{"id":600,"date":"2023-10-15T08:59:18","date_gmt":"2023-10-15T08:59:18","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2023\/10\/15\/bunker-di-skrilj-quando-tito-temeva-l-attacco-sovietico\/"},"modified":"2023-11-25T09:55:35","modified_gmt":"2023-11-25T08:55:35","slug":"bunker-di-skrilj-quando-tito-temeva-l-attacco-sovietico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2023\/10\/15\/bunker-di-skrilj-quando-tito-temeva-l-attacco-sovietico\/","title":{"rendered":"Bunker di \u0160krilj, quando Tito temeva l\u2019attacco sovietico"},"content":{"rendered":"<p>Erano gli anni &#8217;50. Anni bui e anni di alta tensione. La guerra era finita per\u00f2 i rapporti in primis con l&#8217;Unione Sovietica erano alle stelle. La paura di una guerra atomica era forte. E per ovviare a questo incombente potenziale problema nell&#8217;ex Jugoslavia sono stati costruiti diversi rifugi antiatomici. Sparpagliati in tutte le repubbliche avevano dei ruoli particolari. Il loro ruolo erano sia militare che civile. Per\u00f2 tutti sono stati costruiti in grande segreto tanto che nemmeno i &#8220;vicini di casa&#8221; sapevano delle loro costruzione anche se magari ne hanno contribuito alla costruzione. Il rifugio pi\u00f9 grande e importante era quello vicino a Konjic, in Bosnia Erzegovina.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Incastonato tra le pendici delle montagne accanto al fiume doveva in caso di pericolo imminente ospitare tutte le persone pi\u00f9 importanti dell&#8217;ex Jugoslavia. Da Tito ai vari presidenti di repubbliche, generali e infine pure la moglie del presidente. Oggi, rimasto intatto, anche se nell&#8217;ultima guerra nel Paese vicino, \u00e8 un attrazione turistica e una specie di capsula del tempo che fu. Diversi bunker\/rifugi sono stati costruiti pure in Slovenia. Sono decisamente di ruolo e dimensioni minori per\u00f2 sempre con ruoli importanti. Negli anni &#8217;50 pure la Slovenia era alla ricerca di un posto ideale per il suo pi\u00f9 importante rifugio. Dopo una lunga ricerca e dopo aver abbandonato la localit\u00e0 scelta per prima si \u00e8 scelta la regione di Ko\u010devje. E pure originale la costruzione in due siti separati e distanti ben 15 chilometri.<br \/>\nDal 1\u00b0 giugno del 2017 \u00e8 stato aperto alle visite turistiche il bunker di \u0160krilj, che per il resto si trova ancora in una zona chiusa a Ko\u010devsko, dove vigono rigide norme di sicurezza. Pertanto la visita e l&#8217;accesso sono possibili solo con preavviso e con un team organizzato di massimo 25 persone, che viene portato in autobus dal centro informazioni turistiche di Ko\u010devska Reka fino al fitto bosco. Il movimento \u00e8 limitato, poich\u00e9 si tratta ancora oggi di un&#8217;area militare, con un poligono di tiro non lontano su un lato. Un ulteriore motivo convincente per entrare direttamente nel sotterraneo militare, ora museo, \u00e8 il fatto che la zona \u00e8 poco trafficata e tranquilla e per cui viene prediletta dagli animali, tra cui gli orsi.<br \/>\nIl bunker di \u0160krilj \u00e8 aperto ai visitatori da quando il Ministero della difesa ha accettato l&#8217;iniziativa del comune di Ko\u010devje di affittare per cinque anni l&#8217;ex edificio militare a scopo turistico. Poi visto il grande successo e grazie ai turisti che hanno rispettato le rigide norme di sicurezza il tutto \u00e8 stato prolungato.<br \/>\nLe tensioni tra Tito e Stalin iniziarono nel 1948. Pertanto, nel 1949, la leadership federale ordin\u00f2 alle autorit\u00e0 repubblicane di costruire strutture di protezione sotterranee da cui avrebbero potuto resistere per tre mesi in caso di attacco e guidare la resistenza locale. Questo \u00e8 esattamente il tempo necessario all&#8217;esercito jugoslavo per prepararsi al contrattacco dopo la ritirata nella Bosnia centrale.