Tiro a segno: a Salona centrato il bersaglio

Tiro a segno: a Salona centrato il bersaglio
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Quando si scrive della storia dello sport in Dalmazia inevitabilmente i primi pensieri vanno alle leggende legate in primis al mondo del calcio, leggi Hajduk, oppure pallacanestro, leggi Zara e Spalato. Però esistono decisamente molte altre realtà che magari non sono così popolari e che sono emerse negli anni. Abbiamo così storie ricche di successi nel mondo della pallanuoto, dallo Jug di Ragusa (Dubrovnik) alla Jadran di Spalato, senza dimenticare gli ottimi risultati conseguiti pure a livello europeo dal KPK di Curzola (Korčula). Altri sport hanno vissuto i loro alti e bassi come la pallamano di Metković, oppure hanno visto compagini capaci di rimanere sempre ai vertici, come la squadra del Nada di Spalato, leader non solo a livello nazionale nel mondo del rugby.

Relegati ai margini
Però ci sono tanti altri sport in cui la Dalmazia si fa valere. Queste discipline restano però ancora nell’ombra; non riescono a emergere in quanto a popolarità e a competere ad esempio con il calcio e la pallacanestro o con la pallanuoto. Si tratta di storie conosciute soltanto da pochi intimi, ovvero dai veri appassionati di questi sport. Non importa che i loro atleti mietano successi non solamente a livello nazionale, ma pure internazionale e che annoverino tra le loro file campioni europei e spesso pure mondiali. Questi sono sport rassegnati a rimanere ai margini della scena mediatica, lontano dai riflettori dei mass media. In questo numero rispolveriamo uno di questi sport, che ha una storia lunga più di 100 anni e che si è sviluppato in una città che da sempre vive all’ombra di Spalato. Parliamo della città di Salona (Solin) e del tiro a segno. La società oggi si chiama Dalmacijacement e deve il nome allo sponsor principale. Siamo in presenza di una società ricca e gloriosa società, che si è fatta valere nel suo piccolo mondo molto di più di quanto non sia riuscito a farlo a livello globale il “grande fratello”, ossia l’onnipresente calcio

Successi olimpici
Negli ultimi anni questo sport è finalmente riuscito ad arrivare un po’ sotto i riflettori grazie agli ultimi successi olimpici. I buoni risultati conseguiti hanno attirato l’attenzione dei media, che hanno cominciato a seguire le competizioni pure di questo sport. Il tiro a segno ancora oggi da molti non è ritenuto un vero e proprio sport, anche se da tempo è una disciplina olimpica. Per definizione il tiro a segno è una pratica sportiva che consiste nel colpire un bersaglio il più possibile vicino al centro da una determinata distanza con un’arma da fuoco, ad aria compressa o a gas (CO2). Il tiro a segno, come quasi tutte le attività sportive, trae le sue origini dalla pratica militare. È sport olimpico sin dalla prima edizione dei Giochi olimpici moderni del 1896 di Atene ed è presente come disciplina olimpica all’interno delle paraolimpiadi. Per di più questa disciplina oggi può sempre di più fare affidamento sull’aiuto della tecnologia moderna.

Si inizia a metà Ottocento
Però torniamo a Salona. Gli storici più ferrati in materia pongono l’inizio di questo sport in Dalmazia verso la metà del 19.esimo secolo. La prima società sportiva registrata fu quella fondata a Zara nel 1871. Sei anni dopo le cronache registrano la prima società a Spalato, fondata il 25 febbraio 1877. Ed è proprio grazie alla società spalatina che si devono gli inizi del tiro a segno nella vicina Salona. Infatti gli spalatini organizzavano spesso nei primi anni gite a Salona per praticare questo sport.

In gita con Bajamonti
Stando a quanto riportano i giornali dell’epoca la prima gita di cui si ha notizia fu quella del 14 settembre 1877. Fu un avvenimento al quale partecipò pure il sindaco di Spalato, il “mirabile podestà” Antonio Bajamonti. Poi gli allenamenti e le gare si svolsero regolarmente fino al primo conflitto mondiale. Finita la guerra, gli appassionati di questa disciplina sportiva tentarono in diverse occasioni di formare una società propria, però senza successo. A Spalato nel 1927 fu costituita una nuova società nell’ambito dell’organizzazione dei Sokol, e proprio su questa falsariga vennero fatti i primi passi formali per farne nascere una anche a Salona.

