Il mondo del canottaggio è sempre collegato a doppio filo con estese superfici d’acqua. Le maggiori società sono nella maggior parte dei casi “abbonate” o al mare o ai laghi. Osservando la situazione in Dalmazia si nota immediatamente che le società che vanno per la maggiore si sono sviluppate in riva al mare, come il Gusar di Spalato e la Jadran di Zara. E poi è emersa la splendida storia del Krka di Sebenico, durata molti anni, con una squadra che ha saputo dare del filo da torcere alle più blasonate società non soltanto in Dalmazia, ma pure nell’ex Jugoslavia. Diverse naturalmente sono nel mondo e anche in Croazia e Slovenia le società che si sono sviluppate in simbiosi con i laghi veri o artificiali che siano, come quelle di Bled e Zagabria. Nel caso della Dalmazia però è ben difficile trovare dei club “lacustri”.
Ma inevitabilmente nel mondo ci sono pure altre squadre nate in riva a un fiume: e più grande è in tal caso il corso d’acqua tanto meglio è. Sono decisamente di numero inferiore rispetto a quelle sorte in riva al mare o a un lago, in quanto il fattore corrente nel caso di un corso d’acqua dà in ogni caso del filo da torcere ai rematori. In Dalmazia la migliore società i cui natali sono legati a un fiume è la Neretva di Metković. Una città da sempre legata al fiume che l’attraversa, ovvero la Narenta (Neretva). Questo corso d’acqua ha segnato in profondità la storia della località. Importante nel corso dei secoli è stato pure il suo ruolo commerciale e di collegamento della Bosnia ed Erzegovina con il mare. Da sempre la città è stata ed è ancor oggi divisa in due dal fiume. Un corso d’acqua abbastanza largo, il che con il passare degli anni ha fatto sì che gli amanti del canottaggio ci mettessero le radici. Radici che però hanno stentato a crescere e ramificarsi, visto che la società locale è stata fondata appena nel 1968!
Il boom nel XIX secolo
Lo sviluppo di questa località inizia alla fine del 19.esimo secolo quando viene costruita una strada vera e propria per collegare Metković con Mostar. E poco dopo fa la sua comparsa pure la ferrovia. Così da una piccola località sulla sponda sinistra della Narenta, la città comincia a crescere. Ben presto l’Impero austroungarico capisce il ruolo di questa cittadina dall’ottica commerciale e navale, per cui viene costruito il primo vero ponte, che la collega con la sponda destra del fiume. Qui arriva ben presto il boom edilizio: viene costruito pure il primo albergo nel 1890! E proprio con questo boom economico, cominciano a mettere le radici pure le prime discipline sportive in questa cittadina. Così già negli anni ‘20 si registrano i primi club tennistici e Metković comincia a capire che la Narenta può essere “utilizzata” pure a fini sportivi. Ovviamente gli inizi sono stentati, in funzione semplicemente del puro divertimento. Ancora negli anni ‘30 si costruivano i sandolini con i quali si navigava in direzione del mare per poi tornare indietro grazie alla forza del vento.
Il mezzo passo falso del 1924
È interessante notare che Metković avrebbe dovuto essere una delle prime società di canottaggio nella regione dalmata. Infatti già nel 1924 la ditta di trasporto Šarić-Mrčić-Guina si era interessata a questo sport che si stava sviluppando lungo tutta la costa dalmata. Commissionando ben quattro imbarcazioni in Italia. Però l’ordinazione non era mai andata in porto e alla fine neppure la società di canottaggio era stata fondata.
Studenti in primo piano
Si dovette aspettare così fino agli anni ‘60 affinché anche a Metković si ricominciasse a pensare al canottaggio. E come nel caso di tante altre discipline sportive sviluppatesi in Dalmazia, pure stavolta un ruolo fondamentale lo ebbero gli studenti. In questo caso a gettare il sasso nello stagno furono alcuni studenti di Metković che studiavano a Spalato. Nel capoluogo dalmata essi si appassionarono a questo sport e remarono per anni nelle file del Gusar. Naturalmente, l’idea stessa di fondare una società a Metković, come si può ben capire, non era sufficiente a fare passi avanti. Per passare dalle parole ai fatti servivano anche delle imbarcazioni. E così dall’idea di avviare un club di canottaggio sulle sponde della Narenta alla realizzazione della stessa passarono ben 10 anni. Il tutto finalmente cominciò ad andare nel verso giusto nell’agosto del 1968. Infatti l’Armata popolare jugoslava decise allora di vendere le sue vecchie imbarcazioni che erano ormai in esubero nel suo parco ricreativo.
