Mornar, una clamorosa scia di successi
Il professionismo nella pallanuoto croata è nato con la Mornar di Spalato! Esagerato? Troppo presto fissare gli inizi al 1949? Non sono pochi quelli che dicono di no. Infatti bisogna sapere che fin dalla sua fondazione la compagine difendeva i colori della marina militare e come tale aveva un’organizzazione del tutto diversa rispetto agli altri club.
Però torniamo un passo indietro. La società venne fondata nell’aprile del 1949 con il nome di Plivačko-vaterpolski klub Mornar, prima come selezione e poi come società sportiva. Poi nel 1951, in linea con la “moda” dell’epoca la squadra divenne parte integrante dell’unione sportiva Mornar, della quale oltre, alla squadra di pallanuoto, facevano parte pure quelle di canottaggio e vela e in seguito la società subaquea.
Alla carica di primo presidente della società venne eletto Miljenko Tomić e suo vice Dalibor Meštanek. E fin dall’inizio la storia di questa società fu una storia di successi. Successi fulminei, che difficilmente altri club possono vantare in questo come pure in altri sport.
Differenza reti: 86-0
Subito nella prima stagione la squadra s’impose in un torneo eliminatorio a Sarajevo e partecipò alla sua prima e unica stagione in Seconda lega. Il campionato fu disputato a Curzola (Korčula) e vide la partecipazione di sei squadre. Per la Mornar fu una vera passeggiata. Gli spalatini conclusero il torneo con un’impressionante differenza reti, addirittura 86-0, e ottennero la qualificazione alla Prima lega. Uno dei principali artefici di questo successo fulmineo fu uno dei fondatori del club, l’allenatore e giocatore fiumano Božo Grkinić. Con lui giocarono pure Dinko Rizzi, Bruno Cvitan, Stjepo Duvnjak, Vlado Polić, Lovro Radonić, Mišo Vidović e il portiere Niko Trojanović.
Alle spalle dello Jug
Al suo primo campionato di Prima lega la squadra arrivò subito a un importante successo. Fu vicecampione nazionale. Si piazzò al secondo posto alle spalle dello Jug di Ragusa (Dubrovnik), che in quell’anno conquistò il suo 16.esimo titolo nazionale. A questa prima stagione parteciparono: Mićo Kos, Lovro Radonić, Bruno Cvitan, Niko Trojanović, Boško Vuksanović, Božo Grkinić, Stjepo Duvnjak, Tomica Franjković, Darko Šarenac, Ivo Štakula e Ivo Brajević.
La storia si ripetè pure nella stagione 1951. Però alla fine ci fu un epilogo interessante. Ben tre mesi dopo la conclusione del campionato, che lo Jug vinse con tre punti di distacco, la Federazione annullò per ostruzione la partita Jug-Mornar, vinta dai ragusei per 1-0, anche se all’epoca non si cronometrava il tempo trascorso l’attacco. Così i giudici decisero che il campionato non aveva un vincitore, anche se inevitabilmente lo Jug lo annovera nella sua lista di vittorie.
Successi a catena dal 1952
E a partire dal campionato 1952 cominciò la clamorosa scia di successi del Mornar. Vinse i campionati 1952, 1953, 1955 e 1956. Una scia che però, anche a prima vista aveva dell’incredibile per una società così giovane, non era poi così sorprendente. Infatti bisogna sapere, come già sottolineato all’inizio, che la Mornar era la squadra della marina militare e come tale i giovani talenti provenienti da tutte le parti del Paese venivano indirizzati al Mornar. E proprio questi giovani talenti avevano permesso subito al Mornar di inanellare una serie di clamorosi successi, sempre sotto l’attenta e valida guida della dirigenza e degli allenatori.
