Il rugby ha messo le radici in Dalmazia già settant’anni fa
Rugby e Croazia? Ben pochi sanno che è un sport di origini lontane e che viene praticato dalle nostre parti ormai da più di 70 anni. La culla del rugby croato è in Dalmazia. In questa regione gli appassionati del pallone ovale hanno messo le radici prima che da tante altre parti: qui ci sono sempre state le più forti società e i più forti giocatori. Oggi in Croazia esistono 15 società di cui sette sono dalmate: Nada e Ragbi ’59 a Spalato, indi le società di Sinj, Makarska, Ploče e infine due compagini che hanno congelato le proprie attività a Sebenico e Ragusa (Dubrovnik).
Origini lontane
Le origini del rugby in Croazia ci fanno tornare indietro agli anni ’30. In quel periodo sulla famosa spiaggia spalatina di Bačvice (Botticelle) gli studenti spalatini che frequentavano le università di Zagabria, Vienna, Praga e Lubiana avevano cominciato a giocare una specie di rugby. Naturalmente era un rugby ben lontano per regole e modalità di gioco rispetto a quello oggi conosciuto. Il primo pallone da rugby era arrivato a Spalato durante la Prima guerra mondiale grazie ai marinai inglesi. In quegli anni la storia narra delle prime partite di uno sport “strano”. Finita la guerra e partiti i marinai britannici la curiosità per questa gioco “singolare” sparì come per incanto.
Ma dopo qualche decennio il pallone ovale ebbe la sua rivincita.
Pallonate sulle Botticelle
La prima squadra che si ricordi in terrra dalmata è quella dei giocatori di “rugby” sulla spiaggia di Bačvice (Botticelle) del 1938: Branko Ožegović, Vinko Depolo, Željko Radmilović, Veljko Srdarević, Josip Ružić, Ivo Smojver, Marinko Belas, Rato Katunarić, Ivo Lentić e Mladen Ivić. Anni fa, proprio Mladen Ivić, ha raccontato di quei primi tentativi rugbistici. Ha spiegato così come decisero di adattare le regole che in gran parte ignoravano alle possibilità offerte da una spiaggia. Le regole le costruivano strada facendo e per non andare incontro a litigi decisero di metterle su carta. Questo compito spettò a due studenti di legge, Mladen Ivić e Zvonimir Mimic. Le regole, che erano una specie di combinazione di calcio e pallanuoto, alla fine furono ridefinite con il ricorso a una migliore terminologia sportiva dall’ex giocatore e arbitro calcistico, Leo Lemešić.
Rapida ascesa a partire dal 1933
Da quel 1933 fino alla fine della seconda guerra mondiale il rugby spalatino è cresciuto ed ha avuto sempre più seguaci. Da notare che il primo vero pallone da rugby è stato portato a Spalato da Ivo Lentić nel 1948 da Vienna. È interessante notare come le regole di questo gioco permettevano variazioni quotidiane. I giocatori potevano essere tra i sette e gli undici. Le misure del terreno di gioco variavano dai 60 ai 70 metri a seconda del livello del mare. Esisteva un portiere che custodiva una porta larga 4-5 metri e alta tre. Di quei giocatori degli anni ’30 oggi vengono ricordati: Borko Anđelinović, Marinko Belas, Đuro Bjedov, Frane Brajević-Masle, Ante e Ivan Čapeta, Marko Čolak, Vinko Depolo, Ivan Đonlić, Mladen Ivić, Dragan Jelovac, Rato Katunarić, Ivo Lentić, Nikola Lušić-Niklas, Jozo Matošić, Zvonimir Mimica, Mario Matulić, Sergije Mrkušić, Branko Ožegović-Pate, Bonaventura Parić-Vene, Željko Radmilović, Slavkko Rainis, Branko Roglić, Josip Ružić, Ivica Smojver, Veljko Srdarević-Đeki, Vinko Šakić, Josip Tebaldi, Toni Terzić-Telac, Uroš Tominić-Paja, Ratko Viličić, Petar Vitezica, Božo e Rato Zekan.
La fondazione della Nada
Però per arrivare al vero rugby si dovette aspettare anni. Così, appena il 23 febbraio 1959, viene fondata la prima vera società di rugby a Spalato, la Nada. Le origini del rugby con tutti i crismi della “legalità” a Spalato furono difficili. Ormai le regole erano ben note e non fu sempre agevole riuscire a tramutarle in realtà. I primi veri tentativi furono fatti da Ivo Ganza, Petar Pavković e Siniša Tartaglia. Grazie a degli amici riuscirono a fondare la prima società e a diventare parte della società sportiva giovanile Nada. Così nel febbraio del 1959 alla carica di primo presidente della Nada fu eletto Emil Oštrić, che rimase a ricoprire questo ruolo per ben 15 anni.
