Metković nel segno della pallamano: con Jambo tra le stelle

Metković nel segno della pallamano: con Jambo tra le stelle
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Metković, città dell’entroterra dalmata, al confine con la Bosnia ed Erzegovina nel  corso degli anni è stata in primo luogo un centro balzato agli onori della cronaca sportiva grazie allo sviluppo prorompente della pallamano. È stata, ovvero il passato è d’obbligo, perché negli ultimi anni, dopo i grandi successi, e non solo a livello nazionale, registrati per decenni, ha avuto il sopravvento l’oblio. Ma vediamo com’è iniziato in questa località situata sul delta del fiume Narenta (Neretva) il successo clamoroso della pallamano…

Lo sport a Metković dagli inizi del XX secolo
Lo sport in quest’area della Dalmazia centrale ha cominciato ad “attecchire” agli inizi del 20.esimo secolo. La storia ci indica come prima società fondata a Metković quella calcistica del Narona, costituita nel 1919, la quale, nel 1947, dopo la rifondazione assunse il nome attuale di Neretva. Nel 1927 venne fondata la squadra di tennis che prese il nome della città. Il vero boom sportivo si registrò, però, dopo l’ultimo conflitto mondiale quando vennero fondate le società di pallamano Mehanika (1963), di canottaggio Neretvanski gusar (1968), di pallamano femminile Razvitak (1972), la seconda società calcistica Metković (1975), la società di pallacanestro Mladost (1979) ecc.

Il decollo grazie al Mehaniha
Tutto ebbe inizio nelle scuole elementari e medie. La passione per la pallamano e per lo sport in quanto tale la inculcò l’insegnante di educazione fisica, Tomislav Volarević Braca. Numerosi furono i tornei e non solo a cui parteciparono i ragazzi delle scuole. Visto il grande potenziale sportivo, il manager locale Zdravko Vučičević decise di impegnarsi a fondo per fondare una vera e propria società di pallamano. L’iniziativa ebbe successo e nel 1963 in seno all’azienda Mehanika venne costituita la squadra di pallamano. L’assemblea di fondazione si tenne il 29 settembre 1963. Venne nominato il comitato dirigenziale formato da Mićo Martić, Ivo Martinović, Martin Matičević, Leo Zlodre, Nikola Marević, Stipe Bebić, Ilija Vukša, Krešo Gabrić, Luka Mihaljević, Trpimir Macan e Zdravko Vučičević. Alla carica di primo presidente venne nominato Mićo Martić. Inevitabilmente il primo allenatore fu Tomislav Volarević detto Braco.
Appena fondata la società iniziò l’attività agonistica.

I primi passi nei campionati bosniaci
Il primo campionato disputato fu quello della Lega erzegovese nella stagione 1963/64 con Lokomotiva (Mostar), Sokol (Rodoč), Ljubuški, Ploče, Igman (Konjic) e Partizan (Čapljina). La prima partita del campionato venne giocata il 5 ottobre 1963 a Mostar contro la Lokomotiva. Fu una sconfitta per 30-12. A difendere i colori del Mehanika furono: Ante Vuković-Beli, Zdravko Vučičević, Luka Veraja, Tomo Dragović, Ivan Matić, Ljubo Krvavac, Jure Obrvan, Nikola Matić, Srećko Jakić, Anđelko Govorko e Neven Šimunković. Alla fine del campionato il Mehanika si piazzò quarto e rimase nella Lega erzegovese. Interessante notare che tutte le partite casalinghe furono disputate sul campo di calcio del Neretva!

Il passaggio sotto l’egida dalmata
Nel 1965, accanto alla scuola elementare Stjepan Radić, venne realizzato un campo per i “piccoli sport”, che l’anno successivo ottenne pure l’illuminazione. Sul piano agonistico, dal 1966/67 al 1969/70, il Mehanika giocò nella prima Lega repubblicana della Bosnia ed Erzegovina. In estate giunse la retrocessione e la squadra continuò a giocare stavolta nel campionato dalmata. In quegli anni, sotto la direzione dell’allenatore Luka Veraja, scesero in campo Antiša Puljević, Tomislav Veraja, Luka Veraja, Pero Veraja, Nedjeljko Družijanić, Vlaho Lovrić, Ante Polić, Berislav Baffo, Ivan Matić, Ivica Orlović, Ivo Gabrić, Branko Kaleb, Ljubo Rezić, Jurica Volarević, Mišo Volarević, Ramiz Tikveša, Damir (Braco) Gabrić-Ćiksija, Milan Španjić e Mićo Martić.
Nella stagione 1970/71 il Mehanika vinse il campionato dalmata e si qualificò al campionato repubblicano croato. Dopo due anni trascorsi nella competizione a livello repubblicano, arrivò la nuova promozione. Il livello della squadra crebbe sempre di più: la compagine divenne nota per l’imbattibilità sul proprio campo.  A conquistare la seconda Lega nazionale jugoslava, girone occidentale, furono Antiša Puljević, Marinko Kežić, Pero Veraja, Tomislav Veraja, Mišo Veraja, Jurica Volarević, Vlaho Lovrić, Berislav Baffo, Marko Panza, Ivica Orlović, Ivo Gabrić, Luka Veraja, Miro Bjelajac, Jere Alujević e Ivo Veraja. Qui la squadra rimase per sei stagioni giocando in primis contro Kvarner (Fiume), Celje, Velež (Mostar), Mladost (Banja Luka), Zenica, Split, Rovinj, Varteks (Varaždin), Industromontaža (Kutina), Premijum (Bosanski Brod) e Pirano.
Fino alla qualificazione alla seconda Lega la squadra fu sempre composta da ragazzi di Metković, ma con il salto di categoria cominciarono ad arrivare pure giocatori “stranieri”.

