Curzola, la fugace stella della pallanuoto
Scrivere oggi della pallanuoto in Dalmazia è praticamente impossibile senza menzionare lo Jug di Ragusa (Dubrovnik). Questa squadra domina la scena nazionale ormai da anni. È ai vertici da un’eternità anche a livello regionale ed europeo. Sono pochi i concorrenti in grado di tenerle realmente testa. Da sempre la pallanuoto è stata una disciplina di primissimo livello in tutta la Dalmazia. L’avvento del professionismo sportivo, i tempi nuovi e le iniezioni finanziarie hanno fatto sì che ora sia rimasto a galla soltanto lo Jug. Sì, ci sono pure altre squadre in Dalmazia, però il loro contributo a questo sport sta diventando sempre più marginale. Come non ricordare la Jadran di Spalato con ben nove titoli di campione della Jugoslavia o il Mornar di Spalato con quattro. Per quanto concerne i due decenni e passa della Croazia indipendente è doveroso registrare il titolo del POŠK di Spalato nel 1998.
Una realtà singolare
Però esiste una realtà che si è quasi completamente persa negli anni e che ha fatto cambiare di molto le regole dello sport, non solamente di quello della Dalmazia. Di solito chi vive su un’isola, almeno in Croazia, a livello di competizioni di squadra ha possibilità quasi nulle di battersi per i primi posti in classifica. Salire nel massimo campionato oggi è quasi un’utopia. Nel calcio, per esempio, ciò non è mai avvenuto. Però esiste uno splendido esempio del passato, la classica eccezione che conferma la regola. Ed è proprio quella della pallanuoto, evidentemene lo sport più consono per permettere a un club isolano di arrivare ai vertici. Parliamo della splendida avventura, oggi quasi completamente dimenticata, del KPK. Il KPK è un acronimo che sta per Korčulanski plivački klub. È una squadra che persino non ha il nome del proprio sport nella denominazione del club, ma che si è fatta però valere persino a livello europeo!
Era solo un divertimento
Come nel resto della Dalmazia si cominciò ben presto a praticare la pallanuoto pure sull’isola di Curzola (Korčula). Le prime tracce le troviamo già nell’anno 1926. Il famoso pallone, ma in primis pure le regole di questo giovane sport, sull’isola lo portarono dei giovani studenti, appassionatisi di questa nuova disciplina a Ragusa (Dubrovnik). Si trattava di Dušan Arneri, Rafo Ivančević, Jozo e Milo Fazinić, Stjepo Marinović e Mladen Foretić. Inizialmente questo era solo un divertimento in più per trascorrere in allegria i mesi estivi. Però attecchì benissimo sull’isola, dove divennero via via sempre più numerosi i giovani che si avvicinavano a questo sport. Dopo appena qualche anno si cominciò a fare sul serio, soprattutto grazie alle numerose partite che venivano disputate, sia tra le squadrette improvvisate dell’isola, sia contro varie squadre di navi che passavano da queste parti.
La fondazione nel 1930
Così ben presto nel 1930 venne fondata l’odierna KPK. Tanto per fare un esempio lo Jug venne fondato nel 1923. Il primo presidente del club curzolano fu Svetko Tedeschi Santov. Circolano però altre teorie secondo le quali il vero KPK sarebbe stato fondato solamente nel 1937; soltanto in quell’anno avrebbe assunto i contorni di una società sportiva vera e propria, con tanto di organi interni e registrazione. Comunque vada in quei sette anni furono numerose le partite disputate dalla squadra di Curzola. Da registrare quelle contro l’equipaggio della nave Vila Velebit di Ragusa, l’Orebić, la nazionale della marina, la squadra navale militare della HMS Queen Elisabeth, il Domagojci, il Makarska, ecc.
Nel 1934 la squadra affrontò la sua prima trasferta, per disputare l’incontro con lo Jadran di Spalato. L’anno successivo, ovvero nel 1935, a Curzola venne organizzata la prima partita notturna!
La squadra con il tempo cominciò a partecipare pure a manifestazioni e tornei vari. Nel 1940 vinse il suo primo campionato. Infatti si impose nel campionato di nuoto e pallanuoto della Federazione regionale di Spalato, che venne disputato sull’isola di Lesina (Hvar).
Poi arrivò la guerra
Poi arrivò la guerra e pure le attività sportive a Curzola divennero sporadiche. La storia del club registra che due suoi giocatori, Dinko Rizzi e Toni Filippi, nel 1944 giocarono con i colori della nazionale della Jugoslavia a Roma.
