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La storia del canottaggio a Metković è stata sicuramente contrassegnata da tanti alti e bassi. Problemi svariati hanno da sempre condizionato la vita della locale società. Una società di provincia alla quale, comunque, non sono mancate le soddisfazioni. Non bisogna dimenticare che nelle vicinanze c’è un mostro sacro in questo sport come il Gusar di Spalato e poi nel corso degli anni si è fatta valere pure la società di Ragusa (Dubrovnik), una città questa neppure tanto lontana. Comunque vada, l’attività finalmente intrapresa nel 1968 dai “corsari narentani” – questo era infatti il loro nome iniziale, ovviamente nella traduzione italiana – con la fondazione della società non si è mai interrotta. I rematori di Metković hanno lottato duramente per superare le difficoltà alle quali sono andati incontro, riuscendo a vincere numerose medaglie a tutti i livelli. Tanti i successi all’epoca dell’ex RSFJ nei Campionati repubblicani della Croazia e qualcuno pure a livello nazionale jugoslavo. Pure dopo la nascita della Croazia indipendente e sovrana non sono mancati i successi. Interessante notare che le vittorie al contrario di quanto accaduto in diverse altre società sono venute sia dal settore maschile che da quello femminile.

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Il mondo del canottaggio è sempre collegato a doppio filo con estese superfici d’acqua. Le maggiori società sono nella maggior parte dei casi “abbonate” o al mare o ai laghi. Osservando la situazione in Dalmazia si nota immediatamente che le società che vanno per la maggiore si sono sviluppate in riva al mare, come il Gusar di Spalato e la Jadran di Zara. E poi è emersa la splendida storia del Krka di Sebenico, durata molti anni, con una squadra che ha saputo dare del filo da torcere alle più blasonate società non soltanto in Dalmazia, ma pure nell’ex Jugoslavia. Diverse naturalmente sono nel mondo e anche in Croazia e Slovenia le società che si sono sviluppate in simbiosi con i laghi veri o artificiali che siano, come quelle di Bled e Zagabria. Nel caso della Dalmazia però è ben difficile trovare dei club “lacustri”.

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