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Le origini sportive in Dalmazia e in primo luogo a Spalato sono lontane. Come abbiamo visto il calcio ha ormai una tradizione ormai centenaria. Il nuoto e pallanuoto organizzati sono ormai praticati da più di 100 anni. Non di meno sono gli altri sport. La Dalmazia insomma è stata ed è fondamentale per lo sviluppo dello sport in Croazia. Leggendo libri e pubblicazioni varie si trovano tantissime informazioni sullo sport dalmata e spalatino. Informazioni che ci parlano della loro storia, del loro sviluppo. Ripercorrono quasi tutti i principali avvenimenti. Quasi, perché ci sono dei periodi ombra che per svariate ragioni sono state e sono tutt’ora cancellate o talmente marginate da essere ai più completamente sconosciute. Nella prima puntata abbiamo visto come è avvenuto il passaggio di regime e quale è stata la reazione degli sportivi. Vediamo ora più in dettaglio come i vari sport hanno reagito e quali sono state le loro attività.


Anche se le  manifestazioni di atletica e cross possono sembrare semplici da organizzare poche sono state le attività.  Le prime gare le registriamo nel 1941. A Spalato il 22 settembre fu organizzato  il campionato cittadino seguito il 26  ottobre da quello provinciale al quale parteciparono una quarantina di atleti da Salona (Solin) a Traù (Trogir) all’isola di Curzola (Korčula). Per motivare gli sportivi a una maggiore attività nel campo dell’atletica e del cross il nuovo regime decise di organizzare nella primavera del 1942 una gara con un notevole monte premi. Come scrive il Popolo di Spalato del 24 gennaio 1942, al vincitore spettavano 300 lire, al secondo classificato 200, al terzo 150, al quarto 100 e al quinto 80 lire. Inoltre veniva fatto notare che il vincitore avrebbe partecipato ai campionati nazionali della GIL a Roma. Vinse un atleta di Blatta (Blato) sull’isola di Curzola (Korčula) seguito da uno di Castel San Giorgio (Kaštel Sućurac) e da un altro di Traù (Trogir). Purtroppo i nomi non sono stati pubblicati.
Bisogna far notare che in questi anni c’era un forte accento all’attività di atletica a livello scolastico nella GIL e nel GUF mentre l’attività “seniores” era praticamente assente. Nel 1942 venne deciso di organizzare i campionati cittadini e poi a seguire quelli provinciali. La Dalmazia era divisa all’epoca in tre province: Cattaro (Kotor), Spalato e Zara.
Registriamo pure una competizione di atletica riservata agli alunni della scuole medie che si svolse l’11 giugno 1942. Parteciparono alunni e alunne in cinque discipline: corsa di 50 metri, salto in alto, salto in lungo, lancio del peso e lancio del giavellotto.

Automobilismo e motociclismo
Anche se questo sport era appena agli albori, ben poche erano le attività. L’unica notizia di rilievo di questi anni è rappresentata  dalla nomina dei dirigenti per la R.A.C.I. di Spalato. Commissario straordinario era stato nominato Mate Milisich (proprietario di una libreria) e come  suo vice il dottor Settimo Gagliardi.