Il primo campionato vinto, quello del 1952, vide fra i protagonisti: Božo Grkinić, Stjepo Duvnjak, Darko Šarenac, Tomislav Franjković, Ivo Štakula, Ivo Brajević, Bruno Cvitan, Niko Trojanović, Mićo Kos, Kristo Radonić, Boško Vuksanović, Lovro Radonić, Ivo Vilović. Praticamente con la stessa formazione la squadra vinse pure il campionato 1953.
Dopo la “sosta” nella stagione 1954, quando il campionato fu vinto dai cugini della Jadran piazzatisi davanti allo Jug, il Mornar tornò a vincere altri due campionati. A portare la squadra spalatina ai vertici furono stavolta Lovro Radonić, Bruno Cvitan, Jani Barle, Božo Grkinić, Davorin Janeković, Tomislav Franjković, Ivo Štakula.
Seguì ancora una stagione che vide gli spalatini conquistare il titolo di vicecampioni nazionali alle spalle dei cugini della Jadran. E dopo altre tre stagioni trascorse nei piani alti della classifica, nel 1961 il Mornar riuscì a conquistare il suo quinto titolo nazionale. Quello del 1961 fu un successo sofferto, conseguito davanti alla squadra emergente degli ultimi anni, la Jadran di Castelnuovo (Herceg Novi), la prima compagine non croata a vincere il campionato jugoslavo dopo il 1945. Fu un campionato vinto da diverse forze nuove. La formazione tipo era composta da: Jakov Matošić, Marin Grubić, Ante Matošić, Lovro Radonić, Vinko Rosić, Uglješa Čavlina, Jani Barle, Zvonimir Kreković, Josip Jović, Miomir Ercegović.
Anni di vacche magre
Poi arrivarono anni in cui la compagine spalatina, nonostante disponesse di forti giocatori, non riusciva a emergere e a dettare legge nel campionato. Di nuovo nel 1962 la squadra fu vicecampione nazionale nel campionato invernale e poi più nulla fino al 1973. Un lungo digiuno che si concluse con la finale della coppa nazionale, la prima nella storia del Paese, che era andata a sostituire il campionato invernale. In quella finale, persa contro il Partizan di Belgrado per 4-3, giocarono: Pero Jakaša, Joško Kovačević, Boro Savić, Branko Reić, Zoran Družeić, Marko Škovrlj, Zlatko Čatlak, Dragan Matutinović, Boris Fradelić, Lucijan Prelević e Zoran Kačić. L’allenatore fu Bruno Cvitan.
Dopo la finale il Mornar tornò di nuovo nell’ombra. Altre squadre giocavano il ruolo di protagoniste sulla scena nazionale, dai cugini della Jadran e del POŠK di Spalato, allo Jug di Ragusa, al KPK di Curzola (Korčula), fino alla Mladost di Zagabria e al Partizan di Belgrado.
In tutti questi anni la squadra spalatina “sfornò” comunque diversi ottimi giocatori. Tra i vari nomi degni di menzione, ricordiamo quello di Petar Jakaš, Joško Kovačević, Zoran Kačić, Zoran Družeić, Bora Savić, Dragan Matutinović, Boris Fradelić, Jakov Galić, Marinko Roje, Zoran Filipović, Tonko Bezina, Branislav Zovko, Vojkan Šegvić e Deni Marinković.
Un trofeo europeo
Però non bisogna dimenticare che la generazione d’oro del Mornar, quella degli anni ‘50, aveva portato a Spalato pure un importante trofeo europeo. Infatti il Mornar si era imposto nella coppa Mitrev, una coppa centroeuropea, una specie di antecedente dell’odierna coppa dei campioni. A vincere quel primo trofeo europeo erano stati: Lovro Radonić, Bruno Cvitan, Boško Vuksanović, Božo Grkinić, Tomislav Franjković, Ivo Štakula e Darko Šarenac.
