Il calcetto si è imposto alla grande in Dalmazia, al traino della pallamano (1 e continua)
È difficile parlare delle origini del calcetto in Croazia. Gli storici sono concordi nell’affermare che le radici risalgono a molto indietro nel tempo e di sicuro a un periodo precedente alla diffusione del calcio così come lo conosciamo oggi. La ragione è estremamente semplice. Per giocare a calcetto, o in una variante simile al gioco oggi riconosciuto, le necessità in fatto di attrezzature e spazi sono ben poche e le possibilità notevoli. Infatti nel tempo le regole non sono variate in maniera particolare; semmai sono state definite con precisione. Inoltre per giocare a calcetto è sempre stata sufficiente una piazza oppure un determinato spiazzo con due porte.
Ieri come oggi si sono dilettati con questo sport grandi e piccini, e il numero dei giocatori è stato sempre variabile.
A gettare le basi normative, ovvero a fissare le prima vere regole di questo gioco in Croazia, è stata l’associazione nazionale degli sport, la FISAH, che a Spalato, dove è sempre stata vivissima la passione per questa attività ludica, ha organizzato il primo campionato ufficiale e riconosciuto. Si è trattato della coppa di Dalmazia con partita doppia. La data storica è l’8 agosto 1946.
La prima partita sulla penisola di Sabbioncello
Nel campo della squadra di calcio dei Faraon di Trpinje, sulla penisola di Sabbioncello (Pelješac), ridotto alle dimensioni del calcetto dell’epoca, 47×35 metri con reti di cinque metri, venne disputata la prima partita. I locali affrontarono lo Zmaj do Blato. A imporsi furono gli ospiti per 3-1. Da notare che ci fu molta improvvisazione e, tra l’altro, si sviluppò un’accesa discussione su quanti giocatori mandare in campo. Gli ospiti volevano squadre composte dai classici undici giocatori, ma alla fine prevalse la variante dei sette giocatori, sei in campo più il portiere. Nonostante fossero stati disputati i primi campionati regionali e svariati tornei, fu necessario parecchio tempo per dare una vera e propria cornice organizzativa a questo sport a livello nazionale, croato o jugoslavo che fosse.
Il manuale con le regole
La Federcalcio croata comprese, con il passare degli anni, la necessità di sviluppare questo sport, viste le sue potenzialità. Inoltre, ed è questo il fatto principale, ebbe ben chiara l’esigenza di dotare questo gioco di regole fisse e ovviare così alle improvvisazioni che nel corso degli anni erano state pressoché all’ordine del giorno. Nel 1957 Viktor Medved e Ante Pavlović della Federcalcio croata, assieme all’associazione degli allenatori e a quella degli arbitri, “sfornarono” il primo manuale di calcetto con tanto di regole. Nel 1958 finalmente il librò uscì dalle stampe e contribuì a gettare le basi delle regole, che alla fine vennero approvate, sia pure con piccole modifiche, anche dalla Federcalcio nazionale della Jugoslavia.
I campi all’aperto fecero il miracolo
Infatti in quegli anni la Federcalcio croata intravide la possibilità di sviluppare in grande stile il gioco del calcio a livello giovanile. Di pari passo all’ascesa della pallamano nei nuovi campi all’aperto, realizzati in tutto il Paese, prese piede pure il calcetto. L’idea di fondo era di una semplicità disarmante. Nei campi per la pallamano, all’epoca tutti a cielo scoperto, si potevano disputare tranquillamente pure gli incontri di calcetto. Per quanto concerne le porte erano state definite le dimensioni di 5×2 metri. Il suggerimento fu pure quello di fare sì che nella costruzione dei campi si prevedesse che esse fossero di dimensioni leggermente maggiori rispetto a quelle utilizzate per la pallamano.
All’inizio era ritenuto soltanto un passatempo
Pertanto si cominciò subito a organizzare svariati campionati a livello giovanile, dai pulcini in poi; il gioco si impose dapprima nelle scuole elementari e medie, a livello croato e poi jugoslavo. Se lo sviluppo organizzato di questo sport a livello giovanile fu veloce e coronato da grande successo, a livello seniores le cose andarono molto a rilento.
Il calcetto fu ritenuto in primis come un passatempo e non come un vero e proprio sport. Appena nel 1987 la Federcalcio croata istituì una commissione per il calcetto e cominciò a pensare all’organizzazione di veri campionati. Nel 1988 fu organizzato il primo campionato nazionale vinto dalla squadra di Kutina, che in seguito si impose pure nel primo campionato della Jugoslavia. Dal 1993 iniziarono a essere disputati i campionati della Croazia. L’ultimo campionato è stato vinto dalla squadra istriana di Sottopedena, il Potpićan ’98.