18 novembre 1934
Dopo tanti tentativi andati a vuoto, finalmente il 18 novembre 1934 a Salona venne fondata la prima società di tiro a segno, chiamata semplicemente “Streljačka družina Solin”. A guidare l’Assemblea elettorale fu Ivo Mornar davanti a numerosi interessati, tra cui il presidente della società spalatina Jadran, Šimun Koceić, e il segretario Milan Kresojević. Dopo una dettagliata spiegazione sulle regole e sugli obiettivi della nuova società, si passò all’elezione della prima presidenza. Furono eletti Ivo Mornar alla carica di presidente, Josip Kopani a quella di vicepresidente. Ivo Vučković divenne segretario e Mate Ercegović tesoriere. Entrarono nelle file della dirigenza pure Frane Bućan, Branko Dude, Ante Dadić, Ivan Miller, Vaso Aćimović, Josip Drašković e Ambroz Marković.

Dai militari ai sarti
Nel Consiglio d’amministrazione furono eletti: Najdan Velić, Ivan Bilandžić e Božo Mirčeta. Interessante rilevare che il giornale Novo Doba nel suo numero del 22 novembre, oltre alla notizie sulla fondazione di questa nuova società, riporta pure le professioni dei componenti della dirigenza. Così scopriamo che tra i vertici societari c’erano militari, sarti, studenti, ristoratori, fornai, ecc. Insomma ad essere affezionati al tiro a segno non erano in primis i militari, ma soprattutto tantissime persone che svolgevano svariate professioni ed erano semplicemente attratte da questa disciplina.
La nuova società fu subito fu registrata presso il tribunale di Spalato, nonché presso l’organizzazione regionale di Spalato e quella nazionale di Belgrado del tiro a segno. I primi allenamenti e i primi eventi si sono svolsero nell’area della cava di Ponikva, tra Bilankuša e Manastirine, che oggi non esiste più. La società restò operativa fino all’ultimo conflitto mondiale, quanto venne chiusa. Con la fine della guerra la società non fu subito rifondata.

La rifondazione
Si dovette aspettare fino al 1948. Il 10 agosto di quell’anno un gruppo di entusiasti rifondò, presso il locale cementificio, la società di tiro a segno, che però fu ufficialmente registrata appena nel 1950. Prese il nome di “10 kolovoz”. I primi soci di questa società fondata al Majdan furono: Kruno Bućan, Veljko Vetma, Ivo Vetma, Zdenko Bućan, Miro Bojić e Ivica Miočić. Poi negli anni si aggregarono: Ivan Peroš, Miro Jaman, Boris Perko, Berislav Boban, Mate Crnković, Braco Pave Radić, Zvonko Barić e Vatroslav Vetma. I primi presidenti furono nell’ordine Kruno Bućan, Veljko Vetma e Ivica Miočić. I luoghi scelti per gli allenamenti variarono molto negli anni come pure i mezzi per sparare. Con la rifondazione della società a Salona si cominciò pure a operare per rilanciare il movimento a livello nazionale. Si fece molto sia per sottolineare la valenza sportiva del tito a segno sia per adeguarsi alle nuove regole, seguendo gli sviluppi di questa disciplina nel mondo.

Le prime stelle
Le prime stelle locali che riuscirono a brillare a livello repubblicano furono Ivo Vetma, Zdenko Bućan, Boris Perko, Miro Jaman e Čabo. Con il passare del tempo furono fondate altre società, ossia il Centar a Salona e il Prvoborac a Sveti Kajo. Siccome il movimento cresceva di anno in anno, nel 1956 si decise di fondare l’organizzazone regionale di tiro a segno. Entrarono a far parte della prima dirigenza gli esponenti del Prvoborac Frane Bilić e Marko Marušić, dell’ Antiša Vučićić Vranjic: Ivan Šakić e Libero Vidović, dell’10. kolovoz: Ivo Vetma, dell’Ivan Morđin Crni, Ante Pletikosić, della Narodna milicija Solin: Šime Ercegović. E infine della società Centar: Vjenceslav Tocilj, Ivo Boban, Andrija Bogdan, Kajo Mandić, Drago Jerat, Jure Harašić, Ivan Glavina, Ante Katić, Boris Perko e Ivan Milišić Vele. Alla carica di primo presidente di questa organizzazione fu eletto Vjenceslav Tocilj, mentre l’incarico di segretario fu affidato ad Andrija Bogdan. I primi obiettivi della nuova dirigenza furono quelli di migliorare le possibilità di fare pratica all’esterno e di trovare un posto adatto per l’allenamento nel tiro a segno al coperto. Inoltre furono imposte una quota di iscrizione e una quota annuale per i membri. Furono pure prese importanti decisioni relative alle prime competizioni.

