Dopo aver toccato il fondo, i rossi di Spalato a un passo dal trionfo (8 e fine)
Nell’estate del 1991 la Croazia proclamò l’indipendenza e abbandonò le competizioni sportive dell’ormai ex Jugoslavia. Nella nuova Croazia sovrana, alla luce del suo piazzamento nel precedente campionato jugoslavo, lo Split fu ammesso nella Seconda lega, girone sud. Per il club spalatino fu l’ennesima ingiustizia, visto che prima era meglio piazzato rispetto all’Istra di Pola. Però la Federcalcio croata preferì assegnare l’ultimo posto disponibile alla Regione istriana piuttosto che a una squadra dalmata come lo Split. La stessa vicissitudine capitò pure a diverse altre società sia della Dalmazia che della Slavonia, che però al contrario dello Split non erano pronte per ragioni varie a competere alla pari nella Prima lega. La scelta di privilegiare l’Istria, naturalmente, aveva le sue buone ragioni d’essere di carattere geopolitico, in quanto la Dalmazia e in particolare Spalato (basti ricordare l’Hajduk) erano già ottimamente piazzate nelle varie competizioni sportive che contano.
VENTI DI GUERRA Lo Split, abituato a situazioni del genere dal sapore politico, non si abbatté e si preparò al meglio per la stagione 1991/92, che alla fine si disputò completamente nella primavera del 1992. Visti i venti di guerra che soffiavano impetuosi specie nella Dalmazia centrosettentrionale e le difficili comunicazioni con la parte continentale della Croazia, si decise di dividere la Seconda lega in tre gruppi. Per tale motivo lo Split si ritrovò a disputare il girone sud, ossia quello della Dalmazia. Fu un campionato molto equilibrato, che vide fino alla 12.esima giornata la squadra spalatina lottare per la qualificazione. Ma il 24 maggio arrivò purtroppo la sconfitta interna contro i vicini del Mar Solin, per cui tutti i sogni di gloria svanirono in un battibaleno. Alla fine la squadra ottenne un solido terzo posto a tre punti dalla soglia per la qualificazione al livello di competizione superiore.
SCALATA AL VERTICE Nella stagione 1992/93 venne organizzata una Seconda lega divisa in due gironi. In quello sud si registrò una lotta fratricida a due tra lo Split e il Primorac di Stobreč. La battaglia durissima si concluse alla 21. esima giornata: il pareggio a Ploče contro la Jadran rappresentò di fatto una sconfitta nell’ambito dei tentativi di dare la scalata al vertice. In precedenza la squadra si era trovata costantemente in testa o nelle prima posizioni in classifica. “Grazie” a questo pareggio, il Primorac passò in testa e negli incontri successivi a suon di vittorie mantenne la prima posizione. Non da meno in fatto di ottimi risultati fu lo Split, che però alla fine si dovette accontentare di un onorevole secondo posto.
Questo fu l’ultimo acuto della squadra spalatina, visto che fecero seguito stagioni mediocri. Nella stagione 1993/94 lo Split finì soltanto al settimo posto e fu appena quarto tra le squadre dalmate, a ben 21 punti dalla soglia per la qualificazione. Si trattò di una cocente delusione. Mancò anche il riscatto nella stagione 1994/95, quando la Seconda lega fu di nuovo divisa in tre gironi: lo Split non andò oltre il quarto posto a sette punti dalla “zona calda”. Un risultato questo paragonabile a una solenne batosta.
LA RISCOSSA Nel corso di quell’estate ci fu una grande riorganizzazione delle competizioni e si passò alla Seconda lega unica, denominata 1HNLB. In parole povere la compagine spalatina finì relegata al terzo livello di competizione. Qui, nella stagione 1995/96, disputò ancora una volta un campionato mediocre; nel girone sud finì soltanto al settimo posto. Finalmente la riscossa ebbe luogo nella stagione 1996/97. Con la Seconda lega (di nome, ma in realtà terzo livello di competizione) divisa in cinque gironi, lo Split si ritrovò a dominare il proprio campionato, imponendosi con ben 10 punti di vantaggio e conquistando il primo posto. Un successo importante questo, che riportò la compagine dalmata al secondo livello di competizione, dove si rivelò di nuovo dominatrice. Nel girone sud la squadra fu costantemente in testa e alla fine s’impose senza problemi con diverse giornate di anticipo.
Però questa volta il primo posto garantiva solamente la partecipazione al play off per la qualificazione. Qui gli spalatini furono inseriti nel gruppo due con il Cibalia di Vinkovci e lo Zagorec di Krapina. Alla fine ci fu una grande delusione, viste le due sconfitte di misura in casa contro lo Cibalia per 1-0 e in trasferta per 2-1 a Krapina. Il premio di consolazione, a conti fatti, fu l’ottenimento della qualificazione alla nuova Seconda lega unica.
