Dina Levačić. la regina dei canali
Di qualche sport, di qualche disciplina particolare non si sa quasi nulla. Rimane lontano dai riflettori dei media. Ma nonostante questo vanta dei grandi protagonisti. Il nuoto non è uno sport tanto popolare e seguito in Croazia, ma negli anni ha sfornato grandi campioni. Molti sono emersi pure in Dalmazia. L’ultima a balzare agli onori della cronaca è stata Dina Levačić. È una nuotatrice sulle lunghe distanze. Non essendo questa una disciplina olimpica le sue imprese fino a poco tempo fa sono state seguite ben poco. Ma nel marzo di quest’anno è entrata nella storia di questo sport a livello mondiale! È la prima donna croata ad aver nuotato in tutti e sette i principali canali del mondo, portando a compimento un’impresa nota con il nome di “Ocean’s 7”. Lo ha fatto all’età di 27 anni ed è entrata così nella storia mondiale come la persona più giovane che può vantarsi di una simile impresa. E sono soltanto 23 persone al mondo che ci sono riuscite. Vediamo la sua storia.
Dina Levačić nasce il 14 marzo 1996 a Spalato da una famiglia originaria dall’isola di Isto (Ist). Oltre che per il fatto di aver nuotato in tutti e sette i canali del mondo, è conosciuta come la seconda donna nella storia del nuoto a lunga distanza ad essere riuscita a compiere un’altra eccezionale impresa. Quella di aver nuotato in 90 giorni la tripla corona del nuoto a lunga distanza, che comprende il Canale della Manica, i ponti di Manhattan a New York e il Golfo di California dall’isola Catalina a San Pedro.
L’inizio a quattro anni
Dina Levačić fa parte del club di nuoto a distanza di Spalato. Si allena nel nuoto da quando aveva quattro anni. E a soli nove anni ha nuotato la sua prima maratona. Una di 2 chilometri ad Almissa (Omiš). Si è innamorata del nuoto grazie a sua sorella, Damjana, che ha un anno e mezzo di più. Nella sua ricca carriera natatoria ha ottenuto risultati significativi, tra i quali, oltre agli “Ocean’s Seven”, spiccano la maratona di Rosario, dove ha conquistato il quarto posto, poi il sesto posto nella maratona di 57 chilometri sul percorso marittimo tra le città di Santa Fe e Coronda. Inoltre, uno dei risultati più significativi è la maratona di nuoto più lunga del mondo, su una distanza di ben 88 chilometri nel fiume Paraná. Alla suddetta maratona si è piazzata al quinto posto; l’ha nuotata in poco più di 10 ore.
Nel giugno 2022 ha nuotato nello Stretto di Gibilterra in un tempo di 3:03 ore, ovvero il secondo miglior tempo tra le nuotatrici. Nell’agosto dello stesso anno ha attraversato a nuoto il Canale del Nord in 10:26 ore; è stato uno dei più grandi successi della sua carriera di nuotatrice. Entrambi i percorsi rientrano negli “Ocean’s 7”.
Aiuti umanitari
Dina Levačić partecipa spesso a iniziative umanitarie per offrire il suo contribuito alla società. Nel corso della settima azione umanitaria a cui ha partecipato, nel maggio 2022, ha nuotato per favorire l’acquisto di un dispositivo medico per il Centro clinico-ospedaliero di Spalato. In compagnia della poliziotta di frontiera Lea Ćaleta e del professore e psicologo Darko Hren, nell’ambito dell’azione umanitaria “Srcem za male heroje” (“Con il cuore per i piccoli eroi”) organizzato dai Vigili del fuoco della città di Spalato, ha nuotato da Kašun alla Riva. L’iniziativa ha permesso di fornire al Centro clinico-ospedaliero un ventilatore di trasporto, un dispositivo medico necessario per il trasporto in elicottero dei pazienti più piccoli dell’Ospedale di Spalato.
