{"id":597,"date":"2023-08-31T08:56:19","date_gmt":"2023-08-31T08:56:19","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2023\/08\/31\/passo-pordoi-e-piz-boe-ma-quant-e-bella-la-montagna\/"},"modified":"2023-11-30T16:54:58","modified_gmt":"2023-11-30T15:54:58","slug":"passo-pordoi-e-piz-boe-ma-quant-e-bella-la-montagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2023\/08\/31\/passo-pordoi-e-piz-boe-ma-quant-e-bella-la-montagna\/","title":{"rendered":"PASSO PORDOI e PIZ BO\u00c8, ma quant\u2019\u00e8 bella la montagna"},"content":{"rendered":"<p>Nei suoi \u201cpensieri sulla Svizzera il poeta romantico inglese William Wordsworth (1770-1850) scrisse che il mondo ha due \u201cvoci possenti\u201d: la voce del mare e la voce della montagna\u201d. Per chi vive in riva al mare \u201cconquistare\u201d la montagna pu\u00f2 essere una meta perfetta per un soggiorno \u201calternativo\u201d, per un\u2019immersione nella natura, che \u00e8 davvero maestosa, per raggiungere dei punti da dove godere dei fantastici panorami, beneficiare dell\u2019effetto calmante e salutare dell\u2019aria pulita che si respira.<br \/>\nArrivare a certe quote, per\u00f2, pu\u00f2 essere un\u2019impresa non indifferente. E non \u00e8 un fatto puramente fisico e di buona condizione. L\u2019organismo non \u00e8 abituato ad essere ad alta quota, in particolare se questa \u00e8 raggiunta con una certa velocit\u00e0. Pertanto, andare sulle Dolomiti, patrimonio mondiale dell\u2019UNESCO, pu\u00f2 essere affascinante ed \u00e8 proprio qui che vediamo quanto possiamo sopportare certi livelli.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Nella cornice delle Dolomiti troviamo parecchie montagne che superano pure i 3000 metri. Sono altezze importanti, dove l\u2019aria si fa \u201cdiversa\u201d: l\u2019aria estremamente rarefatta richiede un impegno maggiore da parte del sistema respiratorio e la diminuita concentrazione di ossigeno nell\u2019aria si traduce in un forte stimolo sul sistema nervoso. Possono cos\u00ec insorgere giramenti di testa e in alcuni casi cefalee, aumento della pressione arteriosa, qualche aritmia, battito cardiaco accelerato, fiato pi\u00f9 corto e pesante&#8230; Pi\u00f9 si sale in altitudine pi\u00f9 i disturi possono peggiorare. Non per nulla, anche se andate a fare una semplice gita turistica, venite bombardati da avvisi sul camminare con meno fretta, non fare movimenti bruschi e pensare al respiro. Possono sembrare consigli inutili o banali per\u00f2 aiutano tante persone, in primis quelle che per la prima volta affrontano quote elevate.<br \/>\nLe Dolomiti (o Monti Pallidi, il nome Dolomiti si deve al geologo francese Dieudonn\u00e9 Dolomieu che ha scoperto le propriet\u00e0 della dolomia, roccia calcarea tipica di questa catena montuosa molto ricca di dolomite) sono considerate la zona montuosa tra le pi\u00f9 affascinanti in assoluto, non soltanto dell\u2019Italia ma del pianeta. Non a caso il celebre architetto svizzero Le Corbusier (1887-1965) l\u2019ha definita \u201cl\u2019opera architettonica pi\u00f9 bella al mondo\u201d. Ambita da molti d\u2019inverno, anche in estate \u00e8 in grado di attirare migliaia di turisti. Eppure non \u00e8 facile decidere in quali localit\u00e0, paesi o vallate passare le vacanze.