L’ultima medaglia di Blanka Vlašić
Il sogno di ogni atleta è di partecipare alla Olimpiadi. Un sogno che dura e che in pochi alla fine riescono a realizzare. La scorsa estate si è svolta la 33ª edizione delle Olimpiadi, quella di Tokyo, dal 23 luglio al 9 agosto. Per le note vicende sanitarie sono state rinviate di un anno (avrebbero dovuto tenersi nel 2020). Negli anni sono stati tanti gli atleti della Dalmazia e in primo luogo di Spalato che hanno coronato il proprio sogno di parteciparvi. Storia di atleti famosi e di quelli di sport minori di cui si perdono presto le tracce. Sono numerosi gli atleti spalatini che vi hanno partecipato. Ecco le loro storie. La XXXI edizione dei Giochi olimpici estivi si è tenuta a Rio de Janeiro in Brasile. Fu la prima Olimpiade ospitata da un Paese del Sudamerica e appena la terza nell’emisfero meridionale dopo quelle disputatesi a Melbourne 1956 e Sydney 2000. Furono quattro le città a contendersi questa Olimpiade. Il tutto si risolse al terzo turno quando Rio prevalse con il doppio dei voti su Madrid. Tokyo e Chicago furono solo delle “comparse” in queste votazioni.
Furono 207 i Paesi presenti con un totale di poco più di 11mila atleti. Per la Croazia furono la settima Olimpiade. La presenza di atleti fu minore rispetto all’Olimpiade precedenti (87 atleti in 18 sport), ma le ambizioni erano come comunque grandi. Alla fine la Croazia vinse ben 10 medaglie: cinque ori, tre argenti e due bronzi. Gli ori sono stati vinti nell’atletica leggera con Sandra Perković e Sandra Kolak; nel tiro a segno da Josip Glasnović (trap); nel canottaggio con i fratelli Sinković nel due senza; nonché nella vela, nella classe 470 con Šime Fantela e Igor Marenić. Gli argenti sono stati conquistati nel canottaggio, nel singolo con Damir Martin; nella vela nella classe Laser con Tonči Stipanović e dalla nazionale di pallanuoto maschile. Infine i due bronzi sono andati al pugile Filip Hrgović e nell’atletica leggera a Blanka Vlašić nel salto in alto.
Šime Fantela: oro!
L’unico oro che arrivò in Dalmazia è quello vinto dello zaratino Šime Fantela. Nato il 19 gennaio del 1986 è cresciuto nella locale squadra dell’Uskok. Nel 1999 passa alla neofondata JK Sv. Krševan dove comincia a fare coppia con Igor Marenić nella 470. E sarà una coppia d’oro da subito. Infatti ben presto arrivano i primi titoli. Nel 2003, 2005 e 2007 si laureano campioni mondiali juniores e nel 2005 pure campioni europei. Partecipano all’Olimpiade del 2008 a Pechino dove si piazzano al nono posto. Segue l’anno d’oro. Nel 2009 si laureano campioni del mondo, campioni europei e vincono la medaglie d’argento ai Giochi del Mediterraneo di Pescara. Poi seguiranno sette medaglie ai Campionati iridati di cui un oro: San Isidoro 2016. Altre sei medaglie ai Campionati europei: oro a Helsinki 2011, Largs 2012. Infine una medaglia d’oro a Mersin 2013 ai Giochi del Mediterraneo. Però non tutti i successi sono stati conseguiti nella classe 470. Infatti negli ultimi anni ha gareggiato con il fratello Mihovil nella classe 49er. Con lui ha vinto un oro ad Aarhus nel 2018 ai Campionati mondiali e nel 2020 ai Campionati europei di Attersee un bronzo.
