Almissa, il calcio ha donato parecchie soddisfazioni
Scrivendo di calcio in Dalmazia, chiaramente il pensiero corre innanzitutto alla squadra spalatina dell’Hajduk. Poi magari ci ricordiamo di Zara e Sebenico. Però ci sono tante altre realtà minori, ma di sicuro tutt’altro che disprezzabili, che ruotano attorno alle città più grandi e ai club più famosi. Nei dintorni di Spalato il calcio è fiorito fin dagli inizi di questo gioco. E quasi subito sono state fondate numerose società. Poi negli ultimi anni ci sono state pure richieste, mai avallate comunque, di riconoscere ufficialmente che la prima partita di calcio in Croazia sia stata giocata a Zara, Traù (Trogir) o magari a Metković. A prescindere dalle argomentazioni di carattere storico, tutti questi tentativi sono falliti sul nascere. Le richieste sono state bocciate senza pietà dalla Federcalcio croata, in quanto considerate prive di qualsiasi prova attendibile. Però una cosa è certa. Attorno a Spalato il calcio veniva giocato già dai primi anni del XX secolo e le prime società erano state fondate negli anni precedenti al primo conflitto mondiale e all’incirca nell’anno di fondazione dell’Hajduk, il 1911.
Alla foce del fiume Cetina
Una di queste realtà di secondo piano, ma comunque di ottimo livello, è quella della squadra di Almissa (Omiš). Nella città alla foce del fiume Cetina le prime notizie calcistiche risalgono al 1914. Fu un amore a prima vista. Ben presto il calcio prese piede a tal punto da non poter rimanere più un gioco da praticare in qualche piccola piazza e si andò alla ricerca di un posto adatto e sufficientemente grande. Dopo numerosi scambi di idee ed estenuanti ricerche si arrivò alla conclusione che il campo dei fratelli Anđeliko e Šime Stanić e di Stipe Marušić in zona Punta fosse quello ideale. Risolta la problematica del campo di calcio, si puntò senza indugi alla fondazione di una società sportiva con tutti i crismi della legalità.
Spazio ai rivoluzionari
Inizialmente a giocare calcio era un gruppo di rivoluzionari, contrari al regime dell’epoca e desiderosi di libertà. Non per niente subito si trovarono d’accordo nel chiamare la loro compagine Komita. Non era un caso che all’epoca venissero assunti nomi che avevano una valenza simbolica oppure potessero lanciare messaggi anche di carattere politico-storico. Basti pensare alle altre società della regione: Hajduk, Orkan, Zmaj, Uskok, Vuk ed altri. Oggi, cent’anni dopo, questa società esiste ancora e quest’anno festeggerà il 95.esimo compleanno. No, non è uno sbaglio perché, fatto assolutamente non strano, all’epoca venivano fondate società che, per una ragione o per un altra, non venivano registrate subito, ovvero passava molto tempo fino alla loro formalizzazione amministrativa.
Un ottimo pareggio a Dugi Rat
I primi segni della nascita di una vera società calcistica e di una partita ufficiale ad Almissa li abbiamo nel 1918 quando la compagine locale fu invitata a partecipare a Dugi Rat all’inaugurazione del nuovo campo di gioco e a misurarsi con la squadra locale dell’Orkan. L’incontro finì con un pareggio, 3-3. E fu una festa per i locali, visto che la squadra del Komita all’epoca era considerata fortissima.
Komita, la fondazione nel 1919
La società del Komita fu ufficialmente fondata e registrata nel 1919 grazie a tre persone: Ćiril Stanić, Tomo Rabar e Lovro Radeljić. Alla carica di primo presidente fu eletto Mirko (Miro) Benković, mentre il suo vice fu Josip (Pino) Franceschi. A difendere i colori della squadra all’inizio erano: Škrivanić, il capitano Radeljić, S. Stanić, Jerko Franceschi, Mindoljević, Karmen Marušić, Klanzer, Marko Stanić, Vašeta, Điđi Franceschi, Tafra (Kukić). Subito nel 1919 venne disputata la prima partita ufficiale. Fu quella contro i forti vicini dell’Hajduk di Spalato. E proprio con l’Hajduk venne allacciata da subito un’ottima collaborazione, che portò a ricoprire il ruolo di allenatore, anche se non ufficialmente, i nazionali dell’Hajduk, Šime e Veljko Poduje. Formalmente ad allenare la società furono nei primi anni Nikola Gazdić e Janko Rodin, inutile dirlo, pure loro legati a doppio filo all’Hajduk.