<br \/>\nL\u2019area a cui \u00e8 stato attribuito il riconoscimento di Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0, vasta 141.903 ettari, include al suo interno i territori di tre regioni diverse (Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia). Sono 18 le vette che superano i 3.000 metri d\u2019altezza. Andare alle Dolomiti offre tante scelte, in questo ambiente unico ci sono innumerevoli possibilit\u00e0, non solo per la bellezza del paesaggio ma anche per la natura di questi luoghi, che si presentano come una palestra a cielo aperto adatta a diverse attivit\u00e0. I luoghi da visitare sono innumerevoli e scegliere un itinerario \u00e8 una bella sfida. Questa volta abbiamo optato per quella che in ambito alpinistico \u00e8 ritenuta la montagna sopra i 3000 metri sul livello del mare pi\u00f9 facile da raggiungere. Si tratta del Piz Bo\u00e8, che con i sui 3.152 m \u00e8 la vetta pi\u00f9 alta del Gruppo del Sella.<br \/>\nPer chi arriva da Fiume, la strada obbligatoria passa per Trieste, Portogruardo e poi via Conegliano e Belluno. Scesi dall\u2019autostrada e arrivati a Longarone, si procede per strade secondarie e di montagna, che man mano diventano sempre pi\u00f9 tortuose e impegnative. Il nostro percorso dopo Arabba ci porta a Passo Pordoi. Ancora prima di arrivarci si aprono davanti a noi scorci fantastici, con tanto verde, ma pochi alberi, e tanta montagna. Difficile distinguerle e capire quali sono quelle pi\u00f9 famose. Da lontano vediamo la nostra destinazione: Passo Pordoi (Pordoijoch in tedesco, Jouf de Pordoi in ladino). \u00c8 una destinazione molto apprezzata per scoprire le Dolomiti. Da qui parte la funivia che ci porta a 2.947 metri d\u2019altezza, sul Sass Pordoi.<br \/>\nIl Pordoi \u00e8 un passaggio di confine tra Trentino e Veneto. Situato tra il gruppo del Sella a nord e il gruppo della Marmolada a sud, \u00e8 posto a 2.239 metri sul livello del mare. \u00c8 uno dei quattro passi della Strada delle Dolomiti, costruita all\u2019inizio del \u2018900 per collegare Bolzano a Cortina e favorire lo sviluppo turistico delle valli ladine. Infatti, tutta la zona \u00e8 legata al turismo, e difatti ci sono diversi alberghi e ristoranti. Ma non solo: Passo Pordoi riesce a mettere d\u2019accordo quasi tutti: gli escursionisti (\u00e8 punto di partenza privilegiato per impegnative camminate, vie ferrate o comode passeggiate, come il Viel dal Pan, un\u2019antica via battuta dai commercianti di pane nei loro viaggi d\u2019affari tra il Veneto ed il Trentino); i cicloamatori; o quelli delle scalate e dello sci freeride in cerca di un po\u2019 di adrenalina. \u00c8 uno dei passi (insieme a Sella, Gardena e Campolongo) compresi nel Sellaronda e nella Maratona delle Dolomiti, gara di granfondo ciclistica. Dal 2006 \u00e8 anche teatro della cronoscalata amatoriale valida per l\u2019AmaTour (la Coppa del Mondo Cicloamatori): la Arabba \u2013 Passo Pordoi.<br \/>\nE considerato che al Pordoi sono legate pagine importanti battaglie della Prima guerra mondiale, gli appassionati di storia potranno trovare interessante il Museo della Grande Guerra e l\u2019Ossario (che si trova nel versante veneto e che raccoglie, in una tomba comune, i resti di 454 caduti germanici e di 8582 austro-ungarici, provenienti dai vari cimiteri di guerra).<br \/>\nDal Passo si ha il pi\u00f9 rapido accesso al Gruppo del Sella per mezzo della funivia che, con un unico balzo, raggiunge i 2950m.slm. del Sass Pordoi, lo sperone pi\u00f9 meridionale, noto come la Terrazza delle Dolomiti per la sua caratteristica forma piatta sulla cima, che scende a strapiombo sulle pareti laterali. Nel versante meridionale, infatti, presenta uno strapiombo di 800m. con una pendenza superiore perfino all\u201980%. Da qui si pu\u00f2 ammirare una spettacolare vista panoramica a 360 gradi sulle montagne circostanti (\u00e8 possibile vedere una serie di gruppi montuosi importanti, tra cui il Sassolungo, il Gruppo della Marmolada il Monte Civetta e tante altre vette delle Dolomiti).