Problemi a non finire
Nell’estate del 1979, dopo la conquista del primo posto nella seconda Lega girone occidentale, per il Mehanika giunsero le qualificazioni per la prima Lega a cui partecipano le quattro squadre campioni: Mehanika, Zagreb, Dinamo (Pančevo) e Vardar (Skopje). Nel torneo, che si svolse a Svetozarevo, i dalmati batterono il Vardar per 17-16 e lo Zagreb per 25-23, per venire alla fine sconfitti dalla Dinamo per 30-25. Una sconfitta del tutto ininfluente visto che le due squadre erano ormai sicure del passaggio di categoria. A Svetozarevo giocarono Ljubo Rezić, Mario Batinović, Slobodan Zadro, Tomislav Veraja, Mišo Milutinović, Ivan Šprlje, Slobodan Čolović, Vlaho Lovrić, Ivan Vuica, Osman Kljako, Žarko Ivković, Mirko Nikolac, Slobodan Nikolić e Mario Barbir. Allenatore  Jurica Volarević.
Il sogno chiamato prima Lega durò però soltanto una stagione. Svariati furono i problemi tra i quali quelli finanziari, ma pure quelli dovuti al fatto di disporre di giocatori con poca esperienza nei campionati di alto rango. Ebbe il suo peso pure il fatto di non avere un palazzetto dello sport e di essere, quindi, costretti a giocare pure le partite casalinghe in trasferta: a Traù (Trogir), Nevesinje e Mostar. Il palazzetto dello sport, la cui costruzione ebbe inizio con la promozione nella massima serie, fu ultimato appena nel 1982 e inaugurato il 26 ottobre dello stesso anno.
Per il Mehanika seguirono anni nel segno di alti e bassi. Prima un anno nella seconda divisione, girone nord, poi la prima Lega B. Poi le stagioni 1983/84 e 1984/85 di nuovo in seconda divisione, girone nord. Dopo una stagione nel campionato repubblicano croato, nel 1985/86 i dalmati fecero ritorno in seconda divisione dove rimasero fino alla dissoluzione della Jugoslavia.
Con l’inizio della guerra il Mehanika abbandonò la Lega jugoslava e congelò le sue attività nella neocostituita Federazione croata.

Dalle qualificazioni al rischio di fallimento
Nell’agosto del 1992 il Mehanika riprese l’attività praticamente da zero. Fu costretto a disputare le qualificazioni per la prima Lega della Croazia. Giocò contro Osijek e Chipoteka di Zagabria. Fu sconfitto in entrambi gli incontri, ma visto che la squadra era praticamente priva di giocatori di spessore, tutti impegnati nei vari fronti di guerra, e senza  allenamenti veri e propri alle spalle, difficilmente si poteva pretendere di più. La compagine di Metković partecipò così alla prima Lega B con allenatore Mojmir Majić e sotto la presidenza di Slobodan Batinović.
Il primo successo arrivò alla fine della stagione 1993/94 quando la squadra dalmata  vinse il campionato della prima Lega B. A giocare in questa stagione furono Drago Bokan, Nikša Kaleb, Marijo Bjeliš, Nikica Lovrić, Dragan Suton, Goran Jerković, Zoran Mateljak, Dragan Jurković, Zdenko Šaravanja, Dragan Jerković, Ivan Šprlja, Enco Bukovac, Josip Kiridžija, Nikica Batinović, Željko Babić, Andrej Kaleb, Filip Romić; l’allenatore fu Mojmir Majić, il direttore tecnico Jurica Volarević, il direttore Zdenko Dragović.
Il club si trovò subito bene in prima Lega e ne divenne membro standard. Alla fine della stagione 1996/97 la società conquistò il quarto posto e per la prima volta il diritto alla partecipazione a un coppa europea. A giocare in questa stagione furono Sanimir Radek, Ivica Brnas, Joško Jukić, Nikša Kaleb, Mihovil Štimac, Zdenko Šaravanja, Ivica Zubac, Davor Dominiković, Dragan Jurković, Ivan Šprlje (giocatore e viceallenatore), Ivica Obrvan, Antonio Šešelj, Mario Bjeliš, Mario Raguž, Damir Rezić, Ivica Obrvan junior, Domagoj Raič e Branimir Vučković; l’allenatore fu Mate Nikolić. Nell’ambito della dirigenza, guidata dal presidente Zdenko Dragović, spuntò allora il nome del vicepresidente Stipe Gabrić Jambo, futuro alfa e omega della società.
Nella coppa delle città i dalmati disputarono  due partite contro gli ungheresi del PIK Szeged e persero entrambe con una rete di scarto.

