POŠK: dalla spiaggia di Firule all’olimpo europeo

POŠK: dalla spiaggia di Firule all’olimpo europeo
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La storia della pallanuoto croata è da sempre legata alla Dalmazia. Qui ha iniziato a svilupparsi e a imporsi. Spalato e Ragusa (Dubrovnik) fin dagli inizi sono le dominatrici in questo sport, sia a livello regionale che nazionale. Queste due città dettavano legge già all’epoca della ex Jugoslavia e continuano a farlo anche adesso nell’ambito della Croazia indipendente e sovrana. È un amore, quello tra i dalmati e la pallanuoto, che dura ormai da quasi 100 anni. La Jadran di Spalato è stata a lungo dominatrice in questo sport, fin dagli albori. Oggi questo ruolo compete allo Jug di Ragusa, che non è una forza trainante solamente a livello nazionale, ma pure a livello europeo.

Stelle fugaci
Negli anni abbiamo trattato la storia delle varie società dalmate che vanno per la maggiore, come pure di quelle minori. Si è fatta valere eccome la società di nuoto e pallanuoto di Sebenico. Una splendida stella, che ha brillato pure a livello europeo, è stata anche quella della società di Curzola. Però ci sono pure diverse altri club che negli anni si sono fatti notare. Stelle fugaci magari, ma che si sono fatte valere per certi periodi pure a livello nazionale e saltuariamente internazionale.

Il regno della Jadran
Spalato da sempre è stato il regno della Jadran sia nelle competizioni di nuoto che in quello di pallanuoto. Soltanto in quest’ultima disciplina sportiva già all’epoca dell’ex Jugoslavia la Jadran vinse ben nove campionati con tre nomi diversi, da Baluni a Jadran e per un breve intervallo a Hajduk. La Jadran si impose per la prima volta, conquistando il titolo nazionale, nel 1923, per poi vincere pure l’ultima stagione, quella del 1991.
Però quasi fin dai primordi di questo sport, a Spalato non registriamo soltanto la presenza della Jadran. A vincere il campionato della ex Jugoslavia è stato pure il Mornar in ben cinque edizioni. Però quasi in sordina ha fatto spesso capolino nelle cronache, cercando talvolta di opporsi allo strapotere di queste due compagni, pure una terza squadra spalatina, la protagonista di queste pagine. Si tratta del POŠK.

La società più vecchia
POŠK è l’acronimo di Pomorski omladinski športski klub. La sua storia parte da lontano. Per certi storici si tratta della più vecchia società di pallanuoto di Spalato e tra le più vecchie a livello nazionale. Però questo “titolo” non gli è mai stato conferito formalmente. Infatti per tanti anni la società è vissuta a livello puramente amatoriale, senza essere mai registrata ufficialmente. Gli inizi li ritroviamo nella spiaggia di Firule, alla periferia di Spalato, già nel periodo antecedente il primo conflitto mondiale.
Quasi 100 anni fa in questa spiaggia ebbero inizio le prime delle attività collegate al nuoto, alle immersioni, fino a giungere a un nuovo sport con il pallone, che appena successivamente venne chiamato pallanuoto.
Finita la Prima guerra mondiale guerra, ripresero le attività sportive e il 13 ottobre 1920 venne fondata la società chiamata Pomorski športski klub Firule. I suoi primi soci gettarono subito le basi per la prima sede, una costruzione di legno di dimensioni modeste: 16×8 metri. Qualche anno dopo, nel 1925, nella stessa baia venne fondata pure un altra società, il Plivački omladinski klub Triton.

Il trampolino di lancio
Queste società furono il trampolino di lancio per la fondazione di un nuovo club, il Pomorski omladinski športski klub, che gettò le proprie basi nel 1927 però senza essere mai registrato. Fu un club attivissimo, partecipò a svariati campionati e tornei regionali, spesso con successo. Il vero padre padrone fu la persona che si più si era impegnata all’epoca a favore di questa disciplina sportiva, ossia Mate Brković. La volontà di avere una società competitiva era tanto più forte in quanto, da un lato le prime squadre nella baia di Firule avevavno avuto vita breve, e dall’altro si voleva dare vita a un’alternativa a quello che era lo strapotere della Jadran.