<br \/>\nDurante l\u2019inverno questa zona \u00e8 meta di tanti sciatori ed \u00e8 un paradiso per il fuoripista e lo scialpinismo. Ci sono numerosi impianti e piste da sci con tante funivie. Non da meno i contenuti offerti agli alpinisti: il Sass Pordoi, ubicato subito a nord del passo, \u00e8 famoso in ambito alpinistico per le vie di arrampicata storiche che sono state create su di esso, una fra tutte la \u201cvia Maria\u201d creata negli anni Trenta dalla guida Tita Piaz, sorella del famoso alpinista Tita Piaz e pioniera del turismo in questa zona.<br \/>\nDiversi gli itinerari dal Sass Pordoi. Il pi\u00f9 vicino e quasi obbligatorio porta alla forcella del Pordoi (2829m.) e poi con due diversi sentieri si arriva al rifugio Capanna Piz Fassa. Quello pi\u00f9 impegnativo porta al Piz Bo\u00e8, una montagna delle Dolomiti alta 3.152m., la vetta pi\u00f9 alta del Gruppo del Sella. Dopo un periodo di acclimatazione e visitata la grande croce accanto alla funivia, iniziamo la nostra discesa, un percorso che in meno di 20 minuti che ci porta al rifugio Forcella Pordoi. Qui decisamente conviene sostare, prima di riprendere la nostra scalata.<br \/>\nAnche se si tratta di appena 300 metri di dislivello, procedere non \u00e8 proprio semplicissimo, sopratutto a queste quote. La prima parte del sentiero, fino al bivio, \u00e8 molto piatta e ci porta proprio alla base del Piz Bo\u00e8. E qui si pu\u00f2 scegliere se si vuole intraprendere l\u2019itinerario pi\u00f9 corto o quello pi\u00f9 lungo. Come tempo da impiegare nella camminata e dislivello sono quasi uguali; la differenza sta nelle&#8230; mani. Infatti, in quello pi\u00f9 corto ci sono diversi passaggi molto ripidi e l\u2019uso delle mani \u00e8 indispensabile. Comunque nulla di proibitivo e tanto pesante.<br \/>\nIl rifugio in cima alla montagna \u00e8 quasi sempre in bella mostra e vediamo diventarlo sempre pi\u00f9 vicino. Al massimo in due ore, con un andamento tutto lento, dal rifugio si raggiunge la cima del Piz Bo\u00e8, dove si trova il rifugio Capanna Fassa a circa 3mila metri. \u00c8 decisamente un posto in cui fermarsi e godere le Dolomiti in tutta la loro bellezza. Da qualunque parte si guardi si vedono tante montagne e cime, e anche e met\u00e0 agosto certe ricoperte dalla neve. Non solo la Marmolada. Infatti, a inizio agosto ha nevicato pure sul Piz Bo\u00e8. Anche se si registrano poco pi\u00f9 di 10 gradi, grazie all\u2019assenza di vento si sta benissimo anche con una maglietta a maniche corte.<br \/>\nDopo la pausa, non rimane altro che scendere e fare il percorso inverso. La giornata va verso il termine, ma pure la funivia non lavora tutto il giorno. Basta arrivare in tempo per l\u2019ultima discesa. L\u2019alternativa \u00e8 quella che \u201cammazza\u201d le gambe e scendere a Passo Pordoi lungo il ripido sentiero. Una volta scesi, rimane giusto il tempo per vedere la mostra sulla Grande Guerra al Passo Pordoi. \u00c8 poi doveroso soffermarsi accanto al monumento dedicato al grande ciclista Fausto Coppi. Al calare della sera finisce la nostra giornata sulle Dolomiti. Una gita alpinistica, per\u00f2 abbordabile pure ai turisti. \u00c8 un\u2019esperienza unica, un ricordo indimenticabile da portare a casa.