Ad essere interessanti per i giovani di Metković erano quattro imbarcazioni, di cui però soltanto una adatta a disputare gare di canottaggio. Si trattava di un quattro con, della Carlezzi. Il prezzo totale dell’operazione fu di 260.000 dinari. Le imbarcazioni vennero acquistate però non da privati cittadini, bensì da una società sportiva, la Mehanika! Oltre a vantare un’importante industria la Mehanika disponeva pure di una società di pallamano. Fondato nel 1963 nel corso degli anni questo club aveva raggiunto importanti traguardi sia a livello nazionale che internazionale. E negli anni aveva sfornato tanti campioni. E fu proprio la società di pallamano ad acquistare ufficialmente le primi imbarcazioni! Il problema che fece subito la sua comparsa era quello di dove “parcheggiarle”. Però alla fine una soluzione venne trovata: le barche furono ospitate nel Centro per la cultura che era ancora parzialmente in costruzione.
I pionieri del canottaggio
Ma chi erano questi studenti che avrebbero segnato in profondità la storia del canottaggio di Metković? Erano Mate Marević, Zdravko Vučičević, Stipe Vučković e Petar Jurjević. L’Assemblea costitutiva della società era stata fissata inizialmente per il 29 settembre del 1968. Però alla fine la società non fu fondata per una questione puramente amministrativa. Infatti il problema di fondo era lo Statuto, non adeguato alle vigenti disposizioni legislative e quindi da rifare. Servirono ulteriori due settimane per mettere le cose a posto dall’ottica burocratica e finalmente il 13 ottobre del 1968 fu fondata la prima società di canottaggio a Metković. Il nome era quasi scontato, VK Neretvanski gusar. Come dire, club di canottaggio Corsaro narentano, a ricordare le tradizioni dei corsari di quella zona attorno all’anno 1000.
Nella prima presidenza della nuova società furono eletti Božo Mustapić (presidente), Pero Jurjević (vicepresidente ed allenatore), Braco Kravar e Robert Kvasina (segretari), Jozo Perleta (tesoriere). Gli altri membri delle presidenza furono Natko Gluščević, Mijo Knežić, Niko Gabrić Franin, Krešo Gabrić e Mirko Rastočić.
Il 26 gennaio 1969
La prima imbarcazione a essere messa in acqua, ovvero a essere calata nel fiume, fu quella del quattro senza, il 26 gennaio del 1969. L’equipaggio era composto da Stipe Vučković, Pero Jurjević, Mato Marević e Zdravko Vučičević. Fu la loro prima e ultima remata, visto che Stipo Vučković subito dopo partì per l’Australia. Inoltre poi si vide che la barca aveva bisogno di essere rimessa a nuovo per poter partecipare alle gare ed essere più competitiva. L’imbarcazione fu restaurata, in primo luogo grazie all’impegno di Joško Sprčić e Jerko Jerković. Finalmente il 13 aprile del 1969 fu pronta per un nuovo appuntamento con il fiume. Questa volta a salirci sopra furono Krstičević, Jurjević, Jerković e Sprčić, le nuove leve societarie. Si cominciò a lavorare più seriamente e si puntò soprattutto sui giovani. Le nuove leve più promettenti erano Sprčić, Jerković, Barbir e Dragović che il primo aprile del 1969 parteciparono al Campionato della Dalmazia a Spalato. Si comprese pure che per pubblicizzare a dovere questo sport bisognava lavorare sodo in loco e attirare altri potenziali appassionati. Così il 7 giugno del 1970 venne organizzata la prima regata della Narenta. Arrivarono diverse società e il club locale riuscì a vincere due medaglie. Fu un argento nel quattro senza e un bronzo nel quattro con.
A imporsi fu il Krka
Il tutto fu preparato a lungo e l’invito andò a parecchie società regionali. Alla fine a Metković arrivano i rematori del Krka di Sebenico, del Gusar e del Mornar di Spalato, della Bura di Makarska, dell’Ošjak di Vallegrande (Vela Luka), del Neptun di Ragusa (Dubrovnik) nonché la squadra dell’APJ. In totale ben 30 imbarcazioni con 123 rematori.
La manifestazione ebbe inizio alle 10, i con i migliori auspici delle autorità locali sia politiche che sportive. Si ebbe la fortuna di avere un tempo magnifico, ideale per remare, visto che pure le acque del fiume erano calmissime. Alla fine di tutta la serie di regate a vincere la manifestazione fu il Krka di Sebenico. Per i locali ci fu un ottimo quinto posto. Il tutto grazie a un gruppo di giovanissimi, ossia Joško Sprčić, Slobodan Batinović, Joško Dragović, Jerko Jerković e il timoniere Berislav Baffe.
