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Blanka Vlašić una delle migliori atlete croate di tutti i tempi ha compiuto 40 anni. La campionessa spalatina di salto in alto è nata l’8 novembre del 1983. Nel corso della sua carriera piena di successi ha vinto due titoli mondiali (Osaka 2007 e Berlino 2009) e altrettante volte è salita sul podio olimpico (a Pechino e Rio). Inoltre con il suo record personale di 2,08 metri occupa la seconda posizione nella graduatoria di tutti i tempi, un solo centimetro sotto il primato della bulgara Stefka Kostadinova. Ovviamente, Blanka detiene anche il record croato di salto in alto ed è ex primatista indoor della disciplina.


Ha iniziato a dedicarsi allo sport già in tenera età. Sua madre Venera praticava la pallacanestro e lo sci di fondo. Il padre Joško era un atleta internazionale e primatista croato nel decathlon. La portava spesso in pista mentre si allenava e lei sognava di diventare una velocista professionista. Crescendo si è cimentata in numerosi sport e discipline. Col tempo ha intuito che il salto in alto era particolarmente adatto alle sue caratteristiche fisiche, ossia alla corporatura alta e snella. Tant’è vero che già all’età di 15 anni è riuscita a saltare 1,80, mentre a 16 anni ha superato l’asticella a 1,93 metri.

La carriera giovanile
Blanka ha debuttato nelle competizioni internazionali molto presto. Ha gareggiato ai Campionati mondiali giovanili, classificandosi ottava e ha rappresentato la Croazia per la prima volta alle Olimpiadi del 2000. Ai Giochi di Sidney, tuttavia, non era ancora sufficientemente preparata per riuscire a essere competitiva, a differenza di quanto è accaduto lo stesso anno ai Campionati del mondo juniores, nei quali ha conquistato l’oro con un salto di 1,91 metri. Un successo, questo, che le ha spalancato le porte delle competizioni internazionali ai massimi livelli. Ha iniziato così a partecipare con regolarità ai meeting, migliorando costantemente; qualificandosi di volta in volta a tornei e manifestazioni sempre più importanti. Ai Campionati del mondo di Edmonton nel 2001 si è qualificata con un salto di 1,94. Un risultato, questo, che ha portato Ed Gordon della IAAF a indicarla come futura stella di questa disciplina. E proprio nel 2001 Blanka Vlašić ha conquistato la sua prima medaglia d’oro in una competizione seniores, ai Giochi del Mediterraneo.
Si è congedata dalle competizioni juniores indoor stabilendo il record mondiale (1,92 metri) agli Europei del 2002. Lo stesso anno ha vinto pure i Mondiali juniores, saltando 1,96 metri – distaccando di abissali nove centimetri la seconda classificata – e tentando l’attacco ai due metri. Non è riuscita a superare l’asticella, ma si era comunque detta molto soddisfatta della sua performance. All’ultimo grande evento della stagione, i Campionati europei, non è riuscita a ripetere la performance e ha dovuto accontentarsi del quinto posto. Al termine della stagione era entrata nella top ten delle saltatrici a livello mondiale.

Un salto di due metri
Il 2003 è iniziato benissimo per Blanka Vlašić. Ha stabilito il suo nuovo record personale a Linz con un salto di 1,98. Dieci giorni dopo si è qualificata quarta ai Campionati mondiali indoor. Lo stesso anno ha vinto anche il suo primo IAAF Golden League al Gaz de France, con un salto di 1,99 metri. Alcuni giorni dopo, al Gran Prix IAAF di Zagabria, è riuscita a superare per la prima volta la barriera dei due metri. La gara è stata vinta da Hestrie Cloete, ma il superamento della barriera psicologica e il miglioramento del record personale hanno dato una carica incredibile all’atleta dalmata. Quello stesso anno Blanka Vlašić ha vinto i Campionati europei Under 23. Inoltre, al meeting di Zurigo di quell’anno è riuscita a mettere a segno un salto di 2,01 metri e a qualificarsi ai Campionati iridati (finendo settima con 1,95) e alla prima finale mondiale di atletica leggera IAAF (quarta con un’altezza di 1,96 metri).
Il 2004 è iniziato per Blanka Vlašić con la conquista di una medaglia di bronzo ai Campionati mondiali indoor IAAF. È riuscita a salire sul podio a tutte le gare (outdoor) alle quali ha preso parte e si è aggiudicata pure i campionati nazionali. A Lubiana ha stabilito il suo nuovo record personale nonché primato nazionale saltando 2,03 metri. Un risultato, questo, che l’ha proiettata tra le favorite per la vittoria finale alle Olimpiadi di Atene del 2004. Tuttavia, ai Giochi Blanka Vlašić ha avuto fare i conti con una cocente delusione. Ha concluso la competizione undicesima, con un salto di 1,89 metri.
In seguito Blanka Vlašić non ha gareggiato per quasi un anno. Si sentiva letargica. Le diagnosticarono una condizione di ipertiroidismo. Ha dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico. A causa del periodo di convalescenza che ne seguì ha finito con il saltare quasi tutta la stagione agonistica 2005. Soltanto due le apparizioni degne di nota: la vittoria ai Campionati nazionali (1,95 metri) e la qualificazione alle finali dei Campionati del mondo 2005 (1,88 metri).