Centinaia i soci
Per comprendere quanto questo sport fosse diventato popolare nella regione, basti vedere i numeri degli iscritti nel 1960: l’organizzazione di Salona annotava, in fatti, tra i suoi soci ben 560 persone, di cui 407 uomini e 153 donne. Però la società ebbe vita breve: l’ultima assemblea si svolse nel 1962. Poi tutte le società istituite presso le varie ditte passarono sotto l’egida di quella spalatina. Però questo non significò affatto il declino di questo sport a Salona. Infatti nel 1964 la più forte delle società, la Streljačka družina Centar, cambiò nome semplicemente in Solin, per passare nel 1972 all’attuale denominazione, Dalmacijacement. Negli anni la società cambiò diverse sedi di allemento, da Majdan a Sveti Kajo fino alla cava di Meterize.

Il primo storico successo
Subito nel 1965 arrivò il primo storico importante successo. Infatti Anka Čolak nella categoria pionieri si laureò campione nazione della Jugoslavia. Poco dopo la sua istituzione, la società venne “divisa” in due sezioni, quella maschile e quella femminile. Tantissimi furono i successi nel corso degli anni. Più di cento furono i campioni nazionali. In primis le soddisfazioni vennere dalla sezione femminile che spessissimo fu campione di Dalmazia e Croazia, con successi anche a livello nazionale jugoslavo.

Vittorie europee
I grandi successi a livello europeo e mondiale cominciarono a venire all’inizio degli anni ‘80. Branka Jankov, Bernarda Roudi e poi Miroslav Jankov diventarono membri della nazionale, mentre l’allenatore del Dalmacijacement, Siniša Vitez, divenne selezionatore della Jugoslavia. I buoni risultati non tardarono ad arrivare. Nel marzo del 1983 Branka Jankov, Valentina Atanasovska e Nevenka Tomović si laurearono campioni europei nella categoria juniores ai campionati di Dortmund. Subito dopo cominciò a farsi valere Vesna Domazet, che conquistò ben presto il titolo di migliore sportiva della Dalmazia. Due anni più tardi portò per la prima volta un titolo mondiale a Salona.

Una campionessa mondiale
Infatti ai campionati tenutisi in Germania nel settembre del 1986 ottenne il primo posto. Un successo davvero storico.. Pochi mesi più tardi arrivò un altro primo posto. Infatti nell’aprile del 1987 Vesna Domazet vinse la Coppa del mondo arrivando ad un punto dal record mondiale, con i suoi 597 centri. Negli anni la Domazet conquistò pure diversi titoli europei, si impose ai Giochi del Mediterraneo e ottenne altre importanti vittorie in varie competizioni internazionali e in campionati nazionali. Elencare tutti questi successi è praticamente impossibile.

Giochi olimpici
Subito dopo in campo femminile si fece notare Mladenka Malenica, campione del mondo nel 1989 e vincitrice della Coppa del mondo nel 1994. Partecipò inoltre ai Giochi olimpici del 1988, del 1996 e del 2000. Per capire quanto la prima partecipazione della Malenica alle Olimpiadi del 1988 fu importanti, basti dire che arrivò dopo ottimi risultati ottenuti pure a livello internazionale. Tutto ciò permise a questa ragazza, all’epoca 16.enne, di essere la prima cittadina di Salona a partecipare alle Olimpiadi.

Una serie di ottimi sportivi
Negli anni poi sono emersi tanti altri tiratori scelti. Così l’inizio degli anni ‘90 ricordiamo Marša Samma e Irena Božić, campionesse di livello europeo. In primis si distinse quest’ultima, con ben cinque medaglie europee. Nel 1994 a farsi valere al livello juniores furono le campionesse europee Ana Nazor e Marina Borzić. Seguirono poi tanti altri successi di cui tutti i più importanti sono nel riquadro. Pure la società negli anni ha conseguito numerosi successi. Alla Dalmacijacemenet sono particolarmente fieri per il riconoscimento del Comitato olimpico, ovvero il premio Matija Ljubek, conseguito nel 2005.
Questa è la storia di uno sport e di un città, magari relegati ai margini delle cronache, poco seguiti dai media, ma sicuramente degni di menzione. E quello che conta, capaci anno dopo anno di mietere importanti successi e di farsi valere e rispettare a tutti i livelli.

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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 9 novembre 2013.


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