Subito dopo i ragazzi di Metković partecipano alla tradizionale regata del Gusar a Spalato il 15 giugno. Ottennero un brillante secondo posto nel quattro con juniores. Arrivarono secondi, a un solo secondo dai vincitori, il tutto “grazie” alla disattenzione del timoniere che li aveva portato fuori “strada”. Un risultato ancora più importante se si pensa che la barca era stata presa in prestito. L’idea era poi di partecipare ai Campionati repubblicani a Vukovar. Alla fine i dalmati non si recarono nella città danubiana sia per motivi di ordine finanziario, sia per l’impossibilità di prende una barca in prestito. I ragazzi di Metković ebbero più fortuna nel caso dei Campionati nazionali di Jajce. In questo caso furono reperiti in città i soldi necessari per il viaggio e pure un camioncino per andare a Jajce. La stessa squadra partecipò alle gare juniores nel quattro con e nel quattro senza. Il tutto con barche prese a prestito dal Mornar di Spalato. Entrambi gli equipaggi superarono le eliminatorie e centrarono la finale posizionandosi tra i primi sei. Nel quattro con, alla fine, si piazzarono al sesto posto, mentre nel quattro senza vinsero la medaglia di bronzo! Un fantastico successo per una neonata società, senza contare i tantissimi problemi con cui aveva dovuto fare i conti.
La rinascita nel 1972
E proprio svariati problemi, in primo luogo di carattere finanziario, segnarono il 1971. Si partecipò a solo una regata, quella spalatina, dove si ottenne un oro (senza concorrenza) nel due con juniores composto da S. Batinović e J. Sprčić più il timoniere Ivica Batinović.
Il 1972 partì decisamente meglio. Se prima si poteva fare affidamento, in quanto a barche, soltanto sui “rimasugli” delle società spalatine, ora le cose erano destinate a migliorare: vennero infatti acquistate diverse imbarcazioni per un valore di 500.000 dinari. Però erano tutte barche che andavano rifatte, restaurate. Per effettuare i lavori ea necessario aspettare l’arrivo di esperti da Spalato e Vallegrande (Vela Luka). Sempre nel 1972 era in programma pure la seconda Neretvanska regata, ovvero la Regata narentana. E proprio per questo appuntamento la società fece di tutto per parteciparvi almeno con una propria imbarcazione. E ci riuscì. Però prima la società partecipò al Campionato dell’Adriatico il 21 maggio. E per di più per la prima volta tra gli seniores. E qui il due con composto da Vlatko Petrušić e Slobodan Batinović, con il timoniere Ivica Batinović, ottenne un brillante terzo posto!
L’11 giugno ci fu la tradizionale regata del Gusar. Qui per la prima volta i ragazzi di Metković parteciparono a una regata nell’otto con, con una barca presa a prestito. Arrivarono al terzo posto su quattro imbarcazioni in gara. L’equipaggio era composto da Miro Krstičević, Ante Bubalo, Mato Krstičević, Miro Medak, Pero Blažević, Jure Slavić, Mojmir Primorac, Slobodan Batinović e dal timoniere Ivica Batinović.
La Regata narentana
Poi il 18 giugno fu la volta della Regata narentana. Si disputarono in totale sette gare, con il traguardo posto sotto il ponte principale. I locali parteciparono con una serie di rematori juniores. A conclusione di tutte le competizioni, si svolse una regata speciale per barche con due rematori su una distanza di 800 metri. Vi parteciparono in totale cinque coppie. A vincere furono Tomislav Jerković e Tomislav Marević, davanti a Tihomir Jelčić e Nedo Bebić, Ivica Krstičević e Vjekoslav Batinović, Ivica Mateljak e Mladen Tošić, Kazimir Jelčić e Ante Jelčić.
Una squadra affiatata
L’organizzazione della Regata narentana si rivelò molto difficile pure negli anni a venire. Tanto che negli anni ‘70 si registrarono soltanto altre due competizioni, prima che la Regata divenisse tradizionale nei decenni successivi. Però il club rimase molto unito e fece di tutto per portare avanti la società nonostante tutte le difficoltà alle quali si era costretti ad andare inevitabilmente incontro nei primi anni. Per capire quanto furono tutti uniti e in sintonia basti dire che la dirigenza rimase immutata fino al 1980. Ovvero per ben 12 anni!
Dal punto di vista sportivo, a dire il vero, i risultati stentavano ad arrivare. Tanto che in fatto di medaglie di rilievo il tutto si fermò alle due medaglie di bronzo, quella di Jajce dei Campionati nazionali del 1970 e quella del Campionato dell’Adriatico del 1972. Furono solamente due gli allenatori che gettarono le basi della società. A guidare i rematori dal 1968 al 1980 furono Petar Jurjević e Joško Sprčić. (1 e continua)
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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 11 aprile 2020.