UN GIUSTO PREMIO Nella stagione 1998/99 gli spalatini non riuscirono mai a dettare legge, nonostante si ritrovassero costantemente nella parte superiore della classifica. Alla fine il quinto posto fu un giusto premio per una buona stagione in un girone molto forte. Anche se le ambizioni non mancavano mai e l’idea fissa di approdare un giorno in Prima lega era sempre presente, puntualmente i vecchi problemi tornavano sempre a galla. Questa volta i nodi erano di carattere prettamente finanziario. Il problema era molto grave e demotivò non poco i giocatori e l’ambiente tutto della squadra. Alla fine arrivò un magrissimo 15.esimo posto, con la retrocessione in Terza lega. Pure qui nel livello inferiore di competizione il ruolo svolto dalla compagine spalatina fu marginale. Nella stagione 2000/01 i dalmati furono soltanto undicesimi su 15 squadre.
ULTIMO POSTO Evitarono danni maggiori grazie all’ennesima riorganizzazione dei campionati e al fatto che nessuna squadra fu retrocessa. Nel 2001/02gli spalatini si piazzarono al nono posto in una competizione molto equilibrata, a soli tre punti dalla zona retrocessione. Purtroppo nella stagione successiva accadde quello che sembrava prmai inevitabile alla luce delle difficoltà che la compagine stava incontrando.. Nel campionato 2002/03, infatti, lo Split finì all’ultimo posto e piombò diritto nella Quarta lega, dove si trattenne per qualche anno. I primi segnali di riscossa si ebbero appena nel campionato 2006/07, quando i rossi di Spalato arrivarono secondi, a un passo dalla qualificazione nel rango superiore, che fortunatamente giunse già l’anno dopo. Infatti gli spalatini dominano il campionato sud, girone A e finalmente fecero ritorno nella Terza lega. E questo fu soltanto l’inizio della nuova fiaba spalatina. La squadra ormai sembrava irresistibile, in grado di travolgere ogni avversario. Dopo la vittoria nel girone di Quarta lega seguirono stagioni in cui lo Split fu un autentico dominatore. Nella stagione 2008/09 gli spalatini stravinsero il campionato, girone sud della Terza lega, e tornarono in Seconda lega.
FINALMENTE PRIMI E pure qui furono soltanto di passaggio. Infatti riuscirono a dominare pure questo campionato, per cui nella stagione 2009/10 arrivò il tanto agognato primo posto, con il conseguente piazzamento nel campionato di Prima lega. Si trattò di una qualificazione raggiunta con diverse giornate di anticipo e con il club finalmente finanziariamente stabile e con grandi ambizioni. L’ingresso nella massima serie rappresentò il coronamento di un sogno a lungo accarezzato.
Al contrario degli anni ‘50 e ‘60 quando la qualificazione in Prima lega portò subito a grosse difficoltà e la squadra si ritrovò in parte impreparata ad affrontare una simile “grande avventura”, questo non fu di sicuro il caso di quest’ultimo salto di categoria.
SQUADRA COMPETITIVA Anzi, tutto il contrario. La squadra si rivelò estremamente competitiva e fu costantemente nelle prime posizioni della classifica. Alla fine arrivò un ottimo terzo posto, un piazzamento che la società mai aveva osato nemmeno sognare; e per di più a soli due punti dai cugini dell’Hajduk. Però questo terzo posto permise pure ai rossi di Spalato di disputare l’UEFA league. Una competizione europea che la squadra prima non aveva mai avuto l’opportunità di affrontare. E neppure a questa sfida la squadra non arrivò impreparata.
Le gare continentali ebbero inizio al secondo turno di qualificazione: gli spalatini si ritrovarono ad affrontare l’estate scorsa lo Domžale. Riuscirono a imporsi sia in trasferta per 2-1, sia in casa per 3-1. Però nel terzo turno arrivò la sconfitta a Londra contro il Fulham per 2-0. Dopo lo 0-0 dell’andata la squadra dalmata fu eliminata. Dopo la rapida uscita dal giro europeo e un campionato iniziato in sordina, si temeva una stagione mediocre. Però la squadra non si arrese; venne cambiato l’allenatore della stagione d’oro, Ivan Katalinić. Con il tempo migliorarono i risultati. E il resto è praticamente storia dei giorni nostri. Poche settimane fa la squadra ha concluso il campionato ottenendo un ottimo quarto posto a soli due punti dalla soglia che, se raggiunta, avrebbe consentito una nuova partecipazione alla UEFA league.
COPPA, POCHE SODDISFAZIONI La squadra ha partecipato in sei occasioni alla coppa nazionale. Poche le soddisfazioni. Alla sua prima partecipazione nella stagione 1992/93 rischiò di eliminare i cugini dell’Hajduk. Vinse per 3-0 al Poljud; però poi in casa fu sconfitta per 4-0 e pertanto eliminata. Nel 1994/95 lo Split uscì agli ottavi, fermato dai fiumani del Rijeka. Nel 1997/98 la compagine dalmata registrò un’autentica disfatta contro il modesto Dilj di Vinkovci, di nuovo negli ottavi. Dopo i sedicesimi di finale nel 1999/00 e la batosta contro il Marsonia, si dovettero attendere ben 10 lunghi anni per arrivare a qualche timido segnale di ripresa. Nella stagione 2009/10 la squadra passò le qualificazioni, ma si arrese nel sedicesimi di finale contro lo Slaven Belupo. Infine nell’ultima stagione una nuova uscita agli ottavi di finale. Insomma, una competizione da sempre avara di successi.
