, che oltrepassa profondi burroni, si addossa a pareti abilmente scolpite.<\/p>\n<p><strong>Da Ludovico il Germanico in poi<\/strong><br \/>\nPer comprendere meglio la sua posizione e il suo ruolo strategico occorre sfogliare i libri di storia. Il sito occupato dall\u2019attuale castello \u00e8 stato abitato fin dai tempi pi\u00f9 antichissimi, in pratica dall\u2019Et\u00e0 del bronzo. La prima testimonianza dell\u2019esistenza di questo castello si trova in un atto emesso nell\u2019860 da Ludovico il Germanico, al quale, in seguito al trattato di Verdun (che stabil\u00ec la divisione dell\u2019Impero carolingio fra i tre figli sopravvissuti di Ludovico il Pio), era stato assegnato un territorio corrispondente pi\u00f9 o meno alla vecchia Germania dell\u2019Ovest, meno la riva sinistra del Reno, pi\u00f9 la Svizzera germanofona, l\u2019Austria e la Carniola (Slovenia interna). Nel documento in questione, il re dava in feudo tale propriet\u00e0 \u2013 denominata Astarwiza, nome di origine slava meridionale \u2013 all\u2019Arcidiocesi di Salisburgo.<br \/>\nNell\u2019XI secolo, il castello fu concesso dall\u2019arcivescovo Gebeardo di Salisburgo ai discendenti del conte Sigfried di Sponheim come segno di gratitudine per il loro sostegno alla chiesa durante l\u2019investitura. Nel 1122 Enrico IV, imperatore del Sacro Romano Impero e nipote del conte Sigfrido, divenne duca di Carinzia. Ci\u00f2 permise al castello di restare nelle mani del casato degli Sponheim senza la signoria di Salisburgo. Nel 1209, i conti di Spanheim conferirono alla famiglia di Osterwitz la carica ereditaria di coppiere e il castello. L\u2019ultimo membro sopravvissuto del clan Osterwitz, Georg di Osterwitz, fu imprigionato durante un\u2019invasione turca e mor\u00ec nel 1476, senza lasciare discendenti.<br \/>\nHans Schenk von Osterwitz, l\u2019unico sopravvissuto della famiglia, aveva un considerevole debito nei confronti dell\u2019imperatore, pertanto fu costretto a cedere gli atti del castello per estinguerlo. Cos\u00ec, dopo quattro secoli, il 30 maggio 1478 il castello torn\u00f2 nelle mani dell\u2019imperatore Federico III d\u2019Asburgo. Nei successivi tre decenni le invasioni turche causarono gravi danni alla struttura. All\u2019inizio del XVI secolo, il castello apparteneva all\u2019imperatore Massimiliano I, che il 5 ottobre 1509 lo consegn\u00f2 come pegno a Matth\u00e4us Lang von Wellenburg, vescovo di Gurk, il quale intraprese un importante progetto di restauro.<\/p>\n<p><strong>Si rafforzano le sue capacit\u00e0 difensive<\/strong><br \/>\nIn un unico documento dell\u2019Archivio di Stato di Vienna del 3 marzo 1388 viene fatta menzione della forma originaria, mentre un altro atto del 1321 riporta la testimonianza del cappellano di Osterwitz in cui \u00e8 certificata l\u2019esistenza di una cappella. L\u2019antico castello poteva essere solamente un piccolo complesso: una torre quadrata, con edificio annesso, e la cappella. I due accessi erano protetti mediante particolari porte e muraglie laterali. La capacit\u00e0 difensiva vera e propria era costituita dalla particolare forma isolata del cono montuoso.<br \/>\nLe frequenti invasioni delle legioni ottomane e il perfezionamento delle armi da fuoco furono certamente i moventi che nel Cinquecento spinsero ad ampliare e riorganizzare il castello grazie al contributo del principe regnante ed enormi elargizioni private. Nel 1541 il futuro imperatore Ferdinando I confer\u00ec Hochosterwitz al governatore della Carinzia, Christof Khevenh\u00fcller. Quest\u2019ultimo, insieme con il nipote Georg Khevenh\u00fcller, che lo acquist\u00f2 nel 1571, \u00e8 considerato l\u2019artefice vero e proprio del castello, fortificato per proteggerlo da qualsiasi potenziale pericolo (turco). Il nome del progettista del castello \u00e8 sconosciuto, mentre sappiamo che la fortificazione si deve a Domenico dell\u2019Aglio di Lugano, a cui quest\u2019opera frutt\u00f2 una tale fama da essere chiamato, nel 1544, a Vienna e a Graz come progettista di fortificazioni. Perci\u00f2 \u00e8 possibile che Christof Khevenh\u00fcller, in quanto capo del governo regionale, lo avesse consultato per la costruzione dei bastioni di Hochosterwitz.<br \/>\nCon notevoli risorse proprie, Georg ingrand\u00ec le fortificazioni, lo dot\u00f2 di 14 portoni tra il 1570 e il 1586, muraglie, baluardi, armerie etc., mentre nel XVII secolo fu aggiunta un\u2019ala della balconata. La grande funzionalit\u00e0 dell\u2019organizzazione dell\u2019intero complesso fornisce al Castello una notevole impressione di solidit\u00e0. Una lapide di marmo posta nel cortile riporta il testamento di Georg Khevenh\u00fcller, con il quale il nobile chiese che il castello, portato alla sedicesima generazione, rimanesse sempre in possesso della famiglia, volont\u00e0 scrupolosamente rispettata fino ai nostri giorni. Georg Khevenh\u00fcller e c\u2019\u00e8 da dire che la sua ultima volont\u00e0 viene rispettata ancora oggi. Suo nipote, l\u2019attuale signore del castello Karl Khevenh\u00fcller-Metsch, cura per i visitatori un vasto e ricco programma.