A quello storico successo di una generazione d’oro aveva fatto seguito un’altro, quasi insperato. Infatti la squadra, dopo anni trascorsi in una posizione di secondo piano, nel 1980 era retrocessa in seconda divisione. All’epoca il giocatore della Jadran di Spalato, Joško Kovačević, decise di tornare ai vecchi amori e trascinò la squadra di nuovo in Prima lega. Non arrivarono nuovi successi, ma la squadra tornò un’altra volta ai vertici nazionali. E così nella stagione 1985/86 arrivò di nuovo alla finale della Coppa di Jugoslavia. Fu nuovamente una sconfitta, questa volta contro i montenegrini del Kotor di Cattaro). Però in ultima analisi non fu una sconfitta molto amara. Le redini della squadra era state assunte da poco da un giovane allenatore, Dragan Matutinović, che aveva messo insieme una compagine costituita da giovani talenti. E per di più in maniera del tutto indipendente, visto che la squadra ormai da anni non era più sotto l’egida della marina militare, ma era sponsorizzata dalla spalatina Adriacolor.
Sconfitti i catalani
“Grazie” alla finale persa, gli spalatini si ritrovarono a disputare la Coppa delle Coppe. La squadra riuscì senza grandi problemi ad arrivare in finale, dove giocò contro la fortissima compagine spagnola del Catalunya di Bacellona. Fu una finale disputata in due partite. Nella prima in terra spagnola non si andò oltre a un pareggio, 4-4. Poi al ritorno a Spalato il Mornar prevalse per 6-4 e conquistò il trofeo più importante della sua storia. Giocarono in quella finale: Branislav Zovko, Boris Katić, Nenad Matošić, Zoran Filipović, Mladen Hraste, Tonko Bezina, Teo Novaković, Rino Katunarić, Joško Kreković, Srđan Trgo, Deni Marinković, Renco Posinković, Vojko Šegvić e Branimir Bućan. Non bisogna dimenticare in questa lista di campioni, l’allenatore Dragan Matutinović e il suo vice Damir Kotrulja e infine il presidente Renato Vučetić.
Finale dal triste epilogo
In quanto vincitori della Coppa delle Coppe, gli spalatini disputarono la finale di Supercoppa europea contro la squadra che si era imposta nella Coppa dei Campioni, ovvero contro i berlinesi dello Spandau 04. L’incontro si svolse a Zurigo. Fu una finale soffermatissima, e come scrissero i media all’epoca, solo per cuori forti. Infatti fin dalle prime battute la fortuna arrise ai berlinesi che riuscirono a ottenere un grande margine di vantaggio, ben 7-2. Poi la Dea bendata
“baciò“ per un attimo gli spalatini. Infatti, nonostante l’enorme svantaggio, il Mornar non si arrese. I giocatori non si persero d’animo e riuscirono a compiere un piccolo miracolo. Fu un capovolgimento a dir poco storico, in quanto gli spalatini si portarono in vantaggio per 8-7! Però chiedere di più era evidentemente troppo quel giorno. I dalmati qui si fermarono e alla fine persero per 10-8. Per i berlinesi fu una vittoria triste. Erano guidati dallo zagabrese Alfred Balen che una volta il trofeo si tuffò in piscina per festeggiare. Questo gli fu fatale. Subito dopo subì un forte infarto e morì il giorno dopo.
Fu dunque una giornata all’insegna della tristezza per i berlinesi, ma pure per gli spalatini. Infatti dopo questa finale iniziò il periodo dell’inesorabile declino. La squadra da li a poco fu abbandonata da tutti i più forti giocatori. Se ne andò praticamente l’allenatore Dragan Matutinović, che passo alla Mladost di Zagabria e portò con se Boris Katić e Zoran Filipović. Le due grandi promesse, Renco Posinković e Joško Kreković, passarono alla Jadran di Spalato.
Una fucina di campioni
Seguirono anni in cui la squadra si ritrovava giocoforza a recitare un ruolo secondario. Era in primis una squadra che formava futuri grandi giocatori. Attraverso le file della società spalatina passarono e poi si affermarono giocatori del calibro di Zdeslav Vrdoljak, Teo Đogaš, Slavko Letica e Danijel Burić.