Registrazione nel 1937
Alla fine degli anni ‘20 furono compiuti i primi passi per diventare una società registrata con tutti i crismi della legalità. Pure diversi soci della Jadran passarono a questa nuova società. Però per giungere alla registrazione ci vollero fin troppi anni. Le attività andavano avanti comunque, però appena il 24 febbraio 1937 arrivò il nullaosta da Belgrado per la registrazione ufficiale del POŠK. Così l’11 aprile del 1937 a Spalato si tenne l’Assemblea elettorale della società. Il primo nome con tutti i crismi dell’ufficialità fu Plivački omladinski športski klub.

I primi dirigenti
L’Assemblea venne aperta da Petar – Pjerin Šerić. Egli parlò a lungo, come narrano le cronache dell’epoca, della tradizione degli sport legati al mare nelle baie di Botticelle (Bačvice) e Firule. Poi Gjuro Bjedov, il padre della nota nuotatrice Đurđica Bjedov, si soffermò sulla storia dei primi club in questa parte di Spalato, Firule e Triton. Indi si passò all’approvazione delle regole societarie e all’elezione dei primi dirigenti. Ad essere eletto primo presidente fu Jerko Ćulić. Due furono i vice: Petar – Pjerin Šerić e Josip Košćina. Segretario fu nominato Frano Samardžić, tesoriere Nenad Ožanić e addetto tecnico Gjuro Bjedov. Entrarono a far parte della dirigenza pure: Tonko Bibić, Toma Bradarić, Franko Katavić, Seka Kuzmanić, Bruno Mandić, Mate Palavršić, Žarko Radovčić e Ante Šarić.
Subito la società cominciò a intensificare le proprie attività sia a livello di nuoto che di pallanuoto e a partecipare a vari tornei e campionati locali. I livelli nazionali erano ancora lontani e pertanto pure quelli in cui gareggiava la vicina Jadran, che rivestiva un ruolo molto importante nel campionato jugoslavo. Nella seconda Assemblea societaria, il 29 gennaio 1939, venne eletto un nuovo presidente nella persona di Vinko Ružić. Ma di lì a poco le attività si fermerono. Cominciò la guerra e la pallanuoto giocoforza passò in secondo piano.

La rifondazione nel 1952
Finita la guerra il club riprese immediatamente le proprie attività, però di nuovo con lo stesso problema degli esordi, l’assenza di una registrazione ufficiale. Trascorsero così diversi anni nell’”illegalità”. Finalmente l’atto formale di registrazione avvenne nel 1952. Il 9 luglio un gruppo di ex soci della vecchia POŠK gettò le basi per la rifondazione ufficiale del club. Gli attivisti si ritrovarono nell’asilo di Firule. Venne eletto primo presidente Ilija Čolović. Furono gettate subito le basi pure della nuova leadership tecnica. Come allenatore della sezione nuoto venne ingaggiato Zdenko Mihovilović. Ad assumere le redini della sezione di pallanuoto fu Jozo Dabović, çapitano della generazione d’oro dello Jug degli anni ‘30, per anni campione nazionale.

Nel 1953 il primo titolo
I successi non mancarono. Subito nel 1953 arrivò il primo titolo. Ci pensò Ahmed Piragić, che tra gli allievi conquistò il titolo di campione nazionale croato nei 100 metri dorso. Nel 1955 i giocatori della squadra di pallanuoto si laurearono campioni croati e conquistarono di diritto la qualificazione nella seconda lega dell’allora Jugoslavia. Nel 1956 Svjetlana Krajtmajer – Kragić diventò campione nazionale nella disciplina farfalla. Il connubio tra nuoto e pallanuoto andò avanti fino al 1973, quando le due sezioni si separarono e diventarono indipendenti.

Lo sbarco in Prima lega
Però torniamo indietro nel tempo. Nel 1960 arrivò un’altra importante soddisfazione per la compagine di pallanuoto spalatina. Infatti dopo cinque anni di seconda lega, la società si qualificò in Prima lega. Un traguardo raggiunto battendo per 3-0 il forte Primorje di Fiume guidato da Jobo Kurtini. Una grande vittoria, che portò così la pallanuoto spalatina ad avere ben tre società in Prima lega. A difendere i colori del POŠK in quella stagione furono: Šibenik, Jurišić, Čerina, Vukičević, Asić, Kesić e Bagat. Allenatore era Milivoj Bonačić. Nello stesso anno iniziò a praticare il nuoto una futura stella a livello mondiale, Đurđica Bjedov.