Acciacchi superati
Superati i problemi di salute la campionessa dalmata si è presentata all’inizio della stagione 2006 più forte che mai. Ha migliorato il suo record indoor portandolo a 2,05 metri durante una gara disputata a Banská Bystrica. Nel febbraio dello stesso anno ha vinto l’argento ai Campionati mondiali indoor IAAF 2006. Nonostante la sconfitta subita da parte di Yelena Slesarenko, Blanka si era dichiarata molto soddisfatta. Agli Europei di Göteborg si è piazzata quarta superando l’altezza di 2,01 metri (il suo salto più alto non premiato con la conquista di una medaglia). Ha concluso la stagione disputando la finale mondiale di atletica leggera del 2006, ma si è ritirata dopo il terzo salto, concludendo la gara come sesta qualificata.
Durante la stagione 2007, ha partecipato a 19 gare outdoor, vincendone 18. L’unica sconfitta l’ha subita alla Golden League a Oslo. A batterla era stata la campionessa olimpica Yelena Slesarenko. Poi però ha vinto i Campionati del mondo di Osaka grazie a un salto di 2,05 metri. La prima medaglia d’oro vinta in assoluto della Croazia ai Campionati mondiali di atletica leggera. Nell’ottobre dello stesso anno è stata nominata Atleta europea dell’anno dalla European Athletic Association. Blanka Vlašić è diventata così sia la prima atleta croata sia la prima saltatrice ad aggiudicarsi il riconoscimento. Nel marzo del 2008 ha vinto il suo primo titolo mondiale indoor, a Valencia (Spagna) saltando 2,03 metri. Soltanto dieci giorni prima aveva registrato il nuovo record nazionale indoor superando l’asticella a 2,05 metri. Ottimi presagi per le Olimpiadi di Pechino.

Le Olimpiadi di Pechino
Ai Giochi è stata capace di superare tutte le altezze (da 1,89 a 2,03 metri) al primo tentativo. Il primo salto nullo è arrivato all’altezza di 2,05, superato soltanto al secondo tentativo, a differenza dell’avversaria, Tia Hellebaut, che battendo il record belga era riuscita a superare l’asticella al primo tentativo. Considerato che successivamente nessuna delle due atlete è stata in grado di superare l’altezza di 2,07 metri, in virtù del minor numero di tentativi impiegati per superare l’altezza precedente ad aggiudicarsi l’oro olimpico è stata l’atleta belga. La stagione si è conclusa con la vittoria nella tappa finale della serie IAAF Golden League. Dopo aver vinto i precedenti cinque eventi della Golden League, Blanka si è vista strappare il successo finale all’incontro del Memorial Van Damme da Ariane Friedrich.
La stagione indoor 2009 l’ha vista stabilire il suo nuovo record nazionale indoor (2,05 metri). Tuttavia non è riuscita a guadagnare una medaglia ai Campionati Europei Indoor di Torino (quinta). Ai Campionati del mondo è stata una lotta a tre con Ariane Friedrich e Anna Chicherova. Ai 2,04 metri supera l’asticella per prima. Chicherova fallì il tentativo, mentre Friedrich tentò i 2,06 metri, ma fallendo nell’impresa. Vlašić ha quindi alzato l’asticella a 2,10 metri, un potenziale record mondiale, ma ha fallito tutti e tre i tentativi. Alla fine però è campionessa del mondo! Il 31 agosto, al Memoriale Hanžeković a Zagabria, ha superato i 2,08 metri. Ha stabilito un nuovo record personale, il record croato ed è diventata la seconda miglior saltatrice in alto di tutti i tempi dietro il record mondiale di Stefka Kostadinova (2,09 metri nel 1987). In quell’occasione ha tentato l’attacco ai 2,10 m, ma inutilmente.
Il 6 febbraio del 2010 ha superato i 2,06 metri ad Arnstadt (Germania). La vittoria alla Hochsprung mit Musik ha aggiunto un centimetro al suo record personale (e al record croato) e l’ha portata al terzo posto nella classifica indoor di tutti i tempi. Un mese dopo, ha riconquistato il titolo mondiale indoor a Doha saltando due metri Durante la stagione outdoor, ha conquistato la prima edizione della IAAF Diamond League vincendo i sette incontri dell’evento. Il primo agosto 2010 la Vlašić ha vinto il suo primo titolo europeo saltando 2,03 metri, eguagliando il record del campionato stabilito dalla belga Tia Hellebaut e dalla bulgara Venelina Veneva-Mateeva quattro anni prima a Göteborg. È stata selezionata insieme a Emma Green per rappresentare l’Europa alla Continental Cup nella sua città natale, Spalato. Ha vinto l’evento con un balzo di 2,05 metri. Anche in quell’occasione ha tentato l’attacco ai 2,10 metri, nuovamente senza riuscirci. Alla fine di quell’anno Blanka Vlašić è stata incoronata atleta europea e atleta mondiale IAAF.