Finita la guerra si cominciò subito a fare sul serio, ossia a rimboccarsi le maniche. Il KPK ritornò sulla scena sportiva che conta, partecipando al campionato di seconda lega nel 1948. Alla fine ci fu un ottimo quinto posto. Seguì un terzo posto nel 1949 e poi i curzolani furono vicecampioni nel 1950. Successo bissato nel 1952, che permise di di addivenire alla sfida contro il penultimo piazzato del campionato di Prima lega. Alla fine gli isolani non c’è la fecero a compiere il salto di categoria, in quanto persero il confronto con il Naprijed di Zagabria. Però l’anno successivo si piazzarono di nuovo secondi e poi si qualificarono per la Prima lega per la prima volta nella storia di questa società. A raggiungere questo storico traguardo furono: Stanko Baždarić, Krešo Petrović, Kristo Radonić, Branko Milat, Gojko Arneri, Livio Ballarin, Mato Maglov, Robert Tomović e Gojko Arneri.
Sbarco in Prima lega
Si arrivò così alla prima partecipazione a un campionato di prima lega. Però fu tutt’altro che un successo. Infatti nel campionato del 1954, su otto squadre il KPK si piazzò soltanto al settimo posto con due vittorie e un pareggio. Per capire quanto la squadra fosse comunque forte basti pensare che nelle sue file militavano ben tre nazionali, ossia Gojko Arneri, Lovro Radonić e Tomislav Franjković. I curzolani parteciparono pure al campionato del 1955, però non arrivarono a piazzarsi ne gruppo finale. Questo coincidette pure con la retrocessione. Tornarono subito indietro in Prima lega, però di nuovo senza registrare alcun successo. Nel campionato del 1957 furono fanalini di coda, con una sola vittoria. Retrocedettero, però riuscirono a tornare di nuovo l’anno seguente nell’olimpo della pallanuoto nazionale. Però la delusione stavolta fu totale, visto che non riuscirono a conquistare nemmeno un punto nel campionato del 1959.
Tutto da rifare
Furono costretti a rifare il… viaggio sotto-sopra ancora una volta e nel 1961 si piazzano di nuovo all’ultimo posto con due vittorie e un pareggio in 14 gare. In questi anni si fecero valere Gojko Arneri, Branko Milat, Livio Ballarin, Mato Maglov, Robert Tomović, Ivo Jeričević, Žak Montina, Martin Šegedin, Felice Tedeschi, Egon Padovan, Žele Milat, Nikica Ivančević, Krešo Petrović, Darko Lozica, Svemir Vilović, Miće Drušković, Žele Sessa, Andro Depolo, Pere Šegedin, Želimir Sardelić, Joško Padovan, Frano Srhoj, Ante Milat…
Uno sportivo d’altri tempi
Inevitabilmente con gli anni i migliori giocatori del KPK si trasferivano in altre società più forti e così il club isolano si trovava a rimanere sempre in bilico tra le due leghe. Unico a restare fedele ai colori curzolani fu l’ex nazionale Gojko Arneri, attaccatissimo alla società. Interessante la sua storia, che si configura come la storia di una pallanuoto d’altri tempi. Infatti il campionato allora si disputava soltanto d’estate. Così Arneri dapprima aveva studiato e poi aveva continuato a vivere a Zagabria. Però ogni estate tornava sulla sua isola e giocava regolarmente per il KPK. Fece così la spola tra la capitale e Curzola, dov’era il capitano della squadra, fino al 1973. In quell’anno il KPK finalmente vinse di nuovo il campionato di Seconda lega e si qualificò per la Prima lega. Fu un ritorno nella massima serie decisamente più positivo del solito. Gli isolani rimasero a lungo nell’olimpo della pallanuoto nazionale. In quel 1973 a Curzola tornò pure il pluricampione nazionale e per lunghi anni giocatore del Partizan, Felice Tedeschi. Giocarono per la compagine isolana pure i fratelli Bojan, Žarko, Ivo, Boško e Jugo Lozica, Mlađan Božović, Klaudio Bojić, Antun Komparak, Jakša Nadilo e Marinko Vilović.
Fu subito un successo
Nel suo primo anno dopo il ritorno in Prima lega, la squadra conquistò un dignitoso decimo posto, che le garantì la salvezza. Nel 1974 scese di un posto, però restando sempre in Prima lega. Nel 1975 cominciò l’ascesa; la squadra si piazzò al sesto posto fra dodici squadre con ben otto vittorie e quatto pareggi. In quell’anno Boško Lozica, ormai stabilmente membro della nazionale, conquistò il titolo di capocannoniere e venne pure premiato come miglior giocatore della Prima lega. Nel 1976 la squadra raggiunse uno storico terzo posto, imponendosi in ben 15 gare su 22. Nel 1977, dopo un ottima carriera al Partizan di Belgrado, a casa tornò Duško Antunović. Senza nemmeno un giorno di esperienza come allenatore assunse le redini della società. E fu subito un successo!