PASSATI ALLA STORIA Sono passati alla storia tantissimi giocatori dello Split. Non sono diventati famosi militando nelle file di questa società. A farsi valere è stato il vivaio dei rossi di Spalato: grazie all’ottima scuola giovanile sono stati sfornati grandi giocatori che poi hanno fatto epoca giocando in altri lidi. Va segnalato senza dubbio il fatto che proprio allo Split hanno fatto i loro primi passi tre futuri gloriosi allenatori e in seguito anche selezionatori della nazionale croata.
TOMISLAV IVIĆ Qui si è fatto le ossa Tomislav Ivić, non da pochi considerato il migliore allenatore croato della storia. Ivić giocò per anni nello Split (con 42 presenze negli storici campionati di Prima lega), prima di tentare senza troppo successo l’avventura nell’Hajduk. Finita la carriera di giocatore, nel 1967 ritornò alle origini, ovvero allo Split che lo aveva visto crescere. Guidò la squadra nella sua prima stagione di allenatore in prima, nella stagione 1967/68. E questo fu l’inizio di una grandissima e gloriosa carriera, ricca di successi. Ivić negli anni guidò le nazionali di Jugoslavia (1973-74 nella commissione di selezionatori con altri tre allenatori; partecipò ai mondiali del 1974), Croazia (1994-96 come direttore della nazionale e selezionatore in una partita), Emirati Arabi Uniti (1996-97) e Iran (1998).
Se con le nazionali non ebbe grandi successi, con le società di club fece faville. Per la prima volta assunse le redini dell’Hajduk nel 1973 e in tre stagioni vinse due campionati e quattro coppe.
ALL’AJAX Arrivò in seguito la sua prima avventura all’estero, nel glorioso Ajax di Amestardam. In due anni vinse campionato e coppa nazionale. Tornato in Dalmazia, rivinse il campionato con l’Hajduk. S’impose poi nel campionato belga con l’Anderlecht di Bruxelles. Seguirono stagioni tra Italia, Grecia e Jugoslavia per finire in Portogallo con il Porto, dove in una sola stagione 1987/88 riuscì a vincere ben quattro allori: il campionato, la coppa nazionale, la supercoppa europea e la coppa intercontinentale. Furono successi storici per questo club. Vinse poi la coppa di Spagna con l’Atletico, il campionato francese con l’Olympique. Seguirono stagioni senza successi, con periodi alla guida delle scuole giovanili in vari Paesi e come vicedirettore nel suo Hajduk. Ivić si è spento il 24 giugno 2011.
STANKO POKLEPOVIĆ Quasi tutta la carriera di giocatore l’ha trascorso allo Split pure Stanko Poklepović, il secondo selezionatore della nazionale croata. L’ha guidata in quattro partite, tra luglio e ottobre del 1992. Le sua stagioni d’oro furono quelle con l’Hajduk, che guidò tra il 1984 e 1986, quando sfiorò in due occasioni la conquista del campionato nazionale. Vi fece ritorno nell’estate del 1991 e anche grazie a lui l’Hajduk ottenne i primi successi nel campionato e nella coppa di Croazia. L’ultimo successo nella coppa nazionale lo registrò nel 2009/10, durante la sua fugace apparizione all’Hajduk.
MIRKO JOZIĆ Per un breve periodo allo Split ha giocato Mirko Jozić. E’ rimasto noto come allenatore delle giovanili della nazionale jugoslava (oro con la U20 ai mondiali del 1987), della nazionale juniores e seniores della Croazia (partecipò al mondiali del 2002). Ha ottenuto risultati di prestigio soprattutto in Sudamerica, dove ha portato la squadra cilena del Colo Colo a storici successi continentali.
Ma nello Split hanno giocato pure altri futuri famosi giocatori. Tra di essi vanno ricordati Tonči Gabrić, Aljoša Asanović, Darko Butorović, Nenad Pralija, Ivica Vastić, tutti futuri nazionali.
NOTI ALLENATORI Infina da notare che la squadra nella sua storia è stata guidata da famosi allenatori, che hanno ottenuto grandi successi prima o dopo aver tenuto in mano le redini degli spalatini. Qui dobbiamo ricordare: Nikola Gazdić, Leo Lemešić, Luka Kaliterna, Franjo Glaser, Jozo Matošić, Frane Matošić, Ljubo Kokeza, Zlatko Papec, Vladimir Beara, Branko Kraljević e Ivan Katalinić.
ALTI E BASSI Questo è la storia dello Split. Una squadra che negli anni ha conosciuto alti e bassi. Una squadra rimasta all’ombra dell’Hajduk, che però ha sempre combattuto con determinazione contro tutte le difficoltà, da quelle di carattere politico a quelle di natura finanziaria. Ora la squadra, che è guidata ormai da anni dai fratelli Slaven (presidente) e Jozo (vicepresidente) Žužul, sta vivendo il suo momento d’oro ed ha da poco festeggiato i suoi primi 100 anni.
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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 9 giugno 2012.