Plitvice è un fenomeno naturale noto in tutto il mondo. Parco nazionale dal 1949 e dal 1979 nella lista dell'ONU. Conosciuta in tutto il mondo e una delle mete turistiche principali in Croazia. Però ad appena 30 chilometri sorgono le cosiddette Piccole Plitvice. Una cittadina che sempre di più stà attirando un numero crescente di turisti. Si tratta delle Rastoke, un gruppo di case accerchiate di acqua con ruscuelli e tante cascate, del tutto uniche e da vedere da tutte le parti.
Buona parte dei turisti che vanno alle Plitvice devono passare per Rastoke. O meglio devono passare per Slunj. Infatti le Rastoke fanno parte della cittadina di Slunj. Situata ad appena 50 chilometri da Karlovac e proprio sulla strada per Plitvice. Per chi parte da Fiume due le possibilità. Oppure andare fino a Bosiljevo e prendere poi l'autostrada per Spalato e infine uscire nei pressi di Ogulin per proseguire fino a Slunj. Oppure andare dritti fino a Karlovac e poi fare la vecchia strada per la Dalmazia. In ogni caso sono poco più che 150 chilometri.
Senza guardare la mappa ci si accorge ben presto di essere vicino a Slunj-Rastoke. Il numero di ristoranti e alberghi cresce sempre di più. Una volta entrati a Slunj ci aspetta subito il parcheggio e uno dei panorami migliori per goderci questo fenomeno naturale. Infatti dal parcheggio abbiamo la visione di tutto il villaggio di Rastoke e delle più grandi cascate, nonché del fiume Slunjčica. Fattasi una prima impressione del tutto non resta che scendere.
Due le possibilità, ma che comunque ci conducono a fare un cerchio. Prendiamo quella di sinistra che è la più vicina all'entrata del villaggio. Scendiamo a il rumore dell'acqua diventa sempre più forte e imponente. Scendiamo fino al livello dell'acqua e passiamo il ponte. Da subito il tutto diventa molto turistico con bar, negozi ed altro. Ma troviamo subito pure dei piccoli ruscelli con tanto di pesciolini. Ora c'è solo l'imbarazzo su quale stradina prendere. Però più avanti si nota che il tutto è più verde e le case più vecchie e di legno. Andiamo avanti, saliamo a passiamo il vecchio ponte di legno, recentemente rinnovato e arriviamo nelle "vere" Rastoke. Arriviamo nella parte più vecchia e oggi un vero museo a cielo aperto.
Fino a qualche anno fa questa zona era a pagamento, ma ora l'entrata è gratuita. Qua ognuno può immergersi in un mondo di almeno due secoli fa. Diversi i sentieri e ruscelli. Qualche piccola cascata e case di secoli fa. Aperte e visitabili ognuna ha una sua storia da raccontate tutto legata alla regione. Dagli usi e costumi fino alle attività dei propri abitanti nei secoli. Diverse le panchine dove sostare a goderci la natura, ma pure diversi punti panoramici per vedere le più grandi cascate. In un punto è possibile pure scendere quasi al livello della Slunjčica e fino alla grotta. E qui ci si rende conto di quanto è imponente la forza della natura e di tutta quest'acqua che circonda questo villaggio.
Una volta visto il tutto possiamo uscire da questo "isolotto"-museo e continuare il nostro giro panoramico. Andiamo sempre avanti accanto ad uno dei ruscelli e scendiamo al posto più basso e meridionale di Rastoke. Qua c'è un grande e nuovo ponte che ci permette di ripassare nella parte del parcheggio. Una volta passato il ponte c'è un nuovo sentiero che ci fa risalire fino al punto iniziale. Ma in questo ritorno possiamo ancora godere l'imponenza delle cascate e la parte occidentale di Rastoke.
Però completando questo giro non deve finire la nostra visita a Rastoke e a Slunj. Infatti dalla zona parcheggio vediamo a poca distanza in cima alla collina quelli che sembrano dei ruderi. Più vicino ci rendiamo conto che è una zona ristorante, però poco lontano e in basso sorge il vecchio castello di Slunj. Immerso nel verde e circondato dall'acqua, sorge ben sopra al fiume. E' collegato da un ponte che parte dalla parte vecchia di Slunj. Ormai la vera Slunj e non più quella turistica di Rastoke. Qui subito all'entrata troviamo la statua dedicata a Milan Neralić, uno dei cittadini più illustri di Slunj.
Infatti, nel 1900 ha vinto la medaglia di bronzo nella scherma alle Olimpiadi di Parigi. La prima medaglia olimpici della Croazia. Poco più avanti la sua casa natale. E scendendo ancora un po' di più arriviamo alla parte calma della Slunjčica. Quelli più curiosi e in forma possono da qui prendere il sentiero di sette chilometri che porta fino alla sorgente del fiume. Un sentiero immenso nel verde e dalla musica della natura. Si è lontani da qualsiasi traffico. Il fiume è molto curvilineo, ma del tutto calmo e pieno di pesci. Non sono rari i pescatori che si trovano lungo il percorso. Certi si trovano agli argini del fiume e altri proprio a pescare nel fiume stesso che non è profondo. E magari qualcuno potrebbe farsi pure il bagno.