Calcio, il grande preferito
Assieme al pugilato il calcio era l’attività preferita dell’epoca: in questo segmento grande fu la resistenza al cambiamento di regime. Vista la netta opposizione della dirigenza dell’Hajduk a ogni forma di cooperazione, come già detto, venne fondata la nuova società calcistica denominata: A.C. Spalato. Il presidente regionale del CONI per la Dalmazia, il dottor Mastretti, aveva assicurato nel 1942 che allo Spalato sarebbe stato garantito un posto nel campionato italiano (senza però precisare il livello di competizione). Il problema maggiore era che non solo i dirigenti non volevano collaborare, ma nemmeno i migliori giocatori rimasti a Spalato volevano venire a giocare né allenarsi con la nuova società. Il fatto era più che comprensibile visto il grande attaccamento degli spalatini verso l’Hajduk, la squadra più volte campione della Jugoslavia e con la quale la città “respirava” ormai da 30 anni.
Sul Popolo di Spalato dell’11 giugno apparve il primo invito pubblico  ai dirigenti e ai giocatori  di rientrare nella società. Furono espressamente invitati alla prima riunione: i dirigenti P. Kaliterna,  Tommaseo, F. Kaliterna, Lukas, Gazzari, Pollini, Blazevich, Duplancich, Mitrović, l’allenatore Benčić e i giocatori A. Marušić, J. Matošić, Ciapeta, Bakotić, Alujević, Martic, S. Zelić, Z. Zelić, Krstulović, Batinić, Brkljača, Radovniković, Nedoklan, Žanetić, Duplančić, Lolić, Vidjak e Muljacic. Praticamente tutti rifiutarono l’invito cosicché in seguito furono chiamati pure i giocatori di ASK, Nada, Majstor, Split e Hajduk e tutti gli altri che vogliono di venire al campo di calcio denominato Bruno Mussolini, il figlio di Benito morto in un incidente aereo.
Nonostante tutti gli inviti pubblicati via giornale e pressioni varie alla nuova società calcistica mancavano i giocatori. Alla fine si arrivò ad una decisione salomonica. Tutti i giocatori, sia quelli che al momento militavano nella squadra sia gli ex, vennero registrati automaticamente come membri della A.C. Spalato.
Se a livello seniores il successo era quasi nullo, meglio andava a livello di scuola media. La squadra del GIL di Spalato riuscì a giocare due partite di qualificazione. Giocarono questi giocatori: Tomich, Stipizza, Calebotta, Ferleta, Covachev, Rosga, Volich, Kesler, Giorgi, Bosich, Bralich. È noto che nella prima partita contro il GIL di Zara gli spalatini vinsero per 2-0, mentre contro la squadra di Cattaro (Kotor) vinsero per 3-1. A segno per gli spalatini andarono Bralich, Kesler e Giorgi. Dopo aver vinto il torneo di andata, gli spalatini prevalsero pure in quello di ritorno ottenendo così la possibilità di giocare la finale nazionale. Però gli spalatini non parteciparono mai alla finale nazionale.
Da notare che in diverse occasioni furono annunciate partite della AC Spalato. Prima contro la nazionale del comando militare di Spalato, poi a Zara contro la locale AC Dalmazia e infine contro una squadra dell’aviazione di Divulje. Non si sa se queste partite furono mai disputate.
Fu organizzato pure un campionato delle scuole medie di Spalato con la partecipazioni di quattro istituti scolastici. Vinse la scuola tecnica vincendo la partita decisiva contro la scuola commerciale. Seguirono le scuola media classica e quella reale. Anche se non fu così, il Popolo di Spalato presentò questo campionato come il campionato dei comandi GIL.
Sono stati pubblicati i nominativi dei partecipanti:
Scuola media tecnica: Nedoklan, Tomich, Butirich, Kanaet, Zubacich, Bacic, Grabich, Matosich, Vas, Tomich e Alujevic.
Accademia commerciale: Podrug, Luger, Vurkovich, Svelja, Duplancich, Roje, Surijan, Culic, Peran, Fradelich e Kacic.
Ginnasio classico: Borcich, Fradelich, Bonetti, Raitober, Kukoch, Grgic, Benzon, Matutinovich, Pilich, Pavlov e Vidakovich.
Ginnasio reale: Lucin, Lemma, Asanovic, Zelic, Kerich, Humski, Quien, Kovacev, Grisogono, Batinich e Santich..

Nuoto e pallanuoto
Le attività di nuoto iniziarono con i campionati delle scuole medie il 21 giugno 1942 sia nella categoria maschile che in quella femminile. Questi campionati furono inoltre validi come qualificazione per i campionati italiani della GIL. Il tutto venne  organizzato dalla neocostituita Juventus (subentrata alla Jadran). Previsti tre stili: libero, dorso e farfalla sulla distanza di 33 e 50 metri. Inoltre ci fu la gara di staffetta mista. I giornali d’epoca scrivevano della partecipazione di quasi 300 nuotatori.
A Spalato si disputarono pure le finali Interfederali il 16 luglio per i nuotatori. Prevalsero gli spalatini con 59 punti seguiti da Cattaro (Kotor)  con 51 e Zara con 33 punti. Però alle gare finali Spalato come squadra non partecipò visto che a Bologna arrivò un solo nuotatore che giunse decimo nei 100 metri stile libero. Più fortunate le nuotatrici. Anche se nei campionato Interfederali del 23 agosto a Spalato giunsero seconde dietro a Cattaro alle finali di Torino riuscirono a conquistare un secondo posto nei 100 metri rana finendo come squadra al nono posto.
La Juventus decise di organizzare i campionati cittadini il 2 agosto 1942. Con l’avvicinarsi del giorno della gara, visto lo scarso interesse dei nuotatori vennero promessi ricchi premi in denaro per i primi tre. Alle fine però le gare furono annullate con la spiegazione ufficiale che vi erano problemi tecnici, anche se era noto lo scarso interesse e i pochi iscritti.
Se il campionato di nuoto non ebbe successo, lo stesso 2 agosto ci fu una partita di pallanuoto. Una partita “illegale”. Infatti gli ex giocatori della Jadran e quelli della Volk organizzarono una partita alle Bačvice (Botticelle). A fare da arbitro fu Zdravko Birimiša. La parta attirà moltissimo pubblico, ma pure la polizia. Infatti la partita non era annunciata, per cui non era “legale”. La polizia irruppe sul “terreno di gioco” con diverse imbarcazioni e parecchi poliziotti “via terra”. La partita inevitabilmente fu interrotta e pubblico e giocatori furono cacciati via.
Nello stesso giorno si giocò un altra partita di protesta di pallanuoto tra i giocatori di Vranjić e Kaštel Gomilica da una parte e i giocatori delle Stinice di Spalato dall’altra. La partita diretta da Bogdan Simunić si svolse nella riva di Vranjić e fini 4-2 per gli spalatini.