<br \/>\nPer questo motivo \u00e8 stato creato il bunker \u0160krilj, costruito nel 1957 per fornire supporto telematico alle vicine strutture militari di Gotenica, nell&#8217;area militare chiusa di Ko\u010devsko, che durante il periodo jugoslavo copriva pi\u00f9 di 220 chilometri quadrati di terreno. La sua costruzione, avvenuta nel pi\u00f9 stretto segreto, fu affidata al politico comunista Matija Ma\u010dek. A 80 metri sotto la superficie costruirono un bunker con 500 metri di corridoi e sei stanze sotterranee, dove 30 persone avrebbero potuto sopravvivere per 100 giorni senza aiuto esterno. La superficie interrata \u00e8 di circa 800 mq.<br \/>\nNel 1953 l&#8217;esercito jugoslavo inizi\u00f2 per la prima volta a costruire il bunker, ma poich\u00e9 non ci riuscirono, Ivan Matija Ma\u010dek ingaggi\u00f2 l&#8217;ingegnere Kodela. Questi fece che la costruzione inizi\u00f2 tutto da capo. In cinque anni, 80 persone hanno partecipato alla sua creazione. Si \u00e8 trattato di personale ben controllato, poich\u00e9 le informazioni su questo progetto militare non potevano uscire in regione ne altrove. Le misure furono sempre le stesse. Gli operai, professionisti nel loro mestiere venivano prelevati, bendati e cos\u00ec fecero dei lunghi percorsi in corriere e camion fino ad arrivare nel luogo, ma non fino al singolo bunker. No, perch\u00e9 neppure gli autisti dovevano sapere il luogo finale e per cui pure loro venivano cambiati lungo il lungo percorso.<br \/>\nAnche i generali jugoslavi non avrebbero dovuto avere accesso alla zona di Gotenica e \u0160krilje. Tito venne in regione a pi\u00f9 riprese. Discordanti i dati su quante volte. Due o tre volte, sia a Gotenica che a \u0160krilje. Due volte avrebbe dovuto stare nei bunker, ma ai suoi generali non fu permesso di stare l\u00ec. Si dice che \u00e8 entrato una volta nel bunker di \u0160krilje da solo con un generale locale. Talmente il tutto era segreto.<br \/>\nMa come si presenta il tutto oggi? Non molto diverso che all&#8217;epoca. Una volta arrivati al punto pi\u00f9 vicino che pu\u00f2 arrivare il mezzo turistico vediamo l&#8217;ingresso alla zona militare. Ci incamminiamo e dopo poco iniziamo una leggera salita. Arriviamo a una prima casa, piccola a un piano e poco alzata. Ci spiegano che era la casa-cucina durante la costruzione. Solo qui i lavoratori potevano uscire per un po&#8217; di aria pulita e a mangiare prima di tornare alla costruzione del bunker. Inutile dire che da qui non si vede null&#8217;altro che il fitto bosco e un totale silenzio. A parte il suono delle foresta non si sente altro.<br \/>\nL&#8217;ingresso al vero bunker e poco pi\u00f9 in alto ed \u00e8 poco pi\u00f9 che una porta nella collina. Mimetizzato al massimo. L&#8217;ingresso nei sotterranei inizia con una stanza piena di armadietti, dove i visitatori lasciano i loro telefonini e altri eventuali dispositivi di registrazione. Il sentiero prosegue poi lungo un lungo corridoio freddo, dicono che qui ci siano circa otto gradi. Mentre la temperatura nelle zone giorno e lavoro del bunker \u00e8 costante, 17 gradi.<br \/>\nDopo qualche decina di metri di questo corridoio leggermente curvo capiamo meglio. Infatti arriviamo alla zona dove alla sinistra continua il corridoio curvo, mentre alla destra che una massiccia porta mettalica, Questo corridoio continua e terminano alla cieca. E&#8217; fatto cos\u00ec per motivi di sicurezza, per la possibile onda d&#8217;urto dell&#8217;esplosione. L&#8217;ingresso principale, quello alla destra, un tempo originale, \u00e8 sorvegliato da una porta d&#8217;acciaio del peso di cinque tonnellate. Enorme da guardare, oggi \u00e8 posata di lato per facilitare la visita ai turisti.<br \/>\nLe pareti di cemento armato del bunker sono spesse un metro e mezzo, circondate da salotti, che impediscono l&#8217;ingresso dell&#8217;acqua. Per la sua costruzione in ogni fase \u00e8 stato utilizzato il meglio che si poteva ottenere all&#8217;epoca. Quindi gli interruttori provenivano dalla Germania, il sigillante dalla Svezia e simili. Al contrario dei vari rifugi fatti dopo, qui si \u00e8 appoggiato al meglio reperibile all&#8217;estero. In futuro questi siti venivano costruiti esclusivamente con materiale nazionale.<br \/>\nIn tutti questi anni, tuttavia, l&#8217;edificio \u00e8 stato anche ben mantenuto, come dimostra eloquentemente le sue condizioni attuali. Quando il bunker fu aperto al pubblico, non ebbe bisogno di essere ristrutturato grazie al suo ottimo stato. Anche l&#8217;attrezzatura \u00e8 originale, alcune cose, quelle pi\u00f9 sensibili per motivi di sicurezza sono state portate da Gotenica.