L'unica vera spiaggia e a due passi da Rastoke, ma qui lungo la parte tranquilla del fiume si può pure fare il bagno in un fiume già in primavera abbastanza caldo. Lungo il sentiero troviamo qualche vecchia casa e in qualche ora leggermente si arriva fino alla sorgente, un po' nascosta dal verde e dall'ultima casa, di sicuro tanti anni fa un mulino. A due passi più in su, c'è la vecchia strada che porta a Plitvice. Non rimane che tornare indietro e finire il nostro viaggio alla scoperta di Rastoke, di Slunj e della Slunjčica. Veramente una specie di Plitvice in miniatura, ma di grande bellezza, da vedere e vivere.
Un gioiello da tutelare
Rastoke, “perla” della regione di Slunj, è stata creata da un… gioco della natura, dove il fiume Slunjčica scorre tra le rocce di travertino fino alla Korana, creando una moltitudine di cascate, rapide e laghetti. Per migliaia di anni i fiumi Korana e Slunjčica hanno resistito alle leggi della natura. Come risultato, nell’altopiano calcareo hanno scolpito un’immensa ricchezza naturale per l’uomo. Fu su questo terreno non edificato, con rilievi sotto forma di corsi d’acqua e cascate, che l’uomo ha costruito l’insediamento di Rastoke. Secondo le fonti documentarie, risale al XVII secolo, ma si ritiene che esistesse anche prima.
Rastoke testimonia anche l’armonia tra la natura e le conquiste umane, con l’utilizzo dell’energia idrica come principale e unico motore dei mulini. È la prima volta che le macchine primitive non sono alimentate dalla forza umana o animale. Oltre a macinare il grano, l’acqua veniva utilizzata anche per lavare i panni. Molto prima dell’invenzione della lavatrice, la biancheria a Rastoke veniva “lavata” in ceste accanto ai mulini. I cestini erano profondi barili di legno con dei fori, nei quali l’acqua veniva girata e rigirata, come nel cestello di una lavatrice, fino a quando il bucato non era completamente pulito.
Gran parte delle abitazioni è stata costruita tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Per la loro eccezionale bellezza naturale e tradizione storica, nel 1962 Rastoke è stata inclusa, come patrimonio da tutelare, nella lista della Sovrintendenza ai beni culturali e storici. A quel tempo c’erano 22 mulini, quattro mulini “lavatoi” e 28 case con annessi. Grazie all’armonioso patrimonio architettonico, storico ed etnografico, Rastoke è stata inserita nel Registro dei monumenti culturali immobili presso l’Istituto regionale per la protezione dei monumenti culturali di Zagabria nel 1969.
La Slunjčica
Le sorgenti sono vicino alla località di Slunjčice a un’altezza di 250 metri sul livello del pare, presso una grotta da cui sgorga molta acqua. Dapprima scorre attraverso una stretta valle per poi entrare in una profonda gola. Dopo un corso di 5,7 km, la Slunjčica sfocia nel fiume Korana, nei pressi di Rastoke, dove forma 23 cascate, alte complessivamente 20 m.
Storia di Slunj
L’inizio del XIX secolo fu segnato dalla dominazione francese. Seppure di breve durata, portò alla costruzione di strade, ponti, magazzini e strutture militari. Il vecchio ponte sul fiume Korana e il deposito militare risalgono proprio a quell’epoca. Nel maggio 1810, il maresciallo Marmont stabilì posizioni fortificate e guardie, in francese Cordon, principalmente in funzione antiottomana. Da qui deriva il nome “Kordun” che venne dato all’intera area.
Al ritiro dell’esercito napoleonico seguì l’amministrazione austriaca. In questo periodo sorsero istituzioni civili e scolastiche, vennero ripristinate le infrastrutture, soprattutto stradali, la più importante delle quali è la strada Krajina del 1825, molto importante e conservata fino a oggi.
Con l’abolizione del confine militare nel 1873 e l’introduzione dell’autorità civile, Slunj ottenne lo status di città. Iniziò la sua urbanizzazione, ma anche un ristagno demografico. La trasformazione finale di Slunj avvenne nel XX secolo, quando si affermò come una località di transito. Dopo la costruzione di un nuovo ponte sul Korana e di un nuovo percorso stradale, nel 1958 la strada principale della città divenne parte integrante della statale che collega il nord e il sud della Croazia.
Lo sviluppo della città e dei suoi dintorni venne bruscamente interrotto dalla guerra degli anni ‘90 del secolo scorso. Ci vollero anni per riprendersi dalle ferite lasciate dal conflitto, anni di ricostruzione e lento rilancio. Oggi Slunj fa parte della Regione di Karlovac e conta poco più di 5.000 abitanti. Il rilievo è carsico, con tre grandi fiumi: Slunjčica, Korana e Mrežnica.
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Pubblicato su Panorama il 15 luglio 2023.