Un sogno cullato a lungo
Stipe Gabrić Jambo assunse la presidenza della società nell’estate del 1997. Il primo obiettivo, ovvero il quarto posto, non venne conseguito. Fu cambiato l’allenatore nel corso della stagione: le redini della compagine passarono da Mate Nikolić a Slobodan Batinović, ma non si riuscì a cavare un ragno dal buco. Le ambizioni, comunque, aumentarono a dismisura e gli obiettivi stavolta divennero la vittoria in campionato e una presenza europea quanto più lunga. Così nella stagione 1998/99, dopo una forte iniezione finanziaria, il club cambiò il nome in Metković-Jambo e vennero ingaggiati Goran Jerković, Petar Metličić, Renato Sršen, Siniša Markota, Mario Perčin, Renato Sulić, nonché l’allenatore Ilija Puljević-Duka. Alle fine l’obiettivo non venne raggiunto. Venne conquistato “soltanto” il secondo posto dietro all’invincibile Zagreb-Badel 1862. Quello che è positivo è che la squadra si qualificò per la Coppa EHF. Fallito l’obiettivo, si ritentò la scalata al vertice nella stagione successiva con l’arrivo di nuovi campioni: Davor Dominiković, Slavko Goluža, Gjorg Zsigmund, Ronaldo Pušnik e Dario Jagić. Nel dicembre 1999 l’allenatore venne sostituito dal giocatore-allenatore Ivica Obrvan. Arrivò ancora un secondo posto, ma pure il più grande successo nella storia della società, ossia la Coppa EHF. Nella finale contro il Flensburg giocarono Jerković, Kaleb, Bjeliš, Goluža, Medić, Obrvan (giocatore-allenatore), Dominiković, Zsigmond, Markota, Metličić, Sršen e Pušnik.
Il bis venne fallito la stagione seguente quando la squadra perse la finale della Coppa EHF. Però non fallì l’obiettivo di conquistare nel 2001 la prima coppa nazionale. Successo questo bissato nel 2002. Nella stagione 2001/02 arrivò pure l’ottimo piazzamento nei quarti di finale della Coppa dei campioni, proprio alla prima partecipazione. La stagione 2001/02 fu letteralmente d’oro. Infatti, nell’estate del 2002, arrivò pure la tanto agognata vittoria nel campionato nazionale. Un sogno a lungo cullato, ma sempre mancato d’un soffio, dietro all’eterna rivale di Zagabria.

Dalla soddisfazione alla cocente delusione
Dopo la grande soddisfazione arrivò pure la cocente delusione. Infatti, l’ingaggio dell’ennesimo nazionale, Blaženko Lacković, divenne un caso che fece epoca. Dopo svariate dispute amministrative, alla fine la società di Metković si ritrovò con il titolo nazionale cacnellato per un errore di registrazione. La grande delusione coincise con svariate importanti partenze, ma, nonostante tutto, fino alla stagione 2004/05, la squadre rimase l’unica antagonista dello squadrone di Zagabria. Seguirono anni bui, con la squadra relegata nel centroclassifica, fino alla fallimentare stagione 2007/08 e al conseguente tredicesimo posto, che comportò la retrocessione in seconda divisione. Retrocessione evitata poi grazie al cambiamento del sistema di competizione. E siccome i guai non vengono mai da soli, “grazie” ai debiti vertiginosi il club rischiò a più riprese il fallimento e la chiusura. Il pericolo è stato per il momento scongiurato e nell’ultima stagione 2008/09 i dalmati hanno conquistato di nuova il terzo posto,

Campioni a bizzeffe
Metković con il passare degli anni ha dato vita a un’autentica scuola di pallamano, che ha sfornato regolarmente grandi campioni. La nazionale croata ha sempre avuto parecchi giocatori provenienti da Metković. Negli anni possiamo ricordare i vari Patrik Čavar, Dragan Jerković, Nikša Kaleb, Davor Dominiković, Slavko Goluža, Ivan Čupić, Mario Bjeliš ed altri. A Metković si sono affermati giocatori come Ivano Balić, Petar Metličić, Renato Sulić, Blaženko Lacković, Valter Matošević, Mario Kelentrić ed altri.

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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 13 marzo 2010.


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