I primi incontri a Spalato
Visto il grande amore per il gioco del pallone da parte dei dalmati e degli spalatini in primis, lo sviluppo del calcetto procedette in questa regione di pari passo con l’ascesa irresistibile del calcio. Le regole variarono spesso e vennero a dipendere soprattutto dallo spiazzo a disposizione per disputare le partite. Vi furono così partite nelle quali le squadre scesero in campo con cinque, sei, o setti giocatori. I primi incontri vennero disputati già negli anni Trenta.
Parlare della prima vera partita di calcetto a Spalato è praticamente impossibile. Oggi viene riconosciuta quella disputata il 23 maggio 1954 tra i giocatori della Riva e quelli della Piazza. Vennero giocate all’epoca due partite, la prima nella cava di Marasović e la seconda nel campo dei ferrovieri alle Botticelle (Bačvice). Tra gli altri scesero sul terreno di giocoi calciatori dell’Hajduk Vladimir Šenauer Geza e Davor Grčić Gaga. Un’altra partita passata alla storia fu quella del 1962, quando su un campo del Poljud giocarono le squadre del Palmolive di Bačvice e gli Old boys. La prima cornice organizzativa relativa al calcetto a Spalato la troviamo nel 1963, con un torneo a quattro, e secondo altre fonti a otto squadre. Poi nel 1964 ci fu il primo tentativo di mettere in piedi un campionato, mentre, finalmente, nel 1965 venne disputato il primo campionato ufficiale della città di Spalato. Questo primo campionato fu organizzato dalla Federazione per il calcetto fondata nel 1965: il suo primo presidente fu Lenko Čulić. A conquistare il titolo fu la squadra con il nome Palmolive. Il campionato ebbe grande successo e si ripeté nel corso degli anni. Gradualmente aumentarono il numero dei giocato ri coinvolti, delle squadre e dei campionati ai vari livelli. Parallelamente si costituì e in seguito irrobustì l’organizzazione degli arbitri, mentre le regole andarono migliorando.
L’ottimismo dell’Optimist
Nell’inverno del 1984 a Spalato vi fu la svolta. In quanto a organizzazione il calcetto era molto forte e venivano “sfornati” in continuazione ottimi giocatori, in grado di farsi valere non soltanto a livello nazionale. Il professor Vibor Velčić unì due generazioni di calciatori. Da una parte c’erano i liceali di buone speranze Goran Kovačević, Davor Perić, Luka Kokeza, Željko Babić e Denis Kosor. Dall’altra giocatori esperti come Boris Tomić, Ivica Franić, Joško Lešinj, Ivica Majić e Boris Perković. Essi andarono a formare la squadra dell’Optimist che già nella prima stagione 1984/85 conquistò un ottimo secondo posto nel terzo livello cittadino e la conseguente qualificazione al rango superiore. Nell’inverno dello stesso anno i liceali della squadra, tra 300 compagini, arrivarono a disputare i quarti di finale della Coppa di Dalmazia. Nell’estate del 1985 arrivarono pure in finale al torneo di Castel San Giorgio (Kaštel Sućurac). In questo primo anno si impose all’attenzione dei tecnici e degli spettatori il sedicenne Goran Kovačević, autore addirittura di 100 reti nel corso di una sola stagione.
Con la qualificazione in seconda lega i giocatori abbandonano il campo in via Vukovar (all’epoca Balkanska) e cominciano a giocare nella palestra di Gripe. Alla squadra vennero aggregati altri giovanissimi, Vedran Boljat, Nikša Zokić e Boris Kanazir. Le ambizioni furono notevoli fin dall’inizio e tutt’altro che campate in aria. La compagine vinse il campionato di seconda divisione, senza registrare alcuna sconfitta nelle ultime 15 giornate. Fu battuta pure la fortissima e favorita squadra del Brodoremont. Due giocatori, Zokić e Perić, ebbero l’onore di giocare nella selezione spalatina al torneo di Velenje.
Nel 1987 arrivò il campionato della lega I B. L’Optimist. ora con il nome di Foto Olga, disputò un ottimo campionato e alla fine conquistò il quarto posto in classifica. Un successo, visto che la giovane squadra fu “menomata” per il fatto che diversi giocatori dovettero prestare in quel periodo il servizio militare.
Vittorie travolgenti
Nel 1988 la squadra cominciò a ingranare davvero. Con il nome dello sponsor, Mesarnica Truman, la compagine partì a rilento. Dopo la prima parte della stagione si ritrovò al quarto posto. Prima dell’inizio della seconda parte della stagione torneranno a militare nelle sue file Goran Kovačević, Željko Babić e Davor Perić. Alla
squadra si aggregò pure l’ottimo juniores dell’Hajduk, Siniša Burazer.
