Calcio a Traù, dalla passione iniziale alla bancarotta del club (2 e fine)
Finita la prima Guerra mondiale ben presto il calcio tornò nelle vie di Traù (Trogir). Venne fatta subito rinascere la locale squadra di calcio che riprese il nome di Trogir, ma con il prefisso di Jugoslavenski nogometni klub. Alla carica di nuovo presidente venne nominato Lujo Madirazza. Si pensò subito alla ricostruzione del campo di gioco e delle reti delle porte. Queste ultime vennero ricavate dalle reti da pesca dal pescatore Kružić di Bua (Čiovo). Uno dei fondatori della società, Ante Madirazza, si occupò delle nuove divise societarie: magliette bianche con bordi blu.
Stando al giornale “Novo doba” il nuovo JNK Trogir nell’arco del 1919 disputò quattro partite ufficiali. La prima, il 15 luglio, contro lo JNK Slaven dei Castelli spalatini (Kaštela), imponendosi con un secco 7-1. Il 25 luglio fu la volta degli juniores dell’Hajduk di Spalato battuti per 6-0. Il 27 luglio, invece, una squadra combinata dello stesso Hajduk fu travolta per 4-0. Il 18 agosto ebbe luogo la partita di “ritorno” nei Castelli spalatini contro il locale Slaven: il Trogir qui registrò la prima sconfitta, per 2-0. Infine ci fu un incontro tra una delle squadre dell’Hajduk contro una compagine combinata dello Slaven e del Trogir, vinta dagli spalatini per 4-1.
Nel 1920 il calcio diventò un’attività sportiva sempre più importante ed organizzata in tutta la Dalmazia. Così il 18 giugno 1920 a Spalato venne fondata la Federazione spalatina. Furono registrate in tutto 12 squadre della Dalmazia e delle Bocche di Catarro: Ulogren (Budva), Orkan (Dugi Rat), Junak (Sinj), Rad (Sinj), Borac (Spalato), Hajduk (Spalato), Jug (Spalato), Split, Uskok (Spalato), Kosovo (Solin-Vranjic), Trogir e Komita (Almissa).
Nel corso del 1920 furono poche le partite disputate dal Trogir. Registriamo il pareggio del 15 giugno a Spalato contro il locale Split per 1-1, la sconfitta del 19 luglio contro l’Hajduk per 5-3 e infine la sconfitta di misura contro il Borac a Spalato per 2-1.
Nel 1920 la squadra per un breve periodo cambiò il nome in Zmaj e con la nuova denominazione il 13 settembre pareggiò a Spalato con il Borac per 3-3.
E vennero gli anni bui
Anche se dopo la guerra c’era grande interesse attorno alla squadra di calcio e il pubblico non mancava, con il passare degli anni l’attenzione nei confronti della compagine traurina andò scemando. In altri termini Traù si ritrovò in controtendenza rispetto a gran parte della Dalmazia. Anche se la squadra del Trogir fu una delle fondatori della Federcalcio spalatina nel 1923, in seguito abbandonò questa associazione senza aver partecipato nemmeno ad un campionato regionale. Nell’arco degli anni ‘20 la compagine disputò pochissime partite. Uno delle poche registrate dai media dell’epoca fu quella del 1925 contro il DOŠK di Drniš persa per 6-1.
La rifondazione nel 1930
Dopo quasi dieci anni di buio quasi totale la rinascita avvenne nel 1930. La squadra cambiò nome in Jugoslavenski radnički sportski klub Slaven. L’incarico di presidente venne affidato a Vinko Buble-Konte. Il club presentò subito domanda di adesione alla Federcalcio spalatina e ritornò a farne parte. Furono avviate le prime forme di collaborazione e le prime partite vennero organizzate con le altre squadre “operaie” della regione, in primo luogo contro lo Split e il Radnički di Sebenico.
La compagine negli anni ’30 partecipò ai campionato e alle coppe regionali, però senza ottenere nessun successo.
