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Quello di Lokve – Loque, in italiano –, insieme con i laghi di Bajer, Lepenica e Valići, è uno dei bacini artificiali "costruiti" nel secolo scorso nel Gorski kotar e attorno a Fiume per potenziare le possibilità idriche di tutta la regione. Siamo abituati a vederli pieni d'acqua verde-azzurra e quasi non ci pensiamo al fatto che non sono naturali ma creati dalla mano dell'uomo, ignorando spesso che sotto la loro superficie si nascondono vicende interessanti, nate prima della loro formazione. Alcune sono anche storie tristi, perché – come avvenuto anche in altre parti del mondo in analoghe situazioni – che hanno sommerso interi villaggi, costringendo la popolazione ad abbandonare le proprie case e le attività. Per il lago di Lokve ciò avvenne negli anni Cinquanta. A sette decenni di distanza, cosa nascondo oggi i fondali di questa riserva idrica?

Lo svuotamento del bacino – avvenuto, per la prima volta dal 2001, nelle scorse settimane, per procedere con i lavori di pulitura (che si fanno ogni vent'anni, slittati nel 2021 causa Covid-19), oltre che di revisione e manutenzione dell'impianto idroelettrico del Vinodol (sia il lago di Fužine/Fusine che quello di Loque sono collegati con una serie di tubi alla centrale idrica di Tribalj, alle spalle di Crikvenica) – ha lasciato spazio a uno scenario a dir poco inedito, speciale e difficilmente immaginabile, spettrale e affascinante al tempo stesso, quasi lunare, che si potrà ammirare fino alla fine di agosto. E, allora, come si presenta il lago in questi giorni? Per farsi un'idea, basta percorrere la vecchia strada che collega Fiume con Zagabria. Qui ci sono due punti panoramici fantastici per godersi una veduta sul lago di Loque così com'è oggi.
L'acqua si è quasi completamente ritirata e sono riaffiorati i resti di un paesaggio oggi inquietante, ma che un tempo doveva essere molto diverso... La prima cosa che colpisce sono i "colori", inaspettati. Il lago, "incorniciato" dalla rigogliosa vegetazione dei boschi circostanti, ora sembra un vasto deserto, dove il gioco del verde e del blu delle sue acque è scomparso, sostituito dalle varie sfumature di marrone a tratti tendente al viola, che caratterizzano il fondale. Per vedere il tutto e meglio, scendiamo fino alle sue sponde e un ex motel che ha conosciuto giorni migliori (e che ancora aspetta di poterli rivivere) anche se negli anni è diventato una delle zone preferire per i bagnanti in cerca di un po' di ristoro dalle caldane estive. È da questo punto, dalla spiaggia, dove la riva scende lievemente, che si può accedere con maggiore facilità, anche se non è semplicissimo "entrarvi" e passeggiare in tutte le sue parti (quella a sud è la meno turistica e quindi non esistono punti legati al lago).
Il terreno ormai è abbastanza solido, secco, screpolato dall'arsura, mentre la fanghiglia copre ormai pochissime zone. Bisogna comunque fare molta attenzione dove si mettono i piedi, superando gli "ostacoli" che ci sono nel cammino. Infatti, ci sono ancora delle sorgenti di acqua che continuano a entrare nel lago (niente può fermare la forza della natura!), che oggi hanno dei colori strani, che portano al viola. Sorprende la piccola quantità di "materiale" che si trova in loco. Il lago, che non è stato ancora pulito, e quindi lo troviamo nella forma "originale", non contiene molta sporcizia, oggetti di plastica e rifiuti. Quello che si può notare subito è invece la grande quantità di tronchi d'albero e rami, caduti chissà quanti anni fa.
In tutta la parte sud, fino al canale che va verso Mrzle Vodice, ci sono appena tre case in riva al lago. Siccome questa distesa d'acqua era tradizionalmente navigabile, troviamo pure alcune zattere legate alla riva e abbandonate, così come qualche barca. Nei fondali rimane soltanto un'imbarcazione, ormai spezzata e probabilmente affondata e dimenticata. E il mondo animale? Per fortuna, quando ci sono questi svuotamenti programmati, si pensa a quasi tutta la fauna lacustre, nel caso specifico ai tanti pesci, quasi tutti spostati prima dell'inizio dell'operazione.
Proseguiamo verso Mrzle Vodice e ci imbattiamo nei "ruderi" di un antico insediamento: infatti, per creare il lago è stato "inghiottito" un intero borgo che all'epoca contava 400 abitanti, che passavano le loro giornate allevando il bestiame e coltivando la terra, c'erano una locanda, una pasticceria, cinque segherie, una settantina di abitazioni. Tutta la popolazione è stata sfollata, trasferendosi a Fiume, Čavle e altrove, e la gente ha ottenuto un risarcimento dello Stato per la perdita delle terre. Delle tante case di una volta oggi sono rimaste visibili soltanto cinque; tutte le altre sono state distrutte dall'acqua che le ha sommerse ormai settant'anni fa. Qui, infatti, sorgeva il paese di Srednji Jarak, "sacrificato" al progresso. Accanto a questo villaggio passava una delle opere infrastrutturali più maestose realizzate dalla monarchia asburgica in questi territori, ossia la Luisiana, che collegava Fiume con l'entroterra, in primis Karlovac.
Realizzata nel 1805, ossia quasi 220 anni fa, a lago prosciugato si presenta in ottime condizioni (solo una parte è andata persa), quasi completamente percorribile pure oggi con delle normali automobili. Non c'è neppure il rischio di finire fuori carreggiata. I vecchi cippi ai bordi della strada sono quasi tutti al loro posto. Due sono i ponti più famosi della Luisiana: quello dell'Imperatore, presso Mrzle Vodice – un tempo vi transitavano oltre 400 coppie di cavalli al traino di carrozze e carri –, e un altro che si trova all'inizio dell'uscita dal canyon. Sono ben conservati entrambi. Non per nulla questa parte nord del lago è in questi giorni molto trafficata e sono in tanti a non volersi perdere l'occasione di visitare il lago e passeggiare lungo la Luisiana, un'esperienza indimenticabile e forse anche irripetibile.
Sono stati annunciati diversi concerti e altri eventi, con l'obiettivo di attirare quanti più visitatori in una zona del Gorski kotar che non ha un turismo organizzato come ad esempio Fusine. Le stesse potenzialità del lago sono poco sfruttate. Esiste un sentiero che fiancheggia la riva e che non è molto curato in tutta la sua estensione – il tragitto par compiere tutto il giro del lago è lungo ben 17km e per farlo servono almeno cinque ore, visto che ci sono parecchi saliscendi –, per cui non attira molte persone. Come hanno commentato diversi abitanti di Lokve, è "un peccato che lo svuotamento del lago non avvenga più spesso. Oggi ci sono molto più turisti rispetto al solito". Quando in autunno il lago verrà di nuovo formato, magari si troverà qualcuno che saprà come renderlo più "attraente". Vedremo.
Il lago si è prosciugato per mesi. È stato necessario rilasciare 35 milioni di metri cubi d'acqua. I lavori di manutenzione dovrebbero essere completati entro la fine di agosto. Successivamente, l'acqua inizierà a tornare al lago Loque, attraverso afflussi naturali, quindi la velocità di riempimento dipenderà dalle condizioni meteorologiche. E tutto, lentamente, tornerà come prima, per altri vent'anni.