La forza fisica al centro dell’attenzione
I primi allenamenti nella palestra del liceo classico furono tenuti da Božidar Šolić. Erano in primo luogo incentrati sulla forza fisica. Con l’arrivo della primavera i giocatori ottennero il permesso di giocare su un terreno dell’OSD Nada nel quartiere di Gripe. Oggi questo terreno funge da parcheggio del palazzetto dello sport. I primi allenamenti all’esterno furono tenuti dai giocatori di rugby della Mladost di Zagabria che in estate venivano a Spalato: Đeki Srbljenović, Arsen Frančeski e Joško Rančić. Dal 22 settembre 1959 il primo allenatore stabile fu Mihovil-Miško Rađa, pure lui ex giocatore delle Mladost tornato a Spalato. Rađa quando arrivò a Spalato come allenatore non aveva nessuna esperienza. Tutto il suo “sapere” veniva dal fatto di aver giocato per quattro anni questo sport a Zagabria. Non deve, per tale motivo, risultare sorprendente il fatto che all’inizio i giocatori della Nada furono in primo luogo noti per la forza fisica e non tanto per il livello di gioco.
Sconfitti con l’onore delle armi
La prima partita la registriamo il primo dicembre 1959. Gli avversari furono temibili, i campioni della Jugoslavia in carica, i giocatori della Mladost di Zagabria. Gli spalatini furono sconfitti con… l’onore delle armi, per 10-26. Però arrivare a questa partita fu una vera avventura. Il problema principale era la quasi totale mancanza di fondi. Con l’entusiasmo si poteva ovviare a qualsiasi inconveniente, però alla fine il problema principale era confezionare le divise. Ad aiutarli ci pensò indirettamente l’organizzazione umanitaria UNNRA. Infatti le tele in cui c’erano 20kg di zucchero furono utilizzate per fare le prime divise. Si operò d’ingegno; tre di queste tele si rivelarono sufficienti per confezionare una divisa. Così si fecero 16 divise, mentre l’ultima fu un vero miracolo perché fatta da una sola tela per il più piccolo del gruppo, Ivica Vidić-Ičivi.
Campioni dopo tre anni
Solo tre anni dopo la costituzione arrivò il primo successo. Infatti nel 1962 la Nada si laureò campione di Jugoslavia! Il titolo sotto la guida dell’allenatore/giocatore Mihovil Rađa fu conquistato da Mario Aničić, Leo Antonini, Zoran Biluš, Ilija Bjelanović, Gorki Blašković, Ante Borčić, Zlatko Čikeš, Željko Dvornik, Ivo Ganza, Ante Grubišić, Frane Ivanišević, Kaja Krstulović, Mladen Krstulović, Ante Kuvačić, Uroš Ljubibratić, Ratomir Milat, Igor Mornar, Marko Protega, Ante Radman, Nikola Rnjak, Leo Senjanović, Đeki Srbljenović, Stipe Vitaljić e Neven Vuletin. Per comprendere quanto fosse forte questa squadra basti notare che rimase campione nazionale per ben cinque anni di fila, fino al 1967.
Trofei a volontà
Fino ad oggi la Nada è stata campione nazionale, della Jugoslavia prima e Croazia poi, per ben 25 volte e precisamente nel 1962, 1963, 1964, 1965, 1966, 1967, 1970, 1971, 1972, 1973, 1989 1992, 1993, 1995, 1996, 1997, 1999, 2000, 2002, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008 e 2009. La coppa nazionale è stata conquistata 16 volte ovvero nel 1964, 1968, 1969, 1970, 1972, 1976, 1982, 1984, 1989, 1993, 1998, 1999, 2000, 2005, 2007, 2008. Tantissimi i titoli nazionali di campionato e coppa vinti pure dalle sezioni giovanili, ossia dagli Under 19, Under 17, Under 15, Under 13 e Under 11. Già al momento della solenne cerimonia per i primi 40 anni nel 1999, i titoli complessivi da vantare erano ben 82! Diversi i successi pure a livello internazionale. Nell’Interliga gli spalatini hanno vinto nel 2004, 2007, 2008 e 2009. Hanno conquistato, inoltre, nel 2001 la Coppa centroeuropea e si sono piazzati al terzo posto nella Coppa dei club dilettantistici nel 2005.