Nel 1934 si registrò una grave spaccatura interna. Infatti la politica societaria era quella di ingaggiare un gran numero dei calciatori che soggiornavano al centro militare di Divulje. I giocatori locali, contrari a questa prassi, nel 1934 registrarono una nuova società con il nome di Jarac. Tra i fondatori troviamo Mijo Vitezica, Grgo Bego, Vicko Žižak, Šime Bilić, Šime Rožić, Ugo Pomenič, Ivo Pomenić, Anton Žunić, Frane Žunić, Stanko Ružičić, Marin Antunovi Bubi, Marko Veselić, Ante Miše Amerikanac e Bono Bakica. La protesta si protrasse per un anno.
Seguirono anni senza grandi successi ed eventi di rilievo. Nel 1938 per un breve periodo la società prese il nome di Saldun. Nel 1939 fu tolto l’attributo Jugoslavenski e il club si ritrovò ad essere solamente Sportski klub Slaven.
Negli anni della “collaborazione militare” a Traù militarono diversi giocatori importanti. Le cronache societarie segnalano la presenza dei nazionali Zvonimir Požega e Vojin Božović. Importante fu pure Teodor Kriše che in seguito, per lungo tempo, fu dapprima portiere e poi allenatore dello Slaven.
Con l’inizio della Seconda guerra mondiale il calcio ridusse le sue attività al minimo. Così nel 1941 lo Slaven cessò di esistere.
La rinascita dopo la guerra
Finita la guerra, il calcio fece ritorno a Traù. Subito nel 1945 venne rifondata la società. Tra i nuovi fondatori ricordiamo Milan Novak, Marin Buble, Ivo Radačić, Ivo Pomenić e Vinko Buble. Primo presidente venne nominato Jakov Mlačić. All’inizio ci furono dubbi sul nome da dare alla società. Le opzioni erano Trogir, nome di cui il club si era fregiato dalla fondazione fino al 1930, oppure Slaven, in auge fino alla Seconda guerra mondiale. Alla fine prevalse l’opzione Slaven e tale nome la società lo mantenne fino al 1993. Da notare che il club venne fondato con il nome completo di Fiskulturno društvo Slaven; oltre al calcio aveva le sezioni di pallanuoto, canottaggio, ginnastica, atletica, pallacanestro, pallavolo, tennis tavolo, ciclismo, nuoto, e danza?!?
Furono enormi le difficoltà, almeno all’inizio. Di soldi non ce c’erano, per cui dotarsi delle divise o organizzare le trasferte erano imprese ardue. Le prime divise societarie furono ricavate dalle ex uniformi militari. La prima partita disputata fu quella contro l’Hajduk di Spalato.
Spostato il monumento al maresciallo Marmont
Nel 1947 venne risolto il grande problema del campo di calcio. Infatti venne finalmente spostato il monumento al maresciallo Marmont che si ergeva nel bel mezzo del terreno di gioco! E per quanto riguarda sempre il campo di calcio, nel 1967 sul terreno si “vide” finalmente l’erba; inoltre nel 1972 sul versante ovest fu realizzata la tribuna per gli spettatori.
Nel 1950, con i cambiamenti a livello nazionale, le varie sezioni sportive imboccarono strade separate e così il 14 dicembre 1950 venne fondata la vera sezione calcistica, con il nome ufficiale di Nogometni klub Slaven.
Risultati discreti
La squadra subito dopo la rifondazione cominciò a partecipare ai vari campionati. Anche se la compagine non registrò mai successi eclatanti, i motivi di soddisfazione non mancarono. Dapprima per anni il club partecipò al campionato della Dalmazia che, a seconda delle stagioni, variava dalla terza alla quinta lega nazionale. Il primo successo importante arrivò nella stagione 1952/53 quando la squadra partecipò alle qualificazioni per il campionato croato/sloveno (terzo livello di competizione). Dopo, per due anni, nelle stagioni 1967/68 e 1968/69 la squadra prese parte alle qualificazioni per la seconda lega della Jugoslavia.