<\/p>\n<p><strong>Tante cose da vedere<\/strong><br \/>\nTra i pi\u00f9 famosi passi dolomitici, il Pordoi \u00e8 un passaggio di confine tra Trentino e Veneto. Situato tra il gruppo del Sella a nord e il gruppo della Marmolada a sud, \u00e8 posto a 2.239 metri sul livello del mare. \u00c8 uno dei quattro passi della Strada delle Dolomiti, costruita all\u2019inizio del \u2018900 per collegare Bolzano a Cortina e favorire lo sviluppo turistico delle valli ladine. Infatti, tutta la zona \u00e8 legata al turismo, e difatti ci sono diversi alberghi e ristoranti. Ma non solo: Passo Podroi riesce a mettere d\u2019accordo quasi tutti.<br \/>\nGli escursionisti (\u00e8 punto di partenza privilegiato per impegnative camminate, vie ferrate o comode passeggiate, come il Viel dal Pan, un\u2019antica via battuta dai commercianti di pane nei loro viaggi d\u2019affari tra il Veneto ed il Trentino), gli amanti del ciclismo, o quelli delle scalate e dello sci freeride in cerca di un po\u2019 di adrenalina, come pure gli appassionati di storia. Al Pordoi sono legate pagine importanti battaglie della Prima guerra mondiale e meritano una visita il Museo della Grande Guerra e l\u2019Ossario (che si trova nel versante veneto e che raccoglie, in una tomba comune, i resti di 454 caduti germanici e di 8582 austro-ungarici, provenienti dai vari cimiteri di guerra).<br \/>\nDal Passo si ha il pi\u00f9 rapido accesso al Gruppo del Sella per mezzo della funivia, che con un unico balzo, raggiunge i 2950 m slm del Sass Pordoi, lo sperone pi\u00f9 meridionale, noto come la Terrazza delle Dolomiti per la sua caratteristica forma piatta sulla cima, che scende a strapiombo sulle pareti laterali. Nel versante meridionale, infatti, presenta uno strapiombo di 800 m, con una pendenza superiore perfino all\u201980%. Da qui si pu\u00f2 ammirare una spettacolare vista panoramica a 360 gradi sulle montagne circostanti (\u00e8 possibile vedere una serie di gruppi montuosi importanti, tra cui il Sassolungo, il Gruppo della Marmolada il Monte Civetta e tante altre vette delle Dolomiti).<br \/>\nDurante l\u2019inverno questa zona \u00e8 meta di tanti sciatori ed \u00e8 un paradiso per il fuoripista e lo scialpinismo. Ci sono numerosi impianti e piste da sci con tante funivie. Non da meno i contenuti offerti agli alpinisti. Il Sass Pordoi, ubicato subito a nord del passo \u00e8 famoso in ambito alpinistico per le vie di arrampicata storiche che sono state create su di esso: una fra tutte la \u201cvia Maria\u201d, creata negli anni Trenta dalla guida Tita Piaz, sorella del famoso alpinista Tita Piaz e pioniera del turismo in questa zona.<br \/>\nNei mesi estivi \u00e8 attivissimo il ciclismo. Pur non avendo pendenze e difficolt\u00e0 impossibili \u00e8 famoso tra i cicloamatori sia per la bellezza del territorio in cui \u00e8 immerso, sia perch\u00e9 \u00e8 stato scalato fin dagli anni \u201840 dal Giro d\u2019Italia. Inoltre, \u00e8 uno dei passi (insieme a Sella, Gardena e Campolongo) compresi nel Sellaronda e nella Maratona delle Dolomiti, gara di granfondo ciclistica. Dal 2006 \u00e8 anche teatro della cronoscalata amatoriale valida per l\u2019AmaTour (la Coppa del Mondo Cicloamatori): la Arabba \u2013 Passo Pordoi.<br \/>\nDiversi gli itinerari dal Sass Pordoi. Il pi\u00f9 vicino e quasi obbligatorio porta alla forcella del Pordoi 2829 m. Quello pi\u00f9 impegnativo porta al Piz Bo\u00e8, una montagna delle Dolomiti alta 3.152 m, la vetta pi\u00f9 alta del Gruppo del Sella. \u00c8 uno fra i 3000 meno difficili delle Dolomiti per quanto riguarda le difficolt\u00e0 tecniche ed il dislivello da percorrere: la funivia che parte dal Passo Pordoi permette, infatti, di raggiungere la quota di 2.950 m del Sass Pordoi in pochi minuti. La via d\u2019accesso non \u00e8 comunque unica e in base alla preparazione fisica della persona si pu\u00f2 scegliere quella pi\u00f9 adeguata.