L’anno della svolta
Il 1920 fu l’anno della svolta per il calcio della Dalmazia. Infatti il 7 marzo venne costituita la Federcalcio spalatina. A fondarla furono in dodici: Ulogren (Budva), Orkan (Dugi Rat), Junak (Sinj), Rad (Sinj), Borac (Spalato), Hajduk (Spalato), Jug (Spalato), Split (Spalato), Uskok (Spalato), Kosovo (Vranji), Trogir (Traù) e Komita (Almissa). Anche se a prima vista il futuro sembrava roseo, la realtà fu ben diversa. Nei primi anni della Federcalcio spalatina la squadra del Komita fu del tutto assente. Nel 1923, ossia il 21 gennaio, la Federcalcio constatò che il Komita aveva chiuso i battenti. La pausa durò due anni, ovvero fino alla firma del contratto tra i fondatori del Komita – Ćiril Stanić, Tomo Rabar e Lovre Radeljić – e Anđeliko Stanić, per affittare per un arco di tempo di sei anni al prezzo di 3.750 dinari all’anno, quello che sarebbe diventato un vero e proprio campo di calcio. Nella stagione 1925/26 il Komita partecipò al campionato della Federcalcio spalatina, dove fu sconfitto in finale dall’Hajduk di Spalato per 6-0. Stessa finale e stesso risultato pure nella stagione 1926/27. Con la partecipazione a questi campionati la squadra di Almissa cominciò regolarmente a disputare le competizioni locali.
Un miracoloso 1-1
Nell’estate del 1927 ad Almissa venne pure il fortissimo Građanski di Zagabria che, dopo un’amichevole a Spalato, ne disputò pure un’altra contro il Komita. La partita, tra lo stupore generale, finì 1-1, con la rete degli zagabresi appena nei minuti finali.
Nella stagione 1927/28 la compagine di Almissa entrò a far parte della prima „župa“, la più forte e regolare della regione, dove finì terza nella parte autunnale. Nella parte primaverile della competizione, durante la quale giocò nella seconda „župa“, vinse il campionato. Poi in semifinale venne travolta dall’Hajduk per 9-0. Però in questi anni il Komita registrò pure importanti vittorie, ad esempio contro le riserve dell’Hajduka per 4:1, contro gli spalatini dell’HAŠK per 12:1 e contro lo Junak di Sinj per16:1! In questi primi anni a difendere i colori del Komita fu, tra gli altri, una futura leggenda dell’Hajduk, il primo campione sfornato ad Almissa: Anđelko Marušić Ferata. Dopo due anni trascorsi al Komita (1926-28), egli passò all’Hajduk, dove giocò dal 1929 al 1941 collezionando ben 394 presenze e 15 reti. Inoltre fu per 16 volte pure nazionale jugoslavo.
Nulla da fare contro l’Hajduk
Pure nella stagione 1928/29 la squadra stravinse nella seconda „župa“. ma dovette arrendersi in finale contro l’Hajduk di Spalato, che si impose questa volta per 8-1. Non cambiò nulla neppure nella stagione 1929/30. A partire dal 1930 cominciò la fase discendente della compagine di Almissa. Il numero delle squadre incluse nella Federcalcio spalatina crebbe e nonostante la fondazione della Federcalcio di Cettigne (Cetinje) furono ben 13 le compagini che parteciparono al campionato primaverile del 1931, nel quale il Komita non riuscì ad arrivare nella fase finale. Il declino proseguì e la squadra, dopo la fase autunnale del campionato 1932/33, cessò di esistere. Il 13 settembre 1933 ci fu la fusione con l’Orkan di Dugi Rat da cui nacque un club chiamato per l’appunto Orkan. Insomma, tutto passò a Dugi Rat, anche per il fatto che nel 1934 il campo di calcio fu “tolto” alla squadra.
Una lunga crisi
Fu una crisi duratura. Il calcio, almeno quello disputato a livello ufficiale, rimase lontano da Almissa fino alla fine del Secondo conflitto mondiale. Infatti. appena il 25 settembre 1945 fu rifondata la squadra locale. Questa volta con il nome di Iskra e come sezione sportiva dello Športsko društvo Iskra. Il padre fondatore e l’artefice del ritorno del calcio in città fu Petar Novaković, che fu eletto subito alla carica di segretario dell’associazione sportiva. Nel contempo però svolse pure il ruolo di allenatore. Fin dall’inizio fu chiaro che il principale problema sarebbe stato quello del campo di calcio. Si decise di prendere possesso di un appezzamento di terra in zona Babnjača. Nel 1946 si passò alla realizzazione del progetto. Non era proprio l’ideale, viste le modeste dimensioni, però il nuovo campo di calcio fu inaugurato comunque con una partita disputata contro i vicini dell’NK Lavčević, che si imposero per 2-1.