Non per niente la seconda metà della stagione fu un vero successo. Vennero conquistati ben 25 dei 30 punti possibili. Boris Kanazir fu pure il capocannoniere del torneo con 45 reti. Nella stagione successiva, 1988/89, la Truman si impose finalmente nel campionato della lega I B. Dopo la sconfitta nel primo turno la compagine
vinse ben 28 partite di seguito e conquistò il titolo alla grande. Vinse pure la Coppa della Città di Spalato battendo in finale il Brodoremont per 2-0. Si impose, inoltre, in numerosi tornei regionali e locali e partecipò per la prima volta alla Kutija Šibica di Zagabria.
La prima stagione in prima lega si rivelò difficile. La squadra iniziò il campionato in sordina. Dopo nove turni la squadra si ritrovò con soli otto punti in classifica. Non male, comunque, per una neopromossa. Però dopo la partenza “al rallentatore”, arrivò il grande miracolo.
La squadra si impose in 16 della successive 17 partite e vinse il campionato! Prima a Spalato, prima in Dalmazia. La compagine, infatti, conquistò la Coppa delle Coppe della Dalmazia battendo uno dopo l’altro tutti gli avversari. In quell’anno il titolo di miglior portiere andò a Luka Kokeza, estremo difensore del Truman.
Nuovo nome… vecchie abitudini
Nel 1991 la squadra cambiò nome in JID, anche se il padrone rimase lo stesso. Nuovo nome, ma vecchie “abitudini”. La squadra tornò a vincere il campionato, praticamente senza avversari degni di tal nome. Seguirono pure svariati successi nei diversi tornei regionali e repubblicani. Nella prossima puntata ci soffermeremo sui grandi successi della principale squadra spalatina, sulle sue imprese nazionali e internazionali, sulle sue stelle, senza dimenticare però le altre compagini.
I numeri
1985 Terza lega
Nella prima vittoriosa stagione, sotto la guida di Vibor Velčić hanno giocato: Luka Kokeza, Ivica Majić, Ivica Franić, Denis Kosor, Goran Kovačević, Željko Babić, Joško Lešina, Boris Tomić, Davor Perić, Zoran Perković, Hari Rončević, Vili Rončević e Vedran Dragičević
1986 Seconda lega A
Primo posto con 24 vittorie, sei pareggi e tre sconfitte, differenza reti 176-86. A giocare la maggioranza delle partite sono stati: Luka Kokeza, Goran Kovačević, Davor Perić, Željko Babić, Ivica Majić, Ivica Franić e Boris Tomić. Migliori marcatori Goran Kovačević con 47 e Željko Babić con 40 reti.
1987 Prima lega B
Quarto posto con 19 vittorie, due pareggi e nove sconfitte, differenza reti 151-94. A giocare la maggioranza delle partite sono stati: Ivica Majić, Ivica Franić, Boris Kanazir, Denis Kosor e Boris Tomić. Migliori marcatori Boris Kanazir con 43 e Denis Kosor con 25 reti.
1988 Prima lega B
Terzo posto con 21 vittorie, quattro pareggi e cinque sconfitte, differenza reti 153-55. A giocare la maggioranza delle partite sono stati: Boris Vučica, Denis Kosor, Luka Kokeza, Boris Kanazir e Ivica Franić. Migliori marcatori Boris Kanazir con 45 e Denis Kosor con 25 reti.
1989 Prima lega B
Primo posto e qualificazione in prima lega sotto la guida del tecnico iniziale Vibor Velćić e Boris Tomić. Alla fine Mesarnica Truman registra 23 vittorie, cinque pareggi e due sconfitte, differenza reti 124-49. A giocare la maggioranza delle partite sono stati: Luka Kokeza, Siniša Burazer, Denis Kosor e Goran Kovačević. Migliori marcatori Goran Kovačević 28, Boris Kanazir con 22 e Željko Babić con 20 reti.
1990 Prima lega A
Primo posto con 18 vittorie, quattro pareggi e quattro sconfitte, differenza reti 72-30. A giocare la maggioranza delle partite sono stati: Denis Kosor, Luka Kokeza, Goran Kovačević, Željko Babić, Đivo Tikvica e Siniša Burazer. Migliori marcatori Denis Kosor con 18 e Goran Kovačević con 13 reti.
1991 Prima lega A
Primo posto con 16 vittorie, cinque pareggi e cinque sconfitte, differenza reti 77-52. A giocare la maggioranza delle partite sono stati: Siniša Burazer, Denis Kosor, Frane Peroš, Luka Kokeza, Joško Tijardovič e Željko Babić. Migliori marcatori Denis Kosor con 17 e Goran Kovačević con 16 reti.
1991/92 Prima lega A
Secondo posto con 14 vittorie, otto pareggi e quattro sconfitte, differenza reti 74-47. A giocare la maggioranza delle partite sono stati: Denis Kosor, Siniša Burazer, Nikša Zokić, Frane Peroš, Luka Kokeza e Željko Babić. Migliori marcatori Đino Tikvica con 15 e Denis Kosor con 12 reti.
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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 10 aprile 2010.