Un podio insperato
In vista dei Campionati del Mondo 2011 a Taegu (Corea del Sud), Vlašić non risultava tra le favorite. A causa di un infortunio alla gamba sinistra non era garantita neppure la sua partecipazione alla competizione. Tuttavia, una volta scesa in pista l’atleta spalatina ha dato prova di essere in forma eccezionale, riuscendo a superare i 2,03 metri e ad aggiudicarsi così l’argento.
Seguono due anni difficili. È costretta a sottoporsi a un’operazione al tendine d’Achille sinistro nel gennaio 2012. Anche se l’operazione in sé sembrava essere andata bene, si è sviluppata un’infezione e ha dovuto sottoporsi ad un secondo intervento. Un lento processo di guarigione ha ritardato i suoi preparativi per le Olimpiadi di Londra, tanto che è stata costretta a ritirarsi. Non ha gareggiato in nessun altro evento della stagione. È tornata a gareggiare (dopo ben 20 mesi di pausa) il 25 maggio a New York, vincendo i Campionati del mondo con un salto di 1,94 metri. Poi ha saltato 1,95 metri a Roma, per superare la soglia dei due metri alla fine di giugno a Buhl (Francia). Purtroppo, nonostante questi bellissimi risultati è stata costretta a rinunciare ai Campionati del mondo in programma a Mosca nel 2013, a causa di problemi alla caviglia e alla timore di compromettere la piena guarigione dell’articolazione ancora instabile.
Nel marzo 2014 ha fatto il suo ritorno ai Campionati mondiali indoor. Si è classificata sesta con 1,94 metri. A causa di un infortunio al ginocchio sinistro ha dovuto ritirarsi dagli Europei di Zurigo dove era una delle favorite vista le sue vittorie centrate a Parigi e Londra con balzi di due metri d’altezza. Tuttavia, è tornata sulla scena una settimana dopo gli Europei alla Weltklasse di Zurigo e si è classificata quarta con 1,93 metri. Ha concluso la sua stagione in modo positivo, saltando di nuovo quell’altezza a Zagabria. Nel 2015, Vlašić ha aperto la sua stagione outdoor al Golden Gala di Roma e si è classificata seconda con 1,97 metri. Poi ha eguagliato quell’altezza a New York. Tuttavia, a causa del dolore cronico ai piedi, ha annullato le sue apparizioni sia a Losanna che a Monaco per prepararsi ai Campionati del mondo di Pechino. Il 27 agosto è arrivata in finale e lì, due giorni dopo, ha guadagnato la medaglia d’argento dietro alla russa Mariya Lasitskene che l’ha battuta ai countback. Ai suoi occhi, però, quella medaglia d’argento luccicava più dell’oro; dopo tutto quello che aveva dovuto affrontare negli anni precedenti e considerato che solo un mese prima, a causa del dolore alla caviglia non riusciva neppure a camminare bene.

Il bronzo «carioca»
Sempre a causa del suo problema al tendine d’Achille, Vlašić ha fatto solo un’apparizione nella stagione 2016, a Spalato il 29 gennaio dove ha vinto con 1,95 m, saltando oltre lo standard di qualificazione per le Olimpiadi estive 2016. Il 3 febbraio è stata operata a Turku, in Finlandia. Non ha gareggiato durante la stagione outdoor e ha annullato la sua partecipazione ai Campionati europei e alla Diamond League di Londra. Tuttavia è stata selezionata dalla Federazione croata insieme ad Ana Šimić per rappresentare il Paese nel salto in alto alle Olimpiadi. A Rio de Janeiro il 18 agosto ha gareggiato nelle qualificazioni del salto in alto femminile e ha raggiunto la finale come prima classificata con un’altezza di 1,94 m. In finale ha superato in scioltezza l’altezza di 1,88 metri e al secondo tentativo i 1,93 metri. Ha superato l’asticella anche a 1,97 metri, come pure Ruth Beitia, Mirela Demireva e Chaunté Lowe. Posizionandosi terza dietro Beitia e Demireva, ma davanti a Lowe, Blanka Vlašić ha tentato l’impresa ponendo l’asticella a due metri d’altezza. Tutti e tre i tentativi sono andati a vuoto, ma ormai il bronzo era in tasca, anzi attorno al collo. Il 19 luglio 2017 ha annunciato il suo ritiro dai Campionati del mondo di Londra a causa di dolori al piede. In quell’occasione disse di non voler ancora appendere le scarpette al chiodo e di puntare alle Olimpiadi di Tokyo (2020). Il 19 febbraio 2021 ha annunciato il suo ritiro definitivo dalle competizioni.

Il palmares
2000: oro mondiale juniores
2001: oro ai Giochi del Mediterraneo
2002: oro mondiale juniores
2003: oro europeo U23
2004: bronzo mondiale indoor
2006: argento mondiale indoor
2007: oro mondiale
2008: oro europeo indoor, argento alle Olimpiadi
2009: oro mondiale
2010: oro mondiale indoor, oro europeo
2011: argento mondiale
2015: argento mondiale
2016: bronzo alle Olimpiadi

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 11 novembre 2023.

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