La sfida al Partizan
Infatti la squadre nel 1977 si piazzò di nuovo al terzo posto, con 14 vittorie su 22 partite, arrivando a soli sei punti dal titolo che per l’ennesima volta venne vinto dal Partizan. E così arriviamo al migliore anno della società, il 1978. Fu un anno incredibile. Infatti nel massimo campionato la squadra si piazzò al secondo posto, a soli due punti dal Partizan e dal vertice della classifica. Però riuscì comunque per la prima volta a vincere un trofeo. Infatti i curzolani si aggiudicarono la coppa nazionale. Una competizione nata nel 1973. Il KPK fu la prima squadra a vincerla dopo anni di dominio incontrastato del Partizan. Nel torneo finale disputato a Sebenico i curzolano si imposero contro la Mladost di Zagabria, il Kotor di Cattaro e la Jadran di Castelnuovo. A vincere fu la squadra composta dai fratelli Boško, Žarko, Bojan e Ivo Lozica, Slobodan Trufunović, Marinko Bojić, Nebojša Jeričević, Perica Radonić, Perica Richter, Uroš Marović, Milovan Tomić e Velebit Veršić. Erano guidati da Duško Antunović e dal presidente Dušan Kalogjera.
La Coppa delle coppe
Grazie a questo successo in ambito nazionale, la squadra partecipò di diritto nella stagione 1978/79 alla Coppa delle coppe, una competizione importante di livello europeo. La compagine isolana si piazzò alla fase finale, che venne disputata a Kupari. Qui nell’estate del 1979 i curzolani si imposero contro la Canottieri Napoli per 8-5 e contro i tedeschi del Rotte Erdea di Hamm per 14-6. Persero invece il confronto con gli ungheresi del Ferencvaros di Budapest per 10-8. Grazie a questi risultati alla fine il KPK vinse il torneo e conquistò così un altro trofeo, questa volta di livello europeo! A trionfare a Kupari sotto la sapiente guida di Duško Antunović furono Slobodan Bobo Trufunović, Uroš Marović, Velebit Veršić, Milovan Tomić, Nebojša Jeričević, Žarko Lozica, Marinko Bojić, Perica Radonić, Boško Lozica, Perica Richter e Bojan Lozica.
La Supercoppa europea
Poco dopo la squadra partecipò pure alla finale della Supercoppa europea. Però alla fine dovette arrendersi nella partitissima disputatasi di Lubiana agli ungheresi dell’OSC di Budapest. Nonostante i grandi successi ottenuti quasi a raffica, il periodo del declino era dietro l’angolo. Infatti il problema chiave del KPK era rappresentato dal fatto che la squadra non disponeva di una sua piscina al coperto. Ci furono diversi tentativi per realizzarla, ma non si arrivò a concludere nulla. Inoltre la squadra continuava a non riuscire a tenere tra le proprie file i giocatori più forti. Di conseguenza si doveva ricorrere a un continuo ringiovanimento della squadra e così nel 1979 la compagine isolana finì relegata all’ottavo posto. Questo fu l’inizio del declino. Seguirono anni all’insegna della salvezza ottenuta in zona cesarini, ossia all’ultimo turno. Nel 1980 la squadra si piazzò nona, poi nel 1981 arrivò al decimo posto, come nel 1982. Infine nel 1984, dopo undici anni in Prima lega, la squadra fu costretta a retrocedere. Ritornò nel massimo campionato subito l’anno successivo, purtroppo per l’ultima volta. Ultima non per il verdetto sul campo o meglio in piscina, ma in seguito alle decisioni prese dalla Federnuoto.
Galeotto fu l’autunno
Infatti a partire dal 1986 si iniziò a disputare il campionato nel periodo autunno-primavera e non più d’estate. La dirigenza così decise di abbandonare la Prima lega, visto la mancanza di una piscina al coperto. Pur imponendosi nella seconda lega, i curzolani preferirono non parteciparono alle qualificazioni per la massima serie. E da quell’estate del 1986 cominciò l’ultima fase del declino di una squadra di una città di appena 2.500 abitanti, che nel 1979 era riuscita a vincere una coppa europea. Si era trattato chiaramente di una meteora, poi tornata sull’isola, nella realtà isolana non propizia per chi ambisce a rimanere ai vertici.
Come negli ultimi anni della Jugoslavia così pure in tutti questi anni della Croazia indipendente, la squadra ha partecipato ai campionati di Seconda lega nel girone meridionale dalmata. È questa la storia del KPK, la squadra di un’isola che si è fatta valere pure a livello europeo, che però è rientrata nei ranghi di una squadra isolana qualsiasi, dai quali non è mai più riuscita a riemergere.
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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 14 settembre 2013.