L’aiuto della famiglia
Da quando aveva nove anni è sempre stata accompagnata da sua madre Željana, che allo stesso tempo assicura l’intera parte logistica delle sue trasferte. Dina sottolinea che non sarebbe stata in grado di avere successo senza il sostegno di sua madre e di suo padre. È estremamente grata a loro. Sono stati entrambi al suo fianco quando ha nuotato attraverso ciascuno dei canali della lista “Ocean’s 7”, compreso l’ultimo, ossia il passaggio di Cook.
Dina si è laureata alla Facoltà di Educazione e Riabilitazione dell’Ateneo di Zagabria, dopodiché ha lavorato per tre anni come riabilitatrice educativa presso il COO “Juraj Bonača”, dove si è formata con bambini con difficoltà dello sviluppo. Nel gennaio 2023 ha assunto l’incarico di assistente associato presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Spalato.
Il coronamento del sogno
Il 14 marzo 2023, esattamente nel giorno del suo compleanno, Dina Levačić ha attraversato a nuoto i 23 chilometri del Passo Cook. Era l’ultimo canale che ancora mancava nell’elenco dei sette principali canali mondiali, noto anche come “Ocean’s Seven”. Ha raggiunto il traguardo poco prima delle 7 del mattino, ora centroeuropea; le ci sono volute ben 11 ore per percorrere a nuoto l’intero Cook Pass. La temperatura del mare in quel momento era di circa 16 gradi. Inoltre è stata accompagnata da onde alte per tutto il percorso.
Il passaggio di Cook collega l’Isola del Nord e quella del Sud della Nuova Zelanda. Il mare in quei luoghi è estremamente freddo (da 14 a 17 gradi) e spesso mosso da raffiche di vento. Entrambe le isole presentano scogliere rocciose che possono essere estremamente pericolose in quei frangenti. Dina sottolinea spesso che la sfida più grande per nuotare in un passaggio come questo è proprio il tempo: ha avuto infatti solo cinque giorni per portare a compimento l’impresa.
Dal momento che non ha collaborato con gli sponsor prima di andare in Australia, ha deciso di cercare aiuto per il tramite di un post su Facebook. Ha pubblicato il numero di conto e il collegamento al progetto di crowdfunding e alla fine è riuscita a raccogliere l’importo di cui aveva bisogno per ottenere ciò che sognava da molto tempo: attraversare finalmente l’ultimo canale dall’elenco “Ocean’s Seven”.
Traguardi inimmaginabili
Dopo aver nuotato in sette dei più grandi canali del mondo e aver realizzato il suo sogno, ha scritto sul suo profilo Facebook: “23 anni di nuoto, 23 km di Cook Pass e la 23.esima persona a nuotare nell’”Ocean’s 7”. Sono io. Dopo 6 anni e meno di 200 chilometri percorsi a nuoto, la mia avventura all’”Ocean’s 7” è giunta al termine. Quando avevo iniziato a pensare all’attraversamento del Canale della Manica nel 2015, non potevo nemmeno immaginare di arrivare all’attuale traguardo. Le avventure che ho vissuto e le persone che ho incontrato hanno lasciato un segno indelebile in me. In questo percorso ho superato ostacoli e sfide che a un certo punto sembravano insormontabili. Ho spinto i miei limiti sempre più in là innumerevoli volte e talvolta ho sorpreso anche me stessa. “Ocean’s 7 è una sfida di nuoto soltanto sulla carta, ma è molto di più. È un’avventura che cambia la prospettiva della vita, crea nuove amicizie indissolubili e dona una forza vitale indescrivibile. Una persona a me cara mi ha detto: ‘Dina, sei pazza e basta, ma va benissimo così’. Beh, probabilmente questo giudizio non è lontano dalla verità, perché quella follia mi ha permesso di diventare la 23esima persona al mondo a compiere l’impresa ‘Ocean’s 7’. Ora accanto al mio nome sventolerà con orgoglio la bandiera croata”.