<br \/>\nDue sono quello che portato da Passo Pordoi. La pi\u00f9 veloce \u00e8 quella della funivia che parte dal Passo Pordoi e arriva al Rifugio Maria, dove \u00e8 presente una terrazza panoramica da dove si possono ammirare le Dolomiti a 360\u00b0, offre l\u2019alternativa pi\u00f9 semplice. Poi si imbocca il sentiero 627 che scende a Forcella Pordoi (2.829 m), e poi con due diversi sentieri si arriva al rifugio Capanna Piz Fassa.<br \/>\nIn alternativa alla funivia, si pu\u00f2 raggiungere la Forcella Pordoi attraverso il sentiero che parte dal Passo Pordoi, subito a fianco del monumento dedicato al grande ciclista Fausto Coppi, e risale il ripido canalone. E poi ci sono gli altri sentieri dall\u2019altro lato.<\/p>\n<p><strong>Cima Coppi<\/strong><br \/>\nLa Cima Coppi per antonomasia \u00e8 il Passo dello Stelvio, che con i suoi 2.758 m \u00e8 il valico stradale pi\u00f9 alto d\u2019Italia e ovviamente la massima altitudine raggiunta dai corridori nella storia del Giro d\u2019Italia. \u00c8 stata istituita nell\u2019edizione 1965 della corsa a tappe di ciclismo su strada professionistico e prende il nome da Fausto Coppi, il Campionissimo, un omaggio a cinque anni dalla sua morte. In cima al Passo Pordoi c\u2019\u00e8 pure il monumento dedicato a Coppi.<br \/>\nNel 1953 fu la prima volta in cui il Passo dello Stelvio divenne protagonista al Giro d\u2019Italia e la Cima Coppi contraddistingue in ogni edizione della gara. Ma il mondo del ciclismo per la prima volta ha fatto tappa al Pordoi nel 1940. In quell\u2019occassione la 17\u00aa tappa del Giro d\u2019Italia andava da Pieve di Cadore ad Ortisei e vinse Gino Bartali. Del Giro, Passo Pordoi ne \u00e8 stato padrone ben 14 volte. E per quattro volte \u00e8 stato sede di arrivo di tappa, nelle edizioni 1990, 1991, 1996 e 2001.<br \/>\nFausto Coppi \u00e8 passato per primo a Passo Pordoi in cinque edizioni: 1947, 1948, 1949, 1952 e 1954. Nel 2023 sono passati esattamente 70 anni dall\u2019impresa di Coppi sul Passo dello Stelvio. Era l\u20191 giugno 1953 quando il Campionissimo strapp\u00f2 la maglia rosa allo svizzero Hugo Koblet al termine di una tappa leggendaria, la Bolzano-Bormio, che gli permise di vincere il suo quinto Giro d\u2019Italia della carriera.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/visit-to-piz-boe-dolomiti\/'>Visit to Piz Boe, Dolomiti<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 569.73 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/visit-to-piz-boe-dolomiti\/?wpdmdl=892&refresh=6a2fbd2cdca891781513516\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato su Panorama il 31 agosto 2023.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei suoi \u201cpensieri sulla Svizzera il poeta romantico inglese William Wordsworth (1770-1850) scrisse che il<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":928,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[160,88],"tags":[],"class_list":["post-597","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-hiking","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/597","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=597"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/597\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1884,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/597\/revisions\/1884"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/928"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=597"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=597"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=597"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}