Numerosi i prolemi
Però la storia della Nada non è tutta rose e fiori. Durante tutti questi anni la squadra ha affrontato numerosissimi problemi. Oltre a quello principale, oseremmo dire inevitabile, di carattere economico che li ha costretti a tirare avanti per anni senza l’ombra di uno sponsor, c’è stato quello pure gravissimo di non disporre di un proprio campo di gioco e nemmeno di uno per gli allenamenti. “Svanito” il primo campo nel quartiere di Gripe iniziò un vero è proprio calvario. La città di Spalato non aveva un campo da dare in uso ai rugbisti. Così i giocatori furono costretti per ben 11 anni a girovagare per la Dalmazia e a giocare e ad allenarsi a Dugi Rat, Žrnovnica, Stobreč, Salona (Solin), Mravinci, Kaštela (Castelli spalatini), Clissa, Koprivna e Dugopolje. A parte lo spostamento da Spalato verso le diverse città nei dintorni c’era pure la necessità del trasporto di tutto il necessario: in questo ambito il problema principale era rappresentato dai grossi e grandi pali della rete. Anche se a Spalato non potevano allenarsi né giocare partite gli appassionati del pallone ovale hanno sempre potuto fare affidamento sull’aiuto della società calcistiche Dalmatinac e Split in primo luogo dal lato logistico e e poi per quanto concerne gli spogliatoi. Inevitabilmente questi anni di forzato esilio hanno messo a grande prova sia la dirigenza che i giocatori.
Con i Giochi del Mediterraneo finito il calvario
Il calvario è finito nel 1979. Infatti in quell’anno a Spalato sono stati organizzati i Giochi del Mediterraneo. E siccome è stato costruito un nuovo stadio, l’attuale Poljud, il vecchio campo dell’Hajduk, lo “Stari plac” è rimasto libero ed è stato concesso in uso ai rugbisti.
Negli anni la Nada ha giocato pure tantissime partite internazionali, persino in tre continenti diversi. Gli spalatino hanno visitato così pure l’Africa (Tunisia) e l’Oceania (Australia e Nuova Zelanda).
Come segnalato durante la celebrazione dei primi 40 anni, a vestire la casacca tra i seniores sono stati in 289 di cui 42 sono stati pure giocatori della nazionale, 407 quelli juniores di cui 92 nazionali. Tra i tanti riconoscimenti ricevuti la Nada è particolarmente fiera del “Trophee International Du Fair-Play Pierre De Coubertin” vinto del 1987.
Pochi i presidenti che hanno guidato la Nada. Nell’ordine sono stati: Emil Oštrić (dal 23 febbraio 1959 fino alla morte il 14 maggio 1974), Petar Grašo (17 maggio 1974-30 novembre 1980), Mihovil-Miško Rađa (30 novembre 1980-2000) e Branko Marović.
Diversi gli allenatori stranieri
Pochi pure i segretari: Mihovil Rađa, Mladen Veić, Mirko Perkov, Ranko Armanda, Mario Petrušić e Petar Lerotić. Pure gli allenatori sono stati ben pochi: Mihovil Rađa, Leo Antonini, Tonči Cvitanović, Ante Zekan, Renato Jukić, Vjekoslav Arambašić, Brendon Winslow (della Nuova Zelanda), Rene Chiriac (Romania). In brevi periodi la Nada è stata guidata da Nikola Rnjak, Jozef Sokolowski (Polonia) e Radu Trajančev (Romania). Non da meno in questa singolare graduatoria sono stati i capitani nei primi 40 anni: soltanto otto, ovvero Mihovil Rađa, Leo Antonini, Ilija Bjelanović, Branko Radić, Ante Zekan, Vinko Labrović, Damir Buzov e Dalibor Starčević.
Difficile dire quali siano state le leggende di questo sport nel club Nada. Nella celebrazione dei 40 anni sono stati premiati i giocatori con il maggior numero di presenze: Ante Zekan l’unico con più di 400 presenze, Vinko Labrović e Branko Radić con più di 300 presenze, mentre con più di 200 partire troviamo Ilija Bjelanović, Damir Buzov, Zoran Buzov, Radimir Guina, Tonči Ivanišević ed Edo Tvrdić.
Dal 2008 attiva pure la società femminile
Dopo Spalato il rugby si è sviluppato nel resto della Dalmazia in primo luogo grazie ai giocatori della Nada. Interessante far notare che i veterani della società nel 1974 hanno fondato la seconda società di rugby chiamandola “Ragby ‘59”.
Infine dalla fine del 2008 è attiva pure la società femminile di rugby.
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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 13 giugno 2009.