Cenni storici
È una delle “perle” dell’offerta turistica del Gorski Kotar per tutti gli amanti della natura e delle numerose attività sportive e ricreative che il lago e i suoi dintorni offrono. Noto come il “lago della Gioventù” ai tempi del socialismo, è il più vasto e profondo lago della regione, con i suoi 2,1 km² di superficie e oltre 40 metri di profondità. La diga del bacino artificiale, alta 48 metri, venne costruita tra il 1952 e il 1955 (vi parteciparono 27mila giovani volontari), necessaria per il funzionamento della centrale idroelettrica “Nikola Tesla”.
Il lago di Lokve è un lago artificiale, creato quando il fiume Lokvarka fu interrotto durante i lavori di quest’opera. In seguito, l’ex valle verde che ospitava un abitato, tre segherie e diversi chilometri della famosa strada Ludovicea, è stata ricoperta da un lago artificiale verde-azzurro. Le famiglie dell’insediamento di Srednji jarak, che si erano stabilite in quel luogo dopo la costruzione della via Ludovicea nel 1805, furono sfrattate per sempre.
Sul lago si sono svolte diverse manifestazioni sportive. Tra queste, va ricordato il primo campionato del mondo di orientamento subacqueo, numerose regate internazionali di canottaggio, mentre dal 1978 qui si tiene il tradizionale raduno di alpinisti, ciclisti e altri amanti della natura con i nomi POJ e BOJ (walking or cycling intorno al lago). Il lago di Lokve è anche un luogo molto frequentato dai pescatori, poiché è ricco di cavedani, carpe, carassi, trote e altri tipi di pesce. Nel 1973 è stata catturata qui la più grande trota di fiume del mondo, con un peso incredibile di 25,40 chilogrammi. È anche adatto alla balneazione e alla navigazione.

Menzionata già nel ’400
Lokve, piccolo comune del Gorski kotar di circa mille abitanti (con i paesi vicini arriva a 2.500), a metà strada tra Delnice (a circa 6 km di distanza) e Fužine, si trova all’incrocio tra le città menzionate e Crni Lug a nord e Mrkopalj (a 13 km) a est. La città è citata già nel XV secolo: compare, con il nome latino di Loque, in un contenzioso su alcune proprietà scoppiato nel 1432 tra Ulrico, conte di Cilli (di Celje) e il casato dei Frankopan o Frangipane, nonché in un documento con cui Mattia Corvino, re d’Ungheria e di Croazia, esentava i commercianti della zona dal pagamento di alcune tasse. Lokve vedrà il suo più grande sviluppo nell’Ottocento con la costruzione della Ludovicea, uno dei miracoli tecnologici dell’epoca, la strada che collega Fiume e Karlovac (così nominata in onore dell’augusta Ludovica, moglie dell’imperatore Francesco I, come scriveva il Kobler nelle sue Memorie per la Storia della Liburnica Città di Fiume).
La zona è attraversata dal fiume Lokvarka, che scorre vicino al villaggio ed è la principale fonte d’acqua del lago. La cittadina è situata in una vallata circondata da una serie di cime: Ponikvarski vrh (844 slm), Oštrac (931 slm) a nord, Sopački vrh (974 slm) a est, Bukovac (985 slm) e Špičunak (1023 slm) a sud. A ovest, si erge sopra il lago di Lokve, a 1.071 metri sul livello del mare, lo Sljeme.
Vicino all’ingresso di Lokve, sul lato di Delnice, troviamo la grotta Lokvarka, la più profonda tra quelle aperte ai visitatori in Croazia e uno dei fenomeni turistici più importanti in questa parte del Paese. La lunghezza del percorso è di circa 900 metri, mentre quella totale della grotta è di 1.200 metri. La grotta si compone di quattro gallerie, di cui tre accessibili al pubblico.

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Pubblicato su Panorama il 15 giugno 2023.

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