Il picco massimo dopo l’indipendenza della Croazia
Con l’indipendenza della Croazia per la squadra di Traù arrivano i maggiori successi, ai quali fece seguito il declino, fino ai momenti di amarezza degli ultimi mesi. Nella stagione 1992/93 il club sempre con il nome di Slaven partecipò al campionato di serie C, girone dalmata.
Nel settembre 1993 l’Assemblea societaria decise di cambiare il nome e di fare ritorno a quello storico di Trogir: così il nome completo divenne Hrvatski nogometni klub Trogir. Con la ricostruzione dei campionati nell’estate del 1994, il Trogir venne incluso nella seconda lega. Subito nella prima stagione, 1994/95 arrivò un buon sesto posto. Fu un ottimo risultato, preludio però della retrocessione. Infatti venne fondata la Prima Lega B e il Trogir diventò membro della nuova seconda lega, ma ora come terzo livello nazionale. Nella stagione 1995/96 la squadra andò malissimo e si piazzò 15.esima su 16 squadre; però grazie all’aumento del numero dei gironi rimase in seconda lega. Ma l’anno successivo, in seguito a un’altra bruttissima stagione, arrivò la retrocessione a livello conteale.
Si dovette aspettare un decennio per tornare a competere a livello nazionale. Nell’estate del 2005 la squadra si qualificò nella terza lega. Arrivò subito un ottimo terzo posto. La stagione seguente fu quella della consacrazione del Trogir che stravinse il campionato di terza lega, con ben 14 punti di vantaggio sulla seconda classificata e 21 sulla terza.
Nella nuova esperienza con la seconda lega, ora a girone unico, il Trogir conquistò un ottimo ottavo posto. Nella stagione 2008/09 furono numerosi i problemi e alla fine arrivò l’ultimo posto e la retrocessione in terza divisione. Il nuovo campionato del club traurino ebbe inizio tra mille difficoltà e si concluse dopo sole sette giornate, quando venne proclamata la bancarotta.
Conquistate diverse Coppe
Nel corso degli anni la squadra di Traù si tolse la soddisfazione di vincere diverse coppe. Il primo successo risale al 1953 quando la compagine vinse la coppa per le squadre della Dalmazia. Seguirono altri due successi, nel 1955/56 e nel 1956/57. Accanto ai campionati regionali a lungo la squadra partecipò alla coppa della Federcalcio spalatina. Riuscì a vincerla nel 1984. L’ultimo successo di coppa lo registriamo nella stagione 2006/07, quando la compagine di Traù conquistò la coppa conteale e partecipò alla fase finale della competizione a livello nazionale.
Nell’ambito della partecipazione alla fase finale della coppa Croazia, il club dalmata riuscì ad eliminare nel turno preliminare l’Istra di Pola (2-1) per poi essere eliminato ad opera del Varteks di Varaždin nei sedicesimi di finale, 1-2. I traurini fecero subito il bis, però vennero eliminati stavolta già nel turno preliminare dal Međimurje a Čakovec, che si impose per 3-0.
Parecchie le stelle
Sono stati diversi i giocatori cresciuti o passati per Traù che hanno fatto una grande carriera. Tra i calciatori cresciuti a Traù registriamo i nazionali Ivan Katalinić e Vedran Rožić. Non va dimenticato neppure Davor Čop che poi con la Dinamo di Vinkovci fu capocannoniere della Prima lega jugoslava nella stagione 1985/86. Tra i vari futuri nazionali croati per Traù sono passati, tra gli altri, Igor Tudor, Ivan Leko e Vedran Runje. Nella ultime stagioni per il Trogir ha giocato pure l’ex nazionale Milan Rapajić.
Calcetto in auge
Da notare che oltre al calcio a Traù si è coltivata pure la passione per il calcetto. La squadra per anni ha partecipato alla prima lega della Croazia. L’esordio è avvenuto nella stagione 1998/99 con un ottimo quinto posto. Poi, dopo un ottavo posto, è arrivato il penultimo posto in classifica nel girone est, nella stagione 2000/01, con la conseguente retrocessione. Hanno fatto seguito anni di militanza in seconda divisione, girone sud, sempre a metà classifica.
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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 13 febbraio 2010.