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un altro fusibile davanti alle stanze principali del bunker. Vale a dire, un lavandino, una doccia e una tuta spaziale su una gruccia. In caso di utilizzo di una bomba atomica o di veleni di guerra, qui veniva curata la disintossicazione prima di entrare nella parte pi\u00f9 lontana del bunker.<br \/>\nDal corridoio si accede poi alla sala da pranzo e alla cucina, sotto la quale si trova un serbatoio per l&#8217;acqua di 25 metri cubi. Mentre scavavano per costruire un bunker, si imbatterono addirittura in una sorgente d&#8217;acqua naturale. Fortuna, visto che vicino ci sono pochi fiume e sorgenti.<br \/>\nAlle camere da letto con letti a castello seguono gli spazi di lavoro, una sala di comando e una sala per le telecomunicazioni. Qui c&#8217;erano 40 trasmettitori radio e telefoni. A quel tempo, il responsabile della sicurezza doveva venire una volta alla settimana per verificare il perfetto funzionamento di tutti i dispositivi.<br \/>\nAncora oggi nel bunker sono in funzione due generatori che forniscono elettricit\u00e0 e anche il sistema di ventilazione \u00e8 regolato. \u00c8 presente anche un&#8217;uscita di sicurezza, rappresentata da un tunnel verticale con scala.<br \/>\nMa ci si chiede cosa accadrebbe se l&#8217;Unione Sovietica avesse davvero lanciato la bomba atomica e dovessero lasciare il bunker dopo tre mesi. Di sicuro andrebbero incontro a radiazioni a alla futura morte. Difficile sopravvivere e in primis qui in quanto in questo bunker dovevano essere solo i militari per la comunicazione e non i politici. E per cui\u2026 sacrificabili per il bene comune. Per i politici i tempi previsti di chiusura erano ben pi\u00f9 lunghi e con una sicurezza maggiore.<br \/>\nDopo circa un ora di visita nel bunker usciamo fuori nel silenzio del bosco. Siamo usciti nel 21.esimo secolo dopo essere vissuti in una capsula del tempo. Una capsula degli anni &#8217;50 con colori e materiali dell&#8217;epoca e dove l&#8217;aria e pura quasi come quella esterna e senza nemmeno un po&#8217; di polvere. Un ora pu\u00f2 sembrare molto per un bunker non tanto grande, ma bisogna fermarsi e pensare come si poteva qui immaginare la vita per giorni o magari settimane essere chiusi e senza la luce del sole. Un gruppo piccolo di persone che avevano i ritmi prefissati di 8 ore di lavoro, 8 di dormita e otto di &#8220;svago&#8221;. E proprio queste ultime 8 ore erano di sicuro quelle infinite.<br \/>\nLa guerra atomica non \u00e8 mai venuta e oggi per fortuna questo bunker \u00e8 solo un attrazione turistica al contrario di quello di Gotenica che rimane offlimit per volere del ministero degli affari interni. Interessate che i progetti e dati pi\u00f9 concreti di quelli visibili a occhio nudo di questo bunkr ancora oggi sono top secret. Neppure alle guide \u00e8 stato dato nessun dato in pi\u00f9. Rimane un segreto militare. E le foto che accompagnano questo articolo? Sono tutto foto autorizzate e che sono state possibili fare in punti precisi e controllate. Sono il tunnel dell&#8217;entrata e in centro principale per le comunicazioni. Il resto rimane nell&#8217;occhio e nella mente di chi lo visita.<br \/>\nE una volta usciti e tornati alla &#8220;civilt\u00e0&#8221; non rimane che il pensiero di cosa altro potrebbe nascondere quest&#8217;immensa foresta militare. Una foresta di cui circolano da sempre pi\u00f9 leggende che reali certezze.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/visit-to-bunker-skrilj-kocevje\/'>Visit to bunker \u0160krilj, Ko\u010devje<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 278.20 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/visit-to-bunker-skrilj-kocevje\/?wpdmdl=895&refresh=6a297276180b31781101174\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato su Panorama il 15 ottobre 2023.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Erano gli anni &#8217;50. 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