Pallacanestro al femminile
Le cestiste spalatine disputarono la prima partita “immortalata dalle cronache” il 25 gennaio 1942. Nel centro GIL di Spalato affrontarono con successo le cestiste di Zara vincendo per 25-15 (7-9). Un risultato d’altri tempi. Per le Spalatine giocarono: Dvornik, Zavagni, Carbonini, Tocigl, Martić, Fanfogna, Novak e Hoffman. Nella rivincita a Zara prevalsero le zaratine per 10-7. Seguirono altri incontri tra queste due società, meno seguiti  dai media. Nello stesso anno le due squadre parteciparono alle qualificazioni per i campionati nazionali del GIL nel girone 17 con le squadre di Chieti, Pesaro e la Lettitti di Venezia. Nell’impossibilità di fare grandi viaggi le spalatine giocarono solo le partite contro le zaratine. Persero entrambe. A Spalato per 41-21 e a Zara per 21-8. Alla fine le zaratine si qualificarono alla fase finale.

Pugilato
L’attività di pugilato fu a livelli minimi. Il primo campionato a livello di GIL venne organizzato nel marzo del 1942. Tutta l’attività fu dovuta al grande entusiasmo di Paolo Lissich, allenatore delle giovani leve pugilistiche spalatine. Da lui furono organizzati corsi e allenamenti di pugilato presso il Palazzo della GIL, poi diventato Omladinski dom.

Vela
L’attività di vela non fu molto seguita. Le gare a Spalato si organizzavano tra Sustipan e le Bačvice. Il Circolo della Vela Adria organizzò la prima regata il 18 luglio 1942, seguita dal primo campionato societario del 9 agosto. Dal 13 al 15 settembre 1942 ci fu il primo campionato cittadino organizzato in diverse categorie. Alla fine ci fu il campionato Interfederale del GUF, una specie di campionato della Dalmazia nel quale prevalse Zara con 44 punti, seguita da Spalato con 34 e Cattaro (Kotor) con 11 punti.

I «non italiani» fecero muro
La prima parte di questa serie di articoli l’abbiamo chiusa con la notizia pubblicata il 31 maggio 1942 dal quotidiano locale, Il Popolo (subentrato al San Marco e uscito dal 1.mo dicembre 1941 al 10 settembre 1943) sulla fondazione delle nuove società che andranno a sostituire le cinque ribelli. Cinque nuove società per calcio, canottaggio, nuoto, vela e tennis. Quella notizia fu appresa da una parte con stupore e dall’altra come un tentativo di conciliazione tra la nuova realtà italiana e quella che era restia ai cambiamenti. Dividere le cariche dirigenziali di queste cinque società a metà tra italiani e “non italiani” poteva essere forse in quel momento difficile una buona idea da parte della nuova dirigenza cittadina portata alla conciliazione e al bene dello sport che era quasi “morto”. Ma dall’altra parte l’idea doveva avere il pieno appoggio dei “non italiani” presenti in quelle liste e che vi erano stati inseriti in grande parte senza il loro consenso. E proprio lì si verificò il più grande problema. Infatti le cronache dell’epoca ci narrano che ci fu una grande resistenza nel lavorare in queste nuove società. Delle 29 persone nominate nelle nuove società solo due accettarono di assumere l’incarico. Una per il calcio e l’altra per il canottaggio. Insomma un’idea che si trovò quasi subito con un muro dinanzi. Questa realtà è venuta alla luce negli anni che seguirono in primo luogo grazie al lavoro accurato del giornalista Antun Kisić che dalla sua casa in via Istarska 15 dal 1941 al 1945 redasse una sua cronistoria degli avvenimenti cittadini di quei tempi, tra i quali pure quelli sportivi. Un lavoro accurato e reale, lontano dalla propaganda che caratterizzava i mass media. Basti sapere, come scrive Kisić, che gran parte delle persone inserite in quelle liste di dirigenti sportivi furono contrarie a lavorare con il nuovo regime e che finita la guerra quasi tutti entrarono nella dirigenza delle nuove società sportive, ma pure negli organi politici ricoprendo importanti ruoli sia a livello politico sia militare, in Croazia e Jugoslavia. Di sicuro, conclude Kisić, erano persone non vicine al regime italiano e non “compromesse” come si pensò in un primo tempo.
Visto il clima che si respirava in quegli anni a Spalato e la volontà di dedicarsi allo sport degli spalatini nonostante il cambiamento di regime, vediamo ora quali sono state le varie attività e quali i successi i quegli anni difficili.

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