Pallanuoto d’argento
A Rio la nazionale maschile di pallanuoto ha arricchito il suo palmares con un’ulteriore medaglia olimpica. Il torneo inizia con i gironi eliminatori che furono subito ostici per la Croazia. Vince contro gli Stati Uniti per 7-5 e il Montenegro per 8-7. Poi arriva la pesante sconfitta contro la Spagna per 9-4. I “Barracuda” però si rifanno battendo l’Italia per 10-7. Infine nell’ultimo turno arriva la batosta contro il fanalino di coda, la Francia che vince per 9-8. Proprio a causa di questa sconfitta la Croazia finisce al secondo posto nel girone che porta ai quarti di finale ad affrontare il Brasile, battuto senza troppa fatica per 10-6. Nella semifinale si affronta di nuovo il Montenegro. Questa volta vittoria senza problemi per 12-8. Si arriva così alla finale del 20 agosto. L’avversario: la Serbia. Fu una partita a senso unico con la Serbia sempre avanti (parziali di 3-2, 3-1, 3-2 e 2-2).
Come da tradizione la nazionale croata era composta da numerosi giocatori dalmati: Marko Bijač, Andro Bušlje, Maro Joković, Marko Macan e Sandro Sukno di Ragusa (Dubrovnik); Josip Pavić e Anđelo Šetka di Spalato; nonché Antonio Petković di Sebenico. Con 17 reti il miglior marcatore dei Barracuda fu Sandro Sukno. Nato il 30 giugno 1990 è un figlio d’arte. Suo padre vinse la medaglia d’oro all’Olimpiade di Los Angeles nel 1984. Ha cominciato a giocare nella locale Jug dove è rimasto fino al 2011. Passa poi per un anno alla Pro Recco, per approdare successivamente al Primorje di Fiume, dove rimane per tre stagioni. Poi nel 2015 torna al Pro Recco per altre due stagioni. Nell’ottobre 2017 durante una visita di routine precampionato, gli viene diagnosticato un problema cardiaco con conseguente fermo di 2 mesi dall’attività agonistica. Poi a dicembre dello stesso anno non riceve l’idoneità sportiva per i problemi di salute terminando così l’avventura con il Pro Recco. Nel marzo 2018 si sottopone a Cleveland a un’operazione al cuore nella speranza di potere tornare a giocare. L’intervento ha l’esito sperato, ma nonostante ciò il 19 maggio è costretto ad annunciare il suo ritiro dal attività agonistica.
Si attiva subito come allenatore. Prima come vice di Ivica Tucak alla guida della nazionale croata ai Mondiali di Gwangjui del 2019 e poi agli Europei di Budapest 2020. Successivamente assume le redini del Primorac di Cattaro (perde la finale della Coppa nazionale) e della Pro Recco guidando i liguri alla conquista della Supercoppa LEN. Ha partecipato a due Olimpiadi: Londra 2012 (oro) e Rio de Janeiro (2016). Cinque le medaglie ai mondiali: Roma 2009 (bronzo), Shanghai 2011 (bronzo), Barcellona 2013 (bronzo), Kazanj 2015 (argento) e Budapest 2017 (oro). Oro agli europei di Zagabria 2010 e oro ai Giochi del Mediterraneo 2013 di Mersin. Con i club ha vinto quattro campionati italiani e due croati. Una Coppa in Italia e tre in Croazia. A livello internazionale una Coppa dei campioni (2012), quattro Leghe Adriatiche e una Supercoppa Len (2015). Nel 2017 è stato eletto miglior pallanotista al mondo.
Il laser sul podio
Dopo la cocente delusione del quarto posto a Londra 2012 a Rio per Tonči Stipanović arriva un bellissimo secondo posto, poi bissato l’anno scorso a Tokio. Nato a Spalato il 13 giugno 1986 ha da sempre gareggiato per il Mornar. Nella sua classe Laser i primi successi internazionali arrivano nel 2010. A Tallinn, in Estonia, trionfa agli Europei. Si ripete a Helsinki 2011, Dublino 2013, Spalato 2014 e Aarhus 2015. Tre le medaglie mondiali: argento a Boltenhagen 2012, bronzo a Melbourne 2020 e argento a Barcellona 2021. Infine due le medaglie ai Giochi del Mediterraneo: argento a Pescara 2009 e oro a Mersin 2013.