<\/p>\n<p><strong>Cosa si pu\u00f2 vedere<\/strong><br \/>\nOggi non \u00e8 abitato dalla famiglia, che ha altri castelli in Carinzia. Il complesso \u00e8 rimasto praticamente nella stessa forma che aveva assunto alla fine del XVI secolo. A oggi non sono state apportate modifiche sostanziali alla struttura. Gli unici cambiamenti riguardano il lato puramente turistico del castello: \u00e8 stato aperto un ristorante e qualche anno fa \u00e8 stato costruito pure un ascensore che porta in cima chi non riesce a salirvi a piedi. Il castello \u00e8 accessibile ai visitatori dalla primavera fino alla fine dell\u2019autunno. Ideale arrivarci all\u2019orario di apertura (alle 10), quando ci sono poche persone e si pu\u00f2 godere il tutto in tranquillit\u00e0.<br \/>\nDelle piccole strade portano fino ai piedi del castello. Per raggiungerlo, si pu\u00f2 scegliere tra due percorsi: uno \u00e8 quello semplice e veloce, con la funicolare che conduce quasi in vetta; l\u2019altro percorso \u00e8 quello decisamente pi\u00f9 interessante e da vivere, vivamente consigliato, a patto che siate dotati di un\u2019adeguata forma fisica. Infatti, si deve affrontare un tragitto che in meno di un chilometro vi porta a salire pi\u00f9 di 150 metri. La salita \u00e8 in buona parte lieve. Ci\u00f2 che rende quest\u2019itinerario davvero imperdibile e il passaggio attraverso le famose 14 porte aggiuntive al castello.<br \/>\nSono state realizzate nel XVI secolo e in buona parte sono pure fornite di ponte. In ognuna di queste porte sono indicati i piani di costruzione, le dimensioni, il nome e l\u2019anno di costruzione. E proprio passando porta per porta si riesce capire perch\u00e9 questo castello \u00e8 rimasto inespugnabile negli anni. Il percorso fa un giro completo attorno alla cima del castello e da qui si pu\u00f2 vedere anche il lago di W\u00f6rth, offrendo una vista mozzafiato sulle valli della Carinzia.<br \/>\nArrivati alla sommit\u00e0, per entrare nel castello occorre affrontare il lato finale della salita, che conduce alla piazza centrale. Non \u00e8 grande, \u00e8 circondata dal museo, dal ristorante e dalla zona mostre. Qui troviamo pure la vecchia e piccola cappella risalente al XVII secolo: si colloca nella parte nord ed \u00e8 del 1673, con tanto di affreschi e altare. Sul lato apposto, invece, c\u2019\u00e8 il museo, che occupa tutto il lato sud e ricostruisce la storia del castello e dei suoi proprietari. Si possono ammirare numerosi ritratti delle famiglie che lo gestirono e i loro alberi genealogici. Non mancano abiti d\u2019epoca, elmi protettivi per i combattimenti e armi (pistole, fucili, spade, elmi, lance, cannoni di tutti i tipi e tanto altro) che ci fanno capire come si sono evoluti i metodi bellici in questa regione. Tra le tante, ci sono pure le armi lasciate dall\u2019esercito di Napoleone. La falegnameria interna vi invita a dare uno sguardo dietro le quinte della costante manutenzione di mobili, finestre e porte.<br \/>\nPoco sotto la cima e del castello sorge una chiesa, raggiungibile direttamente dal cortile principale (passando una porta con tanto di ponte), ma pure per chi fa la salita lungo le 14 porte. \u00c8 del X secolo, ma nei secoli e stata del tutto ristrutturata e il suo aspetto attuale \u00e8 del 1586. La chiesa non \u00e8 ricca al suo interno, ma \u00e8 interessante perch\u00e9 qui sono stati sepolti diversi padroni del castello. Ha un altare e una cripta. Vista la chiesa, non rimane altro che scendere al punto di partenza e goderci ancora un po\u2019 il panorama.<br \/>\nImpressionante, imponente, fiabesco! Un pezzo di storia da toccare con mano. Bastano al massimo due ore per immergersi in quest\u2019esperienza unica, per poi trascorrere il resto del tempo nelle altre varie attrazioni della Carinzia. Forse anche nel parco di Minimundus, che tra l\u2019altro offre pure una versione in miniatura della fortezza.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/visit-to-hochosterwitz-castle\/'>Visit to Hochosterwitz castle<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 874.56 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/visit-to-hochosterwitz-castle\/?wpdmdl=887&refresh=6a32dd1799ffa1781718295\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato su Panorama il 15 maggio 2023.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avete voglia di fare un tutto nel passato o di immergervi nell\u2019atmosfera dei libri di<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":939,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[88],"tags":[],"class_list":["post-592","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/592","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=592"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/592\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1889,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/592\/revisions\/1889"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/939"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=592"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=592"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=592"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}