La lenta risalita
La squadra, per quanto riguarda le competizioni ufficiali, iniziò la lentissima risalita cominciando dai campionati della Dalmazia. Qui rimase confinata per oltre un decennio. Nel frattempo, nel 1955, decise di cambiare nome e di prendere quello attuale di Omiš. Il primo serio segnale di ripresa, con successi non disprezzabili, la squadra lò registra nell’estate del 1959, quando riuscì a qualificarsi al campionato croato. In quegli anni il campionato croato rappresentava il terzo livello nazionale, ma bisogna notare pure che era diviso in ben sei zone, di cui la Dalmazia in ulteriori tre. In quella spalatina si ritrovò a giocare l’Omiš. Alle fine si piazzò all’ultimo posto, con solo quattro vittorie e due pareggi. Dopo una stagione di pausa, fece ritorno nel campionato croato e questa volta finì al penultimo posto. Retrocesse e rimase in crisi fino alla stagione 1968/69, quando tornò nel campionato croato con grande successo. Allora il campionato della Dalmazia era a girone unico e la Croazia era divisa in quattro zone.
Sfiorata la Seconda lega
Il successo fu tale che la squadra “rischiò” addirittura la qualificazione alla Seconda lega. Alla fine si piazzà al terzo posto a soli due punti dal primo classificato, lo Slaven di Traù (Trogir). In seguito alla rinuncia dello Junak di Sinj, la squadra di Almissa disputò le qualificazioni e fu sconfitta dalla Lokomotiva di Mostar. Poi nella stagione 1969/70 finì al nono posto, mentre nel 1970/71 arrivò terza nel girone sud della Dalmazia. Il nuovo ritorno di fiamma lo si ebbe nella stagione 1971/72, quando vinse il girone sud e partecipò alle qualificazioni per la Seconda lega. Questa volta dovette arrendersi al Rudar di Pljevlja. La partecipazione a queste due fasi di qualificazioni rappresentò i due maggiori successi di questa società, almeno per quanto concerne i campionati della Jugoslavia. Nella stagione 1972/73 prese parte di nuovo al campionato croato, girone della Dalmazia meridionale, nel quale finì terza. Poi ci fu una rivoluzione dei campionati e quello croato divenne a girone unico. “Grazie” a questa formula la squadra di Almissa rimase per anni lontana da questi livelli. Tornò alla ribalta appena nella stagione 1984/85, quando il campionato croato fu di nuovo suddiviso in quattro gironi. Finì al decimo posto nel girone spalatino. Seguirono nell’ordine un decimo e un undicesimo posto. Nella stagione 1987/88 la compagine di Almissa partecipò al campionato croato, ormai di quarto livello e finì all’ultimo posto. Non retrocesse soltanto grazie agli ulteriori cambiamenti nell’organizzazione delle competizioni. Seguirono fino alla dissoluzione della Jugoslavia un undicesimo, un quattordicesimo e alla fine un settimo posto.
Arrivati ultimi
E proprio grazie a questo settimo posto, la squadra partecipò nella stagione 1992 al campionato di terza lega, girone sud, gruppo B. Si piazzò… all’ultimo posto! Però questo fu l’inizio della risalita. Nella stagione 1992/93 finì al quinto posto nel gruppo sud. L’anno successivo arrivò quarta e grazie alla rivoluzione dei campionati si qualificò nella nuova Seconda lega, dove rimase per un paio d’anni. Nella stagione 1994/95 si piazzò al dodicesimo posto, nel 1995/96 finì al decimo posto, mentre nel 1996/97 arrivò nuovamente dodicesima. Poi seguirono anni di terza lega, con piazzamenti quasi sempre a metà classifica. Nella stagione 2002/03 la compagine dalmata si salvò all’ultimo turno, per poi nella stagione 2004/05 arrivare al secondo posto a soli due punti dai play off. Seguirono di nuovo anni trascorsi a metà classifica, fino alla stagione 2009/10 quando arrivò ultima nel girone sud. Evitò la retrocessione grazie alla rinuncia del Trogir. Si riprese e nella stagione 2010/11 si piazzò al quinto posto. Seguì un quarto posto, bissato la scorsa stagione.
Sfornati numerosi campioni
Attualmente la compagine di Almissa si trova al nono posto, dopo il girone autunnale della terza lega sud.
La squadra non ha mai partecipato alla Coppa Jugoslavia e nemmeno a quella croata. Bisogna però far notare che nella stagione 1994/95 ha vinto la Coppa della Contea spalatino-dalmata; però con le regole dell’epoca questo non è valso la qualificazione alla fase finale di coppa. Nel corso degli anni la squadra ha sfornato diversi futuri campioni. Oltre a quelli già menzionati finora nel testo, bisogna ricordare pure i futuri nazionali croati Mate Bilić e Ivica Križanac, che sono cresciuti ad Almissa. L’attuale stadio, che porta il nome di Anđelko Marušić Ferata, è stato realizzato in occasione del Giochi del Mediterraneo, che si sono tenuti nel 1979 a Spalato. Ad Almissa si è giocato un girone al quale hanno partecipato le nazionali di Turchia, Algeria, Tunisia e Francia.
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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo l’8 febbraio 2014.