Dando per scontato il primato dei Laghi di Plitvice, il Parco nazionale della Krka è di sicuro l’area naturale protetta più nota in Croazia. Situato nella Dalmazia centrale, è interessante da visitare durante tutto l’anno. Per esplorarlo interamente e in maniera approfondita ci vorrebbero diversi giorni, magari sfruttando quelli in cui il numero di visitatori è più contenuto per poter godere appieno questo fantastico paradiso della natura. Il Parco è come una grande esposizione dell’acqua in tutte le sue forme (lago, fiume, cascate...), circondata dal verde e da una moltitudine di altri colori. Insomma, l’ideale sarebbe organizzarsi quanto meglio per poter vedere quanto di più.
Una sosta a Drniš
Il nostro percorso, però, lo facciamo un po’ più ampio. Infatti, anche se la nostra meta è il Parco nazionale della Krka, alle volte è bene iniziare da più lontano prima di immergersi in un mondo nel quale il dominio della natura è incontrastato. Partendo da Fiume, l’ideale sarebbe raggiungere quanto prima l’autostrada, perché ci aspettano tanti chilometri fino a Sebenico. La nostra meta, infatti, si trova a pochi chilometri da questa bellissima città dalmata, che intravediamo dal ponte dopo Vodice. Dopo averne lambito la periferia, imbocchiamo la strada verso l’entroterra, quella che in teoria ci potrebbe portare fino a Knin. Noi, però, ci indirizziamo verso una località turisticamente meno nota e visitata. Stiamo parlando di Drniš, che conta poco meno di 10mila abitanti. La nostra meta non l’abbiamo scelta a caso. Si tratta, infatti, di una città piena di attrazioni e con una storia molto interessante che affonda le sue radici in un lontano passato. Nel centro storico si trovano diversi edifici sacri dai quali traspare un vero miscuglio di religioni. Da visitare anche le fortezze che circondano la città, che ci regalano inoltre dei panorami mozzafiato su tutta l’area. Sotto una di queste fortezze scorre il fiume Čikola, un corso d’acqua lungo 46 chilometri, poco noto, ma molto importante per l’agricoltura in regione e anche molto attraente. Nasce sui pendii del monte Svilaja e dopo aver attraversato il canyon – le pareti scoscese raggiungono in alcuni punti 170 metri di altezza – sfocia nella parte lacustre del fiume Krka, più precisamente nel lago di Visovac, vicino alle cascate di Scardona (Skradinski Buk). Sotto Drniš si trovano le attrazioni della parte settentrionale del Parco nazionale – si estende su un’area di 109 chilometri quadrati, dei quali 25,4 occupati dall’acqua –, ossia l’isola di Visovac con il suo convento e la cascata nota con il nome di Roški slap. Abbandonata la città di Drniš, ci dirigiamo verso uno dei tanti ingressi nel Parco. Scegliamo l’entrata di Lozovac, che è la più grande e trafficata. Trattandosi di un fine settimana, era inevitabile imbattersi in una moltitudine di turisti. Dopo aver acquistato il biglietto, si può scegliere se scendere a piedi fino all’ingresso vero e proprio del Parco, oppure prendere il bus navetta del Parco, che porta in continuazione i visitatori fino al punto più basso.
La bellezza del canyon
Una volta scesi, c’è l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda la direzione da prendere. Nelle immediate vicinanze c’è la zona dove attraccano le barche che portano ai punti più remoti del Parco. Per chi non prenota per tempo il biglietto, è una missione impossibile raggiungere le cascate più lontane e il convento di Visovac, ma anche vivere appieno la bellezza del canyon della Krka. Ad ogni modo, le attrazioni principali si trovano proprio a portata di... piedi. La navetta lascia i visitatori proprio nella zona ingresso, che è anche un piccolo museo. Ci si imbatte subito in una serie di mulini che ci permettono di renderci conto della forza dell’acqua. Diverse case sono state trasformate in piccoli musei etnologici, nei quali vengono presentati i vecchi mestieri, il tutto per farci capire come si viveva da queste parti prima dell’avvento del turismo. Dopo questo piccolo museo a cielo aperto, comincia la passeggiata vera e propria lunga la Krka, con un continuo attraversamento di ponti. Lungo la strada ci sono anche diversi punti panoramici e tante piccole cascate. Dopo circa 20 minuti, guardando verso il basso possiamo notare la cascata più imponente del Parco e la principale attrazione, ossia il già menzionato Skradinski buk. Ci rendiamo conto appena adesso di essere ancora abbastanza in alto rispetto al livello della Krka, per cui continuiamo il nostro percorso e dopo un giro, ormai senza più ponti, scendiamo fino al punto più basso che si trova nelle immediate vicinanze della cascata più grande. Lì troviamo un grande prato con tanto di ristorante e diverse casette dove vengono venduti prodotti autoctoni. Fino a qualche anno fa, nelle vicinanze c’era anche una spiaggia per quelli che volevano fare il bagno nelle acque fredde della Krka.