Un vero e proprio miracolo
La sezione della pallanuoto proseguì la sua prima avventura in Prima lega fino al 1965. Già nel 1964 rischiò la retrocessione, evitandola all’ultimo turno grazie alla vittoria contro lo Jug di Ragusa. Il ritorno nella massima serie si ebbe nel 1968 e fu un ritorno importante, coronato da successi ottenuti con l’allenatore Vlaho Mišo Asić. Egli fece un vero e proprio miracolo, portando la società ad alti livelli. E questo affidandosi esclusivamente a forze spalatine, ovvero a ragazzi cresciuti tra Firule e Zenta.
Nel 1973 Damir Polić vinse la medaglia di bronzo ai campionati mondiali di Belgrado, i primi nella storia, donando così al POŠK la prima medaglia internazionale della sua storia. Subito dopo medaglie europee e mondiali furono conquistate pure da Antun Toni Petrić. Nel 1976 arrivò pure il primo sponsor: era la Brodomerkur. Sul fronte del nuoto, a farsi valere furono le nuove stelle Hrvoje Burić e Ana Marija Petričević.
Il periodo d’oro del POŠK furono gli anni ‘80. Nel 1979 la compagine spalatina perse la coppa nazionale in finale. Però si riscattò già nel 1980, conquistando il primo trofeo a livello jugoslavo. E subito nel 1980 la squadra riuscì ad arrivare alla sua prima finale in una coppa europea, la Coppa delle coppe, dove però fu sconfitta. Si rifece l’anno dopo vincendo la Coppa delle coppe. Uno storico successo, conseguito sotto la guida dell’allenatore Vlaho Asić e del suo vice Neven Franceschi. In piscina a difendere i colori della squadra spalatina c’erano Ante Bratić, Deni Lušić, Damir Polić, Miro Trumbić, Ivica Gabrilo, Milivoj Bebić, Željko Kaurloto, Ivica Milardović, Luka Tudor, Branko Jovanović, Igor Bradarić, Goran Kirigin, Zoran Sušak e Srđan Reljić.
Nella stagione 1982/83 arrivò il secondo successo nazionale e di conseguenza il diritto a una nuova partecipazione alla Coppa delle coppe. E si festeggiò di nuovo. Arrivò infatti la vittoria in finale, ovvero il secondo successo europeo per il POŠK Brodomerkur. A vincerlo furono Ante Bratić, Deni Lušić, Miro Trumbić, Ivica Gabrilo, Branko Jovanović, Milivoj Bebić, Ivica Milardović, Željko Kaurloto, Robert Andrijić, Tino Vegar, Robert Živković e Siniša Jokić, giudati dagli allenatori Momćilo Žurković e Antun Toni Petrić. Però in quell’anno i successi non si fermarono qui. Infatti seguì la finale di supercoppa europea.

Sconfitta la Pro Recco
Dopo averla persa nel 1982 (a Skopje si impose il Barcellona per 12-11) la compagine spalatina cercò il riscatto a Barcellona. L’avversario fu il vincitore della Coppa dei campioni, la squadra italiana del Pro Recco. Il successo arrise al POŠK Brodomerkur, che si impose per 12-11, arrivando così al suo terzo titolo europeo.
Con il passare degli anni vennero pure altre soddisfazioni internazionali. La società infatti vinse le prime tre edizioni della Coppa COMEN, organizzata dalla Confédération Méditérranéenne de Natation. Presero parte a questa competizione squadre provenienti da vari Paesi del Mediterraneo, tra i quali Italia, Jugoslavia, Grecia, Malta, Cipro, Francia ed Egitto.
A livello nazionale jugoslavo la società arrivò ancora due volte nella finale di coppa nelle stagioni 1983/84 e 1987/88, però perse in entrambe le occasioni.
Quello che però in queste stagioni mancò veramente fu un titolo nazionale a livello di campionato. Questa generazione d’oro riuscì in tre edizioni a sfiorare il successo pieno nel campionato nazionale, ovvero nelle stagioni 1980, 1982 e 1986. Quale principale “colpevole” del mancato conseguimento del traguardo voluto fu sempre individuato il problema finanziario, il vero tallonje d’Achille per anni di questa società, anche nel suo periodo d’oro. In questi anni molti furono i giocatori convocati in nazionale. Così a vincere l’oro alle Olimpiadi di Los Angeles furono Milivoj Bebić e Deni Lušić. Quest’ultimo bissò il successo nel 1988. Milivoj Bebić e Damir Polić vinsero l’argento a Mosca nelle Olimpiadi del 1980.
Arriviamo così all’ultima parte della storia di questa società spalatina. Negli anni ‘90 la squadra ebbe diversi alti e bassi. A fare la parte del leone sulla scena nazionale in quel periodo furono la Mladost di Zagabria, lo Jug di Ragusa e la Jadran di Spalato. In tutte queste stagioni la compagine gareggiò con il nome di Slobodna Dalmacija. E poi finalmente nella stagione 1997/98 arrivò uno storico successo. La squadra si laureò campione nazionale! Gli spalatini si piazzarono davanti alla Mladost di Zagabria, che aveva vinto in precedenza tutti e sei i primi campionati nazionali croati.