Il bronzo nell’atletica
A Rio de Janeiro la spalatina Blanka Vlašić vince la sua ultima medaglia importante, il bronzo olimpico. Per lei si tratta delle quarte Olimpiadi e della seconda medaglia (a Pechino vinse l’argento). Dopo Rio seguì una lunga pausa agonistica. Il 19 luglio 2017 annunciò la sua rinuncia ai Mondiali di Londra per un problema al piede. Seguirono diverse altre rinunce fino al 10 febbraio 2021 quando annunciò ufficialmente il suo ritiro dall’attività agonistica.
Pallamano solo… quinta
Delusione dalla pallamano maschile. Come sempre si arriva con gradi ambizioni. L’avventura olimpica parte benissimo. Nel girone eliminatorio i Cowboys chiudono con quattro vittorie su cinque gare, conquistando la vetta del girone. L’unica sconfitta, a sorpresa, quella subita dal Qatar all’esordio. Nei quarti di finale disastro contro la Polonia, sconfitta per 27-30 e uscita di scena. Di questa nazionale facevano parte i dalmati: Ilija Brozović, Jakov Gojun e Ivan Slišković di Spalato nonché Ivan Čupić di Metković
Altri sport
Nell’atletica leggera da registrare la presenza dello zaratino Stipe Žunić (lancio del peso). Per lui alla fine un undicesimo posto. Però l’anno seguente a Londra vince la medaglia di bronzo. Nel 2018 ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona vinse la medaglia d’argento. Nel sollevamento pesi partecipa Amar Musić. Anche se nato a Sarajevo ha da sempre gareggiato per la spalatina Matadura. A Rio finì al 15º posto. Tre anni dopo ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona vinse la medaglia d’oro, nella sua categoria, fino ai 85kg.
Nella ginnastica troviamo Ana Đerek, classe 1998. Per lei due modesti piazzamenti. Fu 52ª nel concorso individuale e 77ª sulla trave. Si classifica anche i Giochi di Tokyo, ma i risultati non furono migliori. Nella vela per la quarta volta partecipa lo zaratino Petar Cupać nella classe 49er e finisce al 15° posto. Con lui per la terza volta Pavle Kostav. Terza Olimpiade per Ivan Kljaković-Gašpić, che bissa il quinto posto di Londra. Nel surf classe RSX partecipa lo spalatino Luka Mratović che finisce al 24° posto.
Nello judo esordio olimpico per la spalatina Barbara Matić, classe 1994. Nella sua categoria, fino ai 70 kg è eliminata al primo turno, però poi a Tokyo sfiorerà il podio chiudendo quinta. Si consolerà nel 2021 con uno splendido oro vinto ai Mondiali di Budapest. Nel suo palmares figurano pure tre bronzi Europei: Montepellier 2014, Varsavia 2017 e Minska 2019. Nel 2017 ottiene anche il bronzo a squadre.
Nel nuoto troviamo Matea Samardžić di Spalato. Nei 400 metri misti finisce al 17º posto; nei 100 dorso al 13° e nei 200 dorso al 15º. L’apice delle sua carriera è rappresentato dal bronzo conquistato nei 200 dorso agli Europei di Londra 2016. A Rio scese in vasca pure Mario Todorović, concludendo al 50° posto nei 50 metri stile libero. Per lui si tratta della terza Olimpiade. Nei tuffi partecipa la zaratina Marcela Marić. Chiude al 25º posto nei tuffi dai tre metri.
A Rio per la sua terza Olimpiade torna a competere nel torneo di tennis da tavolo Andrej Gaćina di Zara. Dopo gli ottavi di finale di Londra 2012, ora esce di scena al terzo turno nel singolo. Nel tiro a segno troviamo la spalatina Marija Marović che si piazza al 33º posto nella pistola da 10 metri ad aria compressa. A Rio tornano le gemelle Zaninović (taekwondo). Ana nella categoria fino ai 57 kg esce di scena agli ottavi di finale. Lucija invece arriva ai quarti di finale nella categoria fino ai 49 kg. Nel tennis troviamo lo spalatino Marin Draganja che partecipa nel doppio con Marin Čilić. Però perdono subito ai 16.esimi di finale. Nel torneo femminile c’è la ragusea Ana Konjuh che esce al secondo turno.
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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 12 marzo 2022.