La storica centrale Jaruga
Proseguiamo la nostra visita e attraversiamo un lungo ponte. Anche se è al livello della Krka, è un punto panoramico che ci permette di ammirare la maestosità della natura e l’imponenza dello Skradinski buk, un complesso di cascate alto circa 45 metri. Dal ponte vediamo gran parte di questa meraviglia, però una volta passato transiteremo accanto al punto più alto, prima di raggiungere la zona storica in cui sorge la centrale idroelettrica Jaruga, situata proprio accanto allo Skradinski buk. È la centrale idroelettrica più vecchia in Europa e la seconda al mondo. Venne messa in funzione il 28 agosto 1895, tre giorni soltanto dopo quella di Niagara! Si possono ancora notare i “pezzi” della centrale originale, che negli anni è stata naturalmente rinnovata e ammodernata. È interessante rilevare che da subito la centrale ha fornito l’energia elettrica per l’illuminazione pubblica di Sebenico, che in questo modo è stata la prima città al mondo a venir illuminata da una centrale idroelettrica. Un anno più tardi, la stessa cosa sarebbe accaduta nella città statunitense di Buffalo, che è stata collegata alla centrale del Niagara. Proseguiamo, però, la nostra passeggiata con una serie di gradinate che ci riportano al livello iniziale. Raggiungiamo così un grande piazzale con tanto di punto panoramico verso il complesso delle cascate, che ora possiamo ammirare dall’alto. Dall’altro lato c’è la chiesa di San Nicola, costruita nel XVIII secolo. Poche centinaia di metri più avanti torniamo al punto di partenza, ossia all’ingresso del Parco nazionale.
La pittoresca Scardona
Per chi volesse allungare la propria camminata, c’è la possibilità di ritornare al grande ponte, ripassarlo e proseguire il proprio percorso senza salire. Dopo diversi chilometri si arriva alla pittoresca cittadina di Skradin (Scardona), dove concludiamo la nostra avventura. La città ha oggi poco più di 3000 abitanti, ma una lunghissima storia. Contesa negli anni dagli Ottomani, per un lungo periodo è stata sotto il dominio di Venezia. Di quel periodo rimangono diverse testimonianze, però il nostro interesse viene attratto soprattutto dalla fortezza che si trova sulla collina più alta. Pur trattandosi soltanto di ruderi, è un ottimo punto panoramico dove da una parte si vedono l’entrata del canale della Krka e l’autostrada, dall’altra vediamo l’entrata nel Parco nazionale, il tutto immerso nel verde. Oggi la cittadina è in primo luogo un centro turistico, che deve le sue fortune proprio al Parco nazionale della Krka. Inoltre, sono sempre più numerosi i turisti che la raggiungono in barca in virtù della presenza di una marina ACI in continua espansione. A Scardona finisce questa nostra visita al Parco nazionale, una visita da ripetere per vedere quello che in una giornata non siamo riusciti a vedere, nella parte più settentrionale, in direzione di Knin. Quello che abbiamo visto, però, basta per farsi più che un’idea della bellezza di queste terre immerse tra colline verdeggianti e montagne, attraversate da fiumi e cascate.
Le cascate
Bilušića buk (22,4 m di altezza) è la prima cascata, posta a 16 km dalla sorgente, e anche l’unica a non essere stata coinvolta nello sfruttamento energetico.
Ćorića buk (15,5 m) si trova 3 km a valle, sotto il lago Ćorić. Nelle vicinanze fu costruito l’accampamento romano di Burnum. Una diga ferma le acque della Krka e sfrutta il salto per una centrale idroelettrica.
Manojlovac (59,6 m) si trova poche centinaia di metri a valle ed è anch’essa utilizzata dalla centrale Miljacka.
Rošnjak (8,4 m) è la più piccola del complesso di cascate del Parco nazionale
Miljacka slap (23,8 m), non è visitabile in quanto sede dell’omonima centrale idroelettrca, attinge le risorse idriche dal fiume Zrmanja
Roški slap (15,5 m), si trova poco a monte del lago Visovac. È formata da un’innumerevole serie di cascatelle, inframmezzate da isolotti di tufo, per una larghezza di ben 450 m e una lunghezza di 650 metri. Le cascate sono visibili dalla strada statale. Il complesso dei mulini di Roški slap sono tra i monumenti etnografici di particolare interesse e valore della Dalmazia e della Croazia. Sono ancora funzionanti e azionano una serie di telai per la tessitura e di macine per il grano. Sul lato destro delle cascate è presente un’altra centrale idroelettrica.
Skradinski buk (complesso di cascate alto circa 45 m). Le acque della Krka e della Čikola si uniscono e raggiungono il mare.
Il parco nazionale della Krka è un’area naturale protetta proclamata come tale il 24 gennaio 1985. Si trova nella regione di Sebenico e Knin, in Dalmazia. La sorgente del fiume Krka si trova pochi chilometri fuori dall’omonimo parco, sotto la cascata di un suo affluente, il fiume Krčić, nei pressi di Knin.
Copre l’area lungo il fiume Krka, che scorre attraverso un canyon lungo 75 km. Attraversa il lago di Prokljan e sfocia nella baia di Sebenico. Si estende su un’area di 109 chilometri quadrati, di cui 25,6 sono rappresentati dall’acqua. Il fiume Krka ha sette cascate di travertino (Bilušića buk, Brljan, Manojlovac, Rošnjak, Miljacka slap, Roški slap i Skradinski buk) e la sua bellezza rappresenta un fenomeno carsico naturale. Anche il corso inferiore del fiume Čikola rientra nell’area del parco nazionale.
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Pubblicato su Panorama il 31 luglio 2023.