Il suo percorso negli “Ocean’s Seven” è iniziato nel 2017 quando ha percorso a nuoto il Canale di Catalina, quello tra l’isola di Santa Catalina e Los Angeles in California e poi il Canale della Manica. Nel 2018 è stata la volta del Canale Moloka’i (noto anche come Canale Kaiwi) alle Hawaii. Nel 2019 ha attraversato lo stretto di Tsugaru in Giappone. E poi la doppietta nel 2022 quando ha attraversato a nuoto lo Stretto di Gibilterra e il Canale del Nord tra l’Irlanda del Nord e la Scozia
Sempre nuovi obiettivi
Alla domanda su che cosa la spinga ad andare sempre avanti, Dina risponde così: “La risposta è sempre la stessa. A motivarmi sono i nuovi progetti, i nuovi obiettivi, la forza che questi mi infondono. E finché faccio tutto con un sorriso e mi diverto, è così. I nuotatori della maratona sono solitari nei loro sforzi. Quando inizio, so di essere sola con il mio silenzio, mi sento incoraggiata, guardo avanti. Ho imparato ad avere pazienza. Se a volte ti sembra di stare bene, ma non hai raggiunto il tuo obiettivo, non fermarti, non perdere la speranza o la fede per realizzare il tuo sogno”.
A 27 anni ha ancora davanti a sé tante tempo per portare a termine altre imprese, fare altre grandi nuotate. Dopo aver realizzato il sogno degli “Ocean’s Seven” di sicuro troverà un altro grande obiettivo da conseguire, un’altra impresa storica da portare a compimento.
La storia degli Ocean Seven
The Oceans Seven venne proposta per la prima volta da Steven Munatones il 23 giugno 2008 sulla base dei Seven Summits. Munatones pensava che la comunità del nuoto in acque libere meritasse un equivalente acquatico delle Seven Summits. Poco più di quattro anni dopo, il 14 luglio 2012, Stephen Redmond fu il primo a completare l’Oceans Seven con una traversata di 12 ore e 45 minuti del Canale di Tsugaru. Un anno dopo, l’8 luglio del 2013 la svedese Anna-Carin Nordin entrò nella leggenda come la prima donna a completare i sette canali/stretti.
Raggiungere l’Ocean Seven richiede la capacità di nuotare sia in mari molto freddi che in mari molto caldi. Richiede inoltre che il nuotatore sia preparato fisicamente e mentalmente a superare ogni condizione nota per sconfiggere i nuotatori in acque libere, in condizioni proibitive caratterizzate dalle forti correnti ai venti rigidi, dalle meduse ai mari agitati. Come il suo cugino alpinista, l’Oceans Seven richiede un’enorme quantità di pianificazione, tempo, risorse finanziarie e team di supporto multinazionali, con esperti locali competenti.
Le sette nuotate:
– il Canale del Nord: tra l’Irlanda e la Scozia, 21 miglia (34 km)
– lo stretto di Cook: tra le isole del nord e del sud della Nuova Zelanda, 16 miglia (26 km)
– il Canale Moloka’i (noto anche come Canale Kaiwi): tra Moloka’i e O’ahu, 27 miglia (44 km)
– il Canale della Manica: tra Inghilterra e Francia, 21 miglia (34 km)
– il Canale di Catalina: tra l’isola di Santa Catalina e Los Angeles, 20 miglia (32 km)
– lo stretto di Tsugaru: tra le isole giapponesi di Honshu e Hokkaido, 12 miglia (20 km)
– lo Stretto di Gibilterra: tra Spagna e Marocco, 10 miglia (16 km)
Seven Summits
Più di 300 persone hanno completato le Seven Summits e scalato il Kilimanjaro (5.892 m) in Africa, il Vinson Massif (4.892 m) in Antartide, il Kosciuszko (2.228 m) o la Piramide di Carstensz (4.884 m) in Australia, l’Everest (8.848 m) in Asia, l’Elbrus (5.642 m) in Europa, il Monte McKinley (6.194 m) in Nord America e l’Aconcagua (6.962 m) nel Sudamerica.
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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 10 giugno 2023.