Dal momento dell’indipendenza della Croazia, il Mornar ha giocato regolarmente nel campionato nazionale, senza però mai arrivare nei piani alti. Il massimo lo ha ottenuto nel 1992 con un terzo posto, sotto la guida di Joško Kovačević e Zoran Kačić. Poi un lungo digiuno fino al 2002 e un ulteriore terzo posto conseguito agli ordini dell’allenatore Mirsad Zajmović Mice, un tecnico che ha praticamente rifondato il Mornar, gettando le basi per un futuro più sereno. L’ultimo risultato degno di rilievo è stato ottenuto sotto la guida dell’allenatore Mladen Hrast nella stagione 2006, un ennesimo terzo posto. Dalla stagione 2008/09 la squadra partecipa alla lega regionale, piazzandosi sempre in centroclassifica. Il miglior successo la scorsa stagione, quando è arrivata a ottenere il quinto posto.
Negli ultimi anni la squadra ha partecipato pure alla Coppa LEN. Nel 2002/03 è arrivata ai quarti di finale, risultato bissato nel 2003/04. Hanno fatto seguito due ottavi di finale nelle stagioni 2007/08 e 2008/09. Infine da ricordare l’ultima partecipazione alla Coppa LEN nella stagione 2011/12, quando gli spalatini si sono dovuti arrendere al Posillipo di Napoli negli ottavi.
Medaglie olimpiche
Da sottolineare che la squadra va giustamente fiera dei proprio giocatori che hanno vinto ben 11 medaglie olimpiche: si tratta di campioni che hanno militato nelle file della compagine splatina negli anni d ‘oro, attivi oppure che sono cresciuto nel Mornar. Così sono da ricordare le medaglie d’argento di Ivo Štakula, Lovro Radonić e Boško Vuksanović, alle Olimpiadi di Helsinki del 1952 e di Melbourne nel 1956. A quest’ultima edizione dei Giochi partecipò pure Tomislav Franjković. Poi ci fu l’argento di Vinko Rosić a Tokio 1964.. Zoran Kačić partecipò alle Olimpiadi (quinto posto) di Montreal del 1976. L’oro arrivò finalmente con Renco Posinković alle Olimpiadi di Seul del 1988. Joško Kreković e Zdeslav Vrdoljak ad Atlanta nel 1996 vinsero altre due medaglie d’argento. Infine Zdeslav Vrdoljak e Teo Đogaš parteciparono alle Olimpiadi di Pechino del 2008, dove finirono al sesto posto.
Inoltre il Mornar ha dato pure due allenatori alle Olimpiadi. Nella spedizione di Helsinki del 1952 e di Melbourne del 1956 ci fu pure Božo Grkinić. E infine da ricordare pure Dragan Matutinović, che portò la nazionale spagnola alla medaglia d’argento alle Olimpiadi di Barcellona del 1992.
I titoli
Trofei nazionali
Campionato della Jugoslavia: campione nel 1952, 1953, 1955, 1956 e 1961; e vicecampione nel 1950, 1951 e 1957
Campionato invernale della Jugoslavia: vicecampione nel 1962
Coppa della Jugoslavia: finalista nel 1973 e nella stagione 1985/86
Trofei internazionali
Coppa delle Coppe: 1986/87
Supercoppa europea: 1987 (finalista)
Coppa Mitrov: 1953
Le stelle
Giocatori: Zdeslav Vrdoljak, Ivo Brzica, Tomislav Franjković, Ivo Štakula, Lovro Radonić, Boško Vuksanović
Allenatori: Dragan Matutinović, Božo Grkinić, Momo Ćurković
I record
Giocatore con il maggior numero di presenze: Joško Kovačević (14 stagioni)
Capocannoniere: Zoran Družeić (380)
Vittoria con il maggior numero di reti: Mornar Brodospas – Turun Ulmart 29-0
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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo l’11 gennaio 2014.