In finale battuto il Bečej
Di conseguenza ci fu la partecipazione alla Coppa dei campioni. La squadra conquista la Final four di Napoli. Nella piscina Scanone già in semifinale gli spalatini affrontarono i padroni di casa del Posillipo e riuscirono a batterli. Seguì la finale contro il forte Bečej, sconfitto per 8-7. A vincere questi due storici trofei furono: Dragan Rebić, Ivan Katura, Višeslav Sarić, Aljoša Kunac, Vladimir Močan, Roman Polačik, Aleksandar Nagy, Petar Trumbić, Teo Đogaš, Nikša Jaić, David Burburan, Srđan Bradarić, Samir Barač, Alen Bošković, Mario Oreb e Dario Mužić. A guidarli fu l’allenatore Dragan Matutinović.
Dopo le sconfitte nel 1996 e 1997, questa splendida generazione riuscì a vincere pure la coppa Croazia.Seguirono dei piccoli cambiamenti nell’organico. A lasciare la società furono due dei protagonisti della vittoria di Napoli, il portiere Dragan Rebić e Alen Bošković. Però arrivarono a rafforzare le fila degli spalatino quello che all’epoca era il miglior portiere al mondo, Siniša Školneković, e i nazionali Joško Kreković e Zdeslav Vrdoljak. La squadra arrivò di nuovo nella final four della Coppa dei campioni. Il torneo finale si svolse a Bečej. Il POŠK, che in quel periodo si fregiava del nome di Splitska banka, fu battuto già in semifinale dai padroni di casa, in una gara ad alta tensione, caratterizzata da decisioni dubbie, tra cui l’annullamento nel finale delle rete di Samir Barač. Gli spalatini furono sconfitti dopo pure nella finale di consolazione per il terzo posto dalla squadra ungherese del Budapest VSC.

L’inesorabile declino
Di lì a poco disputarono la finale del campionato nazionale. A imporsi fu lo Jug di Ragusa, di nuovo dopo forti contestazioni, tanto che i giocatori del POŠK non vennero a ritirare le medaglie d’argento. Subito dopo la Splitska banka come sponsor principale si ritirò e con essa il presidente Davor Barbarić. Questo fu l’inizio dell’inesorabile declino.
Seguirono annate sempre più deludenti, trascorse occupando posizioni di second’ordine. Si andò avanti ancora con fatica, in maniera stentata, per dieci anni arrabattandosi tra campionato nazionale e lega adriatica. Poi nel 2010, “grazie” ai debiti astronomici, la società dopo 73 anni di dignitosa attività venne sciolta.

I titoli
Trofei nazionali
Coppa di Jugoslavia:
2: 1979-1980, 1982-1983
Campionato croato:
1: 1997-1998
Coppa Croazia:
1: 1999-2000
Trofei internazionali
Coppa dei campioni:
1: 1998-1999
Coppa delle Coppe:
2: 1981-1982, 1983-1984
Supercoppa europea:
1: 1984
Coppa COMEN:
3: 1984, 1985, 1986

Le stelle
Allenatori: Vlaho Asić, Neven Franceschi, Momo Ćurković, Neven Kovačević, Dragan Matutinović, Antun Petrić
Giocatori: Milivoj Bebić, Deni Lušić, Damir Polić, Željko Kaurloto, Ante Bratić, Ivan Gabrilo, Branko Jovanović, Tino Vegar, Siniša